Cultura & Attualità
I due "cumpari"
Messaggio del 14-10-2006 alle ore 17:18:59
io ti ho detto sei mesi, ma forse era anche meno... roba di fondi azionari, bilanciati e company...
io di economia ne capisco quasi niente, ma i numeri li comprendo...
io ti ho detto sei mesi, ma forse era anche meno... roba di fondi azionari, bilanciati e company...
io di economia ne capisco quasi niente, ma i numeri li comprendo...
Messaggio del 14-10-2006 alle ore 17:11:09
Oh d'altra parte se tu per farti fregare 500 euro c'hai messo 6 mesi, sei anni per farsi fregare 500 milioni non sono poi tantissimi!

questa ovviamente era una battuta!
Oh d'altra parte se tu per farti fregare 500 euro c'hai messo 6 mesi, sei anni per farsi fregare 500 milioni non sono poi tantissimi!

questa ovviamente era una battuta!
Messaggio del 14-10-2006 alle ore 17:08:45
Divo scusa per il messaggio incompleto,volevo dire che per una Ferrari a buon prezzo chiedi alla coccia svoit per eccellenza.Se ne è in possesso,può farti un buon prezzo,sicuramente sarà un regalo del babbo ricco,finto comunista.Ti quoto per l'affare,di avvoltoi è pieno,ma la sqquola dell'obbligo non è un opinione,almeno per certa gente.
Divo scusa per il messaggio incompleto,volevo dire che per una Ferrari a buon prezzo chiedi alla coccia svoit per eccellenza.Se ne è in possesso,può farti un buon prezzo,sicuramente sarà un regalo del babbo ricco,finto comunista.Ti quoto per l'affare,di avvoltoi è pieno,ma la sqquola dell'obbligo non è un opinione,almeno per certa gente.
Messaggio del 14-10-2006 alle ore 17:07:36
errare è umano ma perseverare è diabolico!
Allora divo so da fonte certa, ma si capisce pure leggendo tra le righe diel papiro che la marchesa, nonostante la sua giovane età e la tragedia che l'aveva colpita, e soprattutto lo scandalo che ne seguì, capì abbastanza in fretta l'errore che aveva commesso e appena potè revocò il mandato al suo "amministratore".
Oh ma sei tosto!
errare è umano ma perseverare è diabolico!
Allora divo so da fonte certa, ma si capisce pure leggendo tra le righe diel papiro che la marchesa, nonostante la sua giovane età e la tragedia che l'aveva colpita, e soprattutto lo scandalo che ne seguì, capì abbastanza in fretta l'errore che aveva commesso e appena potè revocò il mandato al suo "amministratore".
Oh ma sei tosto!
Messaggio del 14-10-2006 alle ore 17:05:40
e l'antiberlusconismo vi rende cosi' faziosi da tacciare di berlusconismo chi berlusconiano non è 
e l'antiberlusconismo vi rende cosi' faziosi da tacciare di berlusconismo chi berlusconiano non è 
Messaggio del 14-10-2006 alle ore 16:57:05
bruce, ho imparato a leggere che tu ancora non eri nato.
ora ti dico una cosa: io feci un investimento, roba da poche migliaia di euro.
dopo sei mesi perdita secca di 500 euro, vado dal promotore finanziario e chiudo tutto, malgrado i suoi consigli a continuare.
se io avessi chiuso gli occhi per 6 anni, lasciando fare a lui, potevo ritrovarmi senza un euro
sarei stato furbo, secondo te?
la marchesina è stata una rincojonita, perchè se io c'ho tutti quei soldi e quelle proprietà me le curo meglio...
è chiaro che viviamo in un mondo di avvoltoi, ma anche di gente stolta ce n'è parecchia...
bruce, ho imparato a leggere che tu ancora non eri nato.
ora ti dico una cosa: io feci un investimento, roba da poche migliaia di euro.
dopo sei mesi perdita secca di 500 euro, vado dal promotore finanziario e chiudo tutto, malgrado i suoi consigli a continuare.
se io avessi chiuso gli occhi per 6 anni, lasciando fare a lui, potevo ritrovarmi senza un euro

sarei stato furbo, secondo te?
la marchesina è stata una rincojonita, perchè se io c'ho tutti quei soldi e quelle proprietà me le curo meglio...
è chiaro che viviamo in un mondo di avvoltoi, ma anche di gente stolta ce n'è parecchia...
Messaggio del 14-10-2006 alle ore 16:48:54
Spesso il berlusconismo vi rende illetterati.
Spesso il berlusconismo vi rende illetterati.
Messaggio del 14-10-2006 alle ore 16:42:02
E chi voleva offerderti?
Il mio era solo un consiglio!
Ho postato il papiro solo perchè era molto preciso nel descrivere fatti e avvenimenti, visto che in questo post c'erano un sacco di cose riferite per sentito dire, circa l'età della figlia del marchese Casati Stampa e il valore della tenuta di Arcore.
Infatti dopo sei anni gli ha revocato il mandato e ha affidato la gestione del suo patrimonio ad altri, la qual cosa dovrebbe anche chiarire quanto la marchesa Casati Stampa abbia ritenuto onesti e soddisfacenti i servigi prestatili dal suo precedente amministratore.
La questione fondamentale resta che non è stata la marchesa a vendere la tenuta ma il suo amministratore!
Hai imparato a leggere ora sforzati di capire! Orsù!
------------
Editato da Bruce Wayne il 14/10/2006 alle 16:44:07
E chi voleva offerderti?
Il mio era solo un consiglio!
Ho postato il papiro solo perchè era molto preciso nel descrivere fatti e avvenimenti, visto che in questo post c'erano un sacco di cose riferite per sentito dire, circa l'età della figlia del marchese Casati Stampa e il valore della tenuta di Arcore.
Infatti dopo sei anni gli ha revocato il mandato e ha affidato la gestione del suo patrimonio ad altri, la qual cosa dovrebbe anche chiarire quanto la marchesa Casati Stampa abbia ritenuto onesti e soddisfacenti i servigi prestatili dal suo precedente amministratore.
La questione fondamentale resta che non è stata la marchesa a vendere la tenuta ma il suo amministratore!
Hai imparato a leggere ora sforzati di capire! Orsù!
------------
Editato da Bruce Wayne il 14/10/2006 alle 16:44:07
Messaggio del 14-10-2006 alle ore 16:32:10
uau, mi amate! 
pofpof, il tuo messaggio è incompleto
bruce, ho letto tutto il tuo papiro... embhè? cmq chillè iè na coccia svoite, se dopo sei anni ca ti si venduta na casa ancora non fai il rogito, non ti insospettisci? e in sei anni ne hai di tempo per informarti sulle valutazioni delle case, e capire ca te tenn a fregà
a volte l'anti berlusconismo vi rende ciechi...
ora rioffendetemi pure, ma per favore niente piu' papiri, bruce
p.s.
a quanto sta sta caxxo di scarola?
uau, mi amate! 
pofpof, il tuo messaggio è incompleto
bruce, ho letto tutto il tuo papiro... embhè? cmq chillè iè na coccia svoite, se dopo sei anni ca ti si venduta na casa ancora non fai il rogito, non ti insospettisci? e in sei anni ne hai di tempo per informarti sulle valutazioni delle case, e capire ca te tenn a fregà

a volte l'anti berlusconismo vi rende ciechi...
ora rioffendetemi pure, ma per favore niente piu' papiri, bruce

p.s.
a quanto sta sta caxxo di scarola?
Messaggio del 14-10-2006 alle ore 15:47:53
Divo o impari a leggere oppure informati sulle quotazioni della scarola!
Divo o impari a leggere oppure informati sulle quotazioni della scarola!
Messaggio del 14-10-2006 alle ore 14:36:46
Divo sei un cretino(scherzo,nn mi permetterei mai con chi ha un minimo di razio),non devi comprare la Ferrari,per
Divo sei un cretino(scherzo,nn mi permetterei mai con chi ha un minimo di razio),non devi comprare la Ferrari,per
Messaggio del 14-10-2006 alle ore 13:50:26
anche senza leggere il papiro di bruce wayne (non ne ho la forza...) io resto della mia idea: se ti vendi una casa a due lire sei un fesso tu, imparati a stare al mondo!
a meno che tu non sia incapace di intendere e volere, ma non mi pare il caso in questione...
eye, che macchina hai? una ferrari? me la vendi per duemila euro? mi risponderesti di si? se lo fai sei un fesso, e la ferrari non te la meriti...
anche senza leggere il papiro di bruce wayne (non ne ho la forza...) io resto della mia idea: se ti vendi una casa a due lire sei un fesso tu, imparati a stare al mondo!
a meno che tu non sia incapace di intendere e volere, ma non mi pare il caso in questione...
eye, che macchina hai? una ferrari? me la vendi per duemila euro? mi risponderesti di si? se lo fai sei un fesso, e la ferrari non te la meriti...
Messaggio del 14-10-2006 alle ore 12:07:57
Metaforicamente...diceva qualcuno.
Metaforicamente...diceva qualcuno.
Messaggio del 14-10-2006 alle ore 10:25:44
Eye sulla tua "ricchezza" io ci piscio beatamente sopra.
Eye sulla tua "ricchezza" io ci piscio beatamente sopra.
Messaggio del 13-10-2006 alle ore 23:29:43
ma previti c'ha pure la coda nera e le corna?
ma previti c'ha pure la coda nera e le corna?
Messaggio del 13-10-2006 alle ore 22:02:18
popof sei un povero miserabile.
popof sei un povero miserabile.
Messaggio del 13-10-2006 alle ore 16:50:57
Ve tenete a appesantì!!!! Ma credete che a qualcuno interessi la vita di Previti?
Ve tenete a appesantì!!!! Ma credete che a qualcuno interessi la vita di Previti?
Messaggio del 13-10-2006 alle ore 16:44:50
PREVITI FASCISTA DOC E REGISTA DELLE FORTUNE DELL'IMPERO BERLUSCONIANO
Un fascista doc figlio di fascisti storici, un corrotto, un concusso, un evasore fiscale dichiarato che ha costruito le sua carriera politica grazie alle amicizie coltivate all'ombra della massoneria e della P2 di Gelli e sotto l'ala protettiva dei suoi padrini politici Craxi e Berlusconi. Un avvoltoio che non ha esitato ad avventarsi sulle disgrazie dei suoi clienti per spogliarli del loro ingente patrimonio. Di origini fasciste, poi liberale, successivamente craxiano di ferro e ora braccio destro e "legale degli affari sporchi" del neoduce Berlusconi col quale a partire dagli anni '70 ha portato a termine una sequela di oscure operazioni finanziarie e immobiliari su cui successivamente è stato costruito il grande impero Fininvest.
Questo in estrema sintesi il ritratto del deputato di Forza Italia Cesare Previti, già ministro della Difesa nel 1994 col primo governo Berlusconi e coordinatore nazionale di Forza Italia e ora sotto processo per una scandalosa serie di processi aggiustati, tangenti ultra miliardarie e fatti di corruzione a dir poco infamanti.
Del resto Previti non ha mai nascosto le sue simpatie per la camicia nera e ancora oggi ricorda con orgoglio che: "Ero così di destra, ma così di destra, che persino Gianfranco Fini, quando mi incontra, mi chiama `il fascista"'. Oppure: "Da ragazzo ero missino, come tutti i borghesi romani...".
Nato a Reggio Calabria nel 1934, figlio di un avvocato "grande fascista": Umberto, Previti si trasferisce a Roma nel 1949 dove, dopo aver concluso gli studi superiori, si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza e fin dai primi anni comincia a militare nelle file delle organizzazioni giovanili del MSI e a frequentare assiduamente tutte le sezioni storiche dei giovani di destra.
Nel 1953 viene eletto nelle elezioni universitarie con la lista "caravella" appoggiata da MSI, monarchici, liberali e "Uomo qualunque".
Poi passa fra le file dei liberali e diventa dirigente provinciale del PLI a Roma e amico intimo dell'ex segretario del partito, Malagodi.
La sua carriera da avvocato si può dire che inizia alla fine del 1970 quando diventa prima controparte e poi, due anni dopo, tutore dell'enorme patrimonio ereditato da Annamaria Casati Stampa che ammonta a circa 400 miliardi dell'epoca fra beni mobili e immobili e fra cui è compresa anche la tenuta di San Martino presso Arcore con annessa villa del '700.
Il 30 agosto 1970 era scoppiato a Roma un grande scandalo di cronaca "rosa-nera": il marchese Camillo Casati Stampa di Soncino aveva ucciso a fucilate la sua consorte Anna Fallarino, sposata in seconde nozze, e il suo amante, lo studente universitario e attivista del MSI Massimo Morenti e infine si era tolto la vita.
L'enorme patrimonio lasciato dal marchese se lo contendono a colpi di carta bollata e udienze processuali la famiglia Fallarino e la giovane figlia del marchese Annamaria, avuta con la prima moglie Letizia Izzo. I Fallarino affidano la loro azione legale proprio all'allora giovane avvocato 36enne Cesare Previti.
Il processo si risolse a favore della giovane figlia del marchese Annamaria che però all'epoca era minorenne e perciò necessitava di un tutore che ne curasse gli interessi fino al compimento del 21• anno.
Con l'abilità di un avvoltoio, Previti fiuta il grande affare della sua vita e passa dalla parte della sua controparte nel processo. Contatta in gran segreto la figlia del marchese appena divenuta miliardaria e le offre i suoi servigi. La ragazza accetta e poco tempo dopo l'anziano avvocato della Casati Stampa, Giorgio Bergamasco, all'epoca membro della direzione nazionale del PLI, viene nominato suo tutore mentre Previti diventa pro-tutore.
Nel 1972 Bergamasco viene nominato ministro dei Rapporti con il Parlamento nel primo governo Andreotti e Previti finalmente corona il suo sogno e diventa il tutore unico della Casati Stampa.
Inizia così, a partire proprio dal 1972, la lunga stagione delle grandi fortune politiche ed economiche per lui e per il suo grande amico Berlusconi.
La prima operazione comune risale al 1973 quando Previti convince la Casati Stampa a mettere in vendita la tenuta di San Martino. Nel '74 viene trovato un acquirente l'allora giovane imprenditore edile Silvio Berlusconi che acquista la tenuta per un valore di appena 500 milioni di lire e per giunta dilazionati nel tempo, mentre il valore effettivo dell'immobile è di oltre 1 miliardo e 700 milioni dell'epoca come risulta dalle stesse stime legate all'eredità. Alla fine del '74 Berlusconi si insedia ad Arcore, ma Previti "suggerisce" alla sua "assistita" di posticipare il rogito catastale che verrà fatto nel 1980 e senza pagare una sola lira di tasse.
La villa diventa la reggia e insieme il quartier generale berlusconiano dove fra gli altri alloggia anche lo stalliere mafioso Mangano punto di collegamento fra il neoduce e Marcello Dell'Utri attualmente sotto processo a Palermo per concorso in associazione mafiosa.
Questo è solo l'inizio di una lunga serie di manovre finanziarie, cessioni e grandi speculazioni immobiliari che nel volgere di pochi anni porteranno alla costruzione di quel grande impero economico-finanziario-televisivo di cui oggi tanto si vanta il neoduce di Arcore.
Il "miracolo italiano" di Berlusconi continuerà a portare per lungo tempo il segno della devota ed efficace assistenza della famiglia Previti. Sin dai primi passi di Silvio nel grande giro. Infatti il padre di Cesare Previti, Umberto, commercialista missino di Reggio Calabria, romano d'adozione, risulta essere l'ultimo degli amministratori dell'Edilnord, la società sorta dal nulla in Svizzera, intestata alla cugina e alla zia del neoduce, e poi messa in liquidazione proprio da Umberto Previti che curerà anche da quelle ceneri la nascita della Fininvest Roma e l'aumento del capitale sociale da 20 milioni a 50 miliardi. Cesare siede dapprima nel collegio sindacale della Fininvest srl. Si fa le ossa. Poi entra nei consigli di amministrazione della Standa, di Euromercato, di Mediolanum, assurge alla vicepresidenza della Fininvest Comunicazione e della Rti.
Con la nascita di Fininvest nel 1975 e via via in tutte le più importanti tappe Berlusconi fino al lancio di Forza Italia al suo fianco il fido Previti che intanto acquista sempre maggiori spazi di potere e di manovra all'interno del gruppo. Al punto che la stessa Cristina Matranga, parlamentare di Forza Italia, in una intervista a "La Stampa" del 29 settembre 1994 confessò: "Dotti è l'avvocato degli affari legali di Berlusconi, Previti di quelli illegali". Una verità confermata più recentemente anche da Filippo Mancuso che a Cesare Previti ha attribuito un "simul stabunt, simul cadent" rivolto a Berlusconi. (Insieme staranno in piedi, e insieme rovineranno). Precisamente: l'avvocato forzista Michele Saponara, citato dall'ex guardasigilli, essendo "onestamente attento al divenire dell'eterna questione Berlusconi-Previti, mi dice di sapere per certo che la preoccupazione di quest'ultimo (Previti) intorno alle note procedure di Milano era giunta a un tale punto di esasperazione da inviare all'altro (Berlusconi) una missiva di certissimo contenuto ultimativo. Nella quale, Previti latineggiava l'allusivo avvertimento".
Nel corso degli anni '80 sia Previti che Berlusconi sono alla corte di Craxi e l'avvocato di Reggio Calabria viene piazzato alla poltrona della vicepresidenza della Selenia (oggi Alenia) del gruppo Iri.
Quando nel 1981 la Guardia di Finanza sequestra nella villa di Castiglion Fibocchi (Arezzo) il primo elenco degli iscritti alla P2 di Gelli molti amici di Previti e del suo padrone politico di allora, Bettino Craxi, risultano iscritti alla loggia massonica del venerabile. Scartabellando gli archivi si rileva, per esempio, che per via di un fonema palatale - per effetto della somiglianza del suono di una "D" e di una "T" - il suo nome fu associato alla loggia P2. A differenza di Berlusconi, (tessera 1816, codice E. 19.78, gruppo 17, fascicolo 0625, data di affiliazione: 26 gennaio 1978), Previti non risulta nella lista che fu trovata nella villa di Licio Gelli, a Castiglion Fibocchi. Ma davanti a Villa Wanda, residenza del "Maestro Venerabile" della loggia delle trame e dei misteri, alle ore 13,40 del 23 maggio 1988 una pattuglia della Digos annotò sul brogliaccio dei devoti visitatori un "avvocato Cesare Previdi, di Roma, senza documenti". Previdi, non Previti, si intende. Anche se c'è da dire che di "avvocati Previdi" non ne risulta neanche mezzo negli elenchi del Foro della capitale. Fra gli affiliati alla P2 spicca fra gli altri anche l'allora presidente craxiano della Rai Enrico Manca che qualche tempo dopo, proprio grazie all'azione difensiva curata personalmente da Previti, viene assolto da ogni accusa di cospirazione massonica.
Dopo questo grande risultato, ritenuto da molti il suo più grande capolavoro giudiziario, casa Previti diventa il crocevia dei più importanti intrallazzi politici, economici, finanziari e giudiziari dell'epoca cui fa riferimento la superteste "Omega" Stefania Ariosto e come testimonia ad esempio l'incontro avventuto nel febbraio del 1987 fra Enrico Manca, e Berlusconi proprio a casa di Previti durante il quale fu decisa la grande spartizione del settore radiotelevisivo e della telecomunicazioni in italia.
In odore di massoneria, anche se lui nega, sposato dal 1982 in seconde nozze con Silvana Panfili, ex attrice, Previti è stato anche presidente del Circolo Canottieri Lazio, il famigerato club privato in riva al Tevere dove negli anni ruggenti di tangentopoli si compravano e si vendevano i processi a suon di tangenti miliardarie a favore del capo dei gip di Roma Squillante e dell'avvocato Pacifico. è qui che si svolge ad esempio il famigerato siparietto tangentista con Squillante che sbadatamente non ha preso la sua busta gonfia di banconote, e Previti che lo richiama indietro: "A Rena', te stai a scorda' questa...".
In questo periodo, fine anni '80 primi anni '90, Previti, grazie a una fitta rete di relazioni pubbliche e private, diventa uno dei personaggi più influenti della vita politica e giudiziaria del nostro Paese. Sempre a braccetto con i più altolocati vertici della magistratura, intimo amico di Craxi che in quel periodo ha un proficuo e reciproco rapporto di comune sostegno col neoduce Berlusconi, è sempre al posto giusto, con gli amici giusti al momento giusto. Non paga una lira di tasse, come egli stesso ha affermato davanti ai giudici di Milano nel tentativo di giustificare i suoi illeciti introiti, compra un veliero di quasi 30 metri, il "Barbarossa", ristruttura una torre spagnola all'Argentario, apre studi legali a Roma e New York, compra a piazza Farnese a Roma un palazzo principesco con piscina sul tetto e viaggia in Jaguar con autista.
Il resto è cronaca giudiziaria di questi giorni con Previti che fa ricorso ai mille pretesti legali e illegali, invoca norme e codicilli, chiede al suo protettore politico e socio in affari Berlusconi di approvare leggi ad hoc e sfrutta perfino il calendario della Camera per far saltare le udienze e sottrarsi al giudizio dei giudici di Milano.
CHE BELLA PERSONA!!!
PREVITI FASCISTA DOC E REGISTA DELLE FORTUNE DELL'IMPERO BERLUSCONIANO
Un fascista doc figlio di fascisti storici, un corrotto, un concusso, un evasore fiscale dichiarato che ha costruito le sua carriera politica grazie alle amicizie coltivate all'ombra della massoneria e della P2 di Gelli e sotto l'ala protettiva dei suoi padrini politici Craxi e Berlusconi. Un avvoltoio che non ha esitato ad avventarsi sulle disgrazie dei suoi clienti per spogliarli del loro ingente patrimonio. Di origini fasciste, poi liberale, successivamente craxiano di ferro e ora braccio destro e "legale degli affari sporchi" del neoduce Berlusconi col quale a partire dagli anni '70 ha portato a termine una sequela di oscure operazioni finanziarie e immobiliari su cui successivamente è stato costruito il grande impero Fininvest.
Questo in estrema sintesi il ritratto del deputato di Forza Italia Cesare Previti, già ministro della Difesa nel 1994 col primo governo Berlusconi e coordinatore nazionale di Forza Italia e ora sotto processo per una scandalosa serie di processi aggiustati, tangenti ultra miliardarie e fatti di corruzione a dir poco infamanti.
Del resto Previti non ha mai nascosto le sue simpatie per la camicia nera e ancora oggi ricorda con orgoglio che: "Ero così di destra, ma così di destra, che persino Gianfranco Fini, quando mi incontra, mi chiama `il fascista"'. Oppure: "Da ragazzo ero missino, come tutti i borghesi romani...".
Nato a Reggio Calabria nel 1934, figlio di un avvocato "grande fascista": Umberto, Previti si trasferisce a Roma nel 1949 dove, dopo aver concluso gli studi superiori, si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza e fin dai primi anni comincia a militare nelle file delle organizzazioni giovanili del MSI e a frequentare assiduamente tutte le sezioni storiche dei giovani di destra.
Nel 1953 viene eletto nelle elezioni universitarie con la lista "caravella" appoggiata da MSI, monarchici, liberali e "Uomo qualunque".
Poi passa fra le file dei liberali e diventa dirigente provinciale del PLI a Roma e amico intimo dell'ex segretario del partito, Malagodi.
La sua carriera da avvocato si può dire che inizia alla fine del 1970 quando diventa prima controparte e poi, due anni dopo, tutore dell'enorme patrimonio ereditato da Annamaria Casati Stampa che ammonta a circa 400 miliardi dell'epoca fra beni mobili e immobili e fra cui è compresa anche la tenuta di San Martino presso Arcore con annessa villa del '700.
Il 30 agosto 1970 era scoppiato a Roma un grande scandalo di cronaca "rosa-nera": il marchese Camillo Casati Stampa di Soncino aveva ucciso a fucilate la sua consorte Anna Fallarino, sposata in seconde nozze, e il suo amante, lo studente universitario e attivista del MSI Massimo Morenti e infine si era tolto la vita.
L'enorme patrimonio lasciato dal marchese se lo contendono a colpi di carta bollata e udienze processuali la famiglia Fallarino e la giovane figlia del marchese Annamaria, avuta con la prima moglie Letizia Izzo. I Fallarino affidano la loro azione legale proprio all'allora giovane avvocato 36enne Cesare Previti.
Il processo si risolse a favore della giovane figlia del marchese Annamaria che però all'epoca era minorenne e perciò necessitava di un tutore che ne curasse gli interessi fino al compimento del 21• anno.
Con l'abilità di un avvoltoio, Previti fiuta il grande affare della sua vita e passa dalla parte della sua controparte nel processo. Contatta in gran segreto la figlia del marchese appena divenuta miliardaria e le offre i suoi servigi. La ragazza accetta e poco tempo dopo l'anziano avvocato della Casati Stampa, Giorgio Bergamasco, all'epoca membro della direzione nazionale del PLI, viene nominato suo tutore mentre Previti diventa pro-tutore.
Nel 1972 Bergamasco viene nominato ministro dei Rapporti con il Parlamento nel primo governo Andreotti e Previti finalmente corona il suo sogno e diventa il tutore unico della Casati Stampa.
Inizia così, a partire proprio dal 1972, la lunga stagione delle grandi fortune politiche ed economiche per lui e per il suo grande amico Berlusconi.
La prima operazione comune risale al 1973 quando Previti convince la Casati Stampa a mettere in vendita la tenuta di San Martino. Nel '74 viene trovato un acquirente l'allora giovane imprenditore edile Silvio Berlusconi che acquista la tenuta per un valore di appena 500 milioni di lire e per giunta dilazionati nel tempo, mentre il valore effettivo dell'immobile è di oltre 1 miliardo e 700 milioni dell'epoca come risulta dalle stesse stime legate all'eredità. Alla fine del '74 Berlusconi si insedia ad Arcore, ma Previti "suggerisce" alla sua "assistita" di posticipare il rogito catastale che verrà fatto nel 1980 e senza pagare una sola lira di tasse.
La villa diventa la reggia e insieme il quartier generale berlusconiano dove fra gli altri alloggia anche lo stalliere mafioso Mangano punto di collegamento fra il neoduce e Marcello Dell'Utri attualmente sotto processo a Palermo per concorso in associazione mafiosa.
Questo è solo l'inizio di una lunga serie di manovre finanziarie, cessioni e grandi speculazioni immobiliari che nel volgere di pochi anni porteranno alla costruzione di quel grande impero economico-finanziario-televisivo di cui oggi tanto si vanta il neoduce di Arcore.
Il "miracolo italiano" di Berlusconi continuerà a portare per lungo tempo il segno della devota ed efficace assistenza della famiglia Previti. Sin dai primi passi di Silvio nel grande giro. Infatti il padre di Cesare Previti, Umberto, commercialista missino di Reggio Calabria, romano d'adozione, risulta essere l'ultimo degli amministratori dell'Edilnord, la società sorta dal nulla in Svizzera, intestata alla cugina e alla zia del neoduce, e poi messa in liquidazione proprio da Umberto Previti che curerà anche da quelle ceneri la nascita della Fininvest Roma e l'aumento del capitale sociale da 20 milioni a 50 miliardi. Cesare siede dapprima nel collegio sindacale della Fininvest srl. Si fa le ossa. Poi entra nei consigli di amministrazione della Standa, di Euromercato, di Mediolanum, assurge alla vicepresidenza della Fininvest Comunicazione e della Rti.
Con la nascita di Fininvest nel 1975 e via via in tutte le più importanti tappe Berlusconi fino al lancio di Forza Italia al suo fianco il fido Previti che intanto acquista sempre maggiori spazi di potere e di manovra all'interno del gruppo. Al punto che la stessa Cristina Matranga, parlamentare di Forza Italia, in una intervista a "La Stampa" del 29 settembre 1994 confessò: "Dotti è l'avvocato degli affari legali di Berlusconi, Previti di quelli illegali". Una verità confermata più recentemente anche da Filippo Mancuso che a Cesare Previti ha attribuito un "simul stabunt, simul cadent" rivolto a Berlusconi. (Insieme staranno in piedi, e insieme rovineranno). Precisamente: l'avvocato forzista Michele Saponara, citato dall'ex guardasigilli, essendo "onestamente attento al divenire dell'eterna questione Berlusconi-Previti, mi dice di sapere per certo che la preoccupazione di quest'ultimo (Previti) intorno alle note procedure di Milano era giunta a un tale punto di esasperazione da inviare all'altro (Berlusconi) una missiva di certissimo contenuto ultimativo. Nella quale, Previti latineggiava l'allusivo avvertimento".
Nel corso degli anni '80 sia Previti che Berlusconi sono alla corte di Craxi e l'avvocato di Reggio Calabria viene piazzato alla poltrona della vicepresidenza della Selenia (oggi Alenia) del gruppo Iri.
Quando nel 1981 la Guardia di Finanza sequestra nella villa di Castiglion Fibocchi (Arezzo) il primo elenco degli iscritti alla P2 di Gelli molti amici di Previti e del suo padrone politico di allora, Bettino Craxi, risultano iscritti alla loggia massonica del venerabile. Scartabellando gli archivi si rileva, per esempio, che per via di un fonema palatale - per effetto della somiglianza del suono di una "D" e di una "T" - il suo nome fu associato alla loggia P2. A differenza di Berlusconi, (tessera 1816, codice E. 19.78, gruppo 17, fascicolo 0625, data di affiliazione: 26 gennaio 1978), Previti non risulta nella lista che fu trovata nella villa di Licio Gelli, a Castiglion Fibocchi. Ma davanti a Villa Wanda, residenza del "Maestro Venerabile" della loggia delle trame e dei misteri, alle ore 13,40 del 23 maggio 1988 una pattuglia della Digos annotò sul brogliaccio dei devoti visitatori un "avvocato Cesare Previdi, di Roma, senza documenti". Previdi, non Previti, si intende. Anche se c'è da dire che di "avvocati Previdi" non ne risulta neanche mezzo negli elenchi del Foro della capitale. Fra gli affiliati alla P2 spicca fra gli altri anche l'allora presidente craxiano della Rai Enrico Manca che qualche tempo dopo, proprio grazie all'azione difensiva curata personalmente da Previti, viene assolto da ogni accusa di cospirazione massonica.
Dopo questo grande risultato, ritenuto da molti il suo più grande capolavoro giudiziario, casa Previti diventa il crocevia dei più importanti intrallazzi politici, economici, finanziari e giudiziari dell'epoca cui fa riferimento la superteste "Omega" Stefania Ariosto e come testimonia ad esempio l'incontro avventuto nel febbraio del 1987 fra Enrico Manca, e Berlusconi proprio a casa di Previti durante il quale fu decisa la grande spartizione del settore radiotelevisivo e della telecomunicazioni in italia.
In odore di massoneria, anche se lui nega, sposato dal 1982 in seconde nozze con Silvana Panfili, ex attrice, Previti è stato anche presidente del Circolo Canottieri Lazio, il famigerato club privato in riva al Tevere dove negli anni ruggenti di tangentopoli si compravano e si vendevano i processi a suon di tangenti miliardarie a favore del capo dei gip di Roma Squillante e dell'avvocato Pacifico. è qui che si svolge ad esempio il famigerato siparietto tangentista con Squillante che sbadatamente non ha preso la sua busta gonfia di banconote, e Previti che lo richiama indietro: "A Rena', te stai a scorda' questa...".
In questo periodo, fine anni '80 primi anni '90, Previti, grazie a una fitta rete di relazioni pubbliche e private, diventa uno dei personaggi più influenti della vita politica e giudiziaria del nostro Paese. Sempre a braccetto con i più altolocati vertici della magistratura, intimo amico di Craxi che in quel periodo ha un proficuo e reciproco rapporto di comune sostegno col neoduce Berlusconi, è sempre al posto giusto, con gli amici giusti al momento giusto. Non paga una lira di tasse, come egli stesso ha affermato davanti ai giudici di Milano nel tentativo di giustificare i suoi illeciti introiti, compra un veliero di quasi 30 metri, il "Barbarossa", ristruttura una torre spagnola all'Argentario, apre studi legali a Roma e New York, compra a piazza Farnese a Roma un palazzo principesco con piscina sul tetto e viaggia in Jaguar con autista.
Il resto è cronaca giudiziaria di questi giorni con Previti che fa ricorso ai mille pretesti legali e illegali, invoca norme e codicilli, chiede al suo protettore politico e socio in affari Berlusconi di approvare leggi ad hoc e sfrutta perfino il calendario della Camera per far saltare le udienze e sottrarsi al giudizio dei giudici di Milano.
CHE BELLA PERSONA!!!
Messaggio del 13-10-2006 alle ore 16:02:26
Spiegateglielo ad Eye,io ho rinunciato,i miei cani sono più svegli.
Spiegateglielo ad Eye,io ho rinunciato,i miei cani sono più svegli.
Messaggio del 13-10-2006 alle ore 12:17:39
Eye hai paura che non ti porti a fare un giro???
Comunque , a parte gli scherzi , questa storia non mi meraviglia . Mi meraviglia chi crede che sono solo stì due i furbetti che abbiamo al governo tra maggioranza e opposizione . Apri gli occhi e la mente!!!
Eye hai paura che non ti porti a fare un giro???

Comunque , a parte gli scherzi , questa storia non mi meraviglia . Mi meraviglia chi crede che sono solo stì due i furbetti che abbiamo al governo tra maggioranza e opposizione . Apri gli occhi e la mente!!!

Messaggio del 13-10-2006 alle ore 12:17:05
EYE CONOSCI LA PROPAGANDA 2?
EYE CONOSCI LA PROPAGANDA 2?
Messaggio del 13-10-2006 alle ore 12:13:58
strano, pare che non capisci mai chi la pensa diversamente da te
oh ma che c'hai gli incubi?
da come scrivi sembra che berlusconi te lo risogni la notte, che t'ha fatto, t'ha portato via la ragazza????
strano, pare che non capisci mai chi la pensa diversamente da te
oh ma che c'hai gli incubi?
da come scrivi sembra che berlusconi te lo risogni la notte, che t'ha fatto, t'ha portato via la ragazza????
Messaggio del 13-10-2006 alle ore 12:07:56
EYE fenomeno di ......
se non capisci quando parlo te lo spiego a voce dimmi solo dove e quando, a voce ci si capisce meglio
EYE fenomeno di ......
se non capisci quando parlo te lo spiego a voce dimmi solo dove e quando, a voce ci si capisce meglio
Messaggio del 13-10-2006 alle ore 12:05:13
Mi inchino davanti a tale documentazione, alla ricerca di Bruce.Mi chiedo ora se comanda di più Berlusca o Cesarone,da come leggo pare molto di più Cesarone,Silvio è un pischello tra le mani di Cesarone.Però rimane il mio concetto di scavare ovunque,cara/o Eye.
Vista la vecchiaia che avanza voglio anche tornare sul mio moto di simpatia per i "due".Se l'avessero fatto a mia figlia avrei pregato dall'alto per la loro morte fulminante.Chiudo con un ragionamento che farà impallidire la categoria,chi ha reso possibile questo?Un noto commercialista,un notaio,un paio di avvocati.....ndr
Forse lo schifo risiede non dove c'è l'arricchimento(guadagnare bene è lecito) ma l'arricchimento senza nessun tipo di morale.Questo non rientra nel mio concetto di vita.
Ciao coccia svoit
Mi inchino davanti a tale documentazione, alla ricerca di Bruce.Mi chiedo ora se comanda di più Berlusca o Cesarone,da come leggo pare molto di più Cesarone,Silvio è un pischello tra le mani di Cesarone.Però rimane il mio concetto di scavare ovunque,cara/o Eye.
Vista la vecchiaia che avanza voglio anche tornare sul mio moto di simpatia per i "due".Se l'avessero fatto a mia figlia avrei pregato dall'alto per la loro morte fulminante.Chiudo con un ragionamento che farà impallidire la categoria,chi ha reso possibile questo?Un noto commercialista,un notaio,un paio di avvocati.....ndr
Forse lo schifo risiede non dove c'è l'arricchimento(guadagnare bene è lecito) ma l'arricchimento senza nessun tipo di morale.Questo non rientra nel mio concetto di vita.
Ciao coccia svoit
Messaggio del 12-10-2006 alle ore 19:36:19
Bombè ma si proprie toste di comprendonio oppure fai lo gnorri pi ni ij a la guerre.
Bombè ma si proprie toste di comprendonio oppure fai lo gnorri pi ni ij a la guerre.
Messaggio del 12-10-2006 alle ore 18:01:54
Secondo me cò sti soldi hanno regalato anche il nuovo yacht a D'Alema!Altrimeni come fà a pagarlo????
Secondo me cò sti soldi hanno regalato anche il nuovo yacht a D'Alema!Altrimeni come fà a pagarlo????
Messaggio del 12-10-2006 alle ore 17:50:52
Se vi aggrada leggete! Altrimenti ditemi a quanto va la scarola!
Tre settimane dopo la tragedia, il notaio romano Carlo Pantalani rende pubbliche le volontà testamentarie manoscritte dal marchese Casati Stampa in data 19 luglio 1961: "Nomino mia erede universale mia moglie Anna Fallarino che mi ha reso tutti gli anni in cui mi è stata vicino, felicissimo, e che ho sposato in chiesa il 21 giugno 1961 A mia figlia Annamaria, di Letizia Izzo, spetterà la legittima, con in più l'assicurazione di cento milioni stipulata nell'estate del 1961 ed il quadro raffigurante la Madonna col Bambino attribuita a Lorenzo di Credi".
Il dispositivo testamentario induce i parenti diretti della marchesa Anna Fallarino (i genitori e la sorella) ad avviare un'azione legale: se la loro congiunta la sera del 30 agosto fosse spirata anche un solo secondo dopo il marchese Camillo, l'eredità dei Casati Stampa sarebbe di loro spettanza un settimanale scrive infatti "E legata a un respiro l'eredità del marchese"6. I parenti della Fallarino affidano l'azione legale al trentaseienne avvocato romano di origine calabrese Cesare Previti, buon amico della sorella della defunta marchesa Anna.
Ma le perizie medicolegali stabiliscono che i colpi esplosi dal marchese la tragica sera del 30 agosto hanno ucciso Anna Fallarino all'istante; ne consegue che l'intera eredità dei Casati Stampa spetta di diritto alla figlia di primo letto del marchese, Annamaria, che tuttavia, essendo minorenne (è nata a Roma il 22 maggio 1951), deve essere affidata dal Tribunale dei minori a un tutore fino al compimento del ventunesimo anno di età. A quel punto, l'intraprendente avvocato Previti contatta Annamaria Casati, e benché disponga del mandato per la tutela dei Fallarino, offre alla giovanissima ereditiera la propria assistenza sola e sconvolta dalla tragedia, accetta.
Intanto, Emilia Izzo, zia materna di Annamaria Casati Stampa, residente a Napoli, e unica parente vivente della ragazza, fin dai primi giorni di settembre ha inoltrato istanza al Tribunale di Roma chiedendo appunto di essere nominata tutrice della nipote minorenne.
Il 7 settembre, a una settimana dall'oscura tragedia di via Pucciní, la minorenne Annamaria Casati Stampa si reca al Palazzo di Giustizia di Roma scortata da due accompagnatori: l'avvocato Cesare Previti, e il senatore liberale Giorgio Bergamasco (vecchio amico dei marchesi Casati). Al giudice che deve pronunciarsi circa la sua tutela, la giovane ereditiera precisa di non voler essere affidata alla zia materna Emilia Izzo bensì al senatore Bergamasco.
Il Tribunale di Roma demanda per competenza a quello di Milano la decisione inerente l'affidamento della marchesina. E benché il Codice preveda la nomina del tutore preferibilmente "tra gli ascendenti o tra gli altri prossimi parenti o affini del minore", il 15 settembre il pretore di Milano Antonio De Falco stabilisce che sia il senatore Bergamasco il tutore dell'ereditiera minorenne, cioè colui che si occuperà "della sua educazione e dell'amministrazione del suo ingente patrimonio".
Il 16 settembre, cioè il giorno dopo la sentenza di affidamento, il solerte avvocato Previti si precipita al Palazzo di Giustizia di Roma con Annamaria Casati Stampa; dopo un breve colloquio, ottiene dal magistrato "l'autorizzazione a prendere possesso dell'attico superattico di via Puccini, compreso il saloncino in cui è avvenuta la tragedia. La giovane tornerà perciò nella casa paterna accompagnata dall'avvocato Previti e dal tutore, senatore Bergamasco; insieme, procederanno all'inventario di tutto quanto è contenuto nella casa, una ventina di stanze per oltre 500 metri quadrati, arredata con pezzi di grande valore"7.
A partire dalla metà di settembre del 1970, dunque, l'ingente patrimonio dei Casati Stampa di Soncino, in seguito alla morte del marchese Camillo e della marchesa Anna, è giuridicamente amministrato dal senatore Giorgio Bergamasco, che è il tutore della minorenne marchesina Annamaria. Nato a Milano nel 1904, di professione avvocato, Bergamasco era stato eletto senatore per il Partito liberale nel 1958; rieletto nel 1963 e nel 1968, ha fatto parte della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, e in Parlamento presiede il Gruppo liberale al Senato.
Il ruolo di protutore della giovane ereditiera dei Casati Stampa (cioè il legale della minore e suo rappresentante nel caso di un conflitto di interessi tra essa e il tutore) è esercitato dall'avvocato Cesare Previti. Nato a Reggio Calabria nel 1934, a Roma fin dal 1949, figlio del commercialista missino Umberto Previti, lui stesso di orientamento fascista8, Cesare Previti disattende dunque il mandato dei Fallarino, e assiste l'ereditiera Annamaria. Da tempo e non è dato sapere per quali circostanze l'avvocato Previti è in rapporti con l'ancora anonimo palazzinaro milanese Silvio Berlusconi..
L'ereditiera minorenne Annamaria, da parte sua, è duramente provata e gravemente scossa dalla tragedia familiare, ed è stretta d'assedio dalla stampa e braccata dal business giornalistico che è sorto intorno allo scandalo dei Casati Stampa9. Cosi, con tutte le incombenze burocraticofiscali e amministrative legate all'eredità nelle mani della coppia PrevitiBergamasco, la marchesina lascia subito l'Italia e si rifugia alle Seychelles (dove acquisterà e gestirà un albergo)10. La reale cura degli affari legati all'eredità Casati Stampa è virtualmente nelle mani del protutore Previti: l'anziano tutore Bergamasco, infatti, si limita alla gestione burocratica, ratificando con la sua firma le decisioni assunte dall'avvocato Previti nella sua veste di avvocatoprotutore della marchesina11.
A quasi un anno dalla tragedia di via Puccini, il 26 giugno 1971, il senatore Bergamasco presenta all'Ufficio imposte la “denuncia di successione” comprendente un inventario analitico (64 pagine dattiloscritte) dei molti beni mobili e immobili passati in proprietà alla marchesina Annamaria.
L'elencoinventario si apre col palazzo Casati Stampa di via Soncino 2, nel centro di Milano (un solenne edificio di tre piani, per i pregi storici e architettonici dichiarato monumento nazionale): il valore d'inventario è indicato in soli 216 milioni di lire. Segue la descrizione di fabbricati, parchi, aree edificabili, terreni agricoli, rustici, disseminati in vari comuni dell'hinterland milanese; in totale, il valore dichiarato dei beni è di 1 miliardo e 782 milioni12. Con i crediti, i titoli azionari13 i mobili, i gioielli e le disponibilità liquide, il totale patrimoniale è denunciato in 2 miliardi e 403 milioni, a fronte dei quali vengono indicati debiti, imposte e tasse da pagare per 538 milioni. Forse per la complessità dei patrimonio da censire, dall'inventario risultano mancanti alcuni piccoli lotti dei terreni di Cusago.
Nella “denuncia” si accenna al contenzioso aperto tra l'Erario e il contribuente Camillo Casati Stampa, le cui dichiarazioni dei redditi il ministro delle Finanze aveva avuto modo di definire "palesemente risibili"14. Benché lontano dai 300 400 miliardi di cui favoleggia la stampa15 il patrimonio dei Casati Stampa è comunque cospicuo e assai superiore al modestissimo valore indicato nella “denuncia di successione” (2 miliardi e 400 milioni).
Vero è che il senatore liberale Bergamasco è un esperto in materia fiscale e tributaria: dopo avere fatto parte della Commissione Finanze e Tesoro del Senato (195868), tra il 1972 e il 1976 (VI legislatura) presenterà disegni di legge e interverrà in aula su temi quali: concessione di amnistia in materia di reati finanziari, e disposizioni in materia di imposte sui redditi e sulle successioni. Anche il. padre del protutore, il commercialista Umberto Previti, è un vero “mago” in materia tributaria e societaria.
Il 26 giugno 1972 si insedia il 2° governo Andreotti (una coalizione di centrodestra DcPartito liberale, noto come governo AndreottiMalagodi), nell'ambito del quale il senatore Bergamasco ricopre la carica di ministro per i Rapporti col Parlamento. L'avvocato Cesare Previti ha modo di conoscere il presidente Andreotti "per una questione professionale che riguarda il governo" (come dirà lui stesso). Il precedente 22 maggio, la marchesina Annamaria ha compiuto i ventun anni ed è divenuta maggiorenne, emancipandosi dal tutore e acquisendo la piena e diretta disponibilità del patrimonio ereditato. Ma Annamaria Casati ha deciso di vivere all'estero, e dunque è nella necessità di delegare la gestione dei suoi interessi e dei suoi beni in Italia. Cosi, il 27 settembre 1972, in occasione di un suo brevissimo soggiorno a Milano, sottoscrive nello studio del notaio Michele Zanuso un “mandato generale” che riaffida tutti i poteri al senatore Bergamasco: nell'atto è precisato che il senatoreministro, nominato procuratore generale, rappresenterà la marchesina Casati Stampa "in tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione relativa a tutti i beni immobili e mobili da essa posseduti o da possedere in Italia [ ...]. In una parola, tutto quanto esso procuratore crederà del caso, rimossa ogni limitazione di mandato"16.
Tre mesi dopo la cessazione della sua tutela legale, il ministro Bergamasco ríacquisisce dunque la piena disponibilità del patrimonio dei Casati Stampa; e non più implicitamente in quanto tutore della minore, bensì per esplicito mandato dell'ereditiera ormai maggiorenne.
Annamaria Casati, nel luglio 1973, sposerà Pier Donà Dalle Rose, e prenderà residenza in Brasile, a Brasilia; la gestione e la cura dei suoi interessi, in Italia, è affidata a un ministro della Repubblica esperto fiscalista, affiancato da un “avvocato di fiducia” figlio di un noto commercialista.
Avvoltoi sulla preda
Pressata da tasse arretrate e scadenze di imposte di successione, nell'autunno del 1973 Annamaria Casati incarica l'avvocato Previti di trattare la cessione della sola villa di Arcore e del relativo parco, con espressa esclusione degli arredi, della pinacoteca, della biblioteca, e delle circostanti proprietà terriere.
Senza alcun tipo di preventivi contatti o consultazioni, primavera del 1974 l'avvocato Previti telefona alla sua assistita, a Brasilia, e trionfante le annuncia di avere concluso per lei “un vero affare”: ponendola di fronte al fatto compiuto, Previti le comunica di avere venduto per la somma di 500 milioni di lire la villa di Arcore al completo (compresi quadri, biblioteca e arredi), e i circostanti terreni.
Nella concitatezza emotiva di una questione che la ripiomba nel ricordo della tragedia familiare, Annamaria Casati, dal lontano
Brasile, non ha elementi per comprendere la risibilità della somma di 500 milioni in rapporto al reale valore, enormemente superiore, delle proprietà di Arcore cedute; e del resto, il senatore Bergamasco preme perché si reperisca denaro per poter fronteggiare le varie scadenze fiscali che incombono.
Nella stessa primavera del 1974, l'“acquirente”, cioè il costruttore milanese Silvio Berlusconi, si insedia nella sontuosa villa di Arcore dei Casati Stampa, prendendo possesso di tutto quanto vi è contenuto. Ma non paga i 500 milioni annunciati dall'avvocato
Previti: li pagherà nel tempo, in comode e indefinite rate annue coincidenti per scadenze ed entità con le scadenze fiscali di Annamaria Casati verso l'Erario.
Berlusconi non si intesta la villa e i circostanti terreni di Arcore dei quali è entrato in possesso grazie all'avvocato Previti (il rogito verrà stipulato solo sei anni dopo, nel 1980). Infatti, Previti comunica alla sua assistita che l'acquirente Berlusconi è in attesa di non meglio precisate pratiche burocratiche edilizie, che non è opportuno per il momento stipulare l'atto notarile, e che insomma è meglio per tutti lasciare per ora le cose come stanno. Cosi, di anno in anno, fino al 1980, le proprietà di Arcore di cui Berlusconi dispone e usufruisce a partire dalla primavera 1974 continueranno a risultare intestate ad Annamaria Casati, e la stessa continuerà, per ben sette anni, a pagare le relative tasse di proprietà, tasse “risparmiate” dal Magico Imprenditore Berlusconi grazie all'avvocato Previti. Benché sia arduo conciliare gli interessi della sua assistita con quelli, avversi, del palazzinaro milanese, e come si vedrà anche con i propri, Previti riuscirà nella prodezza...
Ma Previti e Berlusconi intendono comunque cautelarsi rispetto a un “affare” che, in quanto privo di rogito notarile, risulta troppo precario. Cosi l'avvocato romano,nella stessa primavera 1974, vola a Brasilia dalla sua cliente, e riesce a ottenere la firma di Annamaria Casati in calce a una delega, congiuntamente intestata allo stesso Previti e a Berlusconi, che li nomina “amministratori” della tenuta e dei beni di Arcore.
Nell'estate del 1974, dunque, Berlusconi abita stabilmente la villa di Arcore con annesso parco, e benché non abbia ancora pagato la pur modesta somma pattuita con Previti, ne dispone già come di sua proprietà. Ma nella villa, con Berlusconi, si sono insediati anche Marcello Dell'Utri17, e il pluripregiudicato boss di Cosa Nostra Vittorio Mangano18.
Poco tempo dopo, nel Palazzo Soncino di Milano, dove hanno sede gli uffici che amministrano il patrimonio Casati Stampa, allo storico e anziano ragionier Lorenzo Saracchi viene affiancato tale Egidio Lo Baido, originario di Palermo. Lo Baido si muove negli uffici amministrativi di Palazzo Soncino con molta sicurezza e disinvoltura, assumendo ben presto un ruolo dirigente. Fatto è che le abitazioni dei Casati Stampa situate a Cinisello Balsamo (Milano) vengono affidate in locazione a un gruppo di siculocalabresi, i quali nel tempo, attraverso pressanti avvertimenti, intimidazioni e minacce rivolti in puro stile mafioso all'amministrazione dei Casati, riusciranno infine a divenire “legittimi proprietari” delle abitazioni.
Secondo una testimonianza19, all'inizio del luglio 1975 la villa di Arcore è presidiata da “gorilla” armati di fucili a canne mozze; all'interno, Berlusconi e Previti sono guardati a vista da altri ceffi siculocalabresi armati. Il precedente 26 giugno, la sede delle attività berlusconiane, nella milanese via Rovani, era stata oggetto di un misterioso attentato dinamitardo.
Nell'inverno 197778, l'avvocato Previti vola in Brasile dalla sua assistita, e le avanza nuove, pressanti richieste inerenti i beni ereditari. Ma Annamaria Casati, stavolta, è irremovibile: non solo rifiuta di assecondare le pretese del suo “avvocato di fiducia”, ma gli pone in termini ultimativi la questione del rogito notarile per le proprietà di Arcore sulle quali essa continua a pagare le tasse benché da ormai quattro anni tali proprietà siano in realtà di Berlusconi. I fumosi pretesti che ancora una volta Previti le oppone per rinviare ulteriormente l'atto notarile portano cliente e avvocato a un contrasto che costituirà la premessa alla revoca del mandato fiduciario.
Ormai, Annamaria Casati comincia a temere che dietro le ambiguità dell'avvocato Previti20 vi sia, o vi possa essere, qualcosa che non quadra; né riesce a spiegarsi per quale ragione l'acquirente Berlusconi continui a eludere il rogito, rinviando nel tempo il saldo dei 500 milioni pattuiti21.
Ciò che l'ereditiera non può sapere, è che il suo legale avvocato Previti siede nel collegio sindacale (insieme al padre Umberto) della Immobiliare Idra srl costituita il precedente maggio 1977: e cioè parte della società cui due anni dopo verranno intestati la villa e i circostanti terreni di Arcore, ed è la società dove approderanno anche tutti i superstiti beni terrieri di Arcore dei Casati Stampa. Né Annamaria Casati può sospettare che l'anno dopo sarà vittima di una prima truffaldina transazione i cui beneficiari risulteranno essere Silvio Berlusconi e i soci occulti delle sue attività.
Cusago: il gioco delle tre carte
Il 30 luglio 1979, a nove anni dalla morte dei marchesi Casati Stampa, il notaio di fiducia di Berlusconi, Guido Rodeva, registra l'atto di deposito di una "scrittura privata di permuta registrata in data odierna, recante scambio di immobili in Cusago e azioni tra Annamaria Casati Stampa di Soncino e la Immobiliare Coriasco spa con sede in Milano".
Nel documento vi è scritto: "Tra i signori: senatore Giorgio Bergamasco [procuratore generale della signora Annamaria Casati Stampa di Soncino in Donà Dalle Rose] e il ragionier Giuseppino Scabini impiegato22, amministratore unico e legale rappresentante della Immobiliare Coriasco spa] si stipula quanto segue: la signora Annamaria Casati Stampa [rappresentata dal senatore Bergamasco trasferisce a titolo di permuta alla Immobiliare Coriasco spa che, allo stesso titolo, acquista: appezzamenti di terreni con sovrastanti fabbricati, sia rustici che urbani, compresi nel comune di Cusago, della superficie catastale complessiva di circa 246.60.6323. La Immobiliare Coriasco spa [rappresentata dal ragionier Scabini] trasferisce a titolo di permuta alla signora Annamaria Casati Stampa [ ... ] no 800.000 azioni della Cantieri Riuniti Milanesi spa del valore nominale di L. 1.000 ciascuna. I beni immobili permutati dalla signora Annamaria Casati Stampa alla Immobiliare Coriasco spa hanno un complessivo valore di L. 1.700.000.000. Egualmente le no 800.000 azioni di cui sopra costituenti parte del capitale sociale della Cantieri Riuniti Milanesi spa [ ... ] hanno il valore di L. 1.700.000.000, per cui non si fa luogo a conguaglio"24.
Sette anni prima, quelle medesime proprietà di Cusago erano state denunciate all'Erario da Bergamasco e Previti per un valore di 367 milioni; ora, i due professionisti le cedono a una società “berlusconiana” per l'ipotetico controvalore di 1,7 miliardi sotto forma di “azioni” di un'altra società “berlusconiana”. Promotore e artefice primo dell'assurda transazione è Cesare Previti, il quale è si l'avvocato di fiducia della venditrice marchesina Casati Stampa, ma al tempo stesso, e all'insaputa della sua assistita, ha diretti interessi nel gruppo berlusconiano del quale le società “acquirenti” sono parte.
La Immobiliare Coriasco e la Cantieri Riuniti Milanesi, infatti, sono società appartenenti al nascente gruppo Fininvest, gruppo nel quale hanno ruolichiave sia l'avvocato Cesare Previti, sia suo padre, il commercialista Umberto Previti25. La Immobiliare Coriasco spa è una delle più ambigue società berluscomane: sede a Ciriè (provincia di Torino), e “gemella” della Immobiliare Romano Paltano spa (anch'essa con sede a Ciriè, dal 1975 amministrata da Marcello Dell'Utri) dalla quale il 12 maggio 1978 era nata la Cantieri Riuniti Milanesi spa26.
La transazione è chiaramente assurda: quale valore reale possono infatti avere azioni non quotate da nessuna parte, e relative a una società la Cantieri Riuniti Milanesi che è una semplice “scatola vuota” la cui attività si avvale di soli 7 dipendenti?27. La stessa somma nominale di L. 1.700.000.000 è di entità risibile, sia in termini assoluti rispetto al reale valore del patrimonio acquisito, sia dei termini relativi al valore già "palesemente risibile" indicato nella “denuncia di successione” del 1971.
Quando il senatore Bergamasco, su disposizione di Annamaria Casati, cercherà di monetizzare le azioni della Cantieri Riuniti
Milanesi avute “in permuta” i contorni della truffa diverranno ulteriormente palesi.
Non riuscendo ovviamente a trovare sul mercato qualche sprovveduto disposto ad acquistare “azioni” della società-fantasma, nella primavera del 1980 l'anziano procuratore è costretto a rivolgersi alla stessa Cantieri Riuniti Milanesi: la società riacquista
le proprie azioni, nominalmente di L. 1.700.000.000, per lire 850 milioni cioè al 50 per cento in meno del valore dichiarato al momento della loro cessione solo l'anno prima. Una truffa nella truffa, la cui entità risulta ancora più chiara se si considera che la vendita di alcuni “scampoli” di terreni agricoli di Cusago sfuggiti alla “permuta” berlusconiana perché non compresi nella “denuncia di successione” rendono alla marchesa Annamaria Casati Stampa la somma di circa 6 miliardi (regolarmente denunciata al Fisco).
A questo punto, Annamaria Casati ha la piena consapevolezza di quanto è accaduto, e decide finalmente di revocare la procura ai propri fiduciari. Ma prima, è per lei opportuno ottenere la stipula del rogito della villa e circostanti terreni di Arcore, beni che risultano ancora intestati a suo nome benché da anni siano di proprietà berlusconiana.
* * *
Intanto, la vicenda dei terreni di Cusago ex Casati Stampa registra importanti novità. La Immobiliare Coriasco ne vende alla Cantieri Riuniti Milanesi una parte, destinata a un nuovo insediamento residenziale per 122.470 metri cubi edificabili. La seconda società subentra alla prima nel piano di lottizzazione, e il 15 novembre 1989 la Cantieri Riuniti Milanesi firma col Comune di Cusago la relativa convenzione urbanistica: essa prevede la costruzione di un complesso di edifici su tre piani in condomini raggruppati “a schiere” formanti “corti”; nella parte centrale dell'insediamento, case unifamiliari “a schiera” con giardino, e all'estremità orientale ville “binate” con ampio giardino privato (è prevista anche la dotazione di una piscina e di un campogiochi).
Il piano di lottizzazione viene puntualmente approvato a maggioranza dalla giunta comunale Dc, col voto contrario dell'opposizione di sinistra, secondo la quale "l'arnimmstrazione democristiana non governa Cusago, ma spadroneggia in questo nostro povero paese facendo il bello e il cattivo tempo a proprio piacimento senza tener conto delle esigenze dei cittadini... Si deve approvare e basta, senza fiatare, che poi a tutto penserà il nostro caro sindaco, purché non vengano toccati gli interessi della Coriasco... Il sindaco ragionier Luigi Cairati si arrabbia soprattutto quando si parla di tutela dell'ambiente e dei beni storici, di sviluppo dei servizi sociali, perché queste non sono voci economicamente utili per le immobiliari"28.
La speculazione berlusconiana a Cusago trasformerà in edificabili buona parte dei terreni agricoli e delle aree verdi ex Casati Stampa. Dichiara un consigliere comunale: "In Monzoro, una frazione di Cusago, c'era un'area verde che era parte dell'acquisto Coriasco. Doveva rimanere verde, ma ci hanno costruito sopra delle case in cooperativa, come al solito assegnate agli amici". Ancora oggi sono in corso iniziative immobiliari di varie società che fanno capo alla Fininvest (col “marchio” Milano Visconti) sulle aree cusaghesi dell'eredità Casati Stampa acquisite nel 1979 dalla Coriasco a 345 lire al metro quadro; e gli edifici costruiti vengono venduti fra i 3 e i 4 milioni al metro quadro29.
A Cusago è convinzione diffusa che il “regista sul campo” della locale speculazione edilizia sia l'avvocato Cesare Previti (coadiuvato da Enrico Hoffer, architetto Fininvest beneficiario nel 1991 di una “donazione” berlusconiana di oltre un miliardo).
Fa tutto l'avvocato Previti , qui comanda lui: senza di lui qui non si muove foglia. In paese si dice anche che è proprio grazie al Colossale business di Cusago che l'avvocato Previti ha potuto acquistare l'edificio di via Cicerone 60, a Roma (al momento dell'Acquisto era una caserma dei Carabinieri , ma l'onnipotente Previti nel giro di pochi mesi sarebbe riuscito nella miracolistica Impresa di sloggiare la Benemerita).
Nel 1994, a Cusago, nella piazza Soncino (di fronte al castello visconteo appartenuto ai Casati Stampa e finito alla Coriasco), viene avviata dalle imprese berlusconiane una ampia "ristrutturazione" che nei fatti è una nuova edificazione: infatti, i vecchi fabbricati rustici risultano completamente demoliti (tra questi, vi era l'abitazione del padre del sindaco, che in cambio si è fatto costruire una comoda palazzina), e dunque le licenze rilasciate per “ristrutturazione” sarebbero in realtà una commedia.
Il progetto della “ristrutturazione” è firmato dall'architetto Roberto Rizzini, che è sì il tecnico progettista dell'edilizia Fininvest, ma è anche l'estensore del Piano regolatore di Cusago, nonché membro della Commissione edilizia.
Arcore nelle fauci dell'Idra
Il 2 ottobre 1980, a quasi sette anni dall'effettiva cessione dei beni, viene sottoscritto il rogito per la villa di Arcore e circostanti terreni. Ancora sotto la sapiente regia dell'avvocato Previti nel versatile ruolo di legale di fiducia della lontana “cedente” Annamaria Casati Stampa e di sodale affaristico dell'“acquirente” BerlusconiFininvest, viene stipulato l'atto di compravendita repertato al n° 36110 del notaio milanese Guido Rodeva.
"La signora Annamaria Casati Stampa di Soncino in Donà Dalle Rose [rappresentata dal procuratore senatore Giorgio Bergamasco] vende alla Società Immobiliare Idra srl (rappresentata dal signor Giovanni Dal Santo30, amministratore unico della società] che acquista" la villa di Arcore e i circostanti possedimenti terrieri (oltre 200 mila mq); "Il prezzo della presente vendita è stato convenuto in complessive lire 500 milioni che la parte venditrice dichiara di aver prima d'ora ricevuto dalla parte acquirente alla quale rilascia corrispondente quietanza" firmato: Giorgio Bergamasco (procuratore, a nome della “venditrice”) e Giovanni Dal Santo (amministratore, per conto della “acquirente”).
La valutazione di 500 milioni di lire “già pagate” per la tenuta e la principesca villa di Arcore (nell'atto notarile disinvoltamente definite "casa di abitazione con circostanti fabbricati rurali e terreni a varia destinazione") è un macroscopico imbroglio, anche sotto l'aspetto del danno all'Erario. Infatti, subito dopo, la Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde riterrà la villa di Arcore una garanzia congrua per erogare un finanziamento di 7 miliardi e 300 milioni (fideiussione dell'Immobiliare Idra in favore della Cantieri Riuniti Milanesi), mentre il Monte dei Paschi di Siena, con quella stessa garanzia, accorderà un ulteriore finanziamento di 680
milioni alla Immobiliare Idra. Del resto, secondo una conoscente della marchesina Casati, "la somma di 500 milioni è il valore della sola Via Crucis del Luini, in 14 quadri che pendevano nella quadreria della villa accanto a un Tintoretto e a un Tiepolo ... "31. Nel bilancio 1980 della Immobiliare Idra si leggerà che la società ha acquistato "una villa con parco, di notevole valore e prestigio, sita in Arcore, al prezzo storico di mezzo míliardo".
La “acquirente” Immobiliare Idra srl era stata costituita a Roma nel maggio 1977, e nel suo collegio sindacale figuravano sia Umberto Previti, sia Cesare Previti; il 28 giugno 1979, nel collegio sindacale della società era rimasto solo Previti senior -
il dimissionario Previti junior, il mese successivo, sarebbe stato impegnato nella prima parte del berlusconiano “miracolo italiano” avente per oggetto i cespiti più ghiotti del patrimonio Casati Stampa situati a Cusago e di proprietà della sua assistita.
L'atto notarile del 2 ottobre 1980, che sancisce ufficialmente l'acquisizione di una parte del patrimonio Casati Stampa di Arcore da parte del gruppo Fininvest (villa e tenuta delle quali, come si visto, Berlusconi già dispone di fatto e personalmente da circa sette anni), è stato preceduto di pochi giorni da una provvidenziale “coincidenza”: il 12 settembre, infatti, il Comune di Arcore aveva deliberato la destinazione urbanistica di una parte oggetto della compravendita.
Con questa sfacciata “transazione”, il poliedrico avvocato Previti arriva a eguagliare i più mirabolanti sortilegi di matrice berlusconiana: aliena una parte del patrimonio della sua assistita Annamaria Casati in favore di una società Fininvest nella quale è parte suo padre e nella quale è stato parte lui stesso.
Ma il 2 ottobre 1980, il notaio Guido Roveda autentica anche un secondo atto di compravendita: riguarda tutti i superstiti possedimenti terrieri di Arcore dei Casati Stampa non compresi nel primo rogito, che vengono ceduti sottoforma di “permuta” a una società del gruppo Fininvest, la Immobiliare Briantea srl (rappresentata dall'amministratore unico Giovanni Bottino un prestanome residente a Milano 2).
Nel documento è scritto infatti che il senatore Bergamasco, nella sua veste di procuratore generale di Annamaria Casati, cede alla Immobiliare Briantea srl tutti i residui beni posseduti dai Casati Stampa a Arcore: circa 70 ettari di terreni agricoli, parte dei quali consistenti in poderi a coltura intensiva e per il resto in appezzamenti seminativi, prati, boschi e pascoli, comprese le cascine e tutti i fabbricati rurali sovrastanti32. Come già l'anno prima per i beni di Cusago, anche in questo caso la transazione non avviene per denaro, bensì attraverso un “permuta” truffaldina: in cambio dei possedimenti terrieri, infatti, la Immobiliare Briantea srl "trasferisce a titolo di permuta alla signora Annamaria Casati Stampa di Soncino in Donà Dalle Rose numero 55.000 azioni del valore nominale di lire 1.000 ciascuna, della Infrastrutture Immobiliari spa, con sede a Milano, via Rovani 2 [ ... ]. I beni permutati hanno il complessivo valore di lire 250 milioni. Egualmente le 55.000 azioni della Infrastrutture Immobiliari spa hanno il valore di lire 250 milioni, per cui non si fa luogo ad alcun conguaglio".
Poiché il capitale sociale della Infrastrutture Immobiliari spa è di 400 milioni, l'importo di 250 milioni attribuiti alla transazione equivale al 62,5 per cento del capitale della società “acquirente”; ma la vittima del raggiro, la “cedente” e ignara Annamaria Casati, non acquisisce affatto la maggioranza della Infrastrutture Immobiliari spa: gli artefici dei raggiro attribuiscono infatti alle 55.000 azioni un valore equivalente al 13,75 per cento del capitale sociale in pratica, azioni senza mercato di una società sconosciuta e inattiva vengono valutate dagli stessi interessati quattro volte e mezzo il loro valore nominale...
Arteficeregista della sconcertante operazione è come sempre l'avvocato Previti: grazie a lui, infatti, i superstiti e ingenti beni terrieri di Arcore della sua assistita vengono in pratica regalati in cambio del simbolico importo di 250 milioni (cioè 357 lire al metro quadro), somma non già in denaro bensì sottoforma di cartacee “azioni” della vacua e oscura Infrastrutture Immobiliari spa, azioni del tutto prive di valore certo e che saranno anzi fonte di grane per la vittima del raggiro; beneficiaria del “regalo” è una società del gruppo Fininvest, gruppo del quale l'avvocato Previti è parte.
La società Infrastrutture Immobiliari era stata costituita a Roma il 30 dicembre 1977, e nel 1978 la Fininvest Roma ne aveva assunto il controllo. Nel 1980, poco prima della “operazione permuta”, a danno di Annamaria Casati, il capitale sociale era stato portato a 400 milioni, e il solito Luigi Restelli ne era stato nominato amministratore unico.
La Immobiliare Briantea srl (nata a Milano il 30 settembre come Edizioni Sociali Villanova srl con 900 mila lire di capitale, aveva assunto la nuova denominazione nel 1978) è una scatola vuota fino ai primi mesi del 1980, quando l'amministratore della Infrastrutture Immobiliari, Luigi Restelli, la convoglia nel gruppo Fininvest: ciò accade il 2 giugno 1980, con l'aumento di capitale a 450 milioni e la nomina del prestanome Giovarmi Bottino ad amministratore unico. Dopo avere acquisito, col secondo atto notarile del 2 ottobre 1980, gli ultimi beni terrieri dei Casati Stampa, la Immobiliare Briantea srl si dedicherà al compito di sloggiare dai terreni di Arcore i contadini che vi sono residenti33; risolto il problema, e “ripulite” le aree per potervi procedere alle speculazioni edilizie, il 4 luglio 1988 la Immobiliare Briantea verrà incorporata, dalla Immobiliare Idra srl, approdo finale del colossale "bottino".
La Immobiliare Idra è uno degli anfratti più oscuri tra le molte oscurità che caratterizzano il divenire dell'impero Fininvest. La società viene costituita a Roma il 4 maggio 1977 (pochi mesi prima della affiliazione di Berlusconi alla Loggia P2) dalle due stesse fiduciarie Servizio Italia spa e Saf spa della Banca Nazionale dei Lavoro che originano la Fininvest; la BNL è controllata da banchieri affiliati alla Loggia P234, e gli stessi piduisti controllano le due fiduciarie dietro le quali si celano i promotori della Immobiliare Idra. La società nasce con un capitale di un milione (verrà elevato a 900 l'anno successivo), risulta amministrata dal prestano me Giovanni Dal Santo, e nel suo collegio sindacale figura, oltre a Cesare Previti, suo padre Umberto; Umberto Previti è un commercialista legato al parabancario BNL nel quale operano le due fiduciarie piduiste. Il 28 giugno 1979 la sede sociale della Immobiliare Idra viene trasferita a Milano, in via Rovani 2 (sede delle attività berlusconiane) e lo stesso giorno Cesare Previti lascia il collegio sindacale: nella sua veste di “fiduciario” degli eredi Casati Stampa, come si è visto, il 2 ottobre dell'anno dopo propizierà il passaggio dei beni di Arcore di proprietà della sua assistita alla Immobiliare Idra e alla Immobiliare Briantea.
Tra il 1984 e il 1985, l'Immobiliare Idra acquista una faraonica villa a Punta Lada, in Sardegna (28 stanze e 12 bagni per 2.500 mq, e 7 ettari di parco), al “prezzo storico” di 1 miliardo e 500 milioni35: venditore è Flavio Carboni, il losco faccendiere sardo (condannato a quindici anni di carcere per il crac del Banco Ambrosiano del píduista Roberto Calvi, e a 10 anni e 4 mesi quale mandante del tentato omicidio di Roberto Rosone, direttore ai tempi in società con Berlusconi36.
Il 10 dicembre 1986, la Immobiliare Idra incorpora la GirGestioni immobiliari romane srl, una società che da un lato riconduce a misteriosi ambienti svizzeri, e dall'altro a operazioni immobiliari col boss mafioso Pippo Calò. Intatti la Gir è la ex Pinki srl (orbita Fininvest) costituita a Milano il 23 settembre 1982 dalla cittadina svizzera Monica Merzaghi e dal prestanome Pasquale Guaglianone; interessata a un edificio di Portorotondo (in Sardegna) costruito, per conto della Marius srl di Pippo Calò, dal palazzinaro mafioso Luigi Faldetta, la Gir ha acquistato dal “cassiere della mafia” un appartamento.
Nel 1993, la Immobiliare Idra viene acquisita personalmente da Silvio Berlusconi: "Al centro dell'operazione c'è l'Immobiliare Idra, sede a Milano, 10 miliardi di capitale sociale, proprietaria, tra l'altro, della Ala di Arcore. Fino all'anno scorso questa società faceva capo alla Fininvest. Poi è stata ceduta, come risulta dal bilancio 1993 della holding del Biscione. In veste di compratore e intervenuto Silvio Berlusconi in persona [ ... ]. Prezzo pattuito: 10 miliardi. La Fininvest però aveva in carico la controllata Idra per 16 miliardi, cosi l'operazione si è risolta in una perdita di 6 miliardi per la holding. Poca cosa rispetto alle perdite registrate dall'Immobiliare Idra negli ultimi esercizi: 14 miliardi nel 1991 e 20 miliardi nel 1992, secondo gli ultimi due bilanci disponibili"37.
La singolare operazione, cui viene sbrigativamente attribuito lo scopo di “alleviare” il bilancio Fininvest delle passività della Idra, in realtà sembra costituire piuttosto una “spartizione di beni” dato il sempre più incerto futuro dell'impero: ma una spartizione tra Berlusconi e chi?
Buckingham Palace in Brianza
Informata dell'avvenuto rogito dei 2 ottobre 1980 relativo alla villa di Arcore e terreni circostanti, ma posta anche di fronte al fatto compiuto del secondo e sbalorditivo atto notarile di “permuta” di tutte le superstiti proprietà terriere, Annamaria Casati revoca il mandato all'avvocato Previti, e nomina suo procuratore generale e suo nuovo legale di fiducia l'avvocato Ferdinando Carabba dello studio Carnelutti.
Dal lontano Brasile, Annamaria Casati tutto desidera fuorché tornare alla ribalta delle cronache giornalistiche e nelle aule dei tribunali italiani. Cosi, insiste presso l'avvocato Carabba perché risolva al più presto il residuo strascico delle “permute”. "Da atti pubblici risultava che per due transazioni su tre Annamaria era entrata in possesso di strane azioni di oscure società, e lei temeva di venire coinvolta in fallimenti, o in dissesti, o anche peggio ... ", ricorda un amico di famiglia....
Se vi aggrada leggete! Altrimenti ditemi a quanto va la scarola!
Tre settimane dopo la tragedia, il notaio romano Carlo Pantalani rende pubbliche le volontà testamentarie manoscritte dal marchese Casati Stampa in data 19 luglio 1961: "Nomino mia erede universale mia moglie Anna Fallarino che mi ha reso tutti gli anni in cui mi è stata vicino, felicissimo, e che ho sposato in chiesa il 21 giugno 1961 A mia figlia Annamaria, di Letizia Izzo, spetterà la legittima, con in più l'assicurazione di cento milioni stipulata nell'estate del 1961 ed il quadro raffigurante la Madonna col Bambino attribuita a Lorenzo di Credi".
Il dispositivo testamentario induce i parenti diretti della marchesa Anna Fallarino (i genitori e la sorella) ad avviare un'azione legale: se la loro congiunta la sera del 30 agosto fosse spirata anche un solo secondo dopo il marchese Camillo, l'eredità dei Casati Stampa sarebbe di loro spettanza un settimanale scrive infatti "E legata a un respiro l'eredità del marchese"6. I parenti della Fallarino affidano l'azione legale al trentaseienne avvocato romano di origine calabrese Cesare Previti, buon amico della sorella della defunta marchesa Anna.
Ma le perizie medicolegali stabiliscono che i colpi esplosi dal marchese la tragica sera del 30 agosto hanno ucciso Anna Fallarino all'istante; ne consegue che l'intera eredità dei Casati Stampa spetta di diritto alla figlia di primo letto del marchese, Annamaria, che tuttavia, essendo minorenne (è nata a Roma il 22 maggio 1951), deve essere affidata dal Tribunale dei minori a un tutore fino al compimento del ventunesimo anno di età. A quel punto, l'intraprendente avvocato Previti contatta Annamaria Casati, e benché disponga del mandato per la tutela dei Fallarino, offre alla giovanissima ereditiera la propria assistenza sola e sconvolta dalla tragedia, accetta.
Intanto, Emilia Izzo, zia materna di Annamaria Casati Stampa, residente a Napoli, e unica parente vivente della ragazza, fin dai primi giorni di settembre ha inoltrato istanza al Tribunale di Roma chiedendo appunto di essere nominata tutrice della nipote minorenne.
Il 7 settembre, a una settimana dall'oscura tragedia di via Pucciní, la minorenne Annamaria Casati Stampa si reca al Palazzo di Giustizia di Roma scortata da due accompagnatori: l'avvocato Cesare Previti, e il senatore liberale Giorgio Bergamasco (vecchio amico dei marchesi Casati). Al giudice che deve pronunciarsi circa la sua tutela, la giovane ereditiera precisa di non voler essere affidata alla zia materna Emilia Izzo bensì al senatore Bergamasco.
Il Tribunale di Roma demanda per competenza a quello di Milano la decisione inerente l'affidamento della marchesina. E benché il Codice preveda la nomina del tutore preferibilmente "tra gli ascendenti o tra gli altri prossimi parenti o affini del minore", il 15 settembre il pretore di Milano Antonio De Falco stabilisce che sia il senatore Bergamasco il tutore dell'ereditiera minorenne, cioè colui che si occuperà "della sua educazione e dell'amministrazione del suo ingente patrimonio".
Il 16 settembre, cioè il giorno dopo la sentenza di affidamento, il solerte avvocato Previti si precipita al Palazzo di Giustizia di Roma con Annamaria Casati Stampa; dopo un breve colloquio, ottiene dal magistrato "l'autorizzazione a prendere possesso dell'attico superattico di via Puccini, compreso il saloncino in cui è avvenuta la tragedia. La giovane tornerà perciò nella casa paterna accompagnata dall'avvocato Previti e dal tutore, senatore Bergamasco; insieme, procederanno all'inventario di tutto quanto è contenuto nella casa, una ventina di stanze per oltre 500 metri quadrati, arredata con pezzi di grande valore"7.
A partire dalla metà di settembre del 1970, dunque, l'ingente patrimonio dei Casati Stampa di Soncino, in seguito alla morte del marchese Camillo e della marchesa Anna, è giuridicamente amministrato dal senatore Giorgio Bergamasco, che è il tutore della minorenne marchesina Annamaria. Nato a Milano nel 1904, di professione avvocato, Bergamasco era stato eletto senatore per il Partito liberale nel 1958; rieletto nel 1963 e nel 1968, ha fatto parte della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, e in Parlamento presiede il Gruppo liberale al Senato.
Il ruolo di protutore della giovane ereditiera dei Casati Stampa (cioè il legale della minore e suo rappresentante nel caso di un conflitto di interessi tra essa e il tutore) è esercitato dall'avvocato Cesare Previti. Nato a Reggio Calabria nel 1934, a Roma fin dal 1949, figlio del commercialista missino Umberto Previti, lui stesso di orientamento fascista8, Cesare Previti disattende dunque il mandato dei Fallarino, e assiste l'ereditiera Annamaria. Da tempo e non è dato sapere per quali circostanze l'avvocato Previti è in rapporti con l'ancora anonimo palazzinaro milanese Silvio Berlusconi..
L'ereditiera minorenne Annamaria, da parte sua, è duramente provata e gravemente scossa dalla tragedia familiare, ed è stretta d'assedio dalla stampa e braccata dal business giornalistico che è sorto intorno allo scandalo dei Casati Stampa9. Cosi, con tutte le incombenze burocraticofiscali e amministrative legate all'eredità nelle mani della coppia PrevitiBergamasco, la marchesina lascia subito l'Italia e si rifugia alle Seychelles (dove acquisterà e gestirà un albergo)10. La reale cura degli affari legati all'eredità Casati Stampa è virtualmente nelle mani del protutore Previti: l'anziano tutore Bergamasco, infatti, si limita alla gestione burocratica, ratificando con la sua firma le decisioni assunte dall'avvocato Previti nella sua veste di avvocatoprotutore della marchesina11.
A quasi un anno dalla tragedia di via Puccini, il 26 giugno 1971, il senatore Bergamasco presenta all'Ufficio imposte la “denuncia di successione” comprendente un inventario analitico (64 pagine dattiloscritte) dei molti beni mobili e immobili passati in proprietà alla marchesina Annamaria.
L'elencoinventario si apre col palazzo Casati Stampa di via Soncino 2, nel centro di Milano (un solenne edificio di tre piani, per i pregi storici e architettonici dichiarato monumento nazionale): il valore d'inventario è indicato in soli 216 milioni di lire. Segue la descrizione di fabbricati, parchi, aree edificabili, terreni agricoli, rustici, disseminati in vari comuni dell'hinterland milanese; in totale, il valore dichiarato dei beni è di 1 miliardo e 782 milioni12. Con i crediti, i titoli azionari13 i mobili, i gioielli e le disponibilità liquide, il totale patrimoniale è denunciato in 2 miliardi e 403 milioni, a fronte dei quali vengono indicati debiti, imposte e tasse da pagare per 538 milioni. Forse per la complessità dei patrimonio da censire, dall'inventario risultano mancanti alcuni piccoli lotti dei terreni di Cusago.
Nella “denuncia” si accenna al contenzioso aperto tra l'Erario e il contribuente Camillo Casati Stampa, le cui dichiarazioni dei redditi il ministro delle Finanze aveva avuto modo di definire "palesemente risibili"14. Benché lontano dai 300 400 miliardi di cui favoleggia la stampa15 il patrimonio dei Casati Stampa è comunque cospicuo e assai superiore al modestissimo valore indicato nella “denuncia di successione” (2 miliardi e 400 milioni).
Vero è che il senatore liberale Bergamasco è un esperto in materia fiscale e tributaria: dopo avere fatto parte della Commissione Finanze e Tesoro del Senato (195868), tra il 1972 e il 1976 (VI legislatura) presenterà disegni di legge e interverrà in aula su temi quali: concessione di amnistia in materia di reati finanziari, e disposizioni in materia di imposte sui redditi e sulle successioni. Anche il. padre del protutore, il commercialista Umberto Previti, è un vero “mago” in materia tributaria e societaria.
Il 26 giugno 1972 si insedia il 2° governo Andreotti (una coalizione di centrodestra DcPartito liberale, noto come governo AndreottiMalagodi), nell'ambito del quale il senatore Bergamasco ricopre la carica di ministro per i Rapporti col Parlamento. L'avvocato Cesare Previti ha modo di conoscere il presidente Andreotti "per una questione professionale che riguarda il governo" (come dirà lui stesso). Il precedente 22 maggio, la marchesina Annamaria ha compiuto i ventun anni ed è divenuta maggiorenne, emancipandosi dal tutore e acquisendo la piena e diretta disponibilità del patrimonio ereditato. Ma Annamaria Casati ha deciso di vivere all'estero, e dunque è nella necessità di delegare la gestione dei suoi interessi e dei suoi beni in Italia. Cosi, il 27 settembre 1972, in occasione di un suo brevissimo soggiorno a Milano, sottoscrive nello studio del notaio Michele Zanuso un “mandato generale” che riaffida tutti i poteri al senatore Bergamasco: nell'atto è precisato che il senatoreministro, nominato procuratore generale, rappresenterà la marchesina Casati Stampa "in tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione relativa a tutti i beni immobili e mobili da essa posseduti o da possedere in Italia [ ...]. In una parola, tutto quanto esso procuratore crederà del caso, rimossa ogni limitazione di mandato"16.
Tre mesi dopo la cessazione della sua tutela legale, il ministro Bergamasco ríacquisisce dunque la piena disponibilità del patrimonio dei Casati Stampa; e non più implicitamente in quanto tutore della minore, bensì per esplicito mandato dell'ereditiera ormai maggiorenne.
Annamaria Casati, nel luglio 1973, sposerà Pier Donà Dalle Rose, e prenderà residenza in Brasile, a Brasilia; la gestione e la cura dei suoi interessi, in Italia, è affidata a un ministro della Repubblica esperto fiscalista, affiancato da un “avvocato di fiducia” figlio di un noto commercialista.
Avvoltoi sulla preda
Pressata da tasse arretrate e scadenze di imposte di successione, nell'autunno del 1973 Annamaria Casati incarica l'avvocato Previti di trattare la cessione della sola villa di Arcore e del relativo parco, con espressa esclusione degli arredi, della pinacoteca, della biblioteca, e delle circostanti proprietà terriere.
Senza alcun tipo di preventivi contatti o consultazioni, primavera del 1974 l'avvocato Previti telefona alla sua assistita, a Brasilia, e trionfante le annuncia di avere concluso per lei “un vero affare”: ponendola di fronte al fatto compiuto, Previti le comunica di avere venduto per la somma di 500 milioni di lire la villa di Arcore al completo (compresi quadri, biblioteca e arredi), e i circostanti terreni.
Nella concitatezza emotiva di una questione che la ripiomba nel ricordo della tragedia familiare, Annamaria Casati, dal lontano
Brasile, non ha elementi per comprendere la risibilità della somma di 500 milioni in rapporto al reale valore, enormemente superiore, delle proprietà di Arcore cedute; e del resto, il senatore Bergamasco preme perché si reperisca denaro per poter fronteggiare le varie scadenze fiscali che incombono.
Nella stessa primavera del 1974, l'“acquirente”, cioè il costruttore milanese Silvio Berlusconi, si insedia nella sontuosa villa di Arcore dei Casati Stampa, prendendo possesso di tutto quanto vi è contenuto. Ma non paga i 500 milioni annunciati dall'avvocato
Previti: li pagherà nel tempo, in comode e indefinite rate annue coincidenti per scadenze ed entità con le scadenze fiscali di Annamaria Casati verso l'Erario.
Berlusconi non si intesta la villa e i circostanti terreni di Arcore dei quali è entrato in possesso grazie all'avvocato Previti (il rogito verrà stipulato solo sei anni dopo, nel 1980). Infatti, Previti comunica alla sua assistita che l'acquirente Berlusconi è in attesa di non meglio precisate pratiche burocratiche edilizie, che non è opportuno per il momento stipulare l'atto notarile, e che insomma è meglio per tutti lasciare per ora le cose come stanno. Cosi, di anno in anno, fino al 1980, le proprietà di Arcore di cui Berlusconi dispone e usufruisce a partire dalla primavera 1974 continueranno a risultare intestate ad Annamaria Casati, e la stessa continuerà, per ben sette anni, a pagare le relative tasse di proprietà, tasse “risparmiate” dal Magico Imprenditore Berlusconi grazie all'avvocato Previti. Benché sia arduo conciliare gli interessi della sua assistita con quelli, avversi, del palazzinaro milanese, e come si vedrà anche con i propri, Previti riuscirà nella prodezza...
Ma Previti e Berlusconi intendono comunque cautelarsi rispetto a un “affare” che, in quanto privo di rogito notarile, risulta troppo precario. Cosi l'avvocato romano,nella stessa primavera 1974, vola a Brasilia dalla sua cliente, e riesce a ottenere la firma di Annamaria Casati in calce a una delega, congiuntamente intestata allo stesso Previti e a Berlusconi, che li nomina “amministratori” della tenuta e dei beni di Arcore.
Nell'estate del 1974, dunque, Berlusconi abita stabilmente la villa di Arcore con annesso parco, e benché non abbia ancora pagato la pur modesta somma pattuita con Previti, ne dispone già come di sua proprietà. Ma nella villa, con Berlusconi, si sono insediati anche Marcello Dell'Utri17, e il pluripregiudicato boss di Cosa Nostra Vittorio Mangano18.
Poco tempo dopo, nel Palazzo Soncino di Milano, dove hanno sede gli uffici che amministrano il patrimonio Casati Stampa, allo storico e anziano ragionier Lorenzo Saracchi viene affiancato tale Egidio Lo Baido, originario di Palermo. Lo Baido si muove negli uffici amministrativi di Palazzo Soncino con molta sicurezza e disinvoltura, assumendo ben presto un ruolo dirigente. Fatto è che le abitazioni dei Casati Stampa situate a Cinisello Balsamo (Milano) vengono affidate in locazione a un gruppo di siculocalabresi, i quali nel tempo, attraverso pressanti avvertimenti, intimidazioni e minacce rivolti in puro stile mafioso all'amministrazione dei Casati, riusciranno infine a divenire “legittimi proprietari” delle abitazioni.
Secondo una testimonianza19, all'inizio del luglio 1975 la villa di Arcore è presidiata da “gorilla” armati di fucili a canne mozze; all'interno, Berlusconi e Previti sono guardati a vista da altri ceffi siculocalabresi armati. Il precedente 26 giugno, la sede delle attività berlusconiane, nella milanese via Rovani, era stata oggetto di un misterioso attentato dinamitardo.
Nell'inverno 197778, l'avvocato Previti vola in Brasile dalla sua assistita, e le avanza nuove, pressanti richieste inerenti i beni ereditari. Ma Annamaria Casati, stavolta, è irremovibile: non solo rifiuta di assecondare le pretese del suo “avvocato di fiducia”, ma gli pone in termini ultimativi la questione del rogito notarile per le proprietà di Arcore sulle quali essa continua a pagare le tasse benché da ormai quattro anni tali proprietà siano in realtà di Berlusconi. I fumosi pretesti che ancora una volta Previti le oppone per rinviare ulteriormente l'atto notarile portano cliente e avvocato a un contrasto che costituirà la premessa alla revoca del mandato fiduciario.
Ormai, Annamaria Casati comincia a temere che dietro le ambiguità dell'avvocato Previti20 vi sia, o vi possa essere, qualcosa che non quadra; né riesce a spiegarsi per quale ragione l'acquirente Berlusconi continui a eludere il rogito, rinviando nel tempo il saldo dei 500 milioni pattuiti21.
Ciò che l'ereditiera non può sapere, è che il suo legale avvocato Previti siede nel collegio sindacale (insieme al padre Umberto) della Immobiliare Idra srl costituita il precedente maggio 1977: e cioè parte della società cui due anni dopo verranno intestati la villa e i circostanti terreni di Arcore, ed è la società dove approderanno anche tutti i superstiti beni terrieri di Arcore dei Casati Stampa. Né Annamaria Casati può sospettare che l'anno dopo sarà vittima di una prima truffaldina transazione i cui beneficiari risulteranno essere Silvio Berlusconi e i soci occulti delle sue attività.
Cusago: il gioco delle tre carte
Il 30 luglio 1979, a nove anni dalla morte dei marchesi Casati Stampa, il notaio di fiducia di Berlusconi, Guido Rodeva, registra l'atto di deposito di una "scrittura privata di permuta registrata in data odierna, recante scambio di immobili in Cusago e azioni tra Annamaria Casati Stampa di Soncino e la Immobiliare Coriasco spa con sede in Milano".
Nel documento vi è scritto: "Tra i signori: senatore Giorgio Bergamasco [procuratore generale della signora Annamaria Casati Stampa di Soncino in Donà Dalle Rose] e il ragionier Giuseppino Scabini impiegato22, amministratore unico e legale rappresentante della Immobiliare Coriasco spa] si stipula quanto segue: la signora Annamaria Casati Stampa [rappresentata dal senatore Bergamasco trasferisce a titolo di permuta alla Immobiliare Coriasco spa che, allo stesso titolo, acquista: appezzamenti di terreni con sovrastanti fabbricati, sia rustici che urbani, compresi nel comune di Cusago, della superficie catastale complessiva di circa 246.60.6323. La Immobiliare Coriasco spa [rappresentata dal ragionier Scabini] trasferisce a titolo di permuta alla signora Annamaria Casati Stampa [ ... ] no 800.000 azioni della Cantieri Riuniti Milanesi spa del valore nominale di L. 1.000 ciascuna. I beni immobili permutati dalla signora Annamaria Casati Stampa alla Immobiliare Coriasco spa hanno un complessivo valore di L. 1.700.000.000. Egualmente le no 800.000 azioni di cui sopra costituenti parte del capitale sociale della Cantieri Riuniti Milanesi spa [ ... ] hanno il valore di L. 1.700.000.000, per cui non si fa luogo a conguaglio"24.
Sette anni prima, quelle medesime proprietà di Cusago erano state denunciate all'Erario da Bergamasco e Previti per un valore di 367 milioni; ora, i due professionisti le cedono a una società “berlusconiana” per l'ipotetico controvalore di 1,7 miliardi sotto forma di “azioni” di un'altra società “berlusconiana”. Promotore e artefice primo dell'assurda transazione è Cesare Previti, il quale è si l'avvocato di fiducia della venditrice marchesina Casati Stampa, ma al tempo stesso, e all'insaputa della sua assistita, ha diretti interessi nel gruppo berlusconiano del quale le società “acquirenti” sono parte.
La Immobiliare Coriasco e la Cantieri Riuniti Milanesi, infatti, sono società appartenenti al nascente gruppo Fininvest, gruppo nel quale hanno ruolichiave sia l'avvocato Cesare Previti, sia suo padre, il commercialista Umberto Previti25. La Immobiliare Coriasco spa è una delle più ambigue società berluscomane: sede a Ciriè (provincia di Torino), e “gemella” della Immobiliare Romano Paltano spa (anch'essa con sede a Ciriè, dal 1975 amministrata da Marcello Dell'Utri) dalla quale il 12 maggio 1978 era nata la Cantieri Riuniti Milanesi spa26.
La transazione è chiaramente assurda: quale valore reale possono infatti avere azioni non quotate da nessuna parte, e relative a una società la Cantieri Riuniti Milanesi che è una semplice “scatola vuota” la cui attività si avvale di soli 7 dipendenti?27. La stessa somma nominale di L. 1.700.000.000 è di entità risibile, sia in termini assoluti rispetto al reale valore del patrimonio acquisito, sia dei termini relativi al valore già "palesemente risibile" indicato nella “denuncia di successione” del 1971.
Quando il senatore Bergamasco, su disposizione di Annamaria Casati, cercherà di monetizzare le azioni della Cantieri Riuniti
Milanesi avute “in permuta” i contorni della truffa diverranno ulteriormente palesi.
Non riuscendo ovviamente a trovare sul mercato qualche sprovveduto disposto ad acquistare “azioni” della società-fantasma, nella primavera del 1980 l'anziano procuratore è costretto a rivolgersi alla stessa Cantieri Riuniti Milanesi: la società riacquista
le proprie azioni, nominalmente di L. 1.700.000.000, per lire 850 milioni cioè al 50 per cento in meno del valore dichiarato al momento della loro cessione solo l'anno prima. Una truffa nella truffa, la cui entità risulta ancora più chiara se si considera che la vendita di alcuni “scampoli” di terreni agricoli di Cusago sfuggiti alla “permuta” berlusconiana perché non compresi nella “denuncia di successione” rendono alla marchesa Annamaria Casati Stampa la somma di circa 6 miliardi (regolarmente denunciata al Fisco).
A questo punto, Annamaria Casati ha la piena consapevolezza di quanto è accaduto, e decide finalmente di revocare la procura ai propri fiduciari. Ma prima, è per lei opportuno ottenere la stipula del rogito della villa e circostanti terreni di Arcore, beni che risultano ancora intestati a suo nome benché da anni siano di proprietà berlusconiana.
* * *
Intanto, la vicenda dei terreni di Cusago ex Casati Stampa registra importanti novità. La Immobiliare Coriasco ne vende alla Cantieri Riuniti Milanesi una parte, destinata a un nuovo insediamento residenziale per 122.470 metri cubi edificabili. La seconda società subentra alla prima nel piano di lottizzazione, e il 15 novembre 1989 la Cantieri Riuniti Milanesi firma col Comune di Cusago la relativa convenzione urbanistica: essa prevede la costruzione di un complesso di edifici su tre piani in condomini raggruppati “a schiere” formanti “corti”; nella parte centrale dell'insediamento, case unifamiliari “a schiera” con giardino, e all'estremità orientale ville “binate” con ampio giardino privato (è prevista anche la dotazione di una piscina e di un campogiochi).
Il piano di lottizzazione viene puntualmente approvato a maggioranza dalla giunta comunale Dc, col voto contrario dell'opposizione di sinistra, secondo la quale "l'arnimmstrazione democristiana non governa Cusago, ma spadroneggia in questo nostro povero paese facendo il bello e il cattivo tempo a proprio piacimento senza tener conto delle esigenze dei cittadini... Si deve approvare e basta, senza fiatare, che poi a tutto penserà il nostro caro sindaco, purché non vengano toccati gli interessi della Coriasco... Il sindaco ragionier Luigi Cairati si arrabbia soprattutto quando si parla di tutela dell'ambiente e dei beni storici, di sviluppo dei servizi sociali, perché queste non sono voci economicamente utili per le immobiliari"28.
La speculazione berlusconiana a Cusago trasformerà in edificabili buona parte dei terreni agricoli e delle aree verdi ex Casati Stampa. Dichiara un consigliere comunale: "In Monzoro, una frazione di Cusago, c'era un'area verde che era parte dell'acquisto Coriasco. Doveva rimanere verde, ma ci hanno costruito sopra delle case in cooperativa, come al solito assegnate agli amici". Ancora oggi sono in corso iniziative immobiliari di varie società che fanno capo alla Fininvest (col “marchio” Milano Visconti) sulle aree cusaghesi dell'eredità Casati Stampa acquisite nel 1979 dalla Coriasco a 345 lire al metro quadro; e gli edifici costruiti vengono venduti fra i 3 e i 4 milioni al metro quadro29.
A Cusago è convinzione diffusa che il “regista sul campo” della locale speculazione edilizia sia l'avvocato Cesare Previti (coadiuvato da Enrico Hoffer, architetto Fininvest beneficiario nel 1991 di una “donazione” berlusconiana di oltre un miliardo).
Fa tutto l'avvocato Previti , qui comanda lui: senza di lui qui non si muove foglia. In paese si dice anche che è proprio grazie al Colossale business di Cusago che l'avvocato Previti ha potuto acquistare l'edificio di via Cicerone 60, a Roma (al momento dell'Acquisto era una caserma dei Carabinieri , ma l'onnipotente Previti nel giro di pochi mesi sarebbe riuscito nella miracolistica Impresa di sloggiare la Benemerita).
Nel 1994, a Cusago, nella piazza Soncino (di fronte al castello visconteo appartenuto ai Casati Stampa e finito alla Coriasco), viene avviata dalle imprese berlusconiane una ampia "ristrutturazione" che nei fatti è una nuova edificazione: infatti, i vecchi fabbricati rustici risultano completamente demoliti (tra questi, vi era l'abitazione del padre del sindaco, che in cambio si è fatto costruire una comoda palazzina), e dunque le licenze rilasciate per “ristrutturazione” sarebbero in realtà una commedia.
Il progetto della “ristrutturazione” è firmato dall'architetto Roberto Rizzini, che è sì il tecnico progettista dell'edilizia Fininvest, ma è anche l'estensore del Piano regolatore di Cusago, nonché membro della Commissione edilizia.
Arcore nelle fauci dell'Idra
Il 2 ottobre 1980, a quasi sette anni dall'effettiva cessione dei beni, viene sottoscritto il rogito per la villa di Arcore e circostanti terreni. Ancora sotto la sapiente regia dell'avvocato Previti nel versatile ruolo di legale di fiducia della lontana “cedente” Annamaria Casati Stampa e di sodale affaristico dell'“acquirente” BerlusconiFininvest, viene stipulato l'atto di compravendita repertato al n° 36110 del notaio milanese Guido Rodeva.
"La signora Annamaria Casati Stampa di Soncino in Donà Dalle Rose [rappresentata dal procuratore senatore Giorgio Bergamasco] vende alla Società Immobiliare Idra srl (rappresentata dal signor Giovanni Dal Santo30, amministratore unico della società] che acquista" la villa di Arcore e i circostanti possedimenti terrieri (oltre 200 mila mq); "Il prezzo della presente vendita è stato convenuto in complessive lire 500 milioni che la parte venditrice dichiara di aver prima d'ora ricevuto dalla parte acquirente alla quale rilascia corrispondente quietanza" firmato: Giorgio Bergamasco (procuratore, a nome della “venditrice”) e Giovanni Dal Santo (amministratore, per conto della “acquirente”).
La valutazione di 500 milioni di lire “già pagate” per la tenuta e la principesca villa di Arcore (nell'atto notarile disinvoltamente definite "casa di abitazione con circostanti fabbricati rurali e terreni a varia destinazione") è un macroscopico imbroglio, anche sotto l'aspetto del danno all'Erario. Infatti, subito dopo, la Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde riterrà la villa di Arcore una garanzia congrua per erogare un finanziamento di 7 miliardi e 300 milioni (fideiussione dell'Immobiliare Idra in favore della Cantieri Riuniti Milanesi), mentre il Monte dei Paschi di Siena, con quella stessa garanzia, accorderà un ulteriore finanziamento di 680
milioni alla Immobiliare Idra. Del resto, secondo una conoscente della marchesina Casati, "la somma di 500 milioni è il valore della sola Via Crucis del Luini, in 14 quadri che pendevano nella quadreria della villa accanto a un Tintoretto e a un Tiepolo ... "31. Nel bilancio 1980 della Immobiliare Idra si leggerà che la società ha acquistato "una villa con parco, di notevole valore e prestigio, sita in Arcore, al prezzo storico di mezzo míliardo".
La “acquirente” Immobiliare Idra srl era stata costituita a Roma nel maggio 1977, e nel suo collegio sindacale figuravano sia Umberto Previti, sia Cesare Previti; il 28 giugno 1979, nel collegio sindacale della società era rimasto solo Previti senior -
il dimissionario Previti junior, il mese successivo, sarebbe stato impegnato nella prima parte del berlusconiano “miracolo italiano” avente per oggetto i cespiti più ghiotti del patrimonio Casati Stampa situati a Cusago e di proprietà della sua assistita.
L'atto notarile del 2 ottobre 1980, che sancisce ufficialmente l'acquisizione di una parte del patrimonio Casati Stampa di Arcore da parte del gruppo Fininvest (villa e tenuta delle quali, come si visto, Berlusconi già dispone di fatto e personalmente da circa sette anni), è stato preceduto di pochi giorni da una provvidenziale “coincidenza”: il 12 settembre, infatti, il Comune di Arcore aveva deliberato la destinazione urbanistica di una parte oggetto della compravendita.
Con questa sfacciata “transazione”, il poliedrico avvocato Previti arriva a eguagliare i più mirabolanti sortilegi di matrice berlusconiana: aliena una parte del patrimonio della sua assistita Annamaria Casati in favore di una società Fininvest nella quale è parte suo padre e nella quale è stato parte lui stesso.
Ma il 2 ottobre 1980, il notaio Guido Roveda autentica anche un secondo atto di compravendita: riguarda tutti i superstiti possedimenti terrieri di Arcore dei Casati Stampa non compresi nel primo rogito, che vengono ceduti sottoforma di “permuta” a una società del gruppo Fininvest, la Immobiliare Briantea srl (rappresentata dall'amministratore unico Giovanni Bottino un prestanome residente a Milano 2).
Nel documento è scritto infatti che il senatore Bergamasco, nella sua veste di procuratore generale di Annamaria Casati, cede alla Immobiliare Briantea srl tutti i residui beni posseduti dai Casati Stampa a Arcore: circa 70 ettari di terreni agricoli, parte dei quali consistenti in poderi a coltura intensiva e per il resto in appezzamenti seminativi, prati, boschi e pascoli, comprese le cascine e tutti i fabbricati rurali sovrastanti32. Come già l'anno prima per i beni di Cusago, anche in questo caso la transazione non avviene per denaro, bensì attraverso un “permuta” truffaldina: in cambio dei possedimenti terrieri, infatti, la Immobiliare Briantea srl "trasferisce a titolo di permuta alla signora Annamaria Casati Stampa di Soncino in Donà Dalle Rose numero 55.000 azioni del valore nominale di lire 1.000 ciascuna, della Infrastrutture Immobiliari spa, con sede a Milano, via Rovani 2 [ ... ]. I beni permutati hanno il complessivo valore di lire 250 milioni. Egualmente le 55.000 azioni della Infrastrutture Immobiliari spa hanno il valore di lire 250 milioni, per cui non si fa luogo ad alcun conguaglio".
Poiché il capitale sociale della Infrastrutture Immobiliari spa è di 400 milioni, l'importo di 250 milioni attribuiti alla transazione equivale al 62,5 per cento del capitale della società “acquirente”; ma la vittima del raggiro, la “cedente” e ignara Annamaria Casati, non acquisisce affatto la maggioranza della Infrastrutture Immobiliari spa: gli artefici dei raggiro attribuiscono infatti alle 55.000 azioni un valore equivalente al 13,75 per cento del capitale sociale in pratica, azioni senza mercato di una società sconosciuta e inattiva vengono valutate dagli stessi interessati quattro volte e mezzo il loro valore nominale...
Arteficeregista della sconcertante operazione è come sempre l'avvocato Previti: grazie a lui, infatti, i superstiti e ingenti beni terrieri di Arcore della sua assistita vengono in pratica regalati in cambio del simbolico importo di 250 milioni (cioè 357 lire al metro quadro), somma non già in denaro bensì sottoforma di cartacee “azioni” della vacua e oscura Infrastrutture Immobiliari spa, azioni del tutto prive di valore certo e che saranno anzi fonte di grane per la vittima del raggiro; beneficiaria del “regalo” è una società del gruppo Fininvest, gruppo del quale l'avvocato Previti è parte.
La società Infrastrutture Immobiliari era stata costituita a Roma il 30 dicembre 1977, e nel 1978 la Fininvest Roma ne aveva assunto il controllo. Nel 1980, poco prima della “operazione permuta”, a danno di Annamaria Casati, il capitale sociale era stato portato a 400 milioni, e il solito Luigi Restelli ne era stato nominato amministratore unico.
La Immobiliare Briantea srl (nata a Milano il 30 settembre come Edizioni Sociali Villanova srl con 900 mila lire di capitale, aveva assunto la nuova denominazione nel 1978) è una scatola vuota fino ai primi mesi del 1980, quando l'amministratore della Infrastrutture Immobiliari, Luigi Restelli, la convoglia nel gruppo Fininvest: ciò accade il 2 giugno 1980, con l'aumento di capitale a 450 milioni e la nomina del prestanome Giovarmi Bottino ad amministratore unico. Dopo avere acquisito, col secondo atto notarile del 2 ottobre 1980, gli ultimi beni terrieri dei Casati Stampa, la Immobiliare Briantea srl si dedicherà al compito di sloggiare dai terreni di Arcore i contadini che vi sono residenti33; risolto il problema, e “ripulite” le aree per potervi procedere alle speculazioni edilizie, il 4 luglio 1988 la Immobiliare Briantea verrà incorporata, dalla Immobiliare Idra srl, approdo finale del colossale "bottino".
La Immobiliare Idra è uno degli anfratti più oscuri tra le molte oscurità che caratterizzano il divenire dell'impero Fininvest. La società viene costituita a Roma il 4 maggio 1977 (pochi mesi prima della affiliazione di Berlusconi alla Loggia P2) dalle due stesse fiduciarie Servizio Italia spa e Saf spa della Banca Nazionale dei Lavoro che originano la Fininvest; la BNL è controllata da banchieri affiliati alla Loggia P234, e gli stessi piduisti controllano le due fiduciarie dietro le quali si celano i promotori della Immobiliare Idra. La società nasce con un capitale di un milione (verrà elevato a 900 l'anno successivo), risulta amministrata dal prestano me Giovanni Dal Santo, e nel suo collegio sindacale figura, oltre a Cesare Previti, suo padre Umberto; Umberto Previti è un commercialista legato al parabancario BNL nel quale operano le due fiduciarie piduiste. Il 28 giugno 1979 la sede sociale della Immobiliare Idra viene trasferita a Milano, in via Rovani 2 (sede delle attività berlusconiane) e lo stesso giorno Cesare Previti lascia il collegio sindacale: nella sua veste di “fiduciario” degli eredi Casati Stampa, come si è visto, il 2 ottobre dell'anno dopo propizierà il passaggio dei beni di Arcore di proprietà della sua assistita alla Immobiliare Idra e alla Immobiliare Briantea.
Tra il 1984 e il 1985, l'Immobiliare Idra acquista una faraonica villa a Punta Lada, in Sardegna (28 stanze e 12 bagni per 2.500 mq, e 7 ettari di parco), al “prezzo storico” di 1 miliardo e 500 milioni35: venditore è Flavio Carboni, il losco faccendiere sardo (condannato a quindici anni di carcere per il crac del Banco Ambrosiano del píduista Roberto Calvi, e a 10 anni e 4 mesi quale mandante del tentato omicidio di Roberto Rosone, direttore ai tempi in società con Berlusconi36.
Il 10 dicembre 1986, la Immobiliare Idra incorpora la GirGestioni immobiliari romane srl, una società che da un lato riconduce a misteriosi ambienti svizzeri, e dall'altro a operazioni immobiliari col boss mafioso Pippo Calò. Intatti la Gir è la ex Pinki srl (orbita Fininvest) costituita a Milano il 23 settembre 1982 dalla cittadina svizzera Monica Merzaghi e dal prestanome Pasquale Guaglianone; interessata a un edificio di Portorotondo (in Sardegna) costruito, per conto della Marius srl di Pippo Calò, dal palazzinaro mafioso Luigi Faldetta, la Gir ha acquistato dal “cassiere della mafia” un appartamento.
Nel 1993, la Immobiliare Idra viene acquisita personalmente da Silvio Berlusconi: "Al centro dell'operazione c'è l'Immobiliare Idra, sede a Milano, 10 miliardi di capitale sociale, proprietaria, tra l'altro, della Ala di Arcore. Fino all'anno scorso questa società faceva capo alla Fininvest. Poi è stata ceduta, come risulta dal bilancio 1993 della holding del Biscione. In veste di compratore e intervenuto Silvio Berlusconi in persona [ ... ]. Prezzo pattuito: 10 miliardi. La Fininvest però aveva in carico la controllata Idra per 16 miliardi, cosi l'operazione si è risolta in una perdita di 6 miliardi per la holding. Poca cosa rispetto alle perdite registrate dall'Immobiliare Idra negli ultimi esercizi: 14 miliardi nel 1991 e 20 miliardi nel 1992, secondo gli ultimi due bilanci disponibili"37.
La singolare operazione, cui viene sbrigativamente attribuito lo scopo di “alleviare” il bilancio Fininvest delle passività della Idra, in realtà sembra costituire piuttosto una “spartizione di beni” dato il sempre più incerto futuro dell'impero: ma una spartizione tra Berlusconi e chi?
Buckingham Palace in Brianza
Informata dell'avvenuto rogito dei 2 ottobre 1980 relativo alla villa di Arcore e terreni circostanti, ma posta anche di fronte al fatto compiuto del secondo e sbalorditivo atto notarile di “permuta” di tutte le superstiti proprietà terriere, Annamaria Casati revoca il mandato all'avvocato Previti, e nomina suo procuratore generale e suo nuovo legale di fiducia l'avvocato Ferdinando Carabba dello studio Carnelutti.
Dal lontano Brasile, Annamaria Casati tutto desidera fuorché tornare alla ribalta delle cronache giornalistiche e nelle aule dei tribunali italiani. Cosi, insiste presso l'avvocato Carabba perché risolva al più presto il residuo strascico delle “permute”. "Da atti pubblici risultava che per due transazioni su tre Annamaria era entrata in possesso di strane azioni di oscure società, e lei temeva di venire coinvolta in fallimenti, o in dissesti, o anche peggio ... ", ricorda un amico di famiglia....
Messaggio del 12-10-2006 alle ore 17:36:38
Sta storia non la conosco!Sarà vera?Comunque non prenderei alla lettera neanche le testate giornalistiche sopra esposte : ci hanno scritto anche che la sinistra non è corrotta!!!!
..................e che questa finanziaria ci risolleverà!!!!
(forse la nostra anima quando moriremo di fame!!!)
Sta storia non la conosco!Sarà vera?Comunque non prenderei alla lettera neanche le testate giornalistiche sopra esposte : ci hanno scritto anche che la sinistra non è corrotta!!!!
..................e che questa finanziaria ci risolleverà!!!!
(forse la nostra anima quando moriremo di fame!!!)
Messaggio del 12-10-2006 alle ore 17:19:23
Non era affatto minorenne!
Era maggiorenne!
Solo che Previti era il suo amministratore!
E 500 milioni li valeva solo uno dei quadri che si trovava a Villa Casati Stampa.
Che non era affatto una famiglia della nobiltà "nera".
Non era affatto minorenne!
Era maggiorenne!
Solo che Previti era il suo amministratore!
E 500 milioni li valeva solo uno dei quadri che si trovava a Villa Casati Stampa.
Che non era affatto una famiglia della nobiltà "nera".
Messaggio del 12-10-2006 alle ore 17:16:14
Divo, non imbrogliare le carte!
L'ereditiera era minorenne e proprio per questo motivo ma anche per il fatto che era lontana in Brasile che Previti e Berlusconi, diciamo così, l'abbindolarono.
Che coppia fenomenale.
Divo, non imbrogliare le carte!
L'ereditiera era minorenne e proprio per questo motivo ma anche per il fatto che era lontana in Brasile che Previti e Berlusconi, diciamo così, l'abbindolarono.
Che coppia fenomenale.
Messaggio del 12-10-2006 alle ore 16:29:07
Ma perchè non parlate di quanto sta la scarola al mercato!
Appartiene alla vostra esperienza quotidiana e ci fate tutti senz'altro più bella figura!
Ma perchè non parlate di quanto sta la scarola al mercato!
Appartiene alla vostra esperienza quotidiana e ci fate tutti senz'altro più bella figura!
Messaggio del 12-10-2006 alle ore 14:19:58
eye, a parte che parecchi anni fa 500 milioni non erano proprio brustolini, da come mi pare di capire quando la signora in questione ha venduto la villa era piu' che maggiorenne, quindi oltretutto previti non ne poteva neanche piu' essere il tutore...
il problema qual'è? se uno ti offre una cifra irrisoria per una villa di tua proprietà, e tu sei cosi' pirla da accettare
non puoi poi lamentarti!
la prossima volta affidati a gabetti...
eye, a parte che parecchi anni fa 500 milioni non erano proprio brustolini, da come mi pare di capire quando la signora in questione ha venduto la villa era piu' che maggiorenne, quindi oltretutto previti non ne poteva neanche piu' essere il tutore...
il problema qual'è? se uno ti offre una cifra irrisoria per una villa di tua proprietà, e tu sei cosi' pirla da accettare
non puoi poi lamentarti!la prossima volta affidati a gabetti...
Messaggio del 12-10-2006 alle ore 14:10:29
storie vecchie e passate, mò rifatti gli occhi..
penso k ormai stè storie le sappiano un pò tutti, così come sanno perfettamente k il buon caro vecchio Silvio scese in politica xkè nn c'aveva più na lira, e i creditori [mafiosi] lo pressarono a prendere qsta decisione..
alla fine del '93 Silvio Belusconi aveva debiti x circa 7 mila miliardi di vecchie lire.. inutile dire k oggi, dopo svariati anni d politica e d governo del paese fatto x i suoi interessi, la situazione economica x lui è nettamente migliorata.. ecco il VERO miracolo italiano..
ma anke qsta è cosa risaputa, cosa k sapevano benissimo anke in quegli anni, come quando nel '98 la Lega fece un'accerima campagna CONTRO-Berlusconi, in quanto incarnava ciò k loro combattevano[o facevo credere]..
poi come x magilla quella stessa Lega con quegli stessi politici è stata azzittita ed inglobata nella CDL..
x (s)fortuna restano ancora gli articoli d giornale della Padania, da cui prendevano le mosse gli attacchi d Bossi and co. ..




Le gesta di Lucky Berlusca Per salvarlo un plotone di parlamentari, avvocati e giornalisti mai parole furono più appropriate
------------
Editato da Bræd il 12/10/2006 alle 14:14:04
storie vecchie e passate, mò rifatti gli occhi..
penso k ormai stè storie le sappiano un pò tutti, così come sanno perfettamente k il buon caro vecchio Silvio scese in politica xkè nn c'aveva più na lira, e i creditori [mafiosi] lo pressarono a prendere qsta decisione..
alla fine del '93 Silvio Belusconi aveva debiti x circa 7 mila miliardi di vecchie lire.. inutile dire k oggi, dopo svariati anni d politica e d governo del paese fatto x i suoi interessi, la situazione economica x lui è nettamente migliorata.. ecco il VERO miracolo italiano..
ma anke qsta è cosa risaputa, cosa k sapevano benissimo anke in quegli anni, come quando nel '98 la Lega fece un'accerima campagna CONTRO-Berlusconi, in quanto incarnava ciò k loro combattevano[o facevo credere]..
poi come x magilla quella stessa Lega con quegli stessi politici è stata azzittita ed inglobata nella CDL..
x (s)fortuna restano ancora gli articoli d giornale della Padania, da cui prendevano le mosse gli attacchi d Bossi and co. ..




Le gesta di Lucky Berlusca Per salvarlo un plotone di parlamentari, avvocati e giornalisti mai parole furono più appropriate

------------
Editato da Bræd il 12/10/2006 alle 14:14:04
Messaggio del 12-10-2006 alle ore 13:26:35
Eye mi arrendo alla tua saggezza.....e me vado a mangiare.Cià
Eye mi arrendo alla tua saggezza.....e me vado a mangiare.Cià
Messaggio del 12-10-2006 alle ore 13:21:13
Pof la tua atavica e grande autostina è in fase calante.
E' chiaro a tutti, meno che all'imparziale Pof Pof, come il comportamento dei " due compari" non sia dettato dalla intelligenza bensì dalla delinquenza e ladreria che li contraddistingue e di cui eye-figlia non ne andrebbe fiera assolutamente.
Per quanto riguarda te Frentania...ti dico solo: che cazzo vuoi? Non ti si capisce mai!!
Pof la tua atavica e grande autostina è in fase calante.
E' chiaro a tutti, meno che all'imparziale Pof Pof, come il comportamento dei " due compari" non sia dettato dalla intelligenza bensì dalla delinquenza e ladreria che li contraddistingue e di cui eye-figlia non ne andrebbe fiera assolutamente.
Per quanto riguarda te Frentania...ti dico solo: che cazzo vuoi? Non ti si capisce mai!!
Messaggio del 12-10-2006 alle ore 13:15:27
Sci un po' mi piace Deleuze,ma devo esserne consapevole,ricchiò vaffangul(non intervenite mo,è una pazzia con Del con cui ho confidenza,non ci aprite un post sulle offese).
Sci un po' mi piace Deleuze,ma devo esserne consapevole,ricchiò vaffangul(non intervenite mo,è una pazzia con Del con cui ho confidenza,non ci aprite un post sulle offese).
Messaggio del 12-10-2006 alle ore 12:54:59
EYE....quindi?
EYE....quindi?
Messaggio del 12-10-2006 alle ore 12:50:34
e si venne a scoprire che a pof pof piace prenderlo nel di dietro
e si venne a scoprire che a pof pof piace prenderlo nel di dietro
Messaggio del 12-10-2006 alle ore 12:44:00
La mia intelligenza rispetto alla loro è limitata(impara a conoscere e rispettare il "tuo" nemico),quanto la tua "INTELLIGENZA".Non giustifico i birboni come il Berlusca e Cesarone,ma quando avvenivano queste zozzerie(tali sono) il giudice di tutela dove era?Poi quel che ti voglio evidenziare è che te la prendi sempre con il Berlusca(che nu sant ni è) ma sorvoli sulle ladrate e zuzzarie dell'altra parte su cui si potrebbero scrivere pagine.Se permetti tra De Benedetti(paladino della Repubblica,l'Espresso e altro ancora) e quel filibustiere di Channel 4 5 e 6 preferisco il secondo.Più faccia da paraculo,gli altri ergendosi a paladini e garanti della "sinistra democratica" ve lo appoggiano senza farvelo sentire.
Io sono invidioso,come del resto anche tu e mezza Italia di questi furbetti,quelli del quartierino e quelli del quartierone.
Se avessi un papà come il nano(come lo chiami tu) ne andresti fiera,anche con la ladrizia di Arcore(manco pagata cash,che fiij din zoccol).Il problema che tu ci rosichi,ma rosica con tutti,non solo con il Cavaliere(do la rubbat su titolo).Ti schieri troppo,questo ti impedisce di vedere con ampiezza come te lo appoggiano,infatti lo prendete con dolcezza,io che la vedo in maniera ampia sento già arrivare il dolore appena mi si para un Berlusca dietro.
La mia intelligenza rispetto alla loro è limitata(impara a conoscere e rispettare il "tuo" nemico),quanto la tua "INTELLIGENZA".Non giustifico i birboni come il Berlusca e Cesarone,ma quando avvenivano queste zozzerie(tali sono) il giudice di tutela dove era?Poi quel che ti voglio evidenziare è che te la prendi sempre con il Berlusca(che nu sant ni è) ma sorvoli sulle ladrate e zuzzarie dell'altra parte su cui si potrebbero scrivere pagine.Se permetti tra De Benedetti(paladino della Repubblica,l'Espresso e altro ancora) e quel filibustiere di Channel 4 5 e 6 preferisco il secondo.Più faccia da paraculo,gli altri ergendosi a paladini e garanti della "sinistra democratica" ve lo appoggiano senza farvelo sentire.
Io sono invidioso,come del resto anche tu e mezza Italia di questi furbetti,quelli del quartierino e quelli del quartierone.
Se avessi un papà come il nano(come lo chiami tu) ne andresti fiera,anche con la ladrizia di Arcore(manco pagata cash,che fiij din zoccol).Il problema che tu ci rosichi,ma rosica con tutti,non solo con il Cavaliere(do la rubbat su titolo).Ti schieri troppo,questo ti impedisce di vedere con ampiezza come te lo appoggiano,infatti lo prendete con dolcezza,io che la vedo in maniera ampia sento già arrivare il dolore appena mi si para un Berlusca dietro.
Messaggio del 12-10-2006 alle ore 12:24:36
Pof... mi deludi profondamente...non mi dire che sei anche tu un immorale...tu che fai sempre "sviolinate morali" di persona vissuta.
Non mi dire che anche tu scambi persone così banali...furbe...per intelligenti...non mi far pensare che la tua "intelligenza" sia così limitata.
Pof... mi deludi profondamente...non mi dire che sei anche tu un immorale...tu che fai sempre "sviolinate morali" di persona vissuta.
Non mi dire che anche tu scambi persone così banali...furbe...per intelligenti...non mi far pensare che la tua "intelligenza" sia così limitata.
Messaggio del 12-10-2006 alle ore 11:10:02
Mi fanno un sangue,non li ho mai votati,ma mi fanno un sangue,tu manco con 3 lauree ci riusciresti,ma non perchè sei buona e loro figli di puttana,ma pecchè si.......si si.....na coccia svoiit...."i due" no.
Do cazz li vi truvà se notizie,non ci dormi la notte alla ricerca della VERITA'.
Mi fanno un sangue,non li ho mai votati,ma mi fanno un sangue,tu manco con 3 lauree ci riusciresti,ma non perchè sei buona e loro figli di puttana,ma pecchè si.......si si.....na coccia svoiit...."i due" no.
Do cazz li vi truvà se notizie,non ci dormi la notte alla ricerca della VERITA'.
Messaggio del 12-10-2006 alle ore 10:57:32
addò sta sta tipa che le devo vendere il pollaio di mia nonna!!!!
addò sta sta tipa che le devo vendere il pollaio di mia nonna!!!!
Messaggio del 12-10-2006 alle ore 10:31:51
azz....anche qui nei paraggi di casa mia c'è una villa di una giocane ereditiera, interesa a qualcuno?
azz....anche qui nei paraggi di casa mia c'è una villa di una giocane ereditiera, interesa a qualcuno?
Messaggio del 12-10-2006 alle ore 10:28:02
Azz...
------------
Editato da Giupi il 12/10/2006 alle 10:28:54
Azz...
------------
Editato da Giupi il 12/10/2006 alle 10:28:54
Messaggio del 12-10-2006 alle ore 10:25:30
Trentasei anni orsono in un superattico della romabene avvenne una tragedia di cui si parlò per mesi interi sui giornali e la televisione(allora in b.n.) per la fama e l'efferratezza del fatto nonchè per la bellezza e il fascino della protagonista: il delitto Casati-Stampa di Soncino.
Il marchese Casati Stampa per l'appunto, aveva ammazzato la bellissima moglie(molto più giovane di lui) Anna Fallarino, un giovane studente universitario di 25 anni Massimo Minorenti(amante della donna) e poi si era suicidato con un colpo di lupara.
Grande fu lo scalpore, anche perchè erano state ritrovate delle foto che ritraevano la marchesa "a tette da fuori" e poi si scoprì che la "nobiltà nera" non era poi tanto "nobile".
La storia ebbe un seguito e fu nominata "erede universale" dei grandi possedimenti del marchese Casati la figlia di Anna Fallarino la quale però era minorenne e il tribunale dei minori dovette trovare un tutore a cui affidare la giovane. Vi fu una " strenua lotta" e alla fine venne affidata "anzichè agli ascendenti e parenti e affini" al Sen. Bergamasco e al prototutore: un certo "giovane avvocato calabrese di simpatie fasciste" di nome Cesare Previti.
Lasciamo perdere altre interessanti vicende legate al caso.
Tra le "fortune" della giovane ereditiera vi è una lussuosissima villa ad Arcore.
L'ereditiera, ad un certo punto, si trasferisce a Brasilia dove vive tuttora.
Un giorno Previti informa la fanciulla di aver trovato un acquirente per la villa di Arcore.
Bisogna dire che la villa è notevolissima vi sono persino quadri di valore inestimabili e una ricchissima biblioteca.
Il prezzo pattuito con il compratore, un certo Silvio Berlusconi, è di 500 milioni. Pressata da tasse e scadenze la giovane accetta di vendere "la villa, gli arredi e il relativo parco" al prezzo pattuito. Dal Brasile non si rende conto che la cifra corrisponde a quella di un appartamento nel centro di Milano e poi il "tutore" gli dice che è "un buon affare".
Il colmo dell'imbroglio è che "Berlusconi Silvio pagherà in lunghe rate" e che per diversi anni la villa resterà intestata all'ereditiera che continuerà a pagare le tasse di proprietà...sic!
Non è finita ancora.
Poco tempo dopo la casa pagata 500 milioni sarà valutata dalla Cariplo 7 miliardi e 300 milioni di lire.
Quanto a Previti e quanto al nano?
Questo è l'inizio di due carriere inarrestabili e del sodalizio tra due persone che arriveranno ai vertici dello Stato senza guardare in faccia a nessuno e senza alcuna moralità.
Trentasei anni orsono in un superattico della romabene avvenne una tragedia di cui si parlò per mesi interi sui giornali e la televisione(allora in b.n.) per la fama e l'efferratezza del fatto nonchè per la bellezza e il fascino della protagonista: il delitto Casati-Stampa di Soncino.
Il marchese Casati Stampa per l'appunto, aveva ammazzato la bellissima moglie(molto più giovane di lui) Anna Fallarino, un giovane studente universitario di 25 anni Massimo Minorenti(amante della donna) e poi si era suicidato con un colpo di lupara.
Grande fu lo scalpore, anche perchè erano state ritrovate delle foto che ritraevano la marchesa "a tette da fuori" e poi si scoprì che la "nobiltà nera" non era poi tanto "nobile".
La storia ebbe un seguito e fu nominata "erede universale" dei grandi possedimenti del marchese Casati la figlia di Anna Fallarino la quale però era minorenne e il tribunale dei minori dovette trovare un tutore a cui affidare la giovane. Vi fu una " strenua lotta" e alla fine venne affidata "anzichè agli ascendenti e parenti e affini" al Sen. Bergamasco e al prototutore: un certo "giovane avvocato calabrese di simpatie fasciste" di nome Cesare Previti.
Lasciamo perdere altre interessanti vicende legate al caso.
Tra le "fortune" della giovane ereditiera vi è una lussuosissima villa ad Arcore.
L'ereditiera, ad un certo punto, si trasferisce a Brasilia dove vive tuttora.
Un giorno Previti informa la fanciulla di aver trovato un acquirente per la villa di Arcore.
Bisogna dire che la villa è notevolissima vi sono persino quadri di valore inestimabili e una ricchissima biblioteca.
Il prezzo pattuito con il compratore, un certo Silvio Berlusconi, è di 500 milioni. Pressata da tasse e scadenze la giovane accetta di vendere "la villa, gli arredi e il relativo parco" al prezzo pattuito. Dal Brasile non si rende conto che la cifra corrisponde a quella di un appartamento nel centro di Milano e poi il "tutore" gli dice che è "un buon affare".
Il colmo dell'imbroglio è che "Berlusconi Silvio pagherà in lunghe rate" e che per diversi anni la villa resterà intestata all'ereditiera che continuerà a pagare le tasse di proprietà...sic!
Non è finita ancora.
Poco tempo dopo la casa pagata 500 milioni sarà valutata dalla Cariplo 7 miliardi e 300 milioni di lire.
Quanto a Previti e quanto al nano?
Questo è l'inizio di due carriere inarrestabili e del sodalizio tra due persone che arriveranno ai vertici dello Stato senza guardare in faccia a nessuno e senza alcuna moralità.
Nuova reply all'argomento:
I due "cumpari"
Registrati
Mi so scurdate la password
Hai problemi ad effettuare il login?
segui le istruzioni qui












