Cultura & Attualità
30/06/2008
Primi per tagli di docenti e bidelli
Nei prossimi quattro anni la nostra provincia sarà la più colpita in Abruzzo dalla riduzione del personale scolastico
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LANCIANO. Nei prossimi quattro anni la nostra provincia dovrà fare a meno di 445 professori e 336 bidelli: un taglio che in buona parte si ripercuoterà su Lanciano e gli altri centri principali che ospitano scuole di vario ordine e grado. Secondo le proiezioni del Sole 24 ore la provincia di Chieti sarà tra l’altro quella più penalizzata in Abruzzo dai tagli decisi con l’ultima Finanziaria.
I numeri pubblicati dal quotidiano economico sono basati su dati del ministero. Allineamento con gli standard europei, e risparmio di oltre tre miliardi di euro da qui al 2012, sono le ragioni che porteranno la regione a dover fare presto a meno di circa 2.500 unità tra insegnati e personale non docente, soprattutto nelle scuole primarie.
La provincia di Chieti nei prossimi quattro anni dovrà quindi rinunciare a 445 docenti e 336 bidelli, mentre 419 saranno tagliati all’Aquila, contro i 338 di Pescara e 349 di Teramo. Su scala nazionale la riduzione toccherà le 87mila cattedre, con Napoli in testa che ne perderà circa quattromila. In pratica saranno tagliati il 10 per cento dei docenti e il 17 per cento degli impiegati tecnici (circa 42mila unità).
Ma "taglieranno" pure gli insegnanti di religione?
L'erba cattiva ricresce sempre
su 100 studenti della primaria in Italia ci sono 9.3 docenti, 5.3 nei Paesi Ocse; nella secondaria di I grado 9.7 per l’Italia contro il 7.3 dell’Ocse; nella secondaria superiore, 8.7 Italia e 7.9 Ocse.
Hanno dunque ragione: in Italia ci sono troppi insegnanti rispetto al numero di alunni.
Ma una lettura più attenta di alcune specificità del nostro sistema di istruzione rivela una realtà decifrabile in termini diversi. Sulla quale una maggiore buona fede di chi ci governa e di chi interpreta i dati consentirebbe di riflettere con la necessaria attenzione.
Nell’anno scolastico 2005-2006 i posti di insegnante statale in Organico di Diritto sono stati complessivamente 737.250, di cui 48.607 di sostegno (fonte MPI). Ed ecco il primo punto: nel resto dell’Europa gli alunni diversamente abili frequentano scuole speciali. Pertanto gli operatori che se ne occupano non vanno ad aumentare il numero dei docenti. Solo in Francia per questi ragazzi viene destinato un organico di 280.000 operatori sociali, che appartengono comunque ad amministrazioni diverse dalla scuola.
Ecco come un provvedimento di inclusione, di integrazione e di pari opportunità, nonché una lettura illuminata dell’art. 3 della Costituzione, non solo non viene considerato tale, ma si ritorce contro il sistema scuola. Forse il governo preferirebbe confinare - esattamente come accade, ad esempio, in Germania - bambini e ragazzi diversamente abili in strutture parasanitarie.
Rispetto alla cifra complessiva dei posti in organico di diritto va considerata un’altra “anomalia” - questa volta, al contrario, discutibilissima - del nostro sistema: i 25.679 insegnanti di religione cattolica (di cui 14.670 di ruolo), che altri paesi - in cui l’egemonia politico-culturale della chiesa non è preminente e la laicità della scuola un valore realmente fondante - non hanno l’onore di conteggiare nel numero dei propri insegnanti.
Ed ecco dunque I VERI MOTIVI dei tagli alla scuola.
Una scuola pubblica (E DUNQUE IMPARZIALE) non e' accettabile da questi "magnaccia filo clericali" che ci governano.
Dunque TAGLIAMO a FAVORE DELLE SCUOLE PRIVATE (guarda caso per il 90% CATTOLICHE) cosi' avremo le nuove generazioni PIU' IGNORANTI (insegnano il creazionismo a sfavore dell'evoluzionismo e del metodo scientifico), PIU' INDOTTRINATI (i dogmi della fede al posto del LIBERO PENSIERO), PIU' CONTROLLABILI (vuoi migkliorare la tua posizione sociale? A MODO NOSTRO PERO').
E dunque molto piu' FACILMENTE MANIPOLABILI POLITICAMENTE.
Questo Paese e' giunto alla fine.
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i boscaioli moderni
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