Cultura & Attualità

i banchieri di dio
Messaggio del 03-01-2006 alle ore 11:52:54

Lo Ior ha come antenato la Commissione Ad pias causas, istituita nel 1887 da Leone XIII al fine di convertire le offerte dei fedeli in un fondo facilmente smobilizzabile. La prima riforma delle finanze vaticane risale al 1908, quando su iniziativa di papa Pio X l'istituto assume il nome di Commissione amministratrice delle Opere di Religione. Ma è solo con Benito Mussolini che decollano le fortune economiche del Vaticano, in particolare quando il duce risolve la cosiddetta «questione romana», ossia la decisione di annettere gran parte delle proprietà pontificie presa nel 1870 dal Regno d'Italia. Da allora lo Stato garantiva al Vaticano una sovranità limitata e un sussidio di 3.250.000 lire annue. Ma all'indomani dei Patti Lateranensi del 1929 l 'Italia, oltre a riconoscere al nuovo Stato denominato «Città del Vaticano» l'esenzione dalle tasse e dai dazi sulle merci importate, predispose un risarcimento per i danni finanziari subiti dallo Stato pontificio in seguito alla fine del potere temporale. L’art. 1 lo quantificava nella «somma di 750 milioni di lire e di ulteriori azioni di Stato consolidate al 5 per cento al portatore, per un valore nominale di un miliardo di lire».

Per gestire questo ingente patrimonio, subito dopo la firma dei Patti Lateranensi papa Pio XI istituisce l'Amministrazione speciale per le Opere di Religione, che affida a un laico esperto, l'ingegner Bernardino Nogara, un abile banchiere proveniente dalla Comit, membro della delegazione che, dopo la prima guerra mondiale, negoziò il trattato di pace e, successivamente, delegato alla Banca Commerciale di Istanbul. Grazie alla sua abilità, Nogara trasforma l'Amministrazione in un impero edilizio, industriale e finanziario. Le condizioni che il banchiere pose a Pio XI per accettare l'incarico di gestire il patrimonio del Vaticano erano due: «1. Qualsiasi investimento che scelgo di fare deve essere completamente libero da qualsiasi considerazione religiosa o dottrinale; 2. devo essere libero di investire i fondi del Vaticano in ogni parte del mondo».
Il Papa accettò e si aprì così la strada alle speculazioni monetarie e ad altre operazioni di mercato nella Borsa valori, compreso l'acquisto di azioni di società che svolgevano attività in netto contrasto con l'insegnamento cattolico. «Prodotti come bombe, carri armati, pistole e contraccettivi potevano essere condannati dal pulpito, ma le azioni che Nogara comprava aiutarono a riempire le casseforti di San Pietro» commenta Yallop.



e meno male che nei Vangeli è scritto "beati i poveri" (vedi post relativo)
Messaggio del 03-01-2006 alle ore 12:20:42
ed ancora...


Nogara rilevò l'Italgas, fornitore unico in molte città italiane, e fece entrare nel consiglio di amministrazione, come rappresentante del Vaticano nella società, l'avvocato Francesco Pacelli, fratello del cardinale Eugenio che poco dopo sarà eletto Papa e assumerà il nome di Pio XII. Grazie alla gestione di Nogara, il Banco di Roma, il Banco di Santo Spirito e la Cassa di Risparmio di Roma entrarono ben presto nell'ambito dell'influenza del Vaticano.
Quando acquisiva quote di una società, raramente Nogara entrava nel consiglio di amministrazione: preferiva affidare quest'incarico a uno dei suoi uomini di fiducia, tutti appartenenti all’elite vaticana che si occupava della gestione degli interessi della Chiesa. I tre nipoti di Pio XII, i principi Carlo, Marcantonio e Giulio Pacelli, ne facevano parte, i loro nomi cominciarono ad apparire tra quelli degli amministratori di un elenco sempre più lungo di società. Gli uomini di fiducia della Chiesa erano presenti dappertutto: industrie tessili, comunicazioni telefoniche, ferrovie, cemento, elettricità, acqua. Bernardino Nogara sorvegliava ogni settore che promettesse margini di remunerazione.

Nel 1935, quando Mussolini ebbe bisogno di anni per la campagna d'Etiopia, una considerevole quantità fu fornita da una fabbrica di munizioni che Nogara aveva acquisito per il Vaticano. E rendendosi conto, prima di molti altri, dell'inevitabilità della seconda guerra mondiale, sempre Nogara cambiò in oro parte del patrimonio Vaticano da lui gestito. Le sue speculazioni sul mercato dell'oro continuarono per tutto il periodo in cui fu alla guida dell'amministrazione dei beni del Vaticano.
Il 27 giugno 1942 Pio XII decide di cambiare nome all'Amministrazione speciale per le Opere di Religione che diventa Istituto per le Opere di Religione. Nasce così un ente bancario dotato di un'autonoma personalità giuridica e che si dedicherà non soltanto al compito di raccogliere beni per la Santa Sede , ma anche a quello di amministrare il denaro e le proprietà ceduti o affidati all'istituto stesso da persone fisiche o giuridiche per opere religiose e di carità cristiana.
Il 31 dicembre 1942 il ministro delle Finanze del governo italiano Paolo Thaon di Revel emise una circolare in cui si affermava che la Santa Sede era esonerata dal pagare le imposte sui dividendi azionari.



poi ci furono i Marcinkus e via via fino ai giorni nostri dove nonostante la bufera che si stava alzando circa la banca d'italia, Fazio ed i suoi partecipavano alle celebrazioni per l'anniversario della Banca d'Italia ad una cerimonia tenuta a battesimo da Andreotti ed il rettore della Pontificia Università a Roma con tanto di visita ai musei vaticani....

Tutto in nome della "fede" ovvio...

W

Messaggio del 04-01-2006 alle ore 12:03:02
terzo capitolo:

"Dopo il sodalizio col presidente dello IOR Massimo Spada tramite la Banca Privata e con l'elezione dell'amico arcivescovo Montini al trono papale (giugno 1963) i legami affaristici e finanziari di Sindona col Vaticano divengono molto stretti.
nel 1968, in seguito all'abolizione delle esenzioni fiscali di cui beneficiavano in Italia le società vaticane, papa Paolo VI decide di monetizzare gli ingenti investimenti immobiliari italiani di Santa Romana Chiesa e di reinvestire i capitali sul mercato estero: Sindona diventa prima consigliere e poi socio dell'operazione, dopo un preventivo incontro col pontefice.
Il banchiere di Patti affianca così il cardinale Sergio Guerri a procedere all'alienazione del patrimonio.
Intanto arriva in Vaticano monsignor Marcinkus, nominato dal papa presidente dell'Ufficio amministartivo dello IOR.
[...]
Cementati dal comune spessore etico-morale Sindona e Marcinkus operano di concerto. Incoraggiato dal sostegno spirituale del prelato banchiere di Sua santità, il finanziere di Patti rileva (al 50% con gli Hambro) una parte cospicua dei benivaticani: quelli della SGI immobiliare.
[...]
A conclusoine della transazione il cardinale Caprio benedice Sindona: "Lei è stato inviato da Dio per aiutare la nostra Chiesa"
Negli anni 60 i beni mobili ed immobili del Vaticano vengono stimati nell'ordine di 5 miliardi di dollari, dei quali 3 sono amministrati dallo IOR.
Il potentissimo monsignor Marcinkus diventa ben presto il padrino di Sindona, per cui lo IOR diventa azionista delle banche sindoniane le quali divengono gli scrigni di molti capitali vaticani.
Il duo Sindona-Marcinkus (poi trio quando si aggiungerà il piduista Roberto Calvi) acquisisce partecipazioni in numerose società domiciliate nei paradisi fiscali. E poichè lo IOR opera in Italia ma al riparo della extraterritorialità dello Stato Vaticano, i due mettono a punto canali per l'esportazione di capitali dall'Italia all'estero via Città del Vaticano..."



"beati i poveri poichè di essi sarà il regno dei cieli" e per forza! Quello terreno è nelle mani del papa e dei suoi scagnozzi & politicantume vario...
Messaggio del 05-01-2006 alle ore 13:19:58
et voilà

Quarta puntata

Fondato a Milano nel 1896 da Monsignor Tovini su incarico del cardinale Andrea Ferrari, il Banco Ambrosiano dall'inizio del secolo aveva sviluppato in Lombardia la sua peculiarità di isituto creditizio a carattere religioso e benefico, a disposizione di enti morali, opere pie, congregazioni religiose e controllato dalla curia milanese.
Allo scopo di preservare nel tempo l'originaria caratteristica di "banca cattolica" una norma statutaria stabiliva che per entrare nella compagine azionaria del Banco occorreva possedere il certificato di battesimo e un attestato rilasciato dal parroco. Finchè l'Ambrosiano non era finito nelle mani di Roberto Calvi.
[...]
Ragioniere ed iscritto alla Facoltà di Economia e Commercio dell'Università Bocconi, dove dirigeva l'Ufficio stampa e propaganda dei Gruppi Universitari Fascisti; durante la guerra era stato arruolato nella Cavalleria (Lancieri di Novara) ed aveva preso parte alla campagna di Russia.

[...]

Sebbene oramai raccogliesse depositi per circa 500 miliardi, la "banca dei preti" continuava a mantenere la sua originaria dimensione milanese e lombarda, ma l'ambizioso Calvi accarezzava grandi progetti per sè e l'Ambrosiano, proposti che nel 1969 avevano trovato un decisivo mentore/complice nello spregiudicatissimo finanziere piduista Michele Sindona.
[...]
Attraverso il sodalizio con Sindona, Calvi aveva appreso bene gli spericolati espedienti ed i marchingegni finanziari escogitati dal finanziere siciliano, ed era in contatto col boss della finanza vaticana paul Marcinkus (vescovo americano fervente anticomunista, ma devotissimo al dio denaro).
[...]
Cementata nella Cisalpine Overseas Bank di Nassau (Bahamas), la triade Sindona-Calvi-Marcinkus aveva avviato una segretissima e frenetica attività finanziaria nei "paradisi fiscali" internazionali all'insegna della illegalità e sottratta a ogni controllo da parte delle autorità italiane.
Alla matrice Chiesa-anticomunismo-denaro che accumunava i tre banchieri e che muoveva le loro scorribande finanziarie si univano le ombre della P2 di Gelli, quella dei servizi segreti atlantici e della mafia italo-americana.
[...]
nella seconda metà degli anni settanta, con il crac dell'impero Sindona e la fuga di questi dall'Italia, Roberto Calvi subentra al bancarottiere Sindona quale banchiere di punta della Loggia segreta P2, sia per gli affari "puliti" ma soprattutto per quelli "sporchi".
La P2 era in forte espansione, le sue trame politico-finanziarie sempre più fitte e il Banco Ambrosiano ne costituiva uno dei principali bracci operativi nell'ambito della nuova startegia piduista delineata dal "Piano di rinascita democratica" *

[...]

"Vaticano S.p.a." e "I mercanti di S.Pietro" sono i titoli di scottanti inchieste pubblicate dal settimanale della Rizzoli Editore "L'Europeo" nel Gennaio (7 e 21) del 1977.
Firmata dal giornalista Paolo Ojetti, l'inchiesta verte sugli ingenti possedimenti immobiliari della Santa Sede a Roma al di fuori delle mura vaticane (secondo le stime del settimanale, "un quarto della città è nelle mani del vaticano"), e informa che intorno all'ingentissimo patrimonio immobiliare fervono massicce operazioni speculative dello Stato Vaticano.
"Un impero economico colossale, un incredibile regime di abusi e di privilegi ingiustificati, un intreccio di affarismo, connivenze politiche, religione e denaro" scrive l'Europeo, documentando con una accuratissima mappatura "come il Vaticano e gli enti religiosi siano proprietari di circa un quarto degli immobili di Roma" e rilevando infine che "tra l'investimento misericordioso e quello redditizio la Chiesa sceglie tuttora il secondo".
Dopo aver denunciato le colossali operazioni speculative in corso, relative a schiere di immobili intestati a "società-ombra gestite direttamente da enti ecclesiastici e dal Vaticano" ma domicilaite nei paradisi fiscali" di vaduz, Panama, Lugano e Ginevra, o coperte dalle fiduciarie romane Servizio Italia e Saf (legate a BNL), il settimanale contesta anche le agevolazioni fiscali introdotte dal Concordato (e re-introdotte e supportate proprio dall'attuale Governo con immensa gioia di "tutti"...) in favore di una Chiesaoramai dedita al potere temporale e lontanissima "dall'investimento misericordioso" e non manca di evocare lo scandalo Sindona ed il coinvolgimento dello IOR guidato da Marcinkus.
la clamorosa inchiesta - con elenchi di immobili, nomi di società e di enti ecclesiastici, date e cifre - suscita grande scalpore. "L'Osservatore Romano" insorge definendola "falsa, disinformata, anticulturale,confusionaria, irresponsabile, scandalistica, anticlericale, goffa" e la piduista Rizzoli licenzia in tronco il direttore del settimanale Gianluigi Melega.


Mi riservo il diritto papiresco per l'aterisco riguardo al Piano di rinascita democratico della P2 "curiosamente simile a quello di rinascita democratica redatto da Forza (l') Italia ...nel senso di forzare la cassaforte italiana...

Messaggio del 09-01-2006 alle ore 16:22:54
...altro giro, altra corsa...

"Pochi giorni dopo l'elezione papale, a Papa Giovanni Paolo I (il cardinale Luciani, eletto nel conclave il 26 agosto 1978) il settimanale economico-finanziario Il Mondo ha indirizzato una lettera aperta sotto il titolo "Vostra Santità, è giusto?
Il giornalista Paolo Panerai ha scritto: " è giusto che il Vaticano operi sui mercati come un agente speculatore? E' giusto che il Vaticano abbia una banca che interviene nei trasferimenti illegali di capitali dall'Italia in altri Paesi? E' giusto che quella banca aiuti gli italiani ad evadere il Fisco?" E, dopo aver criticato i legami di Sindona col Vaticano, Panerai richiama l'attenzione del Pontefice sulla scabrosa figura di Marcinkus.
[...]
Papa Luciani ha una pessima opinione di Marcinkus (risalenti ai tempi della vendita a Calvi della Banca Cattolica del Veneto da parte dello stesso Marcinkus, allorquando Albino Luciani era patriarca di Venezia) ed ha in animo grossi cambiamenti [...]

Su incarico del Papa, il cardinale Egidio Vagnozzi ha preparato un dossier sullo IOR e sul suo gestore Paul Marcinkus.
In quegli stessi giorni di fine settembre in America il settimanale Newsweek rivela che al vertice del Vaticano si stà discutendo la gestione dello IOR da parte del Monsignor Marcinkus e che qualche alto prelato ne ha chiesto l'allontanamento. All'interno della Curia la tensione è alta.

Il 29 settembre, alle ore 4:45 viene trovato il cadavere di Papa Luciani, morto dopo soli 33 giorni di pontificato.
Le voci di un uccisione del Santo Padre mediante avvelenamento si propagano partendo dall'interno del Vaticano.
Per decisione della Curia romana la salma di Giovanni Paolo I non viene sottoposta ad autopsia, scatenando tutta una serie di dicerie e dubbi anche negli ambienti cattolici.

[...]
Secondo lo scrittore inglese David Yallop, autore di un'approfondita inchiesta Papa Lucianio è stato assassinato.
Una plausibile tesi confutata da un'altro scrittore John Cornwell, il quale tuttavia attribuirà la morte del Papa ad un improvviso malore risultato mortale a causa di gravi negligenze e mancati soccorsi, rivelerà come l'autopsia sia stata negata per ragioni oscure e sosterrà che la frettolosa sepoltura della salma papale è seguita a un certificato di morte che in Inghilterra o in America sarebbe ritenuto illegale.
il 16 ottobre 1978, il Conclave elegge al Soglio di Pietroil cardinale polacco karol Wojtyla sostenuto dall'ala tradizionalista e conservatrice della Chiesa (Opus Dei).
Di Papa Wojtyla, monsignor Marcinkus diventa subito stretto collaboratore e uomo di fiducia e ottiene la riconferma alla guida dello IOR. Così Marcinkus con l'avallo di Giovanni Paolo II potrà continuare indisturbato i suoi loschi traffici finanziari con la banda piduista Ortolani/Calvi/Gelli."





Messaggio del 09-01-2006 alle ore 16:43:57
amen
Messaggio del 16-01-2006 alle ore 00:27:36
da un articolo di Panorama del 29/12/2005

"Il ritiro del governatore ha fatto venir meno un pilastro della Chiesa nel mondo dell'economia. Ma il sogno di avere una rete di riferimento nelle banche e nelle imprese non è tramontato. Un progetto mai dichiarato, ma sempre inseguito nei fatti dalla Cei.

[...]

Fazio ha sempre avuto un rapporto stretto e diretto con la Curia romana.

Conosce bene Ruini, è amico di cardinali di grande peso come Giovan Battista Re, che ha celebrato la messa per le sue nozze d'argento con Maria Cristina.
Conosceva Giovanni Paolo II e il cardinale Joseph Ratzinger, oggi Benedetto XVI.
All'indomani delle dimissioni ha partecipato con la famiglia all'udienza generale del Papa, ringraziandolo apertamente.
Chissà se in attesa di un prossimo contributo da dare come consigliere economico in qualche incarico.

Fazio è sempre stato accolto come un amico, un fedele da accudire, perfino proteggere. E da numero uno di Palazzo Koch è diventato il punto di riferimento dei cattolici nel mondo dell'economia: chiamato a intervenire negli incontri pubblici, coccolato da abati, vescovi, cardinali, consultato sulle vicende finanziarie vaticane insieme all'amico e altrettanto cattolico Hans Tietmeyer, ex governatore della tedesca Bundesbank. (...)

Per Ruini Fazio è insomma stato un pilastro del progetto di rilancio della finanza bianca. Un sogno che negli ultimi anni ha rischiato di finire in frantumi. Prima è incappato in uno scandalo colossale Calisto Tanzi, patron della Parmalat, industriale vicino al mondo cattolico. Poi, è saltato un altro campione bianco, lo stesso Fiorani. Adesso è toccato a Fazio, quasi con l'effetto di un boomerang per la Chiesa. "



Messaggio del 16-01-2006 alle ore 16:59:54
Che uomo colto, posso prendere lezioni ?? voglio diventare anchio un piccolo Animamundi

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