Cultura & Attualità
Ho quasi vinto
Messaggio del 07-05-2008 alle ore 17:41:29
mo uffr a vev
mo uffr a vev
Messaggio del 07-05-2008 alle ore 17:43:42
Grande!
Grande!
Messaggio del 07-05-2008 alle ore 17:47:51
Facciamo una cena
Facciamo una cena
Messaggio del 07-05-2008 alle ore 18:01:12
sabato da qualche parte
sabato da qualche parte
Messaggio del 07-05-2008 alle ore 18:08:50
Kaiser ma lo hai letto il racconto almeno?
Kaiser ma lo hai letto il racconto almeno?
Messaggio del 07-05-2008 alle ore 18:16:24
scine
scine
Messaggio del 07-05-2008 alle ore 18:32:51
allora va bene
allora va bene
Messaggio del 07-05-2008 alle ore 19:14:50
Bravo...complimenti
Bravo...complimenti
Messaggio del 07-05-2008 alle ore 19:28:38
complimenti crasso, ora...avanti così
complimenti crasso, ora...avanti così
Messaggio del 07-05-2008 alle ore 19:30:37
lo sempre detto che sei sprecato dentro quell'ufficio
lo sempre detto che sei sprecato dentro quell'ufficio

Messaggio del 07-05-2008 alle ore 19:30:44
Messaggio del 07-05-2008 alle ore 19:43:06
Catra, io nel mio studio scrivo delle relazioni tecniche che sono poesie
Catra, io nel mio studio scrivo delle relazioni tecniche che sono poesie
Messaggio del 07-05-2008 alle ore 19:45:35
immaginavo ...
tant' lu rest' lì fa Prof
immaginavo ...
tant' lu rest' lì fa Prof

Messaggio del 07-05-2008 alle ore 19:47:06

facciamo lavori diversi: lui è commercialista e fa li cund, io faccio l'architetto e sono un creativo

facciamo lavori diversi: lui è commercialista e fa li cund, io faccio l'architetto e sono un creativo
Messaggio del 07-05-2008 alle ore 22:07:05
Il tempo passato sui tavoli del Centro Servizi Culturali non è stato vano!
Sono, sinceramente, contento per te.
Come fare per leggere 'sto capolavoro letterario?

Il tempo passato sui tavoli del Centro Servizi Culturali non è stato vano!
Sono, sinceramente, contento per te.
Come fare per leggere 'sto capolavoro letterario?

Messaggio del 07-05-2008 alle ore 22:23:43
però mi aspettavo che fossi tu a parlare di salsicce...
però mi aspettavo che fossi tu a parlare di salsicce...
Messaggio del 08-05-2008 alle ore 09:15:43
Bastava cliccarci sopra.
Per i pigri, ecco:
L'ULTIMO SABATO
di Umberto Nasuti
“Signora Doria? Iuu-u! Chi è la donna più bella del mondo?” Ogni sabato, alle due pomeridiane, così esordivo appena varcata la soglia di casa. Poi posavo la busta della spesa ai piedi dell’attaccapanni all’ingresso e gatton gattoni mi dirigevo, sornione ma deciso, verso la cucina.
La trovavo sempre là, vicino ai fornelli, pronta per mettere sul fuoco la macchinetta del caffè.
Mi regalava un intenso abbraccio e subito dopo iniziava a scrutarmi. Sembrava che in quel modo riuscisse a capire tutto ciò che avevo fatto durante la settimana, fosse in grado di leggere ogni più intimo mio segreto. Penetrava la mia anima fino a farmi sentire completamente nudo.
Provavo una sensazione strana ma piacevole. Erano degli occhi blu oceano, sempre un po’ lucidi, e io amavo tuffarmici dentro. A volte rimanevamo in silenzio a guardarci fino a che il caffè non iniziava a sbuffare. Poi magicamente, come due carion ben carichi, iniziavamo a parlare senza soste.
Mi correggo: iniziava a parlare. Era sempre lei che aveva tanto da dirmi, da raccontare. Non nego che spesso mi facevo letteralmente trasportare dalle sue storie. Sarà stata la sua voce rauca, saranno stati i suoi occhi blu, ma le sue parole mi afferravano delicatamente e mi trasportavano dove lei voleva, lentamente e al tempo stesso vorticosamente, come un baco da seta lavora sofficemente la sua tela.
Oramai era diventato un rito. Non c’era sabato che non ero da lei. La chiamavo, lasciavo la spesa, entravo in cucina. Ci abbracciavamo, scrutavamo, prendevamo il caffè, parlavamo.
Spesa, abbraccio, sguardo profondo, caffè, parole. Parole, parole, parole.
Erano trascorsi due mesi e mai nulla cambiava.
Quel sabato invece no, non fu affatto identico agli altri.
Erano le due in punto. Varcai la soglia di casa. “Signora Doria? Iuu-u! Chi è la donna più bella del mondo?” Posai la busta della spesa ai piedi dell’attaccapanni all’ingresso e gatton gattoni mi diressi, sornione e al tempo stesso deciso, verso la cucina.
Lei non c’era.
Un uomo sbucò dalla zona notte, mi guardò dalla testa ai piedi e proseguì verso i fornelli, attraversandomi come fossi stato un fantasma, completamente trasparente e inconsistente.
Vidi, poggiata sul tavolo, una busta della spesa.
No, pensai, non può avermi sostituito così, così velocemente, e poi con chi? ...un ultra cinquantenne, con tanto di pancia e testa pelata!
Forse balbettai, o forse divenni semplicemente rosso peperone, ma riuscii a farmi coraggio e a chiedergli dove fosse la signora Doria. “Di là, nel letto”, mi rispose senza neanche voltarsi.
Forse sospirai o forse semplicemente rimasi senza fiato per alcuni secondi, ma riuscii a farmi coraggio e andai verso la camera da letto.
Furono pochi i passi da fare, ma davvero tanti i pensieri da soffocare.
Due occhi lucidi, blu oceano, erano lì ad attendermi.
Non sono stato efficiente, non ti ho rispettato, ascoltato, non... non... avrei voluto urlare. Ma lei continuava a fissarmi.
Capii che aveva compreso il mio stato d’animo. Mi disse semplicemente: “Da oggi in poi si prenderà lui cura di me. Questa volta me lo ha promesso.”
Tossì fragorosamente, ma poi riprese: “A ottanta anni suonati è una gioia immensa sapere che un figlio, il mio unico figlio, mi ama. Marco, grazie di tutto e dì pure al centro servizi anziani che non ho più bisogno di chi mi fa la spesa, di chi mi chiama la donna più bella del mondo e ascolta per ore le mie storie per farmi felice”.
Quello fu l’ultimo sabato che la vidi.
Mi correggo: che udii la sua voce.
Bastava cliccarci sopra.
Per i pigri, ecco:
L'ULTIMO SABATO
di Umberto Nasuti
“Signora Doria? Iuu-u! Chi è la donna più bella del mondo?” Ogni sabato, alle due pomeridiane, così esordivo appena varcata la soglia di casa. Poi posavo la busta della spesa ai piedi dell’attaccapanni all’ingresso e gatton gattoni mi dirigevo, sornione ma deciso, verso la cucina.
La trovavo sempre là, vicino ai fornelli, pronta per mettere sul fuoco la macchinetta del caffè.
Mi regalava un intenso abbraccio e subito dopo iniziava a scrutarmi. Sembrava che in quel modo riuscisse a capire tutto ciò che avevo fatto durante la settimana, fosse in grado di leggere ogni più intimo mio segreto. Penetrava la mia anima fino a farmi sentire completamente nudo.
Provavo una sensazione strana ma piacevole. Erano degli occhi blu oceano, sempre un po’ lucidi, e io amavo tuffarmici dentro. A volte rimanevamo in silenzio a guardarci fino a che il caffè non iniziava a sbuffare. Poi magicamente, come due carion ben carichi, iniziavamo a parlare senza soste.
Mi correggo: iniziava a parlare. Era sempre lei che aveva tanto da dirmi, da raccontare. Non nego che spesso mi facevo letteralmente trasportare dalle sue storie. Sarà stata la sua voce rauca, saranno stati i suoi occhi blu, ma le sue parole mi afferravano delicatamente e mi trasportavano dove lei voleva, lentamente e al tempo stesso vorticosamente, come un baco da seta lavora sofficemente la sua tela.
Oramai era diventato un rito. Non c’era sabato che non ero da lei. La chiamavo, lasciavo la spesa, entravo in cucina. Ci abbracciavamo, scrutavamo, prendevamo il caffè, parlavamo.
Spesa, abbraccio, sguardo profondo, caffè, parole. Parole, parole, parole.
Erano trascorsi due mesi e mai nulla cambiava.
Quel sabato invece no, non fu affatto identico agli altri.
Erano le due in punto. Varcai la soglia di casa. “Signora Doria? Iuu-u! Chi è la donna più bella del mondo?” Posai la busta della spesa ai piedi dell’attaccapanni all’ingresso e gatton gattoni mi diressi, sornione e al tempo stesso deciso, verso la cucina.
Lei non c’era.
Un uomo sbucò dalla zona notte, mi guardò dalla testa ai piedi e proseguì verso i fornelli, attraversandomi come fossi stato un fantasma, completamente trasparente e inconsistente.
Vidi, poggiata sul tavolo, una busta della spesa.
No, pensai, non può avermi sostituito così, così velocemente, e poi con chi? ...un ultra cinquantenne, con tanto di pancia e testa pelata!
Forse balbettai, o forse divenni semplicemente rosso peperone, ma riuscii a farmi coraggio e a chiedergli dove fosse la signora Doria. “Di là, nel letto”, mi rispose senza neanche voltarsi.
Forse sospirai o forse semplicemente rimasi senza fiato per alcuni secondi, ma riuscii a farmi coraggio e andai verso la camera da letto.
Furono pochi i passi da fare, ma davvero tanti i pensieri da soffocare.
Due occhi lucidi, blu oceano, erano lì ad attendermi.
Non sono stato efficiente, non ti ho rispettato, ascoltato, non... non... avrei voluto urlare. Ma lei continuava a fissarmi.
Capii che aveva compreso il mio stato d’animo. Mi disse semplicemente: “Da oggi in poi si prenderà lui cura di me. Questa volta me lo ha promesso.”
Tossì fragorosamente, ma poi riprese: “A ottanta anni suonati è una gioia immensa sapere che un figlio, il mio unico figlio, mi ama. Marco, grazie di tutto e dì pure al centro servizi anziani che non ho più bisogno di chi mi fa la spesa, di chi mi chiama la donna più bella del mondo e ascolta per ore le mie storie per farmi felice”.
Quello fu l’ultimo sabato che la vidi.
Mi correggo: che udii la sua voce.
Messaggio del 08-05-2008 alle ore 12:22:20
Nei tuoi "racconti" vi è sempre una vena di tristezza per il tempo che passa che in me provoca un sentimento che i francesi chiamano "touchecoeur".
Bravo! E' facile suscitare il riso. Pochi (bravi) scrittori riescono a far nascere un tale stato d'animo.
Mo' 'ntì muntà la coccie

Nei tuoi "racconti" vi è sempre una vena di tristezza per il tempo che passa che in me provoca un sentimento che i francesi chiamano "touchecoeur".
Bravo! E' facile suscitare il riso. Pochi (bravi) scrittori riescono a far nascere un tale stato d'animo.
Mo' 'ntì muntà la coccie


Messaggio del 08-05-2008 alle ore 12:36:32
se me lo diceva qualcun'altro forse si
se me lo diceva qualcun'altro forse si
Messaggio del 08-05-2008 alle ore 20:34:44
Ritiro quanto scritto!
Ingrato!
Ritiro quanto scritto!

Ingrato!

Messaggio del 08-05-2008 alle ore 20:36:34
Bravo Crassuccio...questo và festeggiato presso la trattoria Adriatica dei Fratelli Bandiera
Bravo Crassuccio...questo và festeggiato presso la trattoria Adriatica dei Fratelli Bandiera
Messaggio del 09-05-2008 alle ore 10:01:18
Ki lo sai quanto ti voglio bene e quanto ti apprezzo: capisci l'ironia moderata, prova a capirla
Ki lo sai quanto ti voglio bene e quanto ti apprezzo: capisci l'ironia moderata, prova a capirla
Messaggio del 09-05-2008 alle ore 10:26:23

Complimenti!!


Complimenti!!


Messaggio del 09-05-2008 alle ore 10:58:10
Il lettore nel momento in cui legge sostituisce, in buona misura, il suo punto di vista al punto di vista dello scrittore.
Se lo scrivente descrive uno stato d'animo, una giornata metodica, una vecchia non autosufficiente, i fiori di Bach o il sesso degli angeli, coloro che leggono daranno una loro interpretazione personale molto spesso legata al loro vissuto.
Il lettore, insomma, da',quasi sempre, una sua interpretazione deformante.
Può darsi che io abbia,in modo lecito, deformato il tuo movente narrativo.
Bacioni!
Il lettore nel momento in cui legge sostituisce, in buona misura, il suo punto di vista al punto di vista dello scrittore.
Se lo scrivente descrive uno stato d'animo, una giornata metodica, una vecchia non autosufficiente, i fiori di Bach o il sesso degli angeli, coloro che leggono daranno una loro interpretazione personale molto spesso legata al loro vissuto.
Il lettore, insomma, da',quasi sempre, una sua interpretazione deformante.
Può darsi che io abbia,in modo lecito, deformato il tuo movente narrativo.
Bacioni!
Messaggio del 09-05-2008 alle ore 11:03:08
Bello !!!!! si,si......questo è solo l'inizio
Bello !!!!! si,si......questo è solo l'inizio
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Ho quasi vinto
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