Cultura & Attualità
GRANDI IMPRESE: 2004Crescita record
Messaggio del 09-08-2005 alle ore 17:10:14
Crescita fatturati al top ultimi 10 anni, per Mediobanca
(ANSA) - MILANO, 9 AGO - Boom dei profitti e crescita decisa di ricavi e fatturato per le grandi e medie imprese italiane, rileva un rapporto di Mediobanca. Nel 2004, l'incasso complessivo delle 2007 imprese considerate e' aumentato di 6,7 mld, ben il 65% in piu' di quanto avessero portato a casa nel 2003, con profitti quasi decuplicati nell'industria. Ma il 2004 e' stato decisamente positivo anche per il fatturato, cresciuto del 7,6%, il tasso piu' alto dell'ultimo decennio.
Crescita fatturati al top ultimi 10 anni, per Mediobanca
(ANSA) - MILANO, 9 AGO - Boom dei profitti e crescita decisa di ricavi e fatturato per le grandi e medie imprese italiane, rileva un rapporto di Mediobanca. Nel 2004, l'incasso complessivo delle 2007 imprese considerate e' aumentato di 6,7 mld, ben il 65% in piu' di quanto avessero portato a casa nel 2003, con profitti quasi decuplicati nell'industria. Ma il 2004 e' stato decisamente positivo anche per il fatturato, cresciuto del 7,6%, il tasso piu' alto dell'ultimo decennio.
Messaggio del 09-08-2005 alle ore 17:37:37
qualcosa non quadra
qualcosa non quadra
Messaggio del 09-08-2005 alle ore 17:38:16
già
già
Messaggio del 09-08-2005 alle ore 17:41:36
INDUSTRIA/ LIEVE RIPRESA '04 GRAZIE A ENERGIA E SERVIZI PUBBLICI
09/08/2005
E' quanto emerge dal rapporto 2005 Ufficio Studi Mediobanca
Milano, 9 ago. (Apcom) - Pur in uno scenario macro-economico stagnante, nel 2004 le imprese italiane hanno cercato di uscire, seppur faticosamente, dal "tunnel": il fatturato e la produttività sono infatti in crescita ed i profitti hanno toccato livelli record. A trainare la ripresa sono state però solo le grandi imprese e soprattutto il settore dell'energia e dei servizi pubblici, mentre ancora debole è risultato il settore manifatturiero, e il Made in Italy in particolare. Ma, più in generale, l'industria italiana continua a distruggere ricchezza, lontana ancora dell'efficienza.
E' quanto emerge dal rapporto 2005 dell'Ufficio Studi di Mediobanca sui dati cumulativi di 2007 grandi e medie imprese italiane dell'industria e del terziario, rappresentative, quasi totalmente, delle grandi imprese industriali (con oltre 500 addetti), del 45% del fatturato delle imprese industriali con più di 20 addetti, di oltre il 90% dei servizi pubblici (tlc, autostrade, energia, acqua, gas), del 26% dei trasporti e del 19% della distribuzione al dettaglio. Delle 2007 imprese considerate, 160 sono a controllo pubblico italiano, 1.263 a controllo privato italiano, 584 a controllo estero; 97 sono quotate in Borsa.
Nell'edizione 2005 del "rapportone" due sono le novità metodologiche introdotte: la distinzione delle grandi imprese tra i "maggiori gruppi" (fatturato consolidato superiore ai 2 miliardi) e le "altre grandi imprese", e l'inserimento, per la prima volta, delle Ferrovie dello Stato, trasformata da ente pubblico in spa nell'agosto 1992.
Un primo indicatore della faticosa uscita dal "tunnel" del ristagno emerge dal dato sul fatturato sul quale ha influito la congiuntura mondiale e in particolare la presenza della Cina che ha spinto sia la domanda dei beni intermedi sia i prezzi di materie prime ed energia. Debole invece il comparto del Made in Italy (alimentari, beni per persona e casa). Le 2007 società considerate nell'indagine hanno registrato complessivamente nel 2004 una crescita del fatturato del 7,6% (nell'ultimo decennio era stato fatto di meglio sono nel 2000).
A questo incremento hanno concorso sia le vendite in Italia (+7,3%) sia soprattutto il balzo delle esportazioni (+8,5%) che invece nel 2003 avevano subito una contrazione dello 0,8%. Lo sviluppo delle imprese industriali (+8,4%) è stato quasi il doppio di quelle del terziario (+4,4%) grazie perlopiù al forte incremento del fatturato registrato dalle aziende energetiche (+16,3% dal +6,6% del 2003), sostenute dalla domanda e dal prezzo del petrolio. A trascinare la crescita dei ricavi delle imprese industriali anche il settore delle costruzioni (+13,6%) che tuttavia rispetto all'anno precedente (+22,8%) ha registrato una diminuzione.
INDUSTRIA/ LIEVE RIPRESA '04 GRAZIE A ENERGIA E SERVIZI PUBBLICI
09/08/2005
E' quanto emerge dal rapporto 2005 Ufficio Studi Mediobanca
Milano, 9 ago. (Apcom) - Pur in uno scenario macro-economico stagnante, nel 2004 le imprese italiane hanno cercato di uscire, seppur faticosamente, dal "tunnel": il fatturato e la produttività sono infatti in crescita ed i profitti hanno toccato livelli record. A trainare la ripresa sono state però solo le grandi imprese e soprattutto il settore dell'energia e dei servizi pubblici, mentre ancora debole è risultato il settore manifatturiero, e il Made in Italy in particolare. Ma, più in generale, l'industria italiana continua a distruggere ricchezza, lontana ancora dell'efficienza.
E' quanto emerge dal rapporto 2005 dell'Ufficio Studi di Mediobanca sui dati cumulativi di 2007 grandi e medie imprese italiane dell'industria e del terziario, rappresentative, quasi totalmente, delle grandi imprese industriali (con oltre 500 addetti), del 45% del fatturato delle imprese industriali con più di 20 addetti, di oltre il 90% dei servizi pubblici (tlc, autostrade, energia, acqua, gas), del 26% dei trasporti e del 19% della distribuzione al dettaglio. Delle 2007 imprese considerate, 160 sono a controllo pubblico italiano, 1.263 a controllo privato italiano, 584 a controllo estero; 97 sono quotate in Borsa.
Nell'edizione 2005 del "rapportone" due sono le novità metodologiche introdotte: la distinzione delle grandi imprese tra i "maggiori gruppi" (fatturato consolidato superiore ai 2 miliardi) e le "altre grandi imprese", e l'inserimento, per la prima volta, delle Ferrovie dello Stato, trasformata da ente pubblico in spa nell'agosto 1992.
Un primo indicatore della faticosa uscita dal "tunnel" del ristagno emerge dal dato sul fatturato sul quale ha influito la congiuntura mondiale e in particolare la presenza della Cina che ha spinto sia la domanda dei beni intermedi sia i prezzi di materie prime ed energia. Debole invece il comparto del Made in Italy (alimentari, beni per persona e casa). Le 2007 società considerate nell'indagine hanno registrato complessivamente nel 2004 una crescita del fatturato del 7,6% (nell'ultimo decennio era stato fatto di meglio sono nel 2000).
A questo incremento hanno concorso sia le vendite in Italia (+7,3%) sia soprattutto il balzo delle esportazioni (+8,5%) che invece nel 2003 avevano subito una contrazione dello 0,8%. Lo sviluppo delle imprese industriali (+8,4%) è stato quasi il doppio di quelle del terziario (+4,4%) grazie perlopiù al forte incremento del fatturato registrato dalle aziende energetiche (+16,3% dal +6,6% del 2003), sostenute dalla domanda e dal prezzo del petrolio. A trascinare la crescita dei ricavi delle imprese industriali anche il settore delle costruzioni (+13,6%) che tuttavia rispetto all'anno precedente (+22,8%) ha registrato una diminuzione.
Messaggio del 09-08-2005 alle ore 18:09:18
Continua a non quadrare :/
Continua a non quadrare :/
Messaggio del 09-08-2005 alle ore 21:19:25
.. piu che nn quadrare sembra un triangolo isoscele
.. piu che nn quadrare sembra un triangolo isoscele
Messaggio del 09-08-2005 alle ore 23:36:02
mediobanca?
mediobanca?
Messaggio del 10-08-2005 alle ore 09:00:00
One le informazioni sulle imprese chi te le deve fornire?
One le informazioni sulle imprese chi te le deve fornire?
Messaggio del 10-08-2005 alle ore 09:01:44
Forse Mediobanca si è sbagliata e ha preso 2000 aziende americane
Forse Mediobanca si è sbagliata e ha preso 2000 aziende americane
Messaggio del 13-08-2005 alle ore 22:45:39
dean, la sai la storia dei polletti?? se io ne mangio 2 e tu non ne senti neanche il profumo, abbiamo mangiato "mediamente" un polletto a testa....
dean, la sai la storia dei polletti?? se io ne mangio 2 e tu non ne senti neanche il profumo, abbiamo mangiato "mediamente" un polletto a testa....
Messaggio del 18-08-2005 alle ore 17:34:05
In una tabella semplice-semplice il Sole 24 Ore ha riportato i debiti finanziari delle più importanti società italiane al 31 marzo del 2005.
Vediamo cosa dice la tabellina partendo dai debiti finanziari, una piccola classifica delle società più indebitate:
1a Telecom Italia, 50.756 milioni di euro (non dubitavo),
2a Fiat, 32.121 milioni di euro (lo sapevo),
3a Enel, 25.666 milioni di euro (ho capito perché è andata in Borsa!),
4a Autostrade, 10.049 milioni di euro (tutti debiti dei Benetton?)
Telecom, Enel e Autostrade si reggono (con le stampelle) su tre fattori:
- monopolio di fatto,
- incassi continui,
- tariffe superiori alla media europea.
Ma, lo capisce chiunque, non possono durare con questi debiti e con questi manager.
Infatti, se l’indebitamento viene confrontato con il capitale netto delle società (in altri termini quanto valgono) si ha la seguente classifica:
1a Fiat con un mostruoso 594,4%,
2a Autostrade con un altrettanto mostruoso 538,5%,
3a Telecom Italia con 239,5%,
4a Enel con il 128,1%.
Forse questo è l’ordine in cui nel tempo queste società falliranno. Ma in realtà sono già tutte fallite.
In una tabella semplice-semplice il Sole 24 Ore ha riportato i debiti finanziari delle più importanti società italiane al 31 marzo del 2005.
Vediamo cosa dice la tabellina partendo dai debiti finanziari, una piccola classifica delle società più indebitate:
1a Telecom Italia, 50.756 milioni di euro (non dubitavo),
2a Fiat, 32.121 milioni di euro (lo sapevo),
3a Enel, 25.666 milioni di euro (ho capito perché è andata in Borsa!),
4a Autostrade, 10.049 milioni di euro (tutti debiti dei Benetton?)
Telecom, Enel e Autostrade si reggono (con le stampelle) su tre fattori:
- monopolio di fatto,
- incassi continui,
- tariffe superiori alla media europea.
Ma, lo capisce chiunque, non possono durare con questi debiti e con questi manager.
Infatti, se l’indebitamento viene confrontato con il capitale netto delle società (in altri termini quanto valgono) si ha la seguente classifica:
1a Fiat con un mostruoso 594,4%,
2a Autostrade con un altrettanto mostruoso 538,5%,
3a Telecom Italia con 239,5%,
4a Enel con il 128,1%.
Forse questo è l’ordine in cui nel tempo queste società falliranno. Ma in realtà sono già tutte fallite.
Messaggio del 19-08-2005 alle ore 20:18:34
Bruce, sono già fallite da tempo, altrochè. Solo che i loro debiti(i cui interessi, ricordo, sono deducibili, quindi più ti indebiti più risparmi sul fisco) alla fine li paga lo stato, cioè noi. Cmq si sa, il nostro è il capitalismo più ridicolo sulla faccia della terra, dove con l'1% hai il controllo di 1 società
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Editato da Skin il 19/08/2005 alle 20:26:32
Bruce, sono già fallite da tempo, altrochè. Solo che i loro debiti(i cui interessi, ricordo, sono deducibili, quindi più ti indebiti più risparmi sul fisco) alla fine li paga lo stato, cioè noi. Cmq si sa, il nostro è il capitalismo più ridicolo sulla faccia della terra, dove con l'1% hai il controllo di 1 società
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Editato da Skin il 19/08/2005 alle 20:26:32
Messaggio del 21-08-2005 alle ore 17:08:13
E - relativamente al pil - che dire di questo?
E - relativamente al pil - che dire di questo?
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