Messaggio del 27-07-2008 alle ore 00:04:24
Io ho notato una cosa... si fa un gran parlare di politici corrotti, e di giudici "di parte".
Ma facendomi 2 conti, la magistratura... chi la controlla? Nessuno. Quella è la casta definitiva. Intoccabili, possono decidere le sorti di chiunque. Chi può dire ad un giudice "coglione hai fatto una cazzata" ? Nessuno.
L'unico che avrebbe un "minimo" di potere è il presidente della repubblica, che presiede per legge il consiglio superiore della magistratura, ma ovviamente, è una carica più rappresentativa che altro.
Insomma, sebbene non veda tutta questa onestà nei politici la magistratura stessa mi puzza di marcio, e mentre un politico bene o male è soggetto alle elezioni, un giudice non è assoggettato a nulla, se non alla volontà di "suoi pari", e ovviamente tra di loro non si fottono.
Messaggio del 27-07-2008 alle ore 00:13:40
I giudici dovrebbero essere controllati da altri giudici che per consuetudine, come si fa in tutti i campi professionali, non si denuncia e non si condanna un collega.
Messaggio del 27-07-2008 alle ore 01:11:26
Atelkin,
il discorso di Gipsy non fa una grinza. Nessuna categoria è più corporativista della Casta dei Magistrati.
Messaggio del 27-07-2008 alle ore 01:55:45
Cmq è ovvio che esistono anche giudici corrotti: Renato Squillante, grande amico di Previti, e Tiziana Parenti, passata a FI(quando ancora portava la toga ed era uno dei tanti giudici comunisti che indagavano su berulusconandia) e successivamente allo Sdi.
Messaggio del 27-07-2008 alle ore 10:14:55
Non mi risulta che Tiziana Parenti abbia mai ricevuto un avviso di garanzia, a differenza di Antonio Di Pietro che fu processato e fece scena muta al processo di Brescia.
Ma la magistratura è indipendente oppure la vogliamo assoggettare al governo? Basta scegliere
Il punto è tutto qui... ovviamente la magistratura deve essere indipendente dall'esecutivo, visto che l'esecutivo non è espressione diretta dalla volontà popolare. I.e. solo il premier ha la fiducia dell'elettorato, non tutto il governo.
Il problema è che la magistratura stessa è anche indipendente dalla volontà popolare. Nessuno può intervenire direttamente in questioni inerenti la magistratura, se non la magistratura stessa, e questo mina uno dei diritti chiave della democrazia a mio avviso, visto che chi è deposto a sorvegliare i principi democratici non ne è a sua volta assoggettato direttamente.
Gradirei la risposta di qualcuno del settore, perchè ora come ora mi sembra di aver fatto tana libera tutti, ma sono più che sicuro che qualcun'altro in precedenza ha avuto le mie stesse perplessità.
Messaggio del 27-07-2008 alle ore 13:38:03
Atelkin,
a me basta la separazione delle carriere dei magistrati e la presenza di due csm. A te va bene un csm per gli inquirenti ed uno per i giudicanti? Ti va bene che un P.M. non diventi mai un giudicante?
Messaggio del 27-07-2008 alle ore 14:42:49
No,
lui non ha mai separato un bel niente, a lui interessa risolvere i suoi problemi, dell'attuazione del principio del giusto processo per i poveri non glie ne è mai importato.
Messaggio del 27-07-2008 alle ore 16:52:33
Semmai è il contrario, è lui che porta avanti malamente alcune idee che abbiamo da molto prima che lui scendesse in politica...
Noi le abbiamo pensate per i cittadini comuni quando io non ero ancora nato e lui le riusa per i cittadini eccellenti.
Messaggio del 28-07-2008 alle ore 03:17:52
E' tardissimo... ma Gipsy solleva un argomento troppo interessante e, paradossalmente, non troppo dibattuto.
Dire, così semplicemente, che in Italia c'è la democrazia, non è un concetto troppo corretto (e per fortuna).
Intesa in un certo senso, la democrazia altro non sarebbe che la tirannide della maggioranza sulla minoranza. E non è così, almeno nel nostro sistema.
La nostra è una democrazia costituzionale. In un certo senso, potremmo dire che si tratta di una democrazia protetta.
Se leggiamo l'art. 1 della Costituzione, c'è scritto: "l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione".
Ci sono quindi delle forme e dei limiti che neppure una semplice maggioranza parlamentare può varcare... è per questo che le leggi possono anche essere dichiarate costituzionalmente illegitime da alcuni giudici particolari (che sono i giudici della Corte costituzionale).
Per quanto riguarda, poi, l'indipendenza del potere giudiziario dagli altri poteri.. beh, è una questione di equilibri.
Il giudice è soggetto alla legge.
La legge la fa il palamento (e cioè la maggioranza, coi limiti di cui abbiamo parlato).
Dobbiamo immaginare che la legge, nel momento in cui viene promulgata, si stacchi completamente dal suo creatore (come se un cordone ombelicale venisse reciso) e così non è più nel suo dominio... ma nel dominio di chi dovrebbe farne applicazione il più obiettivamente possibile, senza risentire neppure dell'influsso di chi le ha dato i natali.
Che poi il sistema possa risentire di una sterminata mole di "acciacchi", inefficienze e quant'altro... è fuori discussione. Ma non lasciamoci abindolare da chi, magari, la legge non vuole rispettarla e agita il fantasma del "sistema sbagliato"... perché finiremmo in pericolo più di quanto non siamo oggi.
Messaggio del 28-07-2008 alle ore 03:20:26
Non avevo letto l'intervento del piccioso, scusate... quello della separazione delle carriere tra requirenti e giudicanti è ancora un altro problema...
Messaggio del 29-07-2008 alle ore 00:06:43
Grazie della risposta Libero. Messa così ha tutta un'altra luce. L'unica cosa che non capisco (e forse non c'è nulla da capire) è che nulla e nessuno in questo sistema ci assicura contro il "corporativismo" dei magistrati.
Secondo me l'unica soluzione, da MOLTO profano, è un sistema di pesi e contrappesi, ma sinceramente non avrei idea di come realizzarlo.
Messaggio del 29-07-2008 alle ore 00:14:17
Intendo anche dire, tralasciando il caso specifico di Berlusconi che mi interessa relativamente (prima o poi tira le cuoia pure lui ), che se uno o più PM intendono ostacolare la carriera politica di un cittadino, potrebbero accusarlo di una serie di capi d'accusa, in modo da lasciargli tempo 0 per fare politica. In questo modo verrebbe meno il principio di separazione che ha dato origine alla struttura politico-giuridica che abbiamo al momento.
Ma anche qui forse sto dicendo una cazzata, visto che conosco poco e niente dell'iter giuridico necessario per formulare un'accusa.