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Giochi di potere
Messaggio del 29-09-2007 alle ore 12:35:45

Myanmar: Consiglio sicurezza Onu non trova accordo su sanzioni
NEW YORK - Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu, convocato d'urgenza mercoledì per discutere la situazione del Myanmar, ha chiesto alla giunta militare di ricevere immediatamente l'inviato delle Nazioni Unite ma non è riuscito nello stesso tempo a trovare un accorso sulle possibili sanzioni.

Durante le consultazioni a porte chiuse del Consiglio, Russia, Cina e Indonesia si sono opposte alla proposta, avanzata da Unione europea e Stati Uniti, di discutere misure contro il regime militare birmano. Il rappresentate di Pechino alle Nazioni Unite, l'ambasciatore Wang Guangya, ha detto che "le sanzioni non aiutano la situazione laggiù", ma ha aggiunto che la Cina "confina con il Myanmar e quindi più di ogni altro è interessata alla stabilità e alla riconciliazione del Paese". L'ambasciatore ha però spiegato che "anche se la situazione é problematica, riteniamo che non costituisca una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale" e che non si debba perciò ricorrere a misure contro la giunta militare.

Il presidente di turno del Consiglio, il francese Jean-Maurice Ripert, ha dichiarato che i quindici membri, "profondamente preoccupati della situazione", chiedono al regime del Myanmar di autorizzare immediatamente l'inviato speciale dell'Onu Ibrahim Gambari a recarsi nel paese asiatico. Durante la riunione Gambari aveva illustrato gli ultimi sviluppi delle proteste e degli scontri nel Paese. L'inviato speciale ha avuto anche un colloquio con il ministro degli esteri del Myanmar, ma non ha ancora ottenuto il beneplacito della giunta militare per entrare nel Paese. Gambari è partito da New York subito dopo la riunione al Palazzo di Vetro e aspetterà il visto per entrare nell'ex Birmania da un paese confinante.

Gli Stati Uniti e i 27 membri della Ue avevano chiesto al consiglio di sicurezza di prendere in considerazione sanzioni e ai membri della giunta di aprire un dialogo con la leader dell'opposizione agli arresti domiciliari Aung San Suu Kyi e con le minoranze etniche. Cina e Russia, che hanno strette relazioni col Myanmar, hanno bloccato una risoluzione del Consiglio sull'argomento. "Condanniamo ogni violenza contro i dimostranti pacifici e ricordiamo ai leader del paese che sono personalmente responsabili dei loro atti", si legge in un documento pubblicato al termine di un incontro tra i 27 ministri degli esteri Ue con il segretario di stato americano Condoleezza Rice in cui si è fatto appello al Consiglio di "discutere la situazione urgentemente e considerare passi ulteriori, comprese nuove sanzioni". In un incontro a latere, i ministri degli esteri dei paesi del G8 (per l'Italia Massimo D'Alema) hanno condannato la repressione violenta astenendosi però dal chiedere il ricorso a misure punitive internazionali, presumibilmente per non irritare la Russia. Il comunicato Usa-Ue e poi sia Casa Bianca che Dipartimento di Stato hanno puntato i riflettori sull'influenza che la Cina può usare per far cambiare linea ai militari della giunta. Fonti diplomatiche hanno indicato che la Cina ha fatto presente ai militari di Myanmar la preoccupazione internazionale ma finora si è astenuta dal criticare pubblicamente la giunta.
Ansa.it



Il lupo perde il pelo, ma non il vizio..
come sempre giochi di potere per zone d'influenza sulla pelle degli altri!è dal congresso di vienna che va avanti 'sta storia!
Messaggio del 29-09-2007 alle ore 16:08:28
    
Quote:
riteniamo che non costituisca una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale"

Come no...? Sparare ad un giornalista straniero da un metro di distanza è fonte di sicurezza...che lo centra in pieno.
Infatti l'ha ammazzato!
Messaggio del 30-09-2007 alle ore 11:44:33
Sì, ma poi si sono scusati ufficialmente!

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