Cultura & Attualità
GAZA MUORE
Messaggio del 06-06-2008 alle ore 16:39:53
eutanasia?
eutanasia?
Messaggio del 06-06-2008 alle ore 15:33:05
"moriremo tutti"
...
"moriremo tutti"
...
Messaggio del 06-06-2008 alle ore 14:44:48
fatemi sapere quando si faranno i funerali
fatemi sapere quando si faranno i funerali
Messaggio del 06-06-2008 alle ore 13:25:06
m u o r e ! ! !
m u o r e ! ! !
Messaggio del 01-06-2008 alle ore 17:49:41




Messaggio del 01-06-2008 alle ore 13:51:31
L'uomo,chiunque esso sia,quando é braccato,spogliato,e lasciato pieno di ferite ai margini della strada, é sempre lo stesso uomo che agonizza sulla strada di Gerico: sempre la stessa vicenda che si ripete interminabilmente. Ed é uno da salvare, chiunque esso sia,comunque e dovunque.....
David M. Turoldo
L'uomo,chiunque esso sia,quando é braccato,spogliato,e lasciato pieno di ferite ai margini della strada, é sempre lo stesso uomo che agonizza sulla strada di Gerico: sempre la stessa vicenda che si ripete interminabilmente. Ed é uno da salvare, chiunque esso sia,comunque e dovunque.....
David M. Turoldo
Messaggio del 01-06-2008 alle ore 13:25:55
Messaggio del 01-06-2008 alle ore 12:59:43
perle ai porci.
perle ai porci.
Messaggio del 01-06-2008 alle ore 12:53:12
M U O R E ! !
M U O R E ! !
Messaggio del 31-05-2008 alle ore 12:52:58
M U O R E
M U O R E
Messaggio del 30-05-2008 alle ore 21:36:00
Desmond Tutu: ho pianto davanti a Gaza in rovina
Confessa di aver pianto nel constatare di persona i patimenti inflitti a una popolazione allo stremo.
L’inferno di Gaza visto attraverso gli occhi dell’arcivescovo sudafricano Desmond Tutu, premio Nobel per la Pace ’84, riconoscimento che gli fu attribuito per la sua lotta non violenta contro il regime dell’apartheid.
Tutu in questi giorni è a Gaza, capo della missione del Consiglio dell’Onu per i diritti umani incaricata di indagare sulle violazioni israeliane nella Striscia e sull’uccisione di 19 civili, tra i quali molte donne e bambini, provocata da un bombardamento israeliano l’8 novembre ’06 a Beit Hanun.
Israele ha rifiutato di concedere i visti a Tutu e al suo gruppo: l’arcivescovo anglicano e i suoi collaboratori hanno aggirato le restrizioni israeliane entrando nel territorio palestinese dal valico di Rafah con l’Egitto che è stato aperto occasionalmente per loro martedì scorso.
Nella sua missione a Gaza, Tutu ha incontrato anche il leader di Hamas, Ismail Haniyeh, ma soprattutto si è intrattenuto con i sopravvissuti dell’attacco di Beit Hanun.
Nel ricordare quell’incontro, il Premio Nobel per la Pace sudafricano non trattiene la commozione: «Tutti noi siamo rimasti scioccati, devastati da quei colloqui.
Si è trattato di una esperienza sconvolgente che non si augurerebbe al proprio peggior nemico».
Un viaggio a Gaza. Quali emozioni ha provato?
«È stata una esperienza umana sconvolgente. In questi giorni abbiamo avuto modo di renderci conto di persona di una situazione disastrosa. A Gaza è in atto una tragedia umanitaria di fronte alla quale il mondo non può chiudere gli occhi. Perché se la verità fa male, il silenzio uccide.
«Quello in atto da mesi e mesi a Gaza è un assedio illegale; il blocco costituisce una violazione flagrante dei diritti umani ed è contrario agli insegnamenti delle sacre scritture, cristiane ed ebraiche e della tradizione ebraica di adoperarsi per i più deboli.
Faccio davvero fatica a trovare le parole adatte per descrivere ciò che abbiamo visto e inteso.
Di certo, tutto ciò è inaccettabile. La cosa più inconcepibile e mai giustificabile, è quello che si sta facendo ad un popolo per garantire la propria sicurezza (di Israele).
Ciò che ho visto mi ricorda molto quello che accadeva a noi neri in Sudafrica, durante l’apartheid.
Non mi riferisco solo a Gaza. Ricordo ancora un mio precedente viaggio in Terra Santa. Ricordo come se fosse oggi l’umiliazione dei palestinesi ai check points e ai blocchi stradali, soffrivano come noi quando i giovani poliziotti bianchi ci impedivano di circolare».
Qual è il messaggio che si sente di lanciare alla comunità internazionale?
«Il messaggio è che il nostro silenzio e la nostra complicità per ciò che sta accadendo a Gaza, fa disonore a tutti noi. Gaza ha bisogno di aiuti e di attenzione da parte del mondo, in particolare da quanti credono e si battono per la pace».
Umberto De Giovannangeli

Desmond Tutu: ho pianto davanti a Gaza in rovina
Confessa di aver pianto nel constatare di persona i patimenti inflitti a una popolazione allo stremo.
L’inferno di Gaza visto attraverso gli occhi dell’arcivescovo sudafricano Desmond Tutu, premio Nobel per la Pace ’84, riconoscimento che gli fu attribuito per la sua lotta non violenta contro il regime dell’apartheid.
Tutu in questi giorni è a Gaza, capo della missione del Consiglio dell’Onu per i diritti umani incaricata di indagare sulle violazioni israeliane nella Striscia e sull’uccisione di 19 civili, tra i quali molte donne e bambini, provocata da un bombardamento israeliano l’8 novembre ’06 a Beit Hanun.
Israele ha rifiutato di concedere i visti a Tutu e al suo gruppo: l’arcivescovo anglicano e i suoi collaboratori hanno aggirato le restrizioni israeliane entrando nel territorio palestinese dal valico di Rafah con l’Egitto che è stato aperto occasionalmente per loro martedì scorso.
Nella sua missione a Gaza, Tutu ha incontrato anche il leader di Hamas, Ismail Haniyeh, ma soprattutto si è intrattenuto con i sopravvissuti dell’attacco di Beit Hanun.
Nel ricordare quell’incontro, il Premio Nobel per la Pace sudafricano non trattiene la commozione: «Tutti noi siamo rimasti scioccati, devastati da quei colloqui.
Si è trattato di una esperienza sconvolgente che non si augurerebbe al proprio peggior nemico».
Un viaggio a Gaza. Quali emozioni ha provato?
«È stata una esperienza umana sconvolgente. In questi giorni abbiamo avuto modo di renderci conto di persona di una situazione disastrosa. A Gaza è in atto una tragedia umanitaria di fronte alla quale il mondo non può chiudere gli occhi. Perché se la verità fa male, il silenzio uccide.
«Quello in atto da mesi e mesi a Gaza è un assedio illegale; il blocco costituisce una violazione flagrante dei diritti umani ed è contrario agli insegnamenti delle sacre scritture, cristiane ed ebraiche e della tradizione ebraica di adoperarsi per i più deboli.
Faccio davvero fatica a trovare le parole adatte per descrivere ciò che abbiamo visto e inteso.
Di certo, tutto ciò è inaccettabile. La cosa più inconcepibile e mai giustificabile, è quello che si sta facendo ad un popolo per garantire la propria sicurezza (di Israele).
Ciò che ho visto mi ricorda molto quello che accadeva a noi neri in Sudafrica, durante l’apartheid.
Non mi riferisco solo a Gaza. Ricordo ancora un mio precedente viaggio in Terra Santa. Ricordo come se fosse oggi l’umiliazione dei palestinesi ai check points e ai blocchi stradali, soffrivano come noi quando i giovani poliziotti bianchi ci impedivano di circolare».
Qual è il messaggio che si sente di lanciare alla comunità internazionale?
«Il messaggio è che il nostro silenzio e la nostra complicità per ciò che sta accadendo a Gaza, fa disonore a tutti noi. Gaza ha bisogno di aiuti e di attenzione da parte del mondo, in particolare da quanti credono e si battono per la pace».
Umberto De Giovannangeli

Nuova reply all'argomento:
GAZA MUORE
Registrati
Mi so scurdate la password
Hai problemi ad effettuare il login?
segui le istruzioni qui






