Cultura & Attualità

Fra' Dolcino
Messaggio del 10-09-2007 alle ore 23:09:03
La novità è l'essere eretico. Se fosse la terza via per uscire da l'impasse contraddittorio contemporaneo?
Messaggio del 10-09-2007 alle ore 21:09:09

I dolciniani seguaci delle idee di Francesco da Paola

???????????


Semmai di Gioacchino da Fiore!


Messaggio del 10-09-2007 alle ore 20:40:02
L'aver salvato la Chiesa Cattolica dall'autodistruzione non mi sembra cosa da poco, per il resto la chiesa non ha mai avuto problema a creare santi in quantità industriale, magari anche per svuotare di contenuti scabrosi certi messaggi e ridurli a pura favoletta, tipo Francesco che parla con gli uccellini
Messaggio del 10-09-2007 alle ore 19:27:19
ops mi è scappta na P
Messaggio del 10-09-2007 alle ore 19:26:16
Definire l'opera di Francesco solo politica è ovviamente una opinione rispettabile ma che mi sembra tuttavia troppo riduttiva se a 800 anni dalla sua nascita la spiritualità francescana riesce ad attirare ancora così tranti giovani, non solo cattolici! Basta andare ad Assisi per accorgersene e per cappire cosa intendo! Certo è che come per tutte le cose dipende da che punto di vista vuoi analizzare la cosa.
Messaggio del 10-09-2007 alle ore 18:30:22
Quiss jè femmine
Messaggio del 10-09-2007 alle ore 18:28:56
Margherita da Trento mi ha sempre fatto sangue


in che senso?
Messaggio del 10-09-2007 alle ore 18:26:17
Cmq, ripeto:
Margherita da Trento mi ha sempre fatto sangue
Messaggio del 10-09-2007 alle ore 18:25:25
I dolciniani seguaci delle idee di Francesco da Paola facevano parti di quel vasto movimento di rinnovamente della chiesa che scosse nelle viscere la Chiesa del 200/300.
In realtà furono loro i veri e propri millenaristi, visto che in realtà alla scadenza del millennio nessuno se n'era accorto, come non ricordare i flagellanti che in attesa dell'anticristo si fustigavano a sangue e rompevano le ossa ai parroci ortodossi che incontravano per la loro strada, oltre ovviamente a sterminare gli ebrei per sport.
La vera grande opera di Francesco fu esclusivamente politica, conciliare il bisogno di rinnovamento con l'ortodossia cattolica
Messaggio del 10-09-2007 alle ore 18:14:27
I dolciniani???? Brutta razza!!!!
Vi ricordate una delle ultime scene del Nome della Rosa??? I due monaci sul rogo erano dolciniani e non è che ci facevano una gran bella figura, per lo meno l'autore li faceva apparire due fanatici esaltati..........certo è che i movimenti mendicanti sorti fra 200-300 hanno dato filo da torcere alla Chiesa per fortuna poi i francescani hanno reso la situazione meno esplosiva................ o no???? Adesso mi direte di no!
Messaggio del 10-09-2007 alle ore 15:57:13
W LA FIGAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
Messaggio del 10-09-2007 alle ore 15:55:56
Ki ha anche un'altra qualità. Se fosse pure massone, oltre che acuto e intelligente? Interessante.
Messaggio del 10-09-2007 alle ore 15:45:29
Phar Lap, Ki non solo è colto, ma ha anche una qualità che non si può acquisire, la si possiede naturalmente: è acuto e intelligente.
E mentre la cultura è tutto sommato una cosa abbastanza inutile, ai fini dell'umanità, l'intelligenza e l'acutezza sono indispensabili.
Messaggio del 10-09-2007 alle ore 14:29:47
Non offendete Fra Dolcino, vi ricordo che una delle due logge del GOI a Lanciano è intitolata proprio a lui. I fratelli potrebbero arrabbiarsi.
Messaggio del 10-09-2007 alle ore 13:00:23
Ki aricacce pure don abbondio,tu ti ni si scite di cocce e il bello che c'è pure chi ti scambia per uno di cultura
Messaggio del 10-09-2007 alle ore 09:29:03
era dolciniano l'eretico de il nome della rosa
Messaggio del 10-09-2007 alle ore 08:49:32
Si! In un'epoca di fanatici...tutti erano fanatici.

Messaggio del 10-09-2007 alle ore 00:21:54
Cmq Dolcino era solo un estremista fanatico
Messaggio del 10-09-2007 alle ore 00:20:54
A me margherita mi ha sempre fatto sanguissimo
Messaggio del 09-09-2007 alle ore 19:10:01
Benvenuto Frà Dolcino allora! Non lo conoscevo prima ma mi sembra che sia un libero pensatore per eccellenza! E dire che oggi, specie in questa città, per quello che se ne sente, si avverte un gran bisogno di uomini simili! Propongo la cittadinanza onoraria!
Messaggio del 09-09-2007 alle ore 17:36:42
"Or dì a fra Dolcin dunque che s'armi,
tu che forse vedra' il sole in breve,
s'ello non vuol qui tosto seguitarmi,
sì di vivanda, che stretta di neve
non rechi la vittoria al Noarese,
ch'altrimenti acquistar non sarìa leve".

P A R A F R A S I :

"O tu, che presto vedrai il sole,
di' a fra Dolcino, se non vuole seguirmi quaggiù,
che si munisca bene di vettovaglie,
onde, bloccato dalla neve,
non debba arrendersi per fame ai novaresi,
che altrimenti avrebbero un bel da fare a prenderlo".

(Maometto si rivolge con queste parole a Dante)



Messaggio del 09-09-2007 alle ore 17:20:28
Questo lo dici tu!

Messaggio del 09-09-2007 alle ore 17:19:28
e com'è possibile che a te non ha insegnato niente...?
Messaggio del 09-09-2007 alle ore 17:15:01
Evvai! Questa l'ho capita!!
Messaggio del 09-09-2007 alle ore 17:12:28
Historia magister vitae est

Messaggio del 09-09-2007 alle ore 17:07:44
Ki, che sei fermo a 700 anni fà, è evidente a tutti
Messaggio del 09-09-2007 alle ore 16:41:27
700 anni fa si consumava sulle montagne biellesi il tragico epilogo di una straordiaria esperienza eretica e libertaria, fra Dolcino e Margherita venivano orribilmente torturati e giustiziati insieme alle donne e uomini che con loro avevano costruito una comunità di liberi ed eguali, vivendo un'utopia concreta che sovvertiva l'ordine ingiusto della società;
per questo furono perseguitati, cacciati ed infine massacrati dal potere feudale e dalla Chiesa armata, degenerata e compromessa con il potere economico e politico.

Una storia del passato che parla ancora al presente, che ci dice delle diverse forme di repressione, discriminazione e intolleranza presenti nella società contemporanea.
Un invito a credere ancora alle ragioni della ribellione, quale manifestazione di resistenza ai processi di degenerazione della società dell'egoismo proprietario, come riaffermata volontà collettiva di costruzione di "un altro mondo possibile".

"Or dì a fra Dolcin dunque che s'armi,
tu che forse vedra' il sole in breve,
s'ello non vuol qui tosto seguitarmi,
sì di vivanda, che stretta di neve
non rechi la vittoria al Noarese,
ch'altrimenti acquistar non sarìa leve".

Dante Alighieri, Divina Commedia - Inferno, Canto 28, Versi 54 - 60


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