Messaggio del 03-11-2006 alle ore 17:59:24
e pensare che un tizio che lavora alla cgil (forse la kgil) mi ha detto che questa è la migliore delle finanziarie possibili... io questi cultori di leibniz non li ho mai capiti
Messaggio del 03-11-2006 alle ore 17:50:25
Ancora una volta le coppie gay tradite dai partiti di sinistra. Non c'è l'ombra di un riconoscimento ai partner di coppie di fatto nella regolamentazione sulle imposte di successione della Finanziaria per il 2007. I parlamentari GLBT nulla hanno potuto, non sono riusciti neanche a far inserire l'esenzione sotto il milione di euro per i partner espressamente indicati nel testamento. Nulla. Ma vediamo con ordine.
Con la nuova tassa sulle successioni si è scoperto in questi giorni in
Parlamento che solo il coniuge e i figli avranno diritto all'esenzione dalla tassa di successione per eredità fino a un milione di euro a persona. Per tutti gli altri, compreso il convivente non sposato, e in particolare nel caso di coppie gay o lesbo che non hanno riconoscimento giuridico in Italia, non vige alcuna esenzione. Quindi anche nel caso di eredità minime, il partner deve pagare la tassa di successione intera, in contanti e subito. Anche se viene espressamente indicato dal suo partner defunto sul testamento. E ricordiamo che in Italia non v'è attualmente nessuna possibilità per i gay di segnalare la propria unione, se non quella del testamento.
Facciamo un esempio: per una casa in comproprietà di due coniugi sposati con divisione dei beni al 50 % del valore complessivo di 300.000 euro, il coniuge che sopravvive non paga tasse di successione sull'eredità ricevuta (e cioè il 50% della casa pari a 150.000 euro e nell'ipotesi che gli altri beni ereditati non superino il valore complessivo di un milione di euro); nel caso la stessa cosa accada a una coppia convivente, il partner eredita sì il 50% (sempre che non esistano eredi diretti o indiretti che impugnino il testamento e rivendichino il 50% di casa appartenente al partner deceduto, perchè in Italia il partner di fatto non ha tutela contro i famigliari come erede), ma su di esso paga la tassa di successione che fino a prova contraria è dell'otto per cento. Cui va aggiunto il 3 per cento di imposta catastale.
Quindi il partner è costretto a versare allo Stato 12.000 euro
sull'unghia, più il 3% di imposta catastale e di registro pari a euro
4.500. Per un totale di 16.500 euro.
Tutto questo avviene nonostante una campagna elettorale pro GLBT e a dispetto delle insistenti richieste dell'Ue a favore della parificazione dei diritti.
VERGOGNA!