Cultura & Attualità
Fosse per me, li lascerei in mano ad una folla inferocita e girerei le spalle dall'altra parte. Alla fine del pestaggio da parte delle folla, gli darei un bel calcio sulla testa!
Certo internauta, i piccolo-borghesi(molto piccoli) non aspettano altro che sfogare la propria voglia di ultra-violenza repressa.... può cambiare il contesto ma la sostanza rimane quella.
Però cosa ci sia di preterintenzionale nel prendere a calci in testa uno a terra non riesco a capirlo, per me preterintenzionale è quando fai uno scherzo a uno, quello soffre di cuore, tu non lo sai e ci lascia la pelle
Il delitto e preterintenzionale o oltre l'intenzione quando dall' azione o dall'omissione deriva un evento dannoso o pericoloso più grave rispetto a quello voluto dall'agente, cioè da chi agisce compiendo il reato. Quindi i cinque delinquenti probabilmente non volevano uccidere nessuno (ecco perchè preterintenzionale) ma Nicola è morto comunque e la loro posizione così si aggrava, da pesteggio a omicidio preterintenzionale con l'aggravante dei futili motivi. Questo dovrebbe prevedere la legge, dico dovrebbe perchè in Italia non si sa mai.
Fosse per me, li lascerei in mano ad una folla inferocita e girerei le spalle dall'altra parte. Alla fine del pestaggio da parte delle folla, gli darei un bel calcio sulla testa! Stesso trattamento che loro hanno riservato al povero Nicola Tommasoli.
perchè preterintenzionale?
in 5 si accaniscono su una persona e la riducono in fin di vita e alla fine muore, e neghiamo l'intenzione di uccidere? è successo per caso? non volevano uccidere? e cosa volevano fare? renderlo un vegetale? una povera cosa paralitica o sulla sedia a rotelle per il resto della vita?
che cazzo volevano fargli?
LO HANNO UCCISO
OMICIDIO VOLONTARIO CON TUTTE LE AGGRAVANTI POSSIBILI E IMMAGINABILI
vebbè tanto è inutile...lasciamo perdere, mo' gli danno quattro bacchettate sulle manine, gli dicono di far da bravi e non farlo più, e tra qualche tempo li vedremo in giro beati
barba, manco per sogno.
io personalmente se li incontrassi per la strada li trincerei come il sale.
Sta a vedere che ora che sti imbecilli diventano povere vittime... "presente" di qua "a noi" di là... quanta tristezza
Si chiede a gran voce una pena esemplare per questi delinquenti! Perchè sono solo dei delinquenti su cui ora grava l'accusa di omicidio preterintenzionale con l'aggravante dei futili motivi! Per loro l'ergastolo è comunque una pena troppo lieve!
figurati se non mi stanno sui coglioni sti borghesucci da 4 soldi
Sono figli di buona famiglia, vale a dire figli di puttana.
Anvè ma se questi erano fascisti
Il paese è stato mandato a puttane già dagli anni '70 con le bombe comuniste e dalle brigate rosse...
Ma anche dalle stragi nere, e da 40 anni di democrazia cristiana.
il bello è che non verranno davvero puniti come meritano sti figli di baldracca
Il paese è stato mandato a puttane già dagli anni '70 con le bombe comuniste e dalle brigate rosse.
Tra non molto anche questa brutta storia verrà gettata nel dimenticatoio...e tutto continuerà ad andare sempre peggio!E' un'emorragia che sarà difficile e che stà mandando a puttane questo paese!
...putain!
"Giovani di buona famiglia". Così vengono definiti i cinque teppisti che hanno massacrato e ridotto in fin di vita Nicola Tommasoli. Colpevole di non aver voluto "consegnare" loro una sigaretta, dopo regolare intimazione. Giovani ultrà. Ultrà-giovani.
Occasionalmente di estrema destra. Neonazi oppure neofasci. Teste rasate. Un simbolo inquietante, ormai. Al punto da indurmi in tentazione. Io, skin per colpa del tempo che passa; e per eredità genetica. Oggi mi viene voglia di ricorrere alle tecniche tricologiche: un trapianto, una parrucca...
Giovani ultrà di estrema destra. Abituati ad avere uno stadio a disposizione per esibire i loro muscoli, i loro slogan, i loro simboli contro gli altri. I nemici. Gli "altri". Non solo quelli dell'altra parte politica.
Dell'altra parte. Ma "gli altri", in generale. Gli stranieri, i nomadi. Gli ebrei. I deboli. Hanno in spregio le persone "comuni". A cui la violenza non piace. Quelli che la sera, in città, tirano tardi con gli amici. E passeggiano in centro città. Immaginando che possa ancora essere una città. Luogo dove, appunto, passeggi con gli amici. Fumi la sigaretta. Chiacchieri. Luogo di relazioni, insomma. Rete di comunità. Non un agguato politico. Ma un'aggressione "per caso". Chissà: gli aggrediti potevano essere leghisti, magari perfino fascisti. In quel momento erano solo persone comuni. Finite sulla strada di persone extra-ordinarie. Super-uomini in libera uscita.
Giovani di buona famiglia anche quelli che, a Torino, hanno costretto i vigili ripiegare. Dopo averli circondati e aggrediti, qualche sera fa. La notte prima della festa. I vigili impudenti e imprudenti. Pretendevano di multare le auto in sosta dovunque, in Piazza Vittorio Veneto. In pieno centro. Perfino lungo le rotaie del tram. Tanto la notte non circola. Pretendevano, i vigili. Di interrompere la festa infinita. La "movida", come la chiamano adesso. La notte bianca che si celebra ogni fine settimana.
Pretendevano di ostacolare il libero accesso alle auto e ai suv che, ovviamente, sono padroni della notte. (In realtà, anche del giorno). Ovvia la rivolta di questi giovani di buona famiglia contro tanta sfacciata arroganza. Così, a centinaia, hanno costretto i vigili a fuggire. Non senza aver inferto loro qualche colpo, qualche botta. Così, a futura memoria. Certo, in questo caso non li hanno massacrati. Non erano neonazi e neofasci. (Magari, avessero incontrato un nazi che chiedeva loro una sigaretta, sarebbe finita male anche per loro...). Solo ragazzi normali, di "buona famiglia". Si sono limitati ad affermare la legge del controllo sul territorio. Filmando la scena, regolarmente diffusa su "You tube". A scopo esemplare.
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Questi "figli di" buona famiglia, tecnologicamente attrezzati ed esperti. Per fortuna: sono nati in tempi molto diversi e lontani da quel maledetto 1968, di cui si celebrano i nefasti, a quarant'anni di distanza. L'eredità di illusioni mancate e di violenze mantenute.
Questi giovani di buona famiglia, invece, non guardano lontano. Non cercano figure e utopie di altri mondi lontani. Il comunismo, Mao, Che Guevara... Semmai - alcuni di essi - guardano più indietro. Riscrivono storie da cui isolano ciò che interessa loro. Il mito della forza. Il seme della violenza. Che coltivano, quotidianamente, esercitando l'odio contro gli altri. Poveracci, accattoni, zingari e stranieri. Clandestini e non.
Perché non conta distinguere, ma categorizzare e colpire "l'altro". Lo stesso che fa paura alla gente comune. Quella che mai si sognerebbe di bruciare un campo nomadi, tantomeno di ammazzare di botte un ragazzo perché non ti dà una sigaretta. Potrebbe essere loro figlio, l'aggredito. E gli aggressori potrebbero essere loro figli.
Giovani di buona famiglia. Quelli abituati a sfogarsi il sabato sera, in discoteca, o nei bar del centro. Nelle piazze e nelle strade. Molti bicchieri e qualche pasticca per tenersi su di giri. Per ammazzare il tempo insieme alla noia. E l'angoscia che ti prende, in questa vita normale, in questa società normale, in questa città normale. Dove i divieti sono comunisti e le regole imposizioni inaccettabili. Dove dirsi "buoni" è un'ammissione di colpa. E la debolezza un vizio da punire.
Giovani di buona famiglia. Genitori che non deprecano questa società senza autorità, senza divieti e senza punizioni. E poi si indignano: di fronte ai divieti e alle punizioni. Alle autorità autoritarie. Quando colpiscono loro e i loro figli. Sempre gli ultimi a sapere. Cadono dalle nuvole, se scoprono cosa combinano, quei loro figli, a cui hanno dato tutto. Senza chiedere nulla. Senza sapere nulla di loro.
Questi genitori di buona famiglia. Ce l'hanno contro questa scuola senza voti. Contro i professori che non si fanno rispettare. Contro i maestri che non sanno comandare. Non sanno punire. Questi genitori. Non capiscono e non accettano: i professori che impongono rispetto, comandano e puniscono. E magari bocciano. I loro figli.
Giovani di buona famiglia. Figli di buona famiglia. Figli di.
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"Figli di buona famiglia"
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