Cultura & Attualità
era ora!
e come hanno fatto?
hanno preso a cannonate palazzo Cock?
...però...
Ecco, bufera assicurata per Natale

tanto lui era solo un fantoccio, la banca d'italia resterà sempre il cancro del nostro sistema fantoccio? frekete!!!!
e se cullù è nu fantocce chi ci sta arrete a ess???
mi candido per la poltrona allla banca d'Italia...
ti ricordo che il suo predecessore sta al Quirinale
votatemi per la poltrona alla banca d'Italia.... il mio motto sarà.. kiù pilu pi tutti
semplicemente perchè fazio non ha dovuto far altro che coprire le marachelle degli azionisti della sua banca: Unicredito, Intesa, Capitalia, San Paolo e qualche altro istitutolo...sono questi che al posto di essere controllati di fatto controllano la banca d'italia.
in moltissimi altri paesi la banca centrale è sempre un ente pubblico, da noi è un organismo privato che a capo ha un governatore che dura in carica a vita

cmq...non ho tempo per dilungarmi...quoto solo questo passo:
La Banca d’Italia, dopo l’ultima legge bancaria, è divenuta una Spa totalmente privata, le cui quote sociali, caso unico nelle ex banche d’emissioni europee, attualmente socie della BCE, sono detenute solo da alcuni gruppi bancari ed assicurativi, anch’essi privati.
Da ciò deriva l’insanabile e di gran lunga il più devastante conflitto d’interessi esistente poiché, la B. I. attraverso la vigilanza e sorveglianza, che ancora detiene sull’intero sistema bancario e creditizio, compreso sulle banche sue socie, esercita in assoluta autonomia il controllo economico e monetario dell’intera Nazione, secondo propri fini, disgiunti, diversi e spesso contrastanti da quelli governativi. In questa situazione il ruolo dei politici, eletti democraticamente, in campo economico è ridotto a quello di semplici comparse mosse dall’attenta regia del privatissimo Istituto di Via Nazionale, retto da organismi autocratici ed autoreferenziali. Le pesanti polemiche esistenti in campo finanziario e monetario, sono tutte imputabili a questa degenerata situazione, forzatamente in atto sul teatro della politica economica nazionale, giacché la vigilanza, oltre che nei confronti delle altre banche, viene svolta anche presso quelle socie di Bankitalia stessa.
[...]
certo che siamo proprio curiosi noi?!?!
La carissima Banca d'Italia che come ha ricordato cucciolo è un ente privato..checchè se ne pensi..
..è il cancro del sistema monetario ed economico italiano..
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Editato da Dimas il 19/12/2005 alle 17:53:37
il problema è che è un falso ente privato
cmq era ora, s'avessa rivoticà lu monne!!!
solo per essere precisi, ricordo a qualcuno che la politica monetaria non è più di competenza della Banca d'Italia, ma è prerogativa della BCE.
A me sta cosa nn garba molto, ma è così.
In ogni caso, continuo a sostenere che la Banca d'Italia sia l'unico ente italiano degno di rispetto e che, da ogni parte del mondo, ci hanno sempre invidiato, in virtù delle grandi personalità che l'hanno governato.
Il fatto, poi, che tra i suoi azionisti ci siano istituti privati non fa venir meno la sua "terzietà": a tutela del buon governo esistono pur sempre le leggi penali, che (se qualcuno lo avesse dimenticato) valgono anche per il Governatore Fazio.

- dean sei un cerchiobottista -
infatti avevo avvertito che non avevo tempo per dilungarmi...
se fai un discorso di invidie di governatori fà pure. a me non garba valutare i sistemi sulla base del prestigio delle persone, ma sulla base dei fatti
con la UE le cose non cambiano poi molto: il potere monetario non è affatto appannaggio della banca centrale europea, ma resta soprattutto delle banche private attraverso il coefficiente di riserva frazionale.
i soldi, cioè, continuano sempre ad essere "fatti" dalle banche private, tanto più da quando nell'unione europea è poi sparito il principio della riserva obbligatoria:
c'è solo un misero 2% per depositi con scadenza inferiore ai due anni: praticamente ciascun istituto di credito è libero di prestare i tuoi 10.000 euro anche 10 volte, creando, di fatto, danaro dal nulla
se una banca presta 10 volte i tuoi 10.000 euro, poi come fa a giustificarli in bilancio?? delle volte è logicamente costretta ad annotare solo gli interessi e non anche il capitale creato dal niente che, però, pulitamente ritorna nelle loro disponibilità...
ogni banca ha per forza di cose dei profitti reali mostruosamente superiori a quelli dichiarati ed il dubbio che a me sorge risiede proprio nel ruolo e nella composizione della banca d'italia quale istituto di vigilanza...
ogni banca può tranquillamente aggiustare i suoi conti visto che l'unico vincolo che hanno è quello di bilancio, e i bilanci, lo sai, sono controllati da Bankitalia...
Il fatto, poi, che tra i suoi azionisti ci siano istituti privati non fa venir meno la sua "terzietà"
- GRUPPO INTESA 27,2 %
- GRUPPO SAN PAOLO 17,23 %
- GRUPPO CAPITALIA 11,15 %
- GRUPPO UNICREDITO 10,97 %
- ASSICURAZIONI GENERALI 6,33 %
- INPS 5,0 %
- BANCA CARIGE 3,96 %
- BNL 2,83 %
- MONTE DEI PASCHI DI SIENA 2,50 %
- CASSA DI RISPARMIO DI FIRENZE 1,85 %
- RAS 1,33 %
- GRUPPO LA FONDIARIA 2,0 %
- GRUPPO PREMAFIN 2,0 %
di fatto bastano solo i primi tre soggetti ad interpretare le regole del gioco...
prestigio delle persone? invidie tra governatori?
io parlavo dell'Istituzione non degli uomini......evidentemente mi sono espresso male
Adesso è chiaro perché (quasi) nessuno dei leaders politici chiedeva (con determinazione) le dimissioni di Fazio: tutti sapevano quale gioco si stava giocando e quali erano i ruoli da interpretare.
Fazio era solo uno degli attori protagonisti; non certo l'unico.
Il "pio" Gianpiero Fiorani, cattolico praticante (a messa tutti i giorni), con l'appoggio dell'altrettanto pio Antonio Fazio (anche lui a messa tutti i giorni), e la benedizione del cardinale Ruini, aveva il compito di conquistare l'Antonveneta (soffiandola alla Abn Amro).
Il "rosso" Giovanni Consorte, capo della Unipol, con l'appoggio del sempre pio Antonio Fazio e l'incitamento dei massimi leaders del Pds (da Fassino a D'Alema in giù), doveva conquistare la Bnl (soffiandola al Banco de Bilbao).
Subito dopo, in agenda, c'erano le scalate a Rcs mediagroup (che controlla il Corriere della sera) e quella a Fiat. E qui dietro, stando alle intercettazioni telefoniche, ci sarebbero state le "brame" di Silvio Berlusconi (religiosissimo anche lui; o, almeno, così dice).
Fazio era il regista; il punto di raccordo delle varie operazioni.
Fiorani, Consorte, Ricucci, Gnutti etc.., erano gli "assaltatori".
I leaders politici, come gli antichi dei greci, partecipavano (dall'alto della loro immortale indifferenza) allo svolgersi delle operazioni, badando bene a mostrarsi super-partes.
La difesa dell'italianità di Antonveneta e Bnl era una clamorosa minchiata, "confezionata" ad uso dei bambini deficienti cui, oramai, vengono assimilati i cittadini italiani.
Quella era una spartizione bella e buona: questo a me, quello a te, e poi tutti da Vespa a gridare contro gli abusi e le prepotenze reciproche.
In realtà, non c'è mai stato disaccordo: Berlusconi, D'Alema, Fassino, Prodi, Fini, Veltroni, Rutelli etc... hanno tutti parteggiato per le cosiddette cordate italiane, all'ombra della crociata anti-infedele, indetta dal governatore della banca d'Italia Antonio Fazio.
Dice Fiorani (intercettato al telefono mentre parla con Gnutti): «ho sentito Berlusconi commosso della cosa (si riferisce alla firma di Fazio che autorizza l'Opa su Antonveneta)».
E poi continua: «La sinistra in questo momento ci ha appoggiato più di quanto abbia fatto il governatore».
Gnutti (intercettato mentre parla con la moglie) rincara la dose: «Ciao, sono a cena con Berlusconi. Il governatore ha firmato un minuto fa il via libera e Berlusconi ha parlato in diretta al telefono con Fiorani».
E lo stesso Gnutti, intercettato ancora una volta dice: «Ho detto a Berlusconi che a loro interessava molto appoggiare Gianpiero (Fiorani) perché dall'altra parte stanno facendo quell'altra (Unipol-Bnl). Per cui, per una questione d'equilibrio, si fa una per una; quindi vado in appoggio anche di là. Berlusconi mi ha risposto che faccio bene».
Sull'assalto alle banche (Antonveneta e Bnl) le intercettazioni dimostrano che c'è perfetta identità di vedute sia a destra che a sinistra: «una questione d'equilibrio» la definisce Gnutti.
Un perfetto accordo bipartisan; quello che non si riesce mai a fare, quando in ballo ci sono gli interessi di tutti gli italiani.
Sull'assalto alla Rcs, invece l'interesse principale sembra essere a destra (Berlusconi in particolare), ma a sinistra sanno tutto ed approvano tutto. Dice infatti Ricucci parlando al telefono con Giancarlo Leone (capo di Rai Cinema) alle 14.41 del 21 luglio 2005: «Ho incontrato Prodi, Fassino, D'Alema, e Berlusconi e ho rappresentato a loro i miei piani e le mie intenzioni su Rcs, così come ho fatto con Banca d'Italia e Consob».
Si fa avanti Flavio Briatore, telefona a Ricucci e gli dice: «Vorrei darti una mano con Rcs. Sto organizzando una cena. Vieni? Ci sarà Aznar ed inviterò anche il cavaliere e Galliani».
L'idea di Ricucci (il quale sostiene che le azioni Rcs valgono almeno 8.0 euro) e dei suoi compagni di cordata è di fare uno spezzatino di Rcs, rivendendo l'azienda a pezzi; il ramo "Corriere della sera", da quello che si capisce dalle intercettazioni, dovrebbe andare a Mediaset quando, nel 2008, la legge Gasparri, consentirà all'azienda del presidente del consiglio di svincolarsi da alcuni impedimenti normativi che, al momento, gli impediscono di "accumulare altri media".
Dall'altro lato, Consorte parla con Sposetti (il tesoriere dei Ds) e gli dice che più tardi chiamerà Fassino per informarlo della vicenda. Spiega che Isvap e Bankitalia gli hanno dato l'autorizzazione. Dice anche che con Berlusconi non ci sono problemi.
Poi i due (Consorte e Sposetti) parlano di una nuova scalata e Consorte chiede a Sposetti di verificare se è vero che si sta preparando un'Opa su Fiat e che di mezzo c'è anche Berlusconi.
Sposetti risponde senza indugi che la cosa è molto possibile.
Questo è lo stato delle cose quando la magistratura interviene nella vicenda e scattano gli avvisi di garanzia; come ai tempi di "mani pulite".
All'inizio, i protagonisti (Fiorani, Ricucci, Gnutti, etc..) pensano di farla franca (sono o non sono coperti dal governatore della banca d'Italia e dai maggiori leaders politici nazionali); poi, però le cose si complicano e Fiorani finisce all'Hotel S.Vittore, in quel di Milano.
Da qual momento comincia la corsa ai quattro cantoni, ed ognuno cerca di trovare una sedia su cui sedersi a scapito degli altri.
Fiorani comincia a "cantare" e si trascina gli altri dietro.
Cade Fazio; ed è un colpo per tutti.
Poi Ricucci, Consorte e Gnutti sono travolti.
Ed adesso è il turno dei politici: quelli che a Porta a Porta, tutti i martedì sera, si insultano in perfetto italiano e, subito dopo, spartiscono poltrone, potere e stipendi per loro ed i loro amici.
E' una nuova "tangentopoli" che finirà con una nuova "mani pulite"?
Per il bene di questo paese, io mi auguro proprio di si.
Senza sconti per nessuno.
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Fazio si è dimesso
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