Cultura & Attualità

FASCISMO E BOLSCEVISMO
Messaggio del 31-07-2007 alle ore 23:17:44
Dallla discussione interessante, ma fuori posto, sul post sulla strage di bologna, mi è sorto un dubbio che giro in particolare a Gentile:
Fascismo (o per meglio dire fascismi) e Bolscevismo, nelle loro realizzazioni storiche (germania, italia e unione sovietica) erano davvero antitetiche e destinate allo scontro mortale, al di là degli accordi dovuti alla tattica e alla diplomazia?
(questa discussione era già iniziata su un altro post, ma credo non sia stato concluso)
Messaggio del 31-07-2007 alle ore 23:28:10
Date le premesse ideologiche e data la particolare analogia "caratteriale", direi che lo scontro era rinviabile, ma inevitabile.
Messaggio del 01-08-2007 alle ore 12:45:37
Per fortuna se ne sono andati tutti e due a casa ed oggi viviamo in maniera più libera e tranquilla. Purtroppo per l'Europa oggi si aggirano altri spettri: il populismo ed il fondamentalismo.
Messaggio del 01-08-2007 alle ore 12:46:45
incredibile...sono d'accordo con adonai

cmq anche secondo Nolte la cosa si configurava come una guerra civile tra fascismo e bolscevismo
Messaggio del 01-08-2007 alle ore 12:55:11
dunque dean, nel vecchio post a cui fai riferimento, avevo già espresso il mio peronalissimo parere: mantenere il patto di non aggressione. ma questo da un punto di vista squisitamente "temporale". cioè legato al particolare momento storico. ma da un punto di vista squisitamente ideologico, il comunismo è, secondo una visione "tradizionale", nemico dell'uomo quanto il liberalismo. quindi prima o poi una "resa dei conti" sarebbe stata inevitabile. come accennavo nel post su bologna, per la visione tradizionale i guasti iniziano nell'89 con la rivoluzione francese. da quel momento il materialismo prende il sopravvento sullo spirito dell'Uomo. il caos sull'ordine. liberalismo e comunismo, sono entranbe figlie dell'89. sono entrambe ideologie materialiste, che per la tradizione vanno combattute senza tregua. come diceva evola, non bisogna vergognarsi di definirsi reazionari, e ridare a questo termine il giuto valore. la reazione è conseguenziale all'azione che dall'89 ha abbrutito l'uomo(in verità evola diceva che l'89 ha accellerato questo processo), quindi bisogna reagire alla degenerazione. e nello specifico del tuo quesito, bisogna reagire al capitalismo quanto al comunismo!!
Messaggio del 01-08-2007 alle ore 13:28:59
EHEHHEHEHEHEEHH !!!!!!!!!

La Rivoluzione francese come inizio della fine... :0)

Beh, che dire, mi sarebbe piaciuto vederti in piazza a gridare alla gente che chiedeva il pane: "Non rompete le palle, pezzenti !!! Siamo nel migilore dei mondi possibili !!!"

IHIHIHIHIHIHIHIHIH !!!!!!!!!!!!!!!!! :0)


W la difference
Messaggio del 01-08-2007 alle ore 13:32:05
Messaggio del 01-08-2007 alle ore 13:47:02
il problema sarebbe far capire ai pezzenti il principio di ragione suffuciente
Messaggio del 01-08-2007 alle ore 13:49:03
tarzanello, stiamo parlando di impostazione filosofica della vita, non della condizione economica drammatica del popolo francese....
Messaggio del 01-08-2007 alle ore 13:49:45
lui giustappunto di filosofia parlava

leibniz...sai?
Messaggio del 01-08-2007 alle ore 13:50:23
...e ovviamente la critica che voltaire gli rivolgeva
Messaggio del 01-08-2007 alle ore 13:51:35
Messaggio del 01-08-2007 alle ore 13:57:38
Attenzione non confondiamo durante la rivoluzione francese i pezzenti non ebbero assolutamente spazio, s enon nella rivolta di Babeuf, essa fu infatti una rivoluzione prettamente borghese, anche i "terroristi" più arrabbiati alla Couthon o alla Saint Just (robespierre era tutto sommato moderato) non avevano nessuna inclinazione al comunismo, anche robespierre votò la legge Le Chapelier che vietava gli scioperi e bandiva i sindacati.

Concordo che in termini assoluti lo scontro era inevitabile, se non altro concordo con i motivi di fondo di gentile, perchè entrambi eranpo fortemente espansionistici, nonostante Stalin avesse messo in secondo piano la rivoluzione mondiale, non c'è dubbio che prima o poi lo scontro sarebbe iniziato.
Però quello che mi interessa davvero è capire se dietro i momenti di pace e addirittura di buoni rapporti, tra gli anni 20 e gli anni 30 e non solo dopo il patto ribbentrop molotov ci fosse qualcosa in più di semplice tattica.
Personalmente sospetto di si, una certa comunanza tra i paria d'europa forse
Messaggio del 01-08-2007 alle ore 14:09:31
dean, nel primo troncone del tuo ultimo intervento, riconosco il dean che ho sempre apprezzato!! infatti la rivoluzione francese fu una rivoluzione borghese. la borghesia contro l'aristocrazia(primi segno decadente che vedeva evola). rivoluzione comunista: proletariato contro la borghesia(secondo e definitivo segno decadente, sempre secondo evola)!!

ti riconosco meno nel secondo troncone del post, quando affermi che erano entrambi espansionisti. il nazional socialismo lo era, ma non certo verso l'est!! hitler ebbe modo di spiegare nei dettagli, e in tempi non sospetti, perchè la germania non dovesse guardare ad est, ai popoli slavi!! quindi credo che la pace avrebbe potuto regnare per lungo tempo, ma non all'infinito. lo scontro non sarebbe stato mai "territoriale", ma prettamente ideologico!!
Messaggio del 01-08-2007 alle ore 14:43:29
Si parla di Nolte, se non vado errato... ma è il tizio, quasi centenario, che scrive libri pericolosi da scansare col piede, o Nick Nolte, il celebre attore americano, grande interprete di poliziotteschi stile anni 80? Del secondo so tutto, se volete vi illumino le menti, confratelli del libero pensiero e dell'illuminato valore dell'Humana Ratio...
Messaggio del 01-08-2007 alle ore 15:14:56
Dove ha raggiunto il dominio, la borghesia ha distrutto tutte le condizioni di vita feudali, patriarcali, idilliche. Ha lacerato spietatamente tutti i variopinti vincoli feudali che legavano l'uomo al suo superiore naturale, e non ha lasciato fra uomo e uomo altro vincolo che il nudo interesse, il freddo "pagamento in contanti". Ha affogato nell'acqua gelida del calcolo egoistico i sacri brividi dell'esaltazione devota, dell'entusiasmo cavalleresco, della malinconia filistea. Ha disciolto la dignità personale nel valore di scambio e al posto delle innumerevoli libertà patentate e onestamente conquistate, ha messo, unica, la libertà di commercio priva di scrupoli. In una parola: ha messo lo sfruttamento aperto, spudorato, diretto e arido al posto dello sfruttamento mascherato d'illusioni religiose e politiche.

Messaggio del 01-08-2007 alle ore 15:18:27
La borghesia ha spogliato della loro aureola tutte le attività che fino allora erano venerate e considerate con pio timore. Ha tramutato il medico, il giurista, il prete, il poeta, l'uomo della scienza, in salariati ai suoi stipendi.



Messaggio del 01-08-2007 alle ore 15:20:25
Se sono salariati gli darai il salario, mica lo stipendio
Messaggio del 01-08-2007 alle ore 15:22:02
Leggi bene..incolto!


Messaggio del 01-08-2007 alle ore 18:45:30

il freddo "pagamento in contanti"

Ah, ecco! Bravo, Ki! Ci hai ricordato "i freddi dollari che partivano da Mosca alla volta di Botteghe Oscure"!
Messaggio del 01-08-2007 alle ore 19:06:10
maldoror, non so a cosa ti riferisci, per quel che mi riguarda parlavo di julius evola. e ki ha appena evidenziato quel che di negativo(di sovversivo) evola riscontrava nel capitalismo e nel comunismo: il materialismo!! entrambi riducono l'uomo al "negativismo" materiale. entrambi sono sovvertitori dell'ordine naturale. per questo si chiede se esistono ancora "uomini in piedi tra le rovine", e se si, cosa questi uomini possono fare per "reagire" alla sovversione.

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