Cultura & Attualità

falce&martello illegale:rulez:
Messaggio del 22-06-2008 alle ore 04:16:23

Lituania, falce e martello come la svastica

di Andrea Lessona giovedì 19 giugno 2008


Pagina 1


Stella rossa, falce e martello al bando. Come la svastica.



La decisione è stata presa dal parlamento lituano: i simboli del totalitarismo comunista e quello nazista pari sono. E vanno entrambi condannati.



La Lituania, che ha vissuto sulla pelle del proprio popolo i crimini dei due regimi, ha guardato il suo passato triste e violento e non ha avuto dubbi. Quelli stessi che attraversano mezza Europa. A cominciare dall’Italia.



La storia del piccolo paese baltico è un susseguirsi di annessioni forzate e invasioni brutali. Nazisti e comunisti se la palleggiarono come una palla di stracci vecchi, sino a quando diventò parte integrante del territorio della ex Urss.



L’occupazione tedesca dal 1941 al 1944 portò alla deportazione e allo sterminio di duecento mila ebrei lituani. La controffensiva russa, salutata come la fine di tutte le violenze e della libertà ritrovata, non fu altro che una nuova occupazione più lunga e più brutale.



La classe dirigente fu estromessa dalla macchina statale, perseguitata e bellamente sostituita con nuovi funzionari del partito unico e indivisibile.



Chi si ribellò venne sbattuto in carcere, condannato senza processo e condotto con tutte le comodità del luogo ameno in Siberia. Nei gulag. Per foraggiare l’Impero e tutti i partiti, anche occidentali, che si richiamavano ai suoi ideali.



Il silenzio di una vana speranza calò dietro la cortina di ferro, anch’esso forzatamente collettivizzato, burocratizzato e centralizzato. Tutti uguali, tutti a pensare un pensiero unico nel nome del popolo.



Quegli anni lunghi e terribili terminarono solo l’11 marzo del 1991 con la proclamazione dell’indipendenza agognata. Indipendenza che i russi cercarono di reprimere nel sangue senza riuscirci.



Solamente dopo il colpo di Stato di Mosca nello stesso anno, la Lituania tornò libera. Gli ultimi soldati lasciarono il Paese nel 1993. Oggi il parlamento lituano ha chiuso quella pagina e per non dimenticare ha messo al bando i simboli rossi dell’abominio.



Solo Liudmila Alexeieva, responsabile moscovita del gruppo di Helsinki per i diritti umani,

ha detto che questa decisione è “triste e offensiva”.



Neanche il sangue ha più memoria.




Messaggio del 22-06-2008 alle ore 04:18:08
Purtroppo per te Pescara non è in Lituania
Messaggio del 22-06-2008 alle ore 04:19:33
lituania... altro che la spagna!
Messaggio del 22-06-2008 alle ore 09:28:44
Beh, se qualcuno che milita sotto falce e martello vuol dimenticare la storia, faccia pure, ma quello che hanno fatto i regimi comunisti in paesi come Russia, Cina e quant'altri non è poi tanto differente da ciò che biasimano tanto dalla parte opposta....Con la differenza che in certi Paesi orrori e cadaveri li nascondevano bene....
Messaggio del 22-06-2008 alle ore 09:49:52
Sarebbe ora che anche qui si rendesse illegale quel simbolo di oppressione e povertà imposta
Messaggio del 22-06-2008 alle ore 11:16:55
ma mi togliete una curiosità?

ma una volta tolti questI simbolI...che avete risolto? avete cambiato la storia? risuscitano i morti? digerite meglio? li togliamo dai libri di storia? ditemi voi...

rimango del parere che fanno parte della storia dell' umanità...negativa ma fanno parte,che vogliamo oppure no...



p.s.: ho scritto al plurale...quindi discorso in generale,lèvetevbe sù paraucchie se rispondete
Messaggio del 22-06-2008 alle ore 13:42:45
i campioni di moralità , i parmigiani , non parlano però
Messaggio del 22-06-2008 alle ore 14:45:36
"Beh, se qualcuno che milita sotto falce e martello vuol dimenticare la storia, faccia pure, ma quello che hanno fatto i regimi comunisti in paesi come Russia, Cina e quant'altri non è poi tanto differente da ciò che biasimano tanto dalla parte opposta...."

quoto hachiko, se in Lituania ritengono giusto perchè hanno DIRETTAMENTE subito durante il regime, è giusto...è il loro governo, facessero come vogliono

Così come in Italia è vietata la ricostituzione del partito fascista e, visto che a JUST questa legge piace tanto, DOVREBBERO ESSERE vietate le esposizioni del fascio littorio.(ma ne abbiamo una splendida rappresentazione sul teatro fenaroli)

no?
Messaggio del 22-06-2008 alle ore 15:03:07
Dico soltanto che sarebbe cosa buona e giusta abolire il simbolo della "croce" nel cui nome furono impalati più di 3 milioni di eretici e violentate e bruciate milioni di "bottane" e streghe.



Messaggio del 22-06-2008 alle ore 15:12:50
Il fascio littorio è, prima di tutto, un simbolo di potere dell'antica Roma: vogliamo censurare anche la parte più illustre della NOSTRA storia??

Se fosse per me, vieterei di professarsi"comunista", fosse solo per Pol Pot e i Khmer Rossi: anche se si tratta di uno scorcio di storia a me estraneo, visto che di fronte al dolore siamo tutti pacifisti ed "iridati", non posso non biasimare chi si vanta di definirsi "comunista", e si permette di denigrare i "fascisti".

Un po' di onestà e un po' di coerenza. Se noi dobbiamo nascondere le svastiche per via di un'alleanza tra due uomini al potere, certa gente che si gonfia a definirsi in un certo modo dovrebbe aprire gli occhi alle nefandezze del proprio, anche molto recente, passato.
Messaggio del 22-06-2008 alle ore 15:23:21
Combagni e Kamerati, i tembi hanno cambiato...aremettete l'asine alla stalle!!!
ARECACCETE PALETTA E SECCHIELLO!!!
Messaggio del 22-06-2008 alle ore 18:38:15

la parte più illustre della NOSTRA storia??




Ho sempre pensato al Rinascimento.



Messaggio del 22-06-2008 alle ore 18:45:36
Per me prendersela con i simboli è solo un non voler affrontare le vere questioni
Messaggio del 22-06-2008 alle ore 19:19:27
Ki......ti quoto e ti riquoto! .....
Messaggio del 22-06-2008 alle ore 23:55:00
A livello culturale, probabilmente è il periodo più splendido, il Rinascimento....Ma la storia di Roma, per me, è la storia di un grande Impero.
Messaggio del 23-06-2008 alle ore 08:37:32
Ki, visto che pensi al Rinascimento, RINASCI, forse esci meglio
Messaggio del 23-06-2008 alle ore 10:19:36
"Per un corretto bilanciamento normativo del rapporto tra eguaglianza e diversità occorre che non solo il tempo, ma anche lo spazio pubblico della società venga liberato da fattori condizionanti i processi di autoidentificazione delle comunità. Come nel tempo la memoria, SONO I SIMBOLI AD OSTACOLARE NELLO SPAZIO PUBBLICO I PROCESSI DI INTEGRAZIONE"

Nicola Colaianni
Messaggio del 23-06-2008 alle ore 10:38:19
Pe quello ca me ne freca a me....
basta che non mi levate sso simbolo

gli altri fateci quello che volete.

P.S. (oggi sto a intervenire a tutti i post di just... così magari mi offre na cena per non farmi scrivere più )

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