Cultura & Attualità
Non ho dubbi che tu, nell'ignoranza, sia un campione
pigro, ignora i fastidiosi cinguettii di adonai.
Sicuramente non sei il migliore, visto che necessiti di molte indicazioni per capire quello che ti succede intorno
non c'è cosa peggiore del sentirsi frustrati e non ammetterlo neanche a se stessi
a differenza tua io non mi sento il migliore,e visto che il tuo intervento segue il mio mi sembra lecito chiederti se era rivolto a me,per poi risponderti come si deve!
Ti senti il migliore?
adonai ce l'hai con me?
Meno male che ci sei tu che sei migliore di loro
questo prete ha veramente molta fiducia nello spirito santo!forse troppa!
Non edito, per non dar adito a qualcuno di pensare che io mi rimangi le cose.
Non di rado i buoni propositi non sortiscono gli effetti benevoli, che i loro attori tanto avrebbero desiderato, se ai primi s'accompagnano quelle disposizioni cattive, quelle inclinazioni perverse, che tanto spesso nascono e prosperano nell'animo umano; sicché queste inquinano, vanificano e, ancora più spesso, stravolgono quelli, che tanto sogliamo apprezzare, giustificando, attraverso essi, i più infausti accidenti, come se bastasse una speciosa "bontà" a darci ragione di tutte gli sgraziati accadimenti i quali, non senza pernicie, attraversano le nostre meschine esistenze.
Quale effetto benevolo potrebbe avere un richiamo, se ad esso s'accompagni la superbia di chi lo pronuncia, distinguendolo, così, dall'amoroso consiglio, e, parimenti, rendendolo odioso a chi lo riceva? Ed equalmente, quanta sgradevolezza emana da coloro i quali lungamente rimproverano gli altri, quasi essi fossero un paradigma di perfezione, invocando addirittura il Buon Padre Celeste, che infonda negli altri quella illuminata carità di cui loro dimostrano ampiamente essere carenti?
Più s'ama in cielo una prostituta che un fariseo; equalmente più giova in terra l'indifferenza che l'orgogliosa bontà, perché quella lascia il male come lo trova, questa lo esaggera.
Un amore benevole passa attraverso l'emendazione di sé; la correzione attraverso l'esempio proprio. Così più volentieri agiremo sotto l'esempio di chi dica «Fratelli, poiché tanto vi ho a cuore, e meno d'ogni altra cosa desidero che possiate patire sofferenze, v'esorto ad agire così, com'io vi dico, poiché io, che altrimenti agii, ebbi a patirne»; mentre stizziti cercheremo scampo da chi dica «Che Dio abbia pietà di voi poveri peccatori!». Non scomodiamo Iddio, quindi, pregando per le depravazione altrui, né per i mali che ci minacciano, o i malvagi che ci attentano; ma ogni nostra preghiera sia l'augurio di avere la forza, e la capacità, di emendare noi stessi, e compiere sicuri passi sulla via del perfezionamento. Si preghi il Santissimo Spirito a svolgere quel suo proprio ruolo di consolatore, per cui noi lo chiamiamo Paràclito, Consolator Optimus, e ci renda più simili al Padre Nostro, affinché la nostra azione sia di giovamento ai nostri fratelli.
Adonai questo tuo uso del doppio tread è davvero fastidioso. Se hai qualcosa da aggiungere edita cortesemente, grazie.
E talvolta anche ribrezzo
Tu invece susciti pietà e compassione
Adonà tu fi ride li pullestre!!
Per fortuna ho mezzi e nozioni per potermele fare; ma non proseguo oltre, non è mia intenzione umiliarti e suscitare la tua invidia
certo..nuovo di zecca mai usato..ed ancora cellofanato..
ah no è vero..le pippe te le fai..eccome
Innanzitutto, e questo mi distingue già anni luce da te, li capisco perché ne ho uno
Tu invece i cazzi li capisci vero??
O più chiaramente: tu non capisci un emerito cazzo
Questo mi conferma pienamente che tu non riesci minimamente a collegare un significante al suo retto significato
Come a dire che le parole citate non corrispondano al vero..

ma pe favore..
Caro Spirito Santo, mi rivolgo a te che sei datore di vita e soffio di speranza per l’umanità intera perché tu possa penetrare nelle stanze del potere ecclesiastico per restituire quell’”alito di vita” e di profonda compassione nel cuore di questo nuovo Papa e del suo entourage perché imparino ad ascoltare la tua voce e non continuino, una volta per tutte, a farsi trascinare nei tatticismi e negli intrighi di palazzo e di potere.
Invece, Dimas, i contenuti sono "davvero" il tuo forte, non è vero?
E dopo aver notato che tale "evangelico prete" è solito frequentare amichevolmente persone che si sono distinte per la loro "evangelica mano pesante" nei confronti dei poveri "peccatori", riesco ancora meglio ad inquadrare il loro significato.
Tu pensi solo alla grammatica..i contenuti non sono il tuo forte..
..e cmq sia rileggiti il vangelo va
Ed entrambe le due circostanze spiegano chiaramente per quale motivi Dimas li apprezzi molto.
Ad occhio e croce, direi che questo "presunto sacerdote" ha tanta scarsa familiarità col vangelo quanta ne ha con l'ortografia italiana.
Ecco la lettera di Alessandro Santoro, prete delle Piagge in Firenze.
“Fa che questo Papa…
Caro Spirito Santo, mi rivolgo a te che sei datore di vita e soffio di speranza per l’umanità intera perché tu possa penetrare nelle stanze del potere ecclesiastico per restituire quell’”alito di vita” e di profonda compassione nel cuore di questo nuovo Papa e del suo entourage perché imparino ad ascoltare la tua voce e non continuino, una volta per tutte, a farsi trascinare nei tatticismi e negli intrighi di palazzo e di potere.
Fa che questo Papa sia a piedi scalzi, semplice e umile, che diventi compagno di strada e di vita di chi fa fatica e si sente escluso e oppresso, come del resto ha fatto Gesù che ha scelto la Galilea delle genti, luogo dell’esclusione e della emarginazione per ridare vita al mondo.
Fa che questo Papa abbia il coraggio di incarnarsi nella storia degli altri, che abdichi alla Verità assoluta che schiaccia e uccide e senta il bisogno di incontrare e nutrirsi delle Verità dell’altro. Dio non ha un nome, prende ed assume il nome dei volti e delle storie degli emarginati di questo mondo e nessuno detiene la verità di Dio e può pretendere di possederla.
Fa che questo Papa scenda nei bassifondi della storia, che abbandoni i palazzi del potere, che non viva più in Vaticano, luogo del potere curiale e torni ad essere il pastore di tutti, uomo tra gli uomini senza più nessuna enfasi trionfalistica. Non abbiamo bisogno di un Papa con strutture forti e apparati pesanti, proprie dei sovrani e dei potenti, ma di un Papa che si spogli di tutto quello che lo separa e lo divide dalle persone, che sappia lasciare tutto ciò che lo rende ricco e possa concedersi l’unica ricchezza possibile per chi si fa servo, quella in umanità.
Siamo stanchi dei troppi orpelli, troppi luccichii, troppi ori che appesantiscono la sua casa, ed è arrivata l’ora che il Papa possa prendere le distanze da questo sfarzo senza senso e che impari a vivere nella povertà senza ostentazioni.
Fa che questo Papa sia capace di Vangelo, testimone e profeta di un Vangelo possibile per tutti, che sappia piangere con chi piange, ridere con chi ride, soffrire con chi soffre.
Fa che sia intransigente solo nell’amore e continui a gridare forte contro tutte le guerre del mondo e possa aiutarci, e aiutare i grandi della terra, a considerare la guerra, le guerre e la corsa agli armamenti una assurda follia.
Fa che possa far diventare la guerra un tabù inaccettabile e cancelli l’ipocrisia assurda di chi, anche nella nostra Chiesa ritiene ancora plausibile una guerra giusta.
Fa che questo Papa sia capace di perdono, che non abbia paura a riconoscere la violenza e le violenze della nostra religione, che sappia soffiare nella nostre vite e nelle nostre comunità umane uno spirito di tenerezza, perché per tutti, chiunque sia, ci possa essere un pezzo di pane, una carezza, un abbraccio e una vera liberazione.
Fa che questo Papa non ci riempia di encicliche e di documenti, troppe parole hanno inchiostrato la nostra fede, fa che cresca nell’ascolto di quella parola di Dio che è la vita degli uomini e delle donne. L’unica parola possibile da rendere viva e vera nella nostra storia è quella del Vangelo.
Rendi questo Papa carico di utopia, capace di vedere oltre e di darci il coraggio di fare un passo più in là, un Papa meno maestro e più fratello, meno grande e più debole, meno forte e più dolce, meno sicuro e più compagno. Gesù sognava e praticava il sogno di Dio, fatto di una politica di giustizia, di una economia di uguaglianza e di un Dio pienamente libero; fà che negli occhi, nelle mani, nel cuore, nella pancia, nei piedi di questo Papa ci possa essere questo stesso sogno necessario perché questo nostro affaticato mondo riabbia la vita e “l’abbia in abbondanza”.
Fa che questo Papa abbia il coraggio di abbandonare i segni del potere e possa ritrovare e concedersi il potere dei segni, perché la nostra Chiesa possa spogliarsi della porpora e rivestirsi del grembiule, possa abbandonare i conservatorismi comodi al potere e recuperare la libertà piena e viva dei figli di Dio.
Fa che questo Papa ridia spazio e attualità alla rivoluzione del Concilio che voleva che le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini e dei poveri diventassero pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce del Vicario di Cristo e delle comunità cristiane. Le grandi aperture e novità del Concilio sono state tradite e burocratizzate, la tensione verso il nuovo si è persa nei meandri delle chiusure, delle prudenze e meschinità curiali.
Fa che questo Papa possa finalmente ridare spazio ad una collegialità vera, ad una chiesa Popolo di Dio, ad una comunione incarnata, ad una conversione senza mezze misure e compromessi. Dagli la forza ed il coraggio di proporre un nuovo concilio dove la Chiesa ripensi se stessa con il contributo vero e profondo di tutti, proprio di tutti.
Fa che questo Papa si apra all’idea di libertà e di responsabilità, che rinneghi una Chiesa moralista e sessuofoba, che possa dare spazio con pari dignità a tutte le relazioni affettive, a quell’amore plurale fatto anche di omossessuali, transessuali, divorziati, separati; è anche attraverso di loro che l’amore di Dio, così grande e universale ritroverà spazio nelle nostre comunità, troppo spesso abituate soltanto a giudicare e a condannare e non ad accogliere e a celebrare la vita.
Fa che questo Papa sappia riconoscere il valore imprescindibile delle donne, perché senza la loro sensibilità, la loro capacità di “precederci” e di amare con tenerezza, la Chiesa rimarrà sempre sterile ed incapace di futuro.
A Te Spirito Santo l’impegno di portare il respiro di tutti i piccoli e i poveri del mondo e soffiare questa brezza leggera dei perdenti e dei vinti nel cuore del Principe della Chiesa perché possa rinunciare ai titoli e alle lusinghe del Potere e possa farsi degno del Vangelo di libertà e di pace del nostro fratello Gesù di Nazaret.
Così lo sentiremo compagno e amico in questa avventura che è la vita.
Buon viaggio….”
Alessandro Santoro.
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