Cultura & Attualità

eutanasia e dignità umana
Messaggio del 22-09-2006 alle ore 18:35:05
tratto dalla repubblica di oggi...mi dà da pensare...soprattutto mi danno da pensare le esternazioni di coloro che non ammettono in via assoluta l'eutanasia...

cmq...leggete e che ognuno tragga le proprie conclusioni...è veramente interessante l'articolo...


CRONACA InviaStampaPiergiorgio Welby, co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni
scrive al Capo dello Stato Napolitano: "Serve un confronto serio"
"Signor presidente, voglio l'eutanasia"
Video appello di un malato terminale
Costretto a letto non può più muoversi, nè parlare a causa
della distrofia muscolare che lo condanna a una vita artificiale

di CLOTILDE VELTRI


Piergiorgio Welby,
co-presidente
dell'associazione Luca Coscioni
UN letto, un respiratore artificiale, un computer appoggiato sul comodino. Poi lui, immobile, lo sguardo fermo nella telecamera che lo riprende in un primo piano implacabile, senza via di scampo. Come la malattia - la distrofia muscolare - che lo tiene lì, prigioniero, ormai da mesi, di un corpo che "non è più mio, squadernato davanti ai medici, assistenti, parenti". Piergiorgio Welby, co-presidente dell'Associazione radicale Luca Coscioni, ha scelto di mettersi a nudo, di mostrare la propria condizione di malato terminale, per ottenere l'eutanasia. Il video è un appello-testimonianza inviato al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

La non-vita scrutata dall'obiettivo della video camera scorre semplicemente e dolorosamente reale. Ancora di più perché la voce fuoricampo è quella di Piergiorgio, ma metallicamente alterata dal computer. Welby - che prima della malattia immaginiamo omone grande e grosso, con un tatuaggio sull'avambraccio, dalla zazzera scura e prorompente almeno quanto la vitalità che scaturisce dalle sue parole - non può più parlare autonomamente, non può più muoversi, non può più leggere o scrivere come faceva fino a due mesi fa anche grazie a internet. Attaccato a un respiratore artificiale, trascorre le giornate vegetando, in attesa di morire per potersi liberare da questo inumano calvario.

Racconta: "La giornata inizia con l'allarme del ventilatore polmonare mentre viene cambiato il filtro umidificatore e il catheter mounth, trascorre con il sottofondo della radio, tra frequenti aspirazioni delle secrezioni tracheali, monitoraggio dei parametri ossimetrici, pulizie personali, medicazioni, bevute di pulmocare".

Dettagli medici e tecnici che scandiscono un'esistenza negata in cui la persona lascia il posto al malato e la dignità diventa difficile da coltivare, anche persino da ricordare. "Io amo la vita, presidente - dice la voce metallica mentre due spilli castani perforano il video -. Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l'amico che ti delude. Io non sono né un malinconico né un maniaco depresso e morire mi fa orrore, purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita, è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche".

L'autanasia, spiega Piergiorgio dal suo sudario, è un modo per sottrarre chi è come lui - non solo lui - a questo oltraggio estremo, a questa barbarie. "Se fossi svizzero, belga o olandese" avrei questa opportunità, dice, ma sono italiano e quindi "il mio sogno, la mia volontà, che voglio porre in ogni sede, a partire da quelle politiche e giudiziarie è oggi nella mia mente più chiaro e preciso che mai: poter ottenere l' eutanasia. Vorrei che anche ai cittadini italiani sia data la stessa opportunità".

Un diritto, quello di vivere che, se si è malati terminali, si traduce in accanimento, in artificio. Una mostruosità. Piergiorgio cita Benedetto XVI: "Occorre ribadire la dignità inviolabile della vita umana, dal concepimento al suo termine naturale". Ebbene, replica ancora la voce metallica, "che cosa c' è di 'naturale' in una sala di rianimazione? Che cosa c' è di naturale in un buco nella pancia e in una pompa che la riempie di grassi e proteine? Che cosa c' è di naturale in uno squarcio nella trachea e in una pompa che soffia l' aria nei polmoni? Che cosa c' è di naturale in un corpo tenuto biologicamente in funzione con l' ausilio di respiratori artificiali, alimentazione artificiale, idratazione artificiale, svuotamento intestinale artificiale, morte-artificialmente-rimandata? Quando un malato terminale decide di rinunciare agli affetti, ai ricordi, alle amicizie, alla vita e chiede di mettere fine ad una sopravvivenza crudelmente 'biologica', io credo che questa sua volontà debba essere rispettata ed accolta con quella pietas che rappresenta la forza e la coerenza del pensiero laico".

Piergiorgio Welby lo sa che il presidente Napolitano non può essere l'artefice di un pronunciamento sull'eutanasia, nè di una soluzione politica che deve scaturire, piuttosto, dal dibattito parlamentare. "Quello che però mi permetto di raccomandarle è la difesa del diritto di ciascuno e di tutti i cittadini di conoscere le proposte, le ragioni, le storie, le vcolontà e le vite che, come la mia, sono investite da questo confronto".

Spiega ancora la voce di Piergiorgio: "Una legge sull' eutanasia non è più la richiesta incomprensibile di pochi eccentrici. Anche in Italia, i disegni di legge depositati nella scorsa legislatura erano già quattro o cinque. L' associazione degli anestesisti, pur con molta cautela, ha chiesto una legge più chiara; il recente pronunciamento dello scaduto (e non ancora rinnovato) Comitato Nazionale per la bioetica sulle Direttive Anticipate di Trattamento ha messo in luce l' impossibilità di escludere ogni eventualità eutanasica nel caso in cui il medico si attenga alle disposizioni anticipate redatte dai pazienti. L' opinione pubblica è sempre più cosciente dei rischi insiti nel lasciare al medico ogni decisione sulle terapie da praticare". Piergiorgio Welby chiede innanzitutto attenzione verso chi soffre e vuole una soluzione perchè, conclude citando l'uomo di fede Jacques Pohier, "l'eutanasia non è morte dignitosa, ma morte opportuna".

L'appello non può lasciare indifferenti. Il primo a rispondere è il deputato dei Verdi Tommaso Pellegrino che, da cattolico, non vuole lasciar cadere nel vuoto le parole di Welby: "E' giusto sollecitare un dibattito parlamentare su un tema così delicato. Ciò che serve è un confronto sereno tra laici e cattolici, al riparo dai condizionamenti ideologici".

(22 settembre 2006)
Messaggio del 26-09-2006 alle ore 15:41:28
Messaggio del 26-09-2006 alle ore 15:45:39
Belgio, kit per l’eutanasia nelle farmacie
E’ ammessa per legge come in Olanda: in due anni praticata su 259 malati

BRUXELLES - La scatolina contiene cinque fiale, qualche siringa usa e getta e un foglietto per le istruzioni. A prima vista sembra una confezione di un banale vaccino contro l’influenza. Invece è un prodotto micidiale, «il kit dell’eutanasia», in vendita dall’altro ieri in 250 farmacie del Belgio, tutte quelle della catena «Multipharma». Lo possono acquistare solo i medici di base, al prezzo di 60 euro, «non rimborsabili dalla mutua», specifica il quotidiano La Libre Belgique . O meglio, il dottore dovrà prima presentare una prescrizione dettagliata, simile a quella utilizzata per la somministrazione di sostanze stupefacenti, e poi passare a ritirare il «kit», comunque entro le 24 ore successive.
LA LEGGE - Stampa e televisioni locali hanno classificato la novità tra le informazioni «di servizio», quasi come se fosse semplicemente un fatto «tecnico». In Belgio «la dolce morte», cioè il decesso assistito e pilotato dai medici su richiesta esplicita del paziente, è ammessa da una legge approvata il 28 maggio del 2002. Da allora il Paese si trova, insieme con l’Olanda, alla frontiera dei delicati equilibri tra convinzioni etico-religiose, diritti dell’individuo (in questo caso il malato) e responsabilità sociali (dottori e ospedali). In questi mesi il dibattito politico ha accompagnato il cammino della legge, spostandosi progressivamente dai fondamenti (l’eutanasia è accettabile oppure no) agli aspetti pratici, all’applicazione concreta delle norme. Del resto, sebbene l’88% della popolazione si professi di religione cattolica, dai sondaggi risulta che il 72% dell’opinione pubblica accetta la legge sulla «buona morte», naturalmente circoscritta ai casi di malati terminali, persone in condizioni irreversibili, e preda di grandi sofferenze «fisiche o psichiche».
I CASI - Ma per il resto d’Europa, agli occhi del grande pubblico come degli specialisti in questioni bio-etiche, l’iniziativa assunta dal gruppo «Multipharma» segna un ulteriore movimento nel «laboratorio-Belgio». Secondo i dati ufficiali i casi di eutanasia dichiarati fino al settembre 2004 sono stati 259. Il 54% di questi si è verificato in ospedale, il 41% nel domicilio degli ammalati, il 5% nelle case di riposo. Partendo da questa realtà un’associazione formata da 200 medici fiamminghi («Foro per l’informazione sull’eutanasia») ha lanciato un appello ai politici e alle industrie farmaceutiche: ci sono troppi pazienti che versano in una situazione di sofferenza inaccettabile; non è possibile farli aspettare perché hanno scelto di morire a casa, spesso assistiti dai familiari, piuttosto che in un letto d’ospedale.
LA DISTRIBUZIONE - La legge non prevede prescrizioni particolari sull’approvvigionamento delle sostanze letali da utilizzare per la «morte assistita». Finora le medicine sono state distribuite dalle farmacie degli ospedali: canali con accesso spesso complicato per i dottori «generalisti», esterni alle strutture. Nei giorni scorsi, dunque, la commissione del Parlamento federale, incaricata di valutare l’applicazione della legge, ha sollecitato i medici di base a diffondere informazioni più dettagliate ai pazienti e, nello stesso tempo, ha chiesto ai farmacisti di agevolare la vendita dei prodotti necessari. Così l’invito è stato accolto, per il momento, dalla Multipharma che da venerdì scorso propone il cofanetto: tre ampolle da 20 millilitri di «Pentothal», un potente barbiturico da somministrare; due fiale da 10 milligrammi di «Norcuron», un paralizzante da tenere come farmaco di riserva, e infine qualche dose di sonnifero.

INCREDIBILEEEEEE!!!
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Editato da Para_el_amor il 26/09/2006 alle 15:47:06
Messaggio del 26-09-2006 alle ore 15:53:57
senza dubbio dà da pensare
Messaggio del 26-09-2006 alle ore 17:08:38
prometto di non commentare
Messaggio del 26-09-2006 alle ore 17:20:17
dovresti frentania...dovresti...
Messaggio del 26-09-2006 alle ore 20:14:04
..c'è il diritto alla vita...ma anche il diritto di morire è inalienabile secondo me soprattutto in queste situazioni drammatiche..

..solidarietà a Piero e coloro che sono nelle sue condizioni.. per il loro coraggio.. sia essi decidano di continuare a tenersi in vita..sia per chi prende atto che non è vita la loro e desidera morire....

Messaggio del 27-09-2006 alle ore 10:40:15
Esisto inutilmente per la vita
perchè non ho forza per cantare,
nè una nave cannoniera, come un pirata,
per sentirmi libero in mezzo al mare.

C'è un ritmo segreto, un fuoco, una speranza,
un aggiramento intorno all'eterno,
ma io non li canto, nè la vita canta me:
quando tiriamo le somme, danno zero.

Ci metto tutte le forze, perdono e amo,
ma mi dà sempre zero, negativo.
Esisto, quindi, inutilmente.
Sono, e non posso essere; nè morto, nè vivo.

Come lo zero, non ho valore alcuno,
e se non ho alcun valore,
esisto inutilmente per la vita,
e inutilmente esisto per l'amore.
Messaggio del 27-09-2006 alle ore 22:52:06
E bravi agli olandesi... stanno sempre avanti a noi.
Messaggio del 27-09-2006 alle ore 22:53:24
anche i topi di Hamelin stavano avanti al pifferaio
Messaggio del 01-10-2006 alle ore 08:46:54
Adonai scusami ma...anche questa volta ti sostengo!...non avere paura però
Messaggio del 02-10-2006 alle ore 09:28:45
Se io dovessi vedere un mio familiare nelle condizioni di Welbi, e questi mi chiedesse di morire, Stato o non Stato, prenderei la pistola e gli darei pace senza tanti "se" e senza tanti "ma".
E che lo Stato e la sua etica del cazzo si fottano entrambe!

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