Cultura & Attualità
Eurabia
Messaggio del 13-07-2005 alle ore 18:59:47
Infatti io rifiuto e sempre lo farò di integrarmi con te...
Infatti io rifiuto e sempre lo farò di integrarmi con te...
Messaggio del 13-07-2005 alle ore 18:56:45
a tutt'oggi una ed una sola è la verità: ogni integrazione è assolutamente impossibile, dannosa e abominevole.
a tutt'oggi una ed una sola è la verità: ogni integrazione è assolutamente impossibile, dannosa e abominevole.
Messaggio del 09-07-2005 alle ore 13:23:23
che ti devo dire? chi si ferma è perduto
che ti devo dire? chi si ferma è perduto
Messaggio del 09-07-2005 alle ore 02:12:17
combà posso pure essere d'accordo con quello che dici; in effetti sono molto d'accordo con la tua ultima affermazione sul forte appiglio.
converrai però con me, che quell'appiglio non esiste + e non può più esistere...le condizioni sono cambiate; la morale religiosa come mezzo di coesione e di repressione andava bene per una società fondamentalmente allofobica e chiusa in se stessa come quella che tu descrivi...la società moderna, che è divenuta multiculturale a causa del forte sviluppo dell'"informazione", non sopporterebbe e non "supporterebbe" più una tale forma di coesione. Di fatti la società moderna non viene repressa...la si droga...diverso quindi.
ergo, credo che il vecchio metodo non possa funzionare più, pena la barbarie e l'abominio causate dall'intolleranza e dalla paura dell'altro. Necessitano nuove vie non ancora nemmeno sperimentate in laboratorio...
Che dici?
combà posso pure essere d'accordo con quello che dici; in effetti sono molto d'accordo con la tua ultima affermazione sul forte appiglio.
converrai però con me, che quell'appiglio non esiste + e non può più esistere...le condizioni sono cambiate; la morale religiosa come mezzo di coesione e di repressione andava bene per una società fondamentalmente allofobica e chiusa in se stessa come quella che tu descrivi...la società moderna, che è divenuta multiculturale a causa del forte sviluppo dell'"informazione", non sopporterebbe e non "supporterebbe" più una tale forma di coesione. Di fatti la società moderna non viene repressa...la si droga...diverso quindi.
ergo, credo che il vecchio metodo non possa funzionare più, pena la barbarie e l'abominio causate dall'intolleranza e dalla paura dell'altro. Necessitano nuove vie non ancora nemmeno sperimentate in laboratorio...
Che dici?
Messaggio del 09-07-2005 alle ore 01:50:39
Adonai,spero che,quando insegnerai,se questo vorrai fare dopo la laurea,non sarai troppo severo con chi scopiazza le traduzioni o altro.
Adonai,spero che,quando insegnerai,se questo vorrai fare dopo la laurea,non sarai troppo severo con chi scopiazza le traduzioni o altro.
Messaggio del 08-07-2005 alle ore 23:32:27
sì e puoi dirlo forte.
sì e puoi dirlo forte.
Messaggio del 08-07-2005 alle ore 23:31:45
giornalista?
giornalista?
Messaggio del 08-07-2005 alle ore 22:49:59
ha solo riportato un pezzo di una giornalista......
ha solo riportato un pezzo di una giornalista......
Messaggio del 08-07-2005 alle ore 22:47:37
in realtà non ho quotato niente
in realtà non ho quotato niente
Messaggio del 08-07-2005 alle ore 22:46:34
ma adonai è un disobbediente in questo....quota quota e controquota sempre....
ma adonai è un disobbediente in questo....quota quota e controquota sempre....
Messaggio del 08-07-2005 alle ore 22:44:16
il copyright sì....
il copyright sì....
Messaggio del 08-07-2005 alle ore 22:42:02
la verità non ha bisogno di sottoscrizioni
la verità non ha bisogno di sottoscrizioni
Messaggio del 08-07-2005 alle ore 22:39:34
Mettici la firma di Oriana, almeno...
Mettici la firma di Oriana, almeno...
Messaggio del 08-07-2005 alle ore 22:31:09
I Romani conoscevano gli arabi, ma non li tenevano in conto. Gli arabi erano facinorosi, agitatori e nonostante ci fosse contatto non un solo termine arabo è entrato nel vocabolario latino, troppo grande era la disparità tra la civiltà italica da una parte e il nomadismo primitivo dall'altra.
Sono un occidente e un mediterraneo profondamenti scossi quelli che per la prima volta si trovano di fronte un mondo arabo compatto. In realtà c'è compattezza solo nella fame di conquista. Il mondo arabo produce una splendida e fiorente civiltà: falso. Averroè, Avicenna, i grandi filosofi arabi, tanto per fare un esempio che valga per tutto, non solo non sono arabi, ma nascono a distanza di centinaia e centinaia di km dall'Arabia. Quanto più il Corano si insinua nelle terre conquistate, tanto più esse perdono completamente ogni bellezza, quel profondo splendore che quelle terre avevano coltivato per anni e oggi, dopo più di un millennio, tutte quelle regioni che avevano partorito centinaia di distinte e antiche civiltà non sono nient'altro che una distesa informe di sabbia.
E' un'Europa contratta su se stessa quella che viene a contatto con le orde musulmane. E' caduto il Medioriente, la terra dei Tolomei, Africa, la terra di Sant'Agostino, di papa Gelasio, il primo e unico pontefice di pelle scura della storia della cristianità (ricordato anche da Benedetto XVI in occasione di un discorso sull'Europa), la Mauretania e anche l'Ispania viene inghiottita. Scompare la cognizione dei geroglifici, le lingue romanze d'Africa. Anche la greca e latina Sicilia sparisce in un destino che è l'annientazione e l'assimilizione.
A Poitiers, in Francia, dietro i Pirenei, riprende corpo il senso orgoglioso di una cultura che sta rinascendo e che non vuole morire, il senso di appartenenza a una religione, quella cristiana cattolica, che non vuole sottomettersi. E poi la Spagna che solo nel Cattolicesimo ha trovato la forza e il coraggio di affrancarsi e riottenere la propria indipendenza dall'invasore, quell'invasore che ha forgiato il carattere aggressivo e conquistore degli spagnoli.
E ancora i normanni che, cristianizzati, diventano veicolo di una nuova romanizzazione della Sicilia, con lo stesso fervore dei loro antenati che, ancora legati alla loro natale lingua germanica gridavano "bi Gott" (per Dio) quando si scagliavano in battaglia in nome della fede.
Ma non era finita. Una nuova tremenda ondata si preparava nei secoli avvenire, l'Europa non era ancora sicura: gli ottomani.
Fino alle porte di Vienna giunsero gli ottomani, con la dichiarata intenzione di "fare di San Pietro una stalla per i cavalli". I fornai di Vienna inventarono allora, nel 1683, i croissant, dolci a forma di mezza luna, con l'intento scaramantico di "mangiarsi" la mezza luna ottomana.
Allora Padre Marco D'Aviano incitava i 65.000 a resistere ai 200.000 ottomani.
Ancora una volta l'Occidente, sotto le insegne cristiane resistette all'invasione musulmana. Fino a oggi.
Oggi non ci sono più masse a mo' di esercito che invadono l'Occidente e lo minacciano. O no?
Oggi i terroristi che colpiscono l'Occidente sono gl'immigrati di seconda generazione, apparentemente integrati, eppur no.
Sono loro i primi ad armarsi a sacrificare la propria vita per distruggere l'Occidente. Si ritrovano spersi nelle società multietniche, multirazziali, navigando a vista e là, ove non c'è nulla cui aggrapparsi, la tentazione di cercare un appiglio saldo e incrollabile è una priorità assoluta.
Quell'appiglio è costituito dalla cultura dei loro padri e poco c'entra ciò che faccia l'Occidente nel Medioriente.
Oggi, come allora, come 400 anni fa, come 1300 anni fa, c'è un solo motivo per cui i musulmani devono distruggere e sottomettere gl'infedeli: perché non si sottomettono alla legge coranica.
Non per ciò che fa deve essere distrutto l'Occidente e tutti gli occidentali, ma per ciò che è.
Quattrocento anni fa, mille e trecento anni fa, l'Occidente resistè perché aveva un forte appiglio, un riferimento morale e civile in grado di motivare, insieme all'esigenza dell'esistenza e della libertà individuale, anche l'esigenza dell'esistenza e della libertà come società e comunità culturale. Una sovrastruttura che fu armatura di efficacia senza paragoni.
I Romani conoscevano gli arabi, ma non li tenevano in conto. Gli arabi erano facinorosi, agitatori e nonostante ci fosse contatto non un solo termine arabo è entrato nel vocabolario latino, troppo grande era la disparità tra la civiltà italica da una parte e il nomadismo primitivo dall'altra.
Sono un occidente e un mediterraneo profondamenti scossi quelli che per la prima volta si trovano di fronte un mondo arabo compatto. In realtà c'è compattezza solo nella fame di conquista. Il mondo arabo produce una splendida e fiorente civiltà: falso. Averroè, Avicenna, i grandi filosofi arabi, tanto per fare un esempio che valga per tutto, non solo non sono arabi, ma nascono a distanza di centinaia e centinaia di km dall'Arabia. Quanto più il Corano si insinua nelle terre conquistate, tanto più esse perdono completamente ogni bellezza, quel profondo splendore che quelle terre avevano coltivato per anni e oggi, dopo più di un millennio, tutte quelle regioni che avevano partorito centinaia di distinte e antiche civiltà non sono nient'altro che una distesa informe di sabbia.
E' un'Europa contratta su se stessa quella che viene a contatto con le orde musulmane. E' caduto il Medioriente, la terra dei Tolomei, Africa, la terra di Sant'Agostino, di papa Gelasio, il primo e unico pontefice di pelle scura della storia della cristianità (ricordato anche da Benedetto XVI in occasione di un discorso sull'Europa), la Mauretania e anche l'Ispania viene inghiottita. Scompare la cognizione dei geroglifici, le lingue romanze d'Africa. Anche la greca e latina Sicilia sparisce in un destino che è l'annientazione e l'assimilizione.
A Poitiers, in Francia, dietro i Pirenei, riprende corpo il senso orgoglioso di una cultura che sta rinascendo e che non vuole morire, il senso di appartenenza a una religione, quella cristiana cattolica, che non vuole sottomettersi. E poi la Spagna che solo nel Cattolicesimo ha trovato la forza e il coraggio di affrancarsi e riottenere la propria indipendenza dall'invasore, quell'invasore che ha forgiato il carattere aggressivo e conquistore degli spagnoli.
E ancora i normanni che, cristianizzati, diventano veicolo di una nuova romanizzazione della Sicilia, con lo stesso fervore dei loro antenati che, ancora legati alla loro natale lingua germanica gridavano "bi Gott" (per Dio) quando si scagliavano in battaglia in nome della fede.
Ma non era finita. Una nuova tremenda ondata si preparava nei secoli avvenire, l'Europa non era ancora sicura: gli ottomani.
Fino alle porte di Vienna giunsero gli ottomani, con la dichiarata intenzione di "fare di San Pietro una stalla per i cavalli". I fornai di Vienna inventarono allora, nel 1683, i croissant, dolci a forma di mezza luna, con l'intento scaramantico di "mangiarsi" la mezza luna ottomana.
Allora Padre Marco D'Aviano incitava i 65.000 a resistere ai 200.000 ottomani.
Ancora una volta l'Occidente, sotto le insegne cristiane resistette all'invasione musulmana. Fino a oggi.
Oggi non ci sono più masse a mo' di esercito che invadono l'Occidente e lo minacciano. O no?
Oggi i terroristi che colpiscono l'Occidente sono gl'immigrati di seconda generazione, apparentemente integrati, eppur no.
Sono loro i primi ad armarsi a sacrificare la propria vita per distruggere l'Occidente. Si ritrovano spersi nelle società multietniche, multirazziali, navigando a vista e là, ove non c'è nulla cui aggrapparsi, la tentazione di cercare un appiglio saldo e incrollabile è una priorità assoluta.
Quell'appiglio è costituito dalla cultura dei loro padri e poco c'entra ciò che faccia l'Occidente nel Medioriente.
Oggi, come allora, come 400 anni fa, come 1300 anni fa, c'è un solo motivo per cui i musulmani devono distruggere e sottomettere gl'infedeli: perché non si sottomettono alla legge coranica.
Non per ciò che fa deve essere distrutto l'Occidente e tutti gli occidentali, ma per ciò che è.
Quattrocento anni fa, mille e trecento anni fa, l'Occidente resistè perché aveva un forte appiglio, un riferimento morale e civile in grado di motivare, insieme all'esigenza dell'esistenza e della libertà individuale, anche l'esigenza dell'esistenza e della libertà come società e comunità culturale. Una sovrastruttura che fu armatura di efficacia senza paragoni.
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