Messaggio del 03-12-2007 alle ore 09:24:33
Venezuela, non passa la riforma di Chavez.
Il presidente ammette la sconfitta e si complimenta con gli avversari: «È stato un esercizio di democrazia».
I no si sono attestati al 50,7%, i sì al 49,29. Forte l'astensione, al 44,9%.
Il testo proposto agli elettori prevedeva la riforma di 69 dei 350 articoli della Magna Charta vigente dal 1999 e prevedeva, tra l'altro, l'aumento dei poteri presidenziali, l'allungamento del mandato da 6 a 7 anni, la rielezione indefinita del presidente. Novità anche in campo economico con l'eliminazione dell'autonomia del mandato presidenziale, il rafforzamento dei poteri di espropriare proprietà private, la riduzione dell'orario di lavoro e quella per la concessione del voto (che scendeva da 18 a 16 anni).
Finalmente i giornali ci fanno sapere che cosa prevedeva questa riforma così osteggiata dai democratici di tutto il mondo(sic!).
Messaggio del 03-12-2007 alle ore 09:44:48
Meno male il primo tiranno si e' fatto andare nel deretano.
Peccato il secondo(Putin) sia ancora saldamente in sella.
Sai compagno Ki,giorni fa cenavamo con due professori universitari venezuelani(testimone un lancianese mio ospite).Per aver contestato il democraticissimo Chavez sono finiti in una lista(le famose liste...........anzi meglio famigerate)e sono sotto tiro per qualsiasi "cazzata" provino a fare.Come loro tanti "dissidenti",con tutte quelle modifiche voleva far passare la sua "democrazia a vita".Fortunatamente un Dio esiste.
Chiudo con una bella battuta che mi hanno fatto,perche ti ho citato come amico di Chavez(dovevi vedere le facce),il re di Spagna(che chiaramente loro criticano per la boria dimostrata)ha detto quello che tutti i venezuelani vorrebbero dire all'amato chavez ma "non possono dire".poi chiaramente si e' parlato dei mali del venezuela dalla nascita ad oggi,ma parole di compiacimento per l'uomo in rosso non sono uscite.L'unico a difendere Chavez "mio suocero"unico comunista in una tavolata di democratici.Fa tu.
Messaggio del 03-12-2007 alle ore 09:54:41
perchè scrivi solo quello che ti conviene?
2007-12-03 09:28
Referendum in Venezuela: Chavez sconfitto
CARACAS - La riforma costituzionale proposta dal presidente Hugo Chavez, con l'obiettivo di costruire in Venezuela ''il socialismo del 21/o secolo'', e' stata bocciata,sia pure di giusta misura, nel referendum svoltosi ieri in un clima di tensione, ma senza incidenti di rilievo.
Si tratta della prima sconfitta elettorale del capo dello Stato venezuelano nei suoi nove anni di potere dal dicembre 1998, durante i quali ha anche superato un referendum teso a revocare il suo mandato presidenziale.
Nel quartiere generale del 'no' il morale era ieri sera alle stelle, ma mitigata da una parola d'ordine emblematica:''Riconciliazione nazionale''. Questo non ha impedito agli abitanti di molti quartieri della capitale, tradizionalmente non favorevoli a Chavez, di festeggiare con balli e canti la notizia, tanto piu' gradita perche' durante tutta la giornata la vittoria del 'no' sembrava molto improbabile, al punto che tre istituti di sondaggio avevano dato quasi certa la vittoria del 'si''.
L'annuncio del risultato favorevole al Fronte del 'no' alla riforma e' stato fatto dopo otto ore dalla chiusura delle urne dalla presidente del Consiglio nazionale elettorale (Cne),Tibisay Lucena, che ha confermato che Chavez ha perso la scommessa piu' importante della sua carriera, come lui stesso ha avuto modo di sostenere alla vigilia, per circa due punti percentuali. Teso, ma cercando di utilizzare un tono distaccato, ha riconosciuto la vittoria dei suoi avversari, tornando a pronunciare una sua celebre frase: ''Per ora non ce l'abbiamo fatta''.
Il riferimento e' ad una dichiarazione che rilascio' il 4 febbraio 1992, quando guido' un tentativo di golpe contro l'allora presidente Carlos Andres Perez.
All'opposizione il capo dello Stato venezuelano ha detto che il risultato prova che il Venezuela e' una vera democrazia e che non c'e' bisogno di complotti o cospirazioni per vincere''. Dopo aver assicurato i presenti che ''continuero' la battaglia per il socialismo'', Chavez ha riconosciuto che la mia proposta aveva ''aspetti molto audaci'' che ''non hanno precedenti nel mondo'', come la giornata lavorativa di sei ore,la ''nuova architettura'' del potere e la proprieta' sociale.
Invece di mantenere alto il livello della polemica,l'opposizione ha celebrato la ''riconciliazione nazionale'' e Leopoldo Lopez, sindaco del quartiere Chacao di Caracas, ha sostenuto che ''ora tutti rientriamo in uno stesso progetto di paese, abbiamo vinto tutti'.
Da parte sua, il leader studentesco Freddy Guevara ha inneggiato alla riconciliazione nazionale perche', ha detto,''non possiamo come venezuelani continuare a litigare''. Ma l'ex ministro della Difesa, Raul Isaias Baduel, che conosce bene Chavez per essere stato suo intimo compagno d'armi,ha rivolto un appello alla comunita' a rimanere vigile, perche' il capo dello Stato ''potrebbe cercare di imporre il suo progetto per altre vie''.
(ANSA)
Messaggio del 03-12-2007 alle ore 10:09:23
no,un comunista l'avevamo,solo soletto.......era mio suocero che per rispetto,non ho voluto impallinare voleva farci credere che Cristo era morto per il freddo
poi alle strette ha cambiato elegantemente discorso accanendosi su Bush e berlusconi(ha usato il solito vs diversivo)
pareva che Chavez si difendesse pure dal banana
Messaggio del 03-12-2007 alle ore 18:26:13
E' strano perchè le televisioni in Venezuela sono tutte agli ordini dei petrolieri e degli USA.
Sennò col cacs avrebbero vinto il referendum!