Cultura & Attualità
E' bufera sulla Rai dopo l'intervento di Luciano Moggi alla trasmissione della seconda rete pubblica "Quelli che ..". L'ex Dg della Juventus ha parlato a lungo delle vicende che lo hanno visto protagonista questa estate e ha anche incassato la solidarietà del ministro della Giustizia Clemente Mastella, che si è collegato con lo studio nel corso della puntata.
"Ho trovato francamente eccessivo e inopportuno lo spazio concesso a Luciano Moggi, senza peraltro un vero e quantomai necessario contraddittorio - ha scritto in una nota il ministro per le Politiche giovanili e per le Attività sportive Giovanna Melandri - quanto al Governo, tendo a precisare che, nel rispetto dell'autonomia della giustizia sportiva, è ampiamente preferibile che anche il Guardasigilli Clemente Mastella si astenga dal commentare nel merito i procedimenti ancora in corso".
Molto duro anche l'intervento del sindacato dei giornalisti Rai, che ha parlato di "episodio gravissimo".
"L'informazione sportiva Rai ha subito l'ennesimo esproprio - recita un comunicato dell'Usigrai - il servizio pubblico è stato ridotto a penoso megafono dal protagonista di calciopoli, trasformatosi, a suo dire, in una sorta di eroe popolare, ormai prossimo alla beatificazione".
Sul piede di guerra anche il consigliere della Rai Sandro Curzi, secondo il quale "ciò che è avvenuto su Rai2 è semplicemente inconcepibile".
"In questa fase della vita del servizio pubblico, di tutto ha bisogno la Rai tranne che di episodi sconcertanti come quello dell'intervista a Luciano Moggi, episodi che contribuiscono a far perdere colpi al servizio pubblico e alla sua credibilità - gli ha fatto eco il suo collega Carlo Rognoni - grande rabbia nasce di fronte a un ennesimo episodio che finisce per dare della Rai un'immagine davvero balorda e inaccettabile".
Chissà quanti soldi hanno dato a Moggi... come direbbe Totò, e io pago! Altro che nuovo cda, aesse ci vulesse nu Tsunami

Mastella?
facesse il prete, nn il ministro
io vorrei sapere chi è quel gran cornuto che ha inventato la frase : "le sentenze non si commentano"!
perchè? adò sta screitte?
Le sentenze sono pubbliche ed emesse in nome del popolo, il quale ha ampio diritto di commentare. Ovviamente commentare è significativamente diverso dal disprezzare o, quanto meno, dal censurare l'operato (nel senso tecnico del modo con cui si arriva a sentenza) dei giudici.
chiusa questa parentesi, Moggi è un pazzo
Criticare i giudici è reato
Li paghiamo per insultarci
di Riccardo Luna
A un certo punto quel ministro imbarazzante che non conosce l’imbarazzo e che risponde al nome di Clemente Mastella, quello che voleva l’amnistia per i ladroni del calcio, si è paragonato a San Pietro, però in meglio perchè «io non tradisco gli amici». E in quel preciso istante, in tv, nella tv pubblica che tutti paghiamo con il canone, ma dovremmo smettere subito di farlo se stavolta non alla Rai non cacciano qualcuno, in quel preciso istante per milioni di italiani Luciano Moggi era diventato come Gesù prima del Calvario. O comunque un santo, un benefattore delle nostre tasche, addirittura il vero artefice dell’aumento imprevisto del Prodotto interno lordo, visto che «l’Italia ha vinto i Mondiali grazie ai giocatori della sua Juve». Un applauso del pubblico pagato da noi contribuenti ha sottolineato la beatificazione. E io davanti a quelle bestemmie ho avuto un conato.
Non sto esagerando. Questo Paese è una barzelletta se prende uno come Moggi e gli costruisce un teatrino in tv dove lui può dire di tutto senza che nessuno ribatta. Può dire di essere «un eroe popolare», può raccontare la balla della «gente che sta con me», può infangare il processo sportivo, «una farsa», e trattare lo scandalo delle intercettazioni come una balla, anzi un complotto contro di lui che, poverino, cercava solo di «proteggere una società debole». La Juve.
Una risata avrebbe dovuto seppellire questa buffonata, e poi qualche semplice dato di fatto avrebbe smascherato quella valanga di bugie. Bastava poco, ma davanti a Moggi c’era una cara amica, Simona Ventura, «siamo amici da vent’anni io e Luciano», con lo sguardo inebetito di chi non ha mai nemmeno letto le prime righe delle sentenze di Calciopoli e non sa davvero cosa dire, gli autori non le avevano scritto nemmeno una domanda decente, accidenti, e lei si vedeva che annaspava guardando quel foglietto, e quasi cercava di convincere Moggi a non strafare, «va bene che siamo amici», a dire che in fondo qualche erroruccio lo avrà fatto pure lui, «dai Luciano, qualche telefonata...».
Ma che ne sa la Ventura di due anni di indagini dei carabinieri di Roma? Le mai ha lette le intercettazioni, o si ricorda solo qualche titolo dei giornali? Lo sa che i due responsabili delle indagini, un colonnello ed un maggiore dei carabinieri, qualche giorno fa sono stati rimossi, trasferiti ad altro incarico?
Non sa nulla, la Ventura, e si vede benissimo purtroppo. Si vede quando con l’aria di chi sta facendo una domanda paraculissima, dice: «Luciano, come si costruisce una grande squadra?». Glielo diciamo noi, signora Ventura: c’era una roba che si chiamava Gea, in Italia, per anni ci hanno giurato che con Moggi non aveva rapporti visto che la guidava il figlio di Luciano, poi sono spuntate decine di telefonate fra papà e figlio che trafficavano giocatori. Per la procura di Roma si chiama associazione a delinquere. Ecco come si costruisce una grande squadra.
E in studio? A parte le battute di un comico, il silenzio assoluto. Ma quando ho visto Giampiero Galeazzi nella sua postazione, mi sono detto: e vai, ci pensa Bisteccone a fare il contraltare a Moggi, massì, questa estate nel programma "Notti Mondiali" ve lo ricordate Galeazzi tutto rosso e sudato mentre inveiva contro i ladroni del calcio? Sembrava un paladino vero. Dai Giampiero, fagli vedere tu. Bene, lo ha fatto. Questa la sua domanda a bruciapelo: «Luciano allora in questa storia sei una vittima o che?». Voi sottovalutate il coraggio che ci vuole a dire «o che» a uno come Moggi.
Veramente in quello studio tv uno con il coraggio di dire a Moggi che la gente non lo ama affatto, anzi, si sente derubata, e che ci sono colpe precise di cui rispondere, c’era: Andrea Vianello, il conduttore di Mi Manda Raitre. Ci ha provato a dire due parole e Moggi si è infuriato, «Simona, io con quello non parlo». Un ordine, come ai tempi in cui ordinava ai conduttori della Domenica sportiva cosa dire e chi attaccare. «Fatemi a pezzi Zeman», diceva al servo di turno e loro lo facevano a pezzi.
Non è cambiato molto, si direbbe, anzi quasi nulla. E se aspettiamo ancora un po’ davvero ci diranno che Calciopoli è stata una nostra allucinazione. Ma lo diciamo oggi, forte e chiaro, che noi non ci staremo. Se servirà ripubblicheremo tutte le indagini e le sentenze di condanna, ne faremo un libro, perché tutti sappiano. E se ci riusciremo, prenderemo tutte le intercettazioni e ne faremo un cd, perché vi garantisco che la protervia delle loro voci dal vivo fa tutto un effetto.
Intanto tre o quattro cose le diciamo subito, prima che la valanga di balle ci travolga. 1) Non è vero che nel processo sportivo non sono ammessi testimoni. Sono stati ammessi, e sono anche serviti alle difese. 2) Non è vero che le intercettazioni sono state solo contro di lui e che se tutti i dirigenti di club fossero stati intercettati, si sarebbe scoperto che tutti parlavano di arbitri con i designatori. Ad essere intercettati infatti furono inizialmente proprio i telefoni di Bergamo e Pairetto ed è quindi dimostrato che parlavano solo con Moggi. 3) Non è vero che per la Corte federale la Juve non ha commesso alcun illecito: secondo i giudici, che pure hanno scritto una sentenza folle, il reticolo delle attività di Moggi era teso a condizionare tutto il campionato, non una singola gara.
Solo tre concetti, signora Ventura, ed avrebbe evitato una figura di m...
A un certo punto quel ministro imbarazzante che non conosce l’imbarazzo e che risponde al nome di Clemente Mastella, quello che voleva l’amnistia per i ladroni del calcio, si è paragonato a San Pietro, però in meglio perchè «io non tradisco gli amici»
E in quel preciso istante, in tv, nella tv pubblica che tutti paghiamo con il canone, ma dovremmo smettere subito di farlo se stavolta non alla Rai non cacciano qualcuno, in quel preciso istante per milioni di italiani Luciano Moggi era diventato come Gesù prima del Calvario
Questo Paese è una barzelletta se prende uno come Moggi e gli costruisce un teatrino in tv dove lui può dire di tutto senza che nessuno ribatta
Ci ha provato a dire due parole e Moggi si è infuriato, «Simona, io con quello non parlo». Un ordine, come ai tempi in cui ordinava ai conduttori della Domenica sportiva cosa dire e chi attaccare. «Fatemi a pezzi Zeman», diceva al servo di turno e loro lo facevano a pezzi.
Nemmeno Berlusconi a Sofia!
E che dire della Ventura? Forza Supersiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiimo

Quanto cazzo stiamo ridotti male!
Bella Frecavè!
Visto che qui si va di copia ed incolla (frecawind quando scriverai mai su questo forum qualcosa di tuo?
), lo faccio anch'io.Tralascio la prima parte dell'articolo di Antonio La Rosa perchè non riguarda questo argomento, incollo la seconda parte.
Per circa due mesi, come sapete tutti, sono state imbandite trasmissioni sul tema calciopoli o “Moggiopoli” (termine tanto caro ai servi scemi del calcio milanese, che scrivono sul fogliaccio rosa), e mai si è dato a Moggi il diritto al contraddittorio, o il diritto di replica: abbiamo seguito trasmissioni “bulgare” su RAI e Mediaset, dove venivano imbanditi tribunali speciali, al cui cospetto quello di Verona del 1944 poteva pure sembrare democratico, abbiamo ascoltato giornalisti più o meno noti, più o meno raccomandati, fare da moralisti contro Moggi, magari per far dimenticare come essi sono diventati giornalisti di regime e quali meriti “linguistici” (nel senso di uso della lingua in modo opportuno, non di conoscenza di lingue) o di alcova abbiano avuto per essere stati assunti nei posti che occupano; non c’è stata una trasmissione sportiva o una rubrica sportiva di telegiornali e talk show nella quale la vicenda calciopoli è stata sempre definita “il più grande scandalo nella storia del calcio”.
Bene, non mi risulta che nessuno si sia indignato più di tanto verso questo accanimento mediatico contro una sola persona, nessuno abbia fatto appello al garante della privacy, nessuno abbia voluto ricordare l’esistenza di diritti inviolabili dell’uomo, o diritto alla difesa, o diritto alla imparzialità dell’informazione.
Oggi invece leggo i giornali e scopro che è accaduto l’ennesimo fatto scandaloso che ha tanto turbato benpensanti e vuote a perdere come ministra melandra.
Cosa è accaduto di così grave?
Da quanto ho potuto appurare, è accaduto che finalmente dopo quattro mesi di dileggio totale, Moggi ha potuto dire la sua in un canale RAI, a “Quelli che il calcio”, e da quanto mi risulta, aveva come contraddittori personaggi certamente non amici suoi, quali la antijuventina Simona Ventura, il laziale bisteccone Galeazzi, l’umorista Gene Gnocchi (parmense ed antimoggiano dichiarato), e anche quell’Andrea Vianello che mesi addietro, a “Mi manda raitre” imbandì una trasmissione oscena assieme a quel campione di faziosità antijuventina dal nome Renga Roberto, con riferimento ad un Lecce – Juventus stagione 2004 – 05, nel tentativo di presentarla come gara falsata, quando neppure i magistrati di Napoli l’hanno mai messa in discussione.
Quindi un contesto nel quale, così almeno presumo, dato che non guardo e non guarderò per mia scelta trasmissioni sportive quest’anno, il contraddittorio c’era eccome.
Stamattina ho letto di comunicati stampa di violenza inaudita a firma del consigliere di amministrazione Curzi Sandro, il noto fondatore di telekabul; di comunicati di protesta del sindacato USIGRAI, oltre che del solito puntuale quanto banale intervento inutile ed insignificante, di ministra melandra.
A questo punto, quella che fino a ieri era stata per me una posizione per certi aspetti agnostica verso Moggi, è divenuta posizione chiara e forte di solidarietà verso questo personaggio, e di esecrazione verso i soliti imbavagliatori di regime, che evidentemente temono le verità di Moggi, e per questo vogliono estraniarlo, metterlo a tacere, non dargli più risonanza e spazio di autodifesa.
Perché, pensateci bene, quelli che oggi si stanno indignando, sono gli stessi che per cinque anni hanno fatto i servitori sciocchi del berlusconismo e che oggi si avviano a fare i servitori sciocchi del prodo-dalemismo, sono quelli che sostanzialmente nulla fecero quando avvennero le epurazioni di personaggi scomodi quali Biagi (uno che come sapete si è distinto dalla massa anche su calciopoli, sostenendo trattarsi di una bufala e non di uno scandalo reale), o Santoro o Luttazzi, anche perché domani saranno i sostenitori di altre epurazioni.
Ministra melandra si è lamentata del troppo spazio dato a Moggi: quindici minuti, ripeto QUINDICI MINUTI, quando ci siamo sorbiti ore ed ore di trasmissioni goebbelsiane contro Moggi e la Juventus.
Si è pure lamentata, ministra melandra, della mancanza di contraddittorio, dando sostanzialmente del “cretino” ai vari Gnocchi, Galeazzi, Vianello e alla Ventura, perché se loro non sono stati abili contraddittori, significa che sono stati nulli, e dunque sostanzialmente cretini di fronte al grande satana del calcio.
Dimentica, ministra melandra, che proprio lei, in più comparizioni televisive, ha potuto sproloquiare senza contraddittorio e per tutto il tempo che ha voluto, parlando della vicenda calciopoli, che proprio lei si è fatta il giro di Roma, per apparire meglio ai suoi elettori, sopra l’autobus della Nazionale campione del mondo, unitamente ai sicari moggiani Lippi, Buffon, Cannavaro, Zambrotta, Camoranesi, Del Piero, Ferrara, agli ex sicari moggiani Inzaghi e Perrotta, ed in quella situazione non mi risulta fosse poi tanto indignata di stare assieme a “gentaglia” di così basso livello morale!
Quindi, come vedete, è il contesto morale dei nemici e denigratori di Moggi che me lo sta facendo diventare simpatico, proprio ora che è sicuramente un ex del calcio, uno che appare irrimediabilmente come un “vinto”, forse per avere osato sfidare il fato che non voleva certo che lui volasse troppo ma troppo alto.
Caro Luciano, tu certamente non sei stato, non sei e non sarai mai uno stinco di santo, sicuramente avrai usato metodi ai limiti del moralmente giustificabile, ma una cosa è certa: i tuoi nemici sono molto peggiori di te, dato che almeno tu il coraggio di esporti e di scommetterti in prima persona l’hai avuto, hai vinto ed ora hai perso forse definitivamente.
Altri non perderanno mai perché mai si scommetteranno di persona, pronti come sono a stare sempre in attesa di salire sul carro dei vincitori o di confondersi nella massa dell’opinione pubblica dominante, non sbaglieranno mai perché non faranno mai qualcosa, e dunque non facendo non sbagliano.
Ed oggi lor signori sono tutti accomunati nell’essere nemici tuoi: del resto a parlare male di te si conquista consenso, magari elettorale, si fa carriera, e possibilmente si ritorna ai vertici.
Come Matarrese.
Sampei, questa nn è altro che l’ennesima buffonata mediatica! Quella shampista della Ventura, Marano e compagni bella hanno “invitato” Moggi solo per una squallida questione di audience, altro che tutelare la dignità di chi continua a prendere soldi dal servizio pubblico! Contraddittorio? Allora rispondesse anche alle domande di Vianello(ma già, dimenticavo, in Italia è vietato rispondere a delle domande). E che dire della telefonata di solidarietà di quel pagliaccio di Mastella, l’amico dei potenti, colui che ha rimesso in libertà tutti i protagonisti della finanza truffaldina? Un ministro poi pensasse a fare il ministro, non a unirsi ai trenini della tv cacionaria! Quel programma, che vorrebbe definirsi “satirico”, ora ridicolizza Ricucci(anche quando è in carcere), ora santifica Moggi(condannato solo da una stupida sentenza sportiva) . Non mi sembra che ci sia parità di trattamento, in questo caso! Siamo d’accordo, il giornalismo televisivo fa schifo, è esclusivamente di regime, i giornalisti sono nella maggior parte dei casi raccomandati e voltagabbana e il contraddittorio è ridotto a panino… ma chi per anni ha invaso tutte le trasmissioni sportive, con la sua smania di protagonismo, sfruttando il leccaculismo giornalistico a proprio vantaggio, non può pensare di uscire fuori dall’attenzione mediatica una volta che diventa inquisito! Ora me lo devo sorbire anche come simpatico martire? No, grazie! Se ha davvero qualcosa da dire, lo faccia nelle sedi opportune(o non gli conviene?), anche perché il suo spazio in tv lo ha sempre avuto, anche quando era sotto inchiesta(ricordate il coccodrillo?). So già come funzionano certe cose: Moggi, dopo il linciaggio subito, sta entrando anche lui nel processo di depenalizzazione, dopo di che seguirà la beatificazione. Ciò vuol dire che presto lo rivedremo alla Domenica Sportiva o a Controcampo… più tardi tornerà il ganzo di sempre nel calcio che conta. In Italia si ricicla quasi tutto, ricicleranno anche Moggi. Così il “berlusconismo” ha trionfato: dato che tutti sono ladri, che “il più pulito ha la rogna”, chi viene sorpreso con le mani nella marmellata è sempre vittima di un complotto... ma bisogna trasformarlo poi in eroe nazionale! Arridatece Cecchi Gori!
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Editato da Skin il 12/09/2006 alle 16:06:35
La visita di Moggi alla Ventura non è piaciuta ai consumatori
Data di pubblicazione: 12/09/2006
“Il servizio pubblico puo' dare spazio a chi e' sotto processo per gravi reati solo con il contraddittorio. L'informazione deve essere completa e trasparente e non di parte”
Il Codacons chiede un unico canone per tutte le tv che fanno servizio pubblico
Un grave caso di “mala-informazione” che finisce all’ Autorità delle comunicazioni e alla Commissione di vigilanza Rai. Così il Codacons (che annuncia la presentazione di un esposto alle due istituzioni) definisce l’intervista di domenica a Luciano Moggi durante la puntata di “Quelli che il calcio”.
“Il servizio pubblico, pagato dagli utenti, non può in nessun caso dare spazio a chi è sotto processo per reati gravi senza prevedere un serio contraddittorio – attacca il presidente Codacons Carlo Rienzi – perché altrimenti si fa un’informazione incompleta e di parte, che non ci sembra proprio rientri nelle funzioni della rete di Stato”.
“Sorprende inoltre la superficialità con cui è stata condotta l’intera intervista – prosegue Rienzi – e l’imbarazzante silenzio della Ventura di fronte all’autodifesa ad oltranza di Moggi. Situazioni che in Rai non devono più ripetersi”.
E dopo lo scandalo sollevato da “Quelli che il calcio”, il Codacons lancia una innovativa proposta: dirottare il canone in favore di quelle reti, anche private, che fanno servizio pubblico.
Basta con i miliardi versati alla Rai per consentire beghe e risse politiche e ancora più pubblicità di una rete commerciale – spiega il Codacons - il canone che ora incamera la Rai deve essere destinato a tutte le reti televisive, anche commerciali, in proporzione allo spazio che queste concedono alle trasmissioni utili e di servizio pubblico. Solo così l’utente che paga il canone potrà vedere i propri soldi utilizzati per fini utili e per programmi di qualità.
Fonte Codacons
skin sai spiegarmi perchè il codacons, i vertici rai, i giornalai e chi più ne ha piu ne metta, non hanno alzato questo polverone quando dalla ventura c'è andato Della Valle?
Ah, ci tengo solo a precisare che non vedo mai quel programma, mi da solo ai nervi... piuttosto preferisco andarmi ad incazzare allo stadio di lanciano (o in trasferta) piuttosto che vedere quei pagliacci la domenica in tv.
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