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Messaggio del 11-07-2005 alle ore 20:11:09
Purtroppo sono ancora in troppi coloro che non percepiscono la differenza tra il "riconoscimento" e la "violazione" dei diritti
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Editato da Skin il 11/07/2005 alle 20:14:11
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ROMA - La prostituzione è "una forma di schiavitù moderna" e con "lo sfruttamento sessuale" e il traffico di esseri umani sono "atti di violenza contro le donne". Essi costituiscono "un'offesa alla loro dignità e una grave violazione di diritti umani fondamentali".
Il duro attacco è contenuto in un documento vaticano, reso noto oggi, che raccoglie le conclusioni del primo Incontro internazionale di pastorale per la liberazione delle donne di strada, voluto dal Pontificio consiglio.
Nel documento particolare attenzione viene posta sul "cliente", del quale vengono evidenziati i limiti psicologici, e che "deve ricevere qualcosa di più di una condanna sociale ed affrontare il pieno rigore della legge". Ma nei suoi riguardi serve anche "formazione per quanto riguarda il genere, il rispetto, la dignità, i valore interpersonali e l'intera sfera delle relazioni e della sessualità".
Il Pontificio consiglio nota che il numero delle donne di strada è "drammaticamente cresciuto nel mondo, per una varietà di ragioni economiche complesse, sociali e culturali".
Molte si prostituiscono nel Primo mondo e vengono dal Secondo, Terzo e Quarto mondo. "In Europa e altrove molte di esse sono state vittime del traffico proveniente da altri Paesi per rispondere ad una crescente domanda di 'consumatori'".
"Vittima" della prostituzione, si legge nel documento, frutto del lavoro dei rappresentanti degli episcopati di 19 Paesi europei, ma anche di Congo, India, Nigeria e Tailandia, del Consiglio episcopale latino americano, delle Unioni dei superiori e delle superiore generali di ordini religiosi e di associazioni con impegno nel settore, come la Comunità Papa Giovanni XXIII, è "un essere umano, che grida in molti casi per ricevere aiuto, poiché vendere il proprio corpo sulla strada non è ciò che si sceglierebbe volontariamente di fare". "La donna - si legge ancora nel documento - è lacerata, è psicologicamente e spiritualmente morta".
Ma soprattutto "è necessario concentrare l'attenzione sul 'cliente' come uno degli elementi del sistema 'consumistico' che è alla base del commercio del sesso". Dal punto di vista "umano", egli, per il documento, "ha problemi ben radicati poichè, in un certo senso, è pure reso schiavo". Il documento nota che "un numero sempre maggiore di uomini cerca le prostitute più per dominare che per soddisfazione sessuale.
Nelle relazioni sociali e personali, in effetti, essi sperimentano una perdita di potere e di mascolinità e non riescono a sviluppare relazioni di reciprocità e di rispetto. Tali uomini cercano pertanto le prostitute perchè ciò dà loro un'esperienza di totale dominio e controllo su una donna". Per questo il 'cliente', oltre a dover affrontare condanna sociale e "pieno rigore della legge", deve "essere aiutato a risolvere i suoi problemi più profondi".
"Comprare sesso da una prostituta non risolve problemi che sorgono dalla solitudine, dalla frustrazione o mancanza di relazioni autentiche".
In questa situazione la Chiesa sente di avere una "responsabilità pastorale per promuovere la dignità umana di persone sfruttate" e "nel perorare la loro liberazione, dando pure a tal fine un sostegno economico, educativo e formativo. La Chiesa deve cioè assumersi la difesa dei legittimi diritti delle donne", anche attraverso la denuncia di "ingiustizie" e "violenza perpetrate contro le donne di strada, ovunque e in qualsiasi circostanza ciò possa accadere".
Purtroppo sono ancora in troppi coloro che non percepiscono la differenza tra il "riconoscimento" e la "violazione" dei diritti
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Editato da Skin il 11/07/2005 alle 20:14:11
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