Cultura & Attualità
E VOI VOLETE IL RITORNO DI QUESTI?
Messaggio del 17-02-2008 alle ore 19:13:31
chi l'ha detto che il ronzino è sciocco?
chi l'ha detto che il ronzino è sciocco?
Messaggio del 17-02-2008 alle ore 13:51:50
Ma il ronzino è pure sciocco oltre che bacuco
Ma il ronzino è pure sciocco oltre che bacuco

Messaggio del 17-02-2008 alle ore 13:29:05
ma lu scemo rimarrà sempre scemo
ma lu scemo rimarrà sempre scemo
Messaggio del 17-02-2008 alle ore 12:12:18
Il ronzino mai potrà diventare cavallo
Il ronzino mai potrà diventare cavallo
Messaggio del 17-02-2008 alle ore 12:02:26
Anima,stai superando KI,i tuoi post vanno sempre verso una direzione.Il governo che abbiamno appena avuto è stato il peggiore della storia della repubblica,e Prodi il peggior premier,oltre che quello più scemo,basta guardarlo in faccia,quindi finiscila di aprire si post a senso unico che inizi a diventare ridicolo pure tu
lu paiacce fallo fare a Ki
tu hai altre qualità
Anima,stai superando KI,i tuoi post vanno sempre verso una direzione.Il governo che abbiamno appena avuto è stato il peggiore della storia della repubblica,e Prodi il peggior premier,oltre che quello più scemo,basta guardarlo in faccia,quindi finiscila di aprire si post a senso unico che inizi a diventare ridicolo pure tu
lu paiacce fallo fare a Ki
tu hai altre qualità
Messaggio del 16-02-2008 alle ore 18:42:01
Chiunque, basta che non ritorni tu
Chiunque, basta che non ritorni tu
Messaggio del 16-02-2008 alle ore 17:14:29
Lucio .. si nu rompachiune ... ma a cascà su trapezie no?
Lucio .. si nu rompachiune ... ma a cascà su trapezie no?
Messaggio del 16-02-2008 alle ore 16:59:27
TARANTO
Chi pagherà? «Probabilmente, nessuno. I tempi di prescrizione sono troppo brevi e alcuni processi finiranno all’udienza preliminare. Non è giusto illudere chi attende giustizia». Il pm Maurizio Carbone, presidente della sezione tarantina dell’associazione nazionale magistrati, è brutalmente concreto. Il crac di Taranto resterà impunito. Carbone addolcisce il concetto: «E’ ragionevole ipotizzarlo».
Il caso Taranto - arresti, decine di indagati - ha lasciato la città al crac, le imposte locali al massimo (l’Ici è salita dal 6,25 al 7 per cento; la Tosap, l’occupazione del suolo pubblico, è raddoppiata) e a secco di risposte. Chi ha fatto sparire 901 milioni? Forse i dipendenti comunali che intascavano stipendi da quarantamila euro al mese? Impossibile: secondo i calcoli degli inquirenti, hanno fatto solo un «piccolo» buco da cinque milioni di euro. Allora gli imprenditori ai quali il Comune cedeva attività commerciali pagando perfino le bollette? Nessuna risposta.
Luigi Lubelli, ex dirigente responsabile del settore finanziario comunale coinvolto in una mezza dozzina di inchieste, ha detto pubblicamente che i politici sapevano. Rossana Di Bello, sindaco per quasi sei anni, è uscita di scena il 25 febbraio 2006: condannata a un anno e quattro mesi per falso e abuso d’ufficio per l’appalto dell’inceneritore, si dimise. Da allora, tace. Dopo la condanna confermata in secondo grado, tre giorni fa la Corte di Cassazione ha annullato la condanna con rinvio. Dovrebbe farsi in Appello un nuovo processo. Ma il 5 marzo i reati saranno prescritti, come ricorda il suo avvocato, Rocco Maggi: «C’è la volontà di discutere il processo nel merito per chiedere l’assoluzione - dice - ma sappiamo, ovviamente, che in subordine c’è la prescrizione». E’ vero, Rossana Di Bello (ex Forza Italia) dovrà essere giudicata anche per altro. Con il suo vice Michele Tucci (Udc), per esempio, è accusata di avere truccato i bilanci di cinque anni. Per la procura, sono falsi. Si concluderà mai, il processo? E’ appena cominciato.
Non c’è un solo grande appalto che non sia finito sotto inchiesta. La pubblica illuminazione (28 milioni). La proroga del servizio di vigilanza. La gestione della società partecipata Taranto Servizi. L’appalto per il porto turistico. La condotta fognaria sottomarina. Il telesoccorso. I maxi stipendi intascati mentre il Comune affondava.
Carbone sottolinea che la legge ex Cirielli «ha dimezzato i tempi di prescrizione per i reati contro la pubblica amministrazione, sette anni e mezzo dal commesso reato, non della sua scoperta». E cita un caso esemplare vissuto da pm a Taranto: il processo contro l’ex direttore dell’azienda ospedaliera Giuseppe Nocco, ex senatore di Forza Italia, accusato di avere intascato tangenti pagate da alcuni imprenditori. «Quando sono cominciate le indagini la prescrizione per la corruzione era di quindici anni, poi è diventata di sette e mezzo. Come mi sono sentito? Come un calciatore che sta in campo e sa di dover giocare novanta minuti. E invece a un certo punto arbitro dice: si gioca fino al quarantacinquesimo».
TARANTO
Chi pagherà? «Probabilmente, nessuno. I tempi di prescrizione sono troppo brevi e alcuni processi finiranno all’udienza preliminare. Non è giusto illudere chi attende giustizia». Il pm Maurizio Carbone, presidente della sezione tarantina dell’associazione nazionale magistrati, è brutalmente concreto. Il crac di Taranto resterà impunito. Carbone addolcisce il concetto: «E’ ragionevole ipotizzarlo».
Il caso Taranto - arresti, decine di indagati - ha lasciato la città al crac, le imposte locali al massimo (l’Ici è salita dal 6,25 al 7 per cento; la Tosap, l’occupazione del suolo pubblico, è raddoppiata) e a secco di risposte. Chi ha fatto sparire 901 milioni? Forse i dipendenti comunali che intascavano stipendi da quarantamila euro al mese? Impossibile: secondo i calcoli degli inquirenti, hanno fatto solo un «piccolo» buco da cinque milioni di euro. Allora gli imprenditori ai quali il Comune cedeva attività commerciali pagando perfino le bollette? Nessuna risposta.
Luigi Lubelli, ex dirigente responsabile del settore finanziario comunale coinvolto in una mezza dozzina di inchieste, ha detto pubblicamente che i politici sapevano. Rossana Di Bello, sindaco per quasi sei anni, è uscita di scena il 25 febbraio 2006: condannata a un anno e quattro mesi per falso e abuso d’ufficio per l’appalto dell’inceneritore, si dimise. Da allora, tace. Dopo la condanna confermata in secondo grado, tre giorni fa la Corte di Cassazione ha annullato la condanna con rinvio. Dovrebbe farsi in Appello un nuovo processo. Ma il 5 marzo i reati saranno prescritti, come ricorda il suo avvocato, Rocco Maggi: «C’è la volontà di discutere il processo nel merito per chiedere l’assoluzione - dice - ma sappiamo, ovviamente, che in subordine c’è la prescrizione». E’ vero, Rossana Di Bello (ex Forza Italia) dovrà essere giudicata anche per altro. Con il suo vice Michele Tucci (Udc), per esempio, è accusata di avere truccato i bilanci di cinque anni. Per la procura, sono falsi. Si concluderà mai, il processo? E’ appena cominciato.
Non c’è un solo grande appalto che non sia finito sotto inchiesta. La pubblica illuminazione (28 milioni). La proroga del servizio di vigilanza. La gestione della società partecipata Taranto Servizi. L’appalto per il porto turistico. La condotta fognaria sottomarina. Il telesoccorso. I maxi stipendi intascati mentre il Comune affondava.
Carbone sottolinea che la legge ex Cirielli «ha dimezzato i tempi di prescrizione per i reati contro la pubblica amministrazione, sette anni e mezzo dal commesso reato, non della sua scoperta». E cita un caso esemplare vissuto da pm a Taranto: il processo contro l’ex direttore dell’azienda ospedaliera Giuseppe Nocco, ex senatore di Forza Italia, accusato di avere intascato tangenti pagate da alcuni imprenditori. «Quando sono cominciate le indagini la prescrizione per la corruzione era di quindici anni, poi è diventata di sette e mezzo. Come mi sono sentito? Come un calciatore che sta in campo e sa di dover giocare novanta minuti. E invece a un certo punto arbitro dice: si gioca fino al quarantacinquesimo».
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