Messaggio del 30-09-2008 alle ore 17:03:39
Sentite un po' cosa dice il Prof. Ugo Arrigo (Questa sera a Ballarò su Rai3)
“Il piano Cai per Alitalia? Non funzionerà”
L’accordo è fatto, ma il piano industriale di Cai è poco credibile.
Il professor Ugo Arrigo ci spiega perché:
“Guardi, mettiamola così: se gli riesce tutto quello che hanno promesso di fare, allora Spinetta e Mayrhuber dovranno cedere le rispettive poltrone in Air France e Lufthansa a Colaninno e Sabelli, visto che riuscirebbero a fare meglio di qualunque vettore internazionale”.
Non nasconde la propria ironia Ugo Arrigo, professore di Politica Economica all’università Milano Bicocca e membro dell’Istituto Bruno Leoni, think tank liberale, dopo aver analizzato i numeri del piano industriale presentato dalla Compagnia Aerea Italiana per il rilancio di Alitalia: “Il piano Fenice si regge su un’unica idea fondamentale, che purtroppo è sbagliata: la possibilità di aumentare in maniera consistente la produttività degli aerei della nuova Alitalia operanti sul breve e medio raggio, che, associata ad un incremento quasi equivalente della produttività dei dipendenti, permetterebbe un notevole miglioramento del rapporto ricavi operativi/costi operativi e il riequilibrio economico finanziario dell’azienda nell’arco di un triennio”.
E perché è sbagliata, professore?
“Perché è vero che non si aumentano in maniera consistente le tariffe per Alitalia, e questa è una buona notizia per i consumatori (o meglio: una notizia meno peggiore di quello che si immaginava). Ma l’idea generale che lo muove – quella di far volare di più gli aerei e gli equipaggi – è irrealizzabile”.
In quanto consisterebbe l’incremento? E perché è impossibile?
“Come ho spiegato qui, nel 2007 gli aerei Alitalia impiegati hanno volato in media per 2.500 ore. Il piano Fenice, stando ai dati forniti dalla Cai, prevede che questo valore aumenti dapprima a 3.000 ore anno e successivamente a 3.300, una crescita complessiva del 32%. Un risultato che si dovrebbe raggiungere spremendo al massimo le macchine impiegate sul breve e medio raggio a discapito di quelle sul lungo raggio. Ma la flotta, come tutti sanno, è destinata ad essere ridimensionata da 238 devono arrivare a 151, secondo i dati del luglio scorso, oppure 138 a leggere quanto scritto dai giornali in questi giorni”.
In questo modo crescerebbe la produttività degli aerei e i ricavi da passeggeri.
“Già. I passeggeri sono destinati a salire da 132mila a 186mila per aereo, con una crescita del 40%, e la stessa percentuale di incremento è prevista per i ricavi annui da passeggeri, che dovrebbero andare da 18 a 25 milioni di euro. Ma un aumento di queste dimensioni, per una compagnia, semplicemente non è realizzabile”.
Come mai?
“Mi segua: senza aumentare i collegamenti, si può volare di più solo se si fanno più voli, visto che la distanza tra un punto e l’altro è più o meno costante. E ovviamente, non si può incrementare il ricavo complessivo mettendo voli in fasce orarie economicamente inutili, come in piena notte o così via. Grosso modo, possiamo dire che la maggior parte dei voli deve stare tra le 7 del mattino e le 23”.
E quanti voli si possono effettuare in quella fascia oraria?
Lo standard per il breve raggio è di tre coppie di voli, ciò di sei voli quotidiani. Se si vuole volare di più si deve passare a quattro coppie di voli, cioè a otto voli quotidiani e in questo caso l’incremento è proprio del 33%.
E non è possibile realizzare quattro coppie di voli in una fascia complessiva di 16 ore?
“Certo che sì, ma solo a condizione che la durata di ogni volo sommata al tempo a terra per sbarco, verifiche della macchina, rifornimento e imbarco non ecceda in alcun modo le due ore. Questo vuol dire che sui collegamenti dall’Italia verso il resto d’Europa è sostanzialmente impossibile e che su collegamenti interni è forse possibile ma solo su tratte brevissime che utilizzano aeroporti non congestionati e in grado di non trattenere troppo a terra gli aerei. In sostanza è forse possibile ma solo su una percentuale limitatissima dei collegamenti e non sulla generalità, come invece incorporato nel piano Fenice”.
Quindi, secondo lei, Alitalia non riuscirà ad arrivare ai livelli delle altre compagnie?
“No, peggio: nemmeno le low cost riescono a fare quello che vorrebbero Colaninno, Sabelli e Passera. Applicando l’incremento di produttività tecnica previsto dal piano Fenice, i voli medi giornalieri per velivolopasserebbero dai 5,8 di Alitalia ai 7,5 della Cai. Purtroppo per Cai, persino Ryanair riesce a fare in media solo 6 voli al giorno. E se non ce la fa nemmeno il tirchissimo O’Leary, uno che per risparmiare sui costi nella sua compagnia si è inventato di tutto, credo che sia alquanto improbabile che ci riescano degli imprenditori che sono alla prima esperienza nel settore aereo”.
Il Fondo monetario internazionale ha detto che non intende entrare nel merito del salvataggio di Alitalia ma auspica che il piano non comporti ulteriori aggravi per i contribuenti italiani.
“Per come è stato disegnato, credo che sia un pio desiderio”.
In più, con l’accordo dei piloti hanno strappato un maggior numero di riposi e maggiori retribuzioni.
E quindi la Cai risparmierà meno di quanto programmato sul costo del lavoro, rendendo imperativa la necessità di rivedere il piano industriale ancora una volta. A meno che non si consideri carta straccia quanto detto finora e si percorra un’altra strada. O, peggio che dietro i numeri dati in pasto alla stampa si nascondano strategie di altro tipo”.
Cioè? Quali?
“Questa vicenda mi fa venire in mente un parallelismo con quanto accaduto alle Poste Italiane durante l’era di Corrado Passera, oggi amministratore delegato di Banca Intesa, che poi è molto simile a quello che sta facendo Moretti alle Ferrovie. Ovvero far pagare di più quello che rimane, più o meno lo stesso servizio, non dando nel contempo possibilità all’offerta di incrementare e al consumatore di scegliere. L’incremento delle tariffe, una volta colpita con la mannaia la concorrenza, è in fondo la via più breve per riequilibrare i conti di un’azienda pubblica dissestata…”
Pensa quindi che a breve avremo sorprese da quel punto di vista?
“Ad oggi è l’unica strada praticabile”.
Messaggio del 27-09-2008 alle ore 01:27:47
SORVOLIAMO????..., Banana e la banda dei sedici "sedicenti" la sanno lunga e
non la sanno raccontare...servivano i voti!!!!... sai?... la solita clientela...dopo li fottiamo...prendere o lasciare!!!!...., L'ANPAC fa il muso duro..."neri contro neri"...una barzelletta all'italiana...
Per la cronaca: CAI significa CADE in spagnolo...ED E' UNA BUONA PREMESSA!!!!!!!!...
Messaggio del 26-09-2008 alle ore 20:50:16
In un qualunque altro paese del mondo l'Alitalia sarebbe stata fatta fallire e il giorno dopo ci sarebbe stata l'offerta di qualche altra compagnia per le rotte e il reintegro dei lavoratori in una nuova società. Andate oggi a New York davanti alla sede della ex Lehman brothers.... ci sono gia le nuove insegne
Messaggio del 26-09-2008 alle ore 10:44:21
Messaggio del 22/09/2008 19:25:29 (IP: xxx.xxx.13.193)
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Vedrete, firmeranno......Si, finirà così. Finirà che in extremis, o forse qualche giorno prima della data fatidica del 2 ottobre, qualcuno cederà qualcosa e qualcun altro pure, finché non si arriverà alla firma.
Messaggio del 24-09-2008 alle ore 13:16:59
Allora, in questo momento di difficoltà per il nostro amato premier, ripropongo la famosa preghierina che tutti noi dovremmo recitare la sera prima di andare a dormire
Silvio nostro
che scendi dal cielo a salvarci
siano santificati
i tuoi avvocati
venga
la tua dittatura
siano fatte
le tue leggi
come a Milano
così a Palermo
Dacci oggi
la tua barzelletta quotidiana
e rimetti a noi i tuoi debiti
come noi li rimettiamo
a tutti i comunisti
e non ci indurre in libertà
ma liberaci da Travaglio
Amen
Almeno fino a quando non avrà riparato la sua bacchetta magica....
Messaggio del 24-09-2008 alle ore 09:52:34
Gentilissimi Il Piccioso e Ki, avete seguito le puntate de l'Infedele e Ballarò.... ma guarda un po', tutti convergono verso Cai . CGIL, ANPAC, ecc. ; anche la stampa ci sta mettendo del suo.... Scalfari (Repubblica), Di Nico (Coriere della Sera), Feltri (Libero), Giannini (Libero Mercato), ecc.
Messaggio del 23-09-2008 alle ore 11:01:12
Animamundi,
ma cosa ti devo dire sulle nostre proposte se non hai nemmeno capito che nella frase quotata io chiedevo a Mr.Diabolic cosa c'era in comune tra le due proposte e tu ci hai spiegato invece quali sono le differenze.
Messaggio del 23-09-2008 alle ore 10:49:52
India: aveva licenziato 200 dipendenti, direttore
di una fabbrica italiana linciato dagli operai
NEW DELHI (23 settembre) - Il direttore indiano di una fabbrica della ditta italiana Graziano Trasmissioni, Lalit Kumar Chaundhary, è stato linciato ieri a colpi di spranga da una folla di ex operai in scontri nella sede della società a Noida, città considerata un sobborgo di New Delhi.
È stata una giornata di paura, ieri, per cinque tecnici italiani, presenti nella sede locale della compagnia italiana, costruttrice di sistemi di trasmissione e motori per automobili, quando sono scoppiate le violenze. Tre mesi fa la Graziano Trasmissioni aveva annunciato che avrebbe interrotto alcune linee e ha poi licenziato oltre 200 dipendenti per aver distrutto alcune parti della fabbrica durante violente proteste. Ieri pomeriggio, decine di impiegati e operai si sono recati in azienda per discutere i termini del reintegro.
I problemi sono cominciati quando i dipendenti si sono trovati in disaccordo con alcune condizioni poste e hanno inscenato una manifestazione di protesta all'esterno della fabbrica. Quando la folla si è fatta minacciosa, i vertici dell'azienda hanno chiamato la polizia, che ha tardato ad arrivare. Il direttore della fabbrica, che era anche presidente della sezione indiana della Graziano Trasmissioni, ha tentato di riportare la calma, ma è stato attaccato dalla folla ed è stato ucciso con bastoni di ferro e martelli.
Negli scontri tra gli impiegati licenziati e il personale di sicurezza della fabbrica, sono rimaste ferite oltre 50 persone. Dopo ore è intervenuta la polizia, che ha arrestato 65 ex dipendenti.
sarebbe così gentile da spiegarci cosa ha in comune il tentativo di vendita all'AIRFRANCE con l'operazione LA FENICE ?
La DIFFERENZA stà nel fatto che innanzitutto il piano industriale di AirFrance era, a detta di tutti (guarda caso ADESSO tutti dicono così ) NETTAMENTE MIGLIORE di quello di CAI.
Alitalia conservava CMQ lo status di compagnia aerea INTERNAZIONALE, conservava il suo marchio, e anche molte delle rotte più redditizie.
Certo bisognava rinunciare alla "cattedrale nel deserto" di Malpensa (è questo è il MOTIVO PRINCIPALE che in campagna elettorale Berlusconi a doppiamente sfruttato), e c'erano sacrifici da fare ma almeno la dignità veniva salvata.
con CAI alitalia diventerebbe un AirOne un pò più grande, altro che "compagnia di bandiera", e per di più a spese dei soliti noti (i ciucci italioti che si bevono tutte le sciocchezze dei politici)
E poi, il secondo ma importantissimo motivo: I DEBITI se li accollava la stessa AirFrance e non i cittadini italiani tutti come quel genio di Silvio e i suoi amichetti hanno pensato.
Invece le ideologie ammuffite, i campanilismi finto patriottici (ma in realtà di patriottico in questa stria c'è solo la stupidaggine degli italioti), gli interessi inconfessabili degli amici degli amici hanno portato AL DISASTRO.
Ma purtroppo in Italiotiland si corre ancora appresso alle scemenze ideologiche e ai beceri interessi di parte, invece di badare al sodo e scegliere le soluzioni più intelligenti.
Picciò tu fai tante chiacchiere ideologiche ma NON HAI (AVETE) PROPOSTE CONCRETE.
Dunque che differenza c'è tra te (VOI) e quelli che dici (A CHIACCHIERE) di combattere?
Messaggio del 23-09-2008 alle ore 09:37:46
Ah! dimenticavo; dieci anni fa, lo zampone di Romano Prodi spingeva per un’alleanza con Air France in luogo di quella con Klm, nel mentre la compagnia licenziava l’unico bilancio in attivo degli ultimi vent’anni.....
At Salut.
Messaggio del 23-09-2008 alle ore 09:23:15
L'avrete notato anche Voi che quella di Alitalia è la storia di un fallimento industriale di proporzioni abnormi, possibile soltanto in paesi come il nostro dove nessuno è responsabile di nulla. Politica, management e sindacati si sono impegnati nel mungere la vacca di via della Magliana per trarne stipendi sproporzionati alle loro capacità, clientele e consensi.
At Salut.
Messaggio del 22-09-2008 alle ore 22:34:23
è facile a fà i froci col culo degli altri è una frase MI-TI-CA di quel genio di Ricucci, il furbetto del quartierino un mito
Messaggio del 22-09-2008 alle ore 20:27:45
Non ho ben capito cosa ci sia da accomunare tra chi ha cercato di sbolognarla a società straniere e chi ha messo in campo pseudo società italiane con l'intervento pubblico dietro. Ecco, per una volta, Mr.Diabolik, sarebbe così gentile da spiegarci cosa ha in comune il tentativo di vendita all'AIRFRANCE con l'operazione LA FENICE ?
Messaggio del 22-09-2008 alle ore 19:25:29
con il culo degli altri....
PRODI----------------------------------->AIR FRANCE
D'ALEMA--------------------------------->MALPENSA
CGIL, CISL, UIL, UGL------------------>I FALLITI SUL 'FALLIMENTO'
BERLUSCONI---------------------------->CAI
ANPAC E SULT-------------------------->ALLA FINE FIRMERANNO (v.cgil,cisl,uil e ugl)
LETTA E. da Avezzano (AQ),VELTRONI E D'ALEMA----------->GLI AMICI.....DEGLI AMICI (TRONCHETTI PROVERA, BENETTON, BANCA INTESA, LIGRESTI, RIVA)
BONANNI da Bomba (CH) E CARLO TOTO da Chieti (CH)--------------->IL CLAN DEGLI ABRUZZESI
Vedrete, firmeranno......Si, finirà così. Finirà che in extremis, o forse qualche giorno prima della data fatidica del 2 ottobre, qualcuno cederà qualcosa e qualcun altro pure, finché non si arriverà alla firma.
In venti anni, lo Stato italiano ha buttato e bruciato in Alitalia 5,4 miliardi di euro, una cifra che bastava a fondare e gestire almeno cinque compagnie aeree low cost; il piano Fenice costerà (ad oggi) ai contribuenti altri 2,9 miliardi, e chissà quanto ai clienti visto che si tira una riga alla concorrenza sulla Roma-Milano. Ma tanto che ci frega? Paga lo Stato, mica noi.
Ah! dimenticavo......LA PASSERA…
Il clou è stato Corrado La Passera che, raggiante, annunciava.....la “soluzione per il paese“. E nessuno gli ha chiesto quale. “Il nostro piano è nell’ interesse sia dei consumatori sia dei cittadini. È nell’ interesse dei consumatori perché migliora il servizio e aumenta l’ efficienza. Tiene conto anche degli interessi della comunità nazionale“.