Cultura & Attualità

Due modi di fare giornalismo
Messaggio del 10-10-2008 alle ore 01:04:09
posso consigliare un libro?

etica e deontologie dei comunicatori, di paolo scandaletti, editore luiss university press, anno 2005.

è un testo universitario, ma ne consiglio la lettura anche a chi non è uno studente.

parla anche della situazione del nostro giornalismo e scandaletti non è un giornalista, ma un docente universitario di altissimo livello.
Messaggio del 09-10-2008 alle ore 09:15:07
Roberto Saviano 6.0 %





questo dimostra il valore di questi sondaggi



Messaggio del 09-10-2008 alle ore 01:40:03
Caro Atelkin33 , ho sempre sostenuto che l'informazione attuale sia una delle principali cause della pericolosa involuzione culturale, politica ed economica del nostro paese e dell'occidente "democratico". La deformazione della realtà, con la creazione di idoli, o meglio idioti, e nemici cattivi da dare in pasto al pubblico per permettere a lor signori di fare tutto quello che vogliono, in pochi anni ha portato i ricchi ladroni ad impossessarsi anche delle istituzioni.
E' sotto gli occhi di tutti coloro che hanno conservato un minimo di coscienza critica....

Guarda, capita ad hoc!

Giorni fa è stato pubblicato in rete un sondaggio, pubblicato sul sito Virgilio Notizie, quindi, credo, non sospettabile di tendenze politiche e che potete trovare al seguente indirizzo:

http://notizie.alice.it/community/dilatua/risultato.html?897

Prima di postare i risultati, ho trovato molto interessante l'articolo che accompagna il sondaggio, ed è il seguente:


Giornalisti, per la maggioranza degli italiani dicono bugie.

Storicamente quella dei giornalisti è una delle categorie professionali più vituperate, odiate e bistrattate. Sensazionalisti, iene dattilografe, sciacalli, embedded, ruffiani con il potere, millantatori, insomma poco credibili. Aggettivi ed epiteti denigratori rientrano nella norma. Proprio la scarsa attendibilità è la caratteristica presa di mira da un'indagine campionaria commissionata all'Istituto Astra Ricerche sui giornalisti in Lombardia. I principali appunti che vengono mossi agli operatori della carta stampata e della tv riguardano la mancanza di veridicità nelle notizie riportate e l'inadeguatezza rispetto al ruolo. Quasi due terzi tra i 2000 intervistati li considerano addirittura bugiardi. Alla classe professionale vengono mossi rilievi anche circa l'approssimazione, l'esagerazione, la mancanza di autonomia e indipendenza (52%), la partigianeria con cui vengono riportate le notizie. In coda alla classifica le definizioni forse più oltraggiose, vale a dire, il narcisismo (30%) e l'autoreferenzialità e la scarsa comprensibilità. Una precedente rilevazione del 1997 ha dato una fotografia decisamente migliore del quadro d'insieme del giornalismo italiano, la cui immagine risulta pessima per il 32% dell'universo statistico preso in considerazione e cattiva per il 23%. Quello che in definitiva emerge è la ricerca di un modello giornalistico più pungente, avulso da filtri, che soppianti, come una legge di Gresham rovesciata, le degenerazioni della comunicazione. Quanto più alta è la competenza tanto maggiore è il magnetismo esercitato sugli inserzionisti pubblicitari. C'è anche un barlume di ottimismo. Secondo l'83% degli intervistati esistono significative eccezioni e modelli a cui riferirsi. Una nostalgia per i reporter, i freelance (i battitori liberi): in una parola di un sistema dell'informazione non pilotata. È una categoria comunque che in passato ha subito gli attacchi di Beppe Grillo che definisce l'ordine dei giornalisti una casta privilegiata, che va a braccetto con il potere, e munge copiosi finanziamenti pubblici.



Tornando al sondaggio, esso pone la seguente domanda:

Quale giornalista ritieni più credibile?

Al 1° ottobre, dopo circa 5600 voti il risultato è il seguente:

Marco Travaglio 54.0 %
Emilio Fede 2,7 %
Clemente Mimun 1.3 %
Vittorio Feltri 12.3 %
Maurizio Belpietro 2.8 %
Ezio Mauro 4.5 %
Concita De Gregorio 1,8 %
Roberto Saviano 6.0 %
Bruno Vespa 4.5 %
Enrico Mentana 10.1 %

La mia speranza è che, sempre più persone si informino, soprattutto in modo autonomo, anche spulciando la rete, anziché tramite i canali di informazione tradizionale che sono in mano a chi manipola l'informazione per dominare pensieri e coscienze.
Io penso che alla fine si avranno le idee molto più chiare sulla realtà che ci circonda.
Poi, che la rete sia uno strumento che ci permetterà di liberarci dal condizionamento mediatico come sostengono molti (Beppe Grillo in testa), io ho i miei dubbi!
Qualcuno si illude che, in un sistema dove i capitali dominano tutto, ci sarà permesso di avere a disposizione un mezzo di comunicazione che potrà permettere di demolire i privilegi dei potenti? Credo proprio di no.
Lor signori si impossesseranno pure della rete, forse, in gran parte, lo sono già.
Per questo, continuo a pensare che la strada per liberarci dai cialtroni che dominano il belpaese sia ben altra.
Una volta, qualcuno la chiamava Azione diretta, espropri proletari, e quant'altro. Ora, lasciamo stare gli slogans ed il proletariato dell'epoca, ma se non riprendiamo in mano la nostra capacità di lotta e di azione, credo proprio che non cambierà un gran che, malgrado la grave crisi economica in atto nei sistemi capitalisti. I padroni del belpaese troveranno le soluzioni adatte a perpetrare il loro dominio, anzi lo incrementeranno a discapito di coloro che, da tanto tempo, sopportano soprusi e sfruttamenti inaccettabili per arricchire questi cialtroni.

Ah! dimenticavo Emilio Vespa, ops! scusate; Bruno Vespa (così come tutto il resto dei suoi colleghi dei piani alti), attualmente è automaticamente in una botte di ferro...
Non vorrei che “l'imparziale” insetto (e compagnia cantante) dovesse risponderne all'Authority di competenza o scusarsi in diretta....
Detto pericolo non sussite, tranquilli.....
E poi, penso che, in tv deve scusarsi chi dice la verità, non chi racconta cazzate....

At Salut.
Messaggio del 08-10-2008 alle ore 23:09:20
Messaggio del 08-10-2008 alle ore 23:08:21
peccato speravo volessi prendermi per il culo
Messaggio del 08-10-2008 alle ore 23:03:17
Assolutamente, io sono convinto di ciò
Messaggio del 08-10-2008 alle ore 23:02:53
adonà non prendermi per il culo
Messaggio del 08-10-2008 alle ore 22:59:39

per essere creduto basta che dici le cose come se fossi sicuro di quello che dici.

Mi offro come testimonio per sostenere questa verità apodittica
Messaggio del 08-10-2008 alle ore 21:59:18
perchè sei cattivo e pensi a male
Messaggio del 08-10-2008 alle ore 21:57:32
non sono della tua stessa idea giò, tu ci vai col pregiudizio e vedi l'errore come consuetudine in lui.

just no, perchè il cavaliere le dice convinto le cazzate, ma io non gli credo.
Messaggio del 08-10-2008 alle ore 21:54:34
per essere creduto basta che dici le cose come se fossi sicuro di quello che dici.
non è quello che dici , è come lo dici.
Messaggio del 08-10-2008 alle ore 19:51:46
Messaggio del 08-10-2008 alle ore 19:41:55
Ernè e comunque sbagli se credi che quello di Travaglio sia un discorso "fatto di accadimenti, dati e sentenze precise"... La Precisione tanto sbandierata e citata in realtà non c'è, per il semplice motivo che Travaglio conosce poco il diritto.
Proprio oggi parlavo con il professore di procedura penale della riforma dell'art.111 della costituzione e di come la sua vecchia veste (unita all'ex 513 del codice di procedura penale) avesse causato MOOOOOOLTE perplessità durante Tangentopoli... Ma ste cose Travaglio non le sa... come un po tutti i giornalisti, tante chiacchiere senza sostanza, e soprattutto, verità.
Messaggio del 08-10-2008 alle ore 19:34:46
Ferrara a Travaglio gli da 6-0 6-0 bendato con una mano dietro la schiena
Messaggio del 08-10-2008 alle ore 19:29:32
ah, se ferrara conoscesse il significato della parola giornalismo!

norì, lungi da me illudermi e lo sai. io non sogno e a mio figlio gli sputtanerò babbo natale a tre anni, ma se uno sceglie una professione la deve portare avanti o prostituendosi, o esercitando con onestà. è sempre una questione di scelte.
Messaggio del 08-10-2008 alle ore 19:27:26
Ah se Travaglio conoscesse il diritto
Messaggio del 08-10-2008 alle ore 18:52:42
La verità la sai quale è Ernè?

Che se vuoi fare del vero giornalismo devi essere pronto ad abbuscarti le querele, che nella provincia non esistono professionisti ma troppi interessi, che devi avere alle spalle un editore con le palle e una palla di editore.

Che brutta cosa i sogni, bisognerebbe dirlo presto ai bambini
Messaggio del 08-10-2008 alle ore 18:50:00
just,
la mia domanda era rivolta al "fatto" contro "l'opinione": travaglio cita le fonti e i fatti, vespa parla per opinione, e può essere smentito. se leggi, infatti, noterai come vespa non riesce a smentire e parla d'altro, o accusa, mentre travaglio (di cui neanche io mi fido) risponde con dati, numeri, sentenze, ecc.

questo è il punto.
Messaggio del 08-10-2008 alle ore 18:45:04
la verità è che travaglio è un cialtrone almeno quanto facci , fede e vespa
Messaggio del 08-10-2008 alle ore 18:41:00
la verità sta sempre nel mezzo
Messaggio del 08-10-2008 alle ore 18:36:49
Marco travagliato
di Filippo Facci

Si sta infilando in un ginepraio, Marco Travaglio. Il vicedirettore di Repubblica Giuseppe D’Avanzo, ricorderete, aveva citato un'intercettazione telefonica dalla quale si apprendeva che Travaglio era andato in vacanza con certo Pippo Ciuro, un tizio poi condannato per favoreggiamento del mafioso Michele Aiello. Il residence della vacanza, in Sicilia, era stato consigliato proprio da questo Ciuro a cui Travaglio si era rivolto anche per avere uno sconto. E questo è acclarato. Non lo è per niente, invece, un’altra accusa che continua a sembrarci improbabile: l'intera vacanza di Travaglio, cioè, sarebbe stata pagata dal succitato mafioso Michele Aiello. L’avvocato di quest’ultimo ha confermato l’accusa.

Posto che non ce ne frega più di tanto (Travaglio in ogni caso non conosceva la mafiosità dei suoi interlocutori) resta che Travaglio sporse subito querela e ne fece una malattia, dicendo che avrebbe esibito tutte le ricevute del caso. Ora le ha finalmente esibite, ma sono quelle sbagliate. Come hanno riconosciuto anche tanti ammiratori dei suoi blog, Travaglio ha mostrato le ricevute dell’Hotel Torre Artale di Trabia, anno 2002, e non quelle del residence Golden Hill di Altavilla Milicia, anno 2003, luogo e anno del contendere come Travaglio stesso spiegò a suo tempo. C’è un errore da qualche parte, ma tanti suoi ammiratori ora insistono, vogliono capire, non si accontentano, accusano. Li ha cresciuti proprio bene.
Messaggio del 08-10-2008 alle ore 18:26:18
quale preferite? è lungo come articolo, ma vale la pena.
-------------------------------------------------

Vespa-Travaglio, botta e risposta sui processi a Berlusconi
(corriere.it)

ROMA - Attacca Vespa: «Marco Travaglio mi scarica addosso la consueta serie di insulti che fanno godere chi dell'antiberlusconismo ha fatto una ragione di vita, ma che costituiscono per il Cavaliere una polizza formidabile per fargli superare il record di durata di Giolitti e Mussolini». Contrattacca Travaglio: «Nel salutare il "dottor Fede", in arte Vespa, mi complimento con lui per essere riuscito a sponsorizzare il suo nuovo libro anche sull'unico giornale che ancora non gli aveva dedicato le consuete raffiche di anticipazioni e recensioni encomiastiche». Schermaglie di contorno in un duro botta e risposta pubblicato sulle pagine dei commenti dell'Unità. Motivo della lite tra i due giornalisti: i processi a Silvio Berlusconi.

GUAI GIUDIZIARI - I due non concordano neanche sui numeri. Vespa premette che, a suo avviso, il Cavaliere «non è una mammola. Ma trovo del tutto anormale - prosegue - che questa bufera giudiziaria gli sia stata scatenata addosso dopo il suo ingresso in politica». Per il conduttore di "Porta a Porta", sono 22 «i processi piovuti addosso a Berlusconi» dopo la " discesa in campo"». Numeri che Travaglio contesta: «Del resto, se la sua fonte sono gli avvocati super partes di Berlusconi e della Fininvest, la cosa è comprensibile». Vespa cita poi un vecchio incontro con Antonio Di Pietro, nel 1993: «Gli chiesi come mai Mani Pulite avesse messo sotto schiaffo tutti i principali imprenditori italiani tranne Berlusconi. "Perché Berlusconi", mi rispose, "finanzia i partiti regalandogli spot elettorali, e questo non è reato. Chiedo oggi a Di Pietro - continua Vespa - come metta d'accordo questa vecchia affermazione con il quadro criminale che fa adesso del Cavaliere». «Perché allora - ribatte Travaglio - non risultavano i 23 miliardi girati dalla Fininvest a Craxi tramite i conti esteri di All Iberian. Né all'epoca Di Pietro poteva prevedere che un anno dopo un sottufficiale della Finanza avrebbe confessato una tangente Fininvest dopo una visita fiscale; che due anni dopo Stefania Ariosto avrebbe raccontato le mazzette di Previti ad alcuni giudici romani con i soldi Fininvest; che dal '93 in poi numerosi mafiosi collaboratori di giustizia avrebbero raccontato di rapporti fra il duo Dell'Utri-Berlusconi e la mafia; né che Mediaset avrebbe occultato negli anni seguenti centinaia di miliardi di fondi neri su 64 società off-shore; né che il Cavaliere avrebbe tentato nel 2007 di comprare senatori dell'Unione e di sistemare a Raifiction alcune ragazze del suo harem; e così via».

Marco Travaglio
LEGGI AD PERSONAM - Il dibattito si sposta poi sulle leggi ad personam. «Berlusconi l’ha fatta franca per ben cinque volte (su 12) - sostiene Travaglio - grazie alle leggi ad personam fatte da lui e usate da lui: due volte (nei processi per falso in bilancio All Iberian/2 e Sme-Ariosto/2) perché «il fatto non è più previsto dalla legge come reato», nel senso che il premier Berlusconi ha depenalizzato il reato dell'imputato Berlusconi; e altre tre volte per altre fattispecie di falso in bilancio che, pur rimanendo reato, hanno visto ridursi la pena e dimezzarsi i termini di prescrizione grazie alla stessa "autoriforma" Berlusconi». Secondo Vespa, invece, «il Cavaliere non ha mai avuto condanne definitive, né, contrariamente alle voci correnti, è stato assolto grazie alle discusse "leggi ad personam". Quando è stato assolto per prescrizione, infatti, l'assoluzione è intervenuta prima della legge Cirielli. In altri casi è stato assolto per non aver commesso il fatto, o perché il fatto non sussiste».

VACANZE E CONFLITTI DI INTERESSI - Non finisce qui. «Travaglio ricorda che mia moglie era "vicina a Squillante". Mi permetto di ricordare che Renato Squillante era presidente della Sezione Gip di Roma di cui mia moglie era giudice. Travaglio è andato per un paio d’anni in vacanza con Giuseppe Ciuro, maresciallo della Finanza distaccato all’Antimafia (...): sarà poi condannato per violazione del sistema informatico della Procura di Palermo e per favoreggiamento del "re delle cliniche" Michele Aiello, condannato a sua volta (...) per associazione mafiosa. Il legale di Aiello ha detto che il suo cliente, su segnalazione del maresciallo, pagò un soggiorno in albergo di Travaglio. Travaglio ha smentito. Ma alla fine della fiera, giudichi il lettore qual è la situazione più imbarazzante». Risposta: «Quelle vacanze le ho pagate di tasca mia», tanto che ho pubblicato «la ricevuta della carta di credito e i due assegni. Se ho ricordato che la signora Vespa era vicina a Squillante, comunque, non è perché io dubiti dell’onestà della signora Iannini: è perché dubito della serenità di Vespa quando si occupa con grande indulgenza di Previti, Squillante & C., e soprattutto quando invita a «Porta a Porta» i tre Guardasigilli (Castelli, Mastella, Alfano) che hanno nominato sua moglie direttore generale del ministero della Giustizia e, ultimamente, capo dell'ufficio legislativo. Quando Vespa difende le leggi ad personam o nega addirittura che siano ad personam, sta parlando anche del lavoro della sua signora. Il che, in un altro Paese, potrebbe persino configurare un lievissimo conflitto d'interessi».

Nuova reply all'argomento:

Due modi di fare giornalismo

Login




Registrati
Mi so scurdate la password
 
Hai problemi ad effettuare il login?
segui le istruzioni qui

© 2026 Lanciano.it network (Beta - Privacy & Cookies)