Cultura & Attualità
Dov'è la classe lavoratrice?
Messaggio del 02-03-2006 alle ore 15:06:19
Dov’è la classe lavoratrice?
Maurizio Blondet
02/03/2006
Una volta c'erano i lavoratori in cammino
Al London Institute of Contemporary Arts comincia un mese di «dibattiti ed eventi» su questo tema: «Whatever happened to the working class?».
Dov'è finita la classe operaia?
E' una domanda esemplare della specifica ipocrisia britannica: fu la Thatcher a demolirla, oltre vent'anni fa, sbaragliando le rappresentanze collettive del lavoro.
A suo tempo, Meg fece bene: i sindacati rossi del Labour avevano bloccato la società inglese in una povertà semi-sovietica, e il rinnovamento della Thatcher fu una vittoria intellettuale di prima grandezza.
Poi, venne la caduta del Muro, e la sconfitta operaia divenne disfatta.
Ricordo ancora lo sgomento umorismo con cui un docente inglese, in un convegno italiano, lesse la sua relazione intitolata «What is left?» - bel gioco di parole che significa insieme «che cos'è la sinistra?» (ossia poneva l'esigenza di ripensarla fuori dagli schemi sovietici) e «che cosa è rimasto?».
Perché la sinistra operaia britannica era forte, con forti radici storiche: come era potuta sparire?
Fatto sta che è scomparsa.
Il «nuovo» laburismo di Tony Blair è servo degli speculatori della City, essendo la finanza l'unica attività rimasta in Gran Bretagna. Il sindaco di Londra, detto «Ken il rosso» per le sue radici socialiste, viene sospeso come uno scolaretto per aver dato del kapò a un ebreo (e frequenta locali gay): se la «classe» esistesse ancora, non l'avrebbe permesso.
Del resto, da gran tempo i posti di lavoro industriali sono emigrati in Cina, dove la formazione di una classe operaia è impedita dai plotoni d'esecuzione.
Ma bisogna riconoscere che un certo ceto intellettuale britannico progressista si pone i problemi con sguardo lungo.
Ieri: «what is left?» era la domanda giusta, anche se non venne la risposta.
Oggi, al London Institute, si discute su una realtà che le nostre sinistre si guardano bene dall'affrontare: con la sparizione della classe lavoratrice, è la democrazia politica che muore.
Continua qui...
_____
Maurizio Blondet illuminante si chiede dove sia finita la classe lavoratrice nell'era delle globalizzazione,la risposta che sembra darsi è che in Occidente la classe lavoratrice non c'è più,il lavoratore è diventato consumatore,ma da qualche parte dovra pur trovarsi questa classe lavoratrice.Dove sono gli operai insomma?Sono in Cina,per esempio,dove però non hanno dignità di classe,vigilati come sono dalla dittatura di Pechino.
Eppure una volta c'era,anche in Italia,una classe lavoratrice con dignità,ma ora non c'è più,e ce ne sarebbe bisogno,non fosse per altro che il vuoto che ha lasciato è stato colmato sempre più dalle lobby e da gruppuscoli economico-politici che governano la maggioranza(ma che non sono maggioranza),ovvio che la democrazia non funziona poi.
Secondo Blondet tutto ciò è anche frutto di un tradimento,in Italia quello della sinistra,dei sindacati:
"In Italia, è il tradimento della sinistra. La CGIL, svuotata del suo popolo, sopravvive come ente inutile: il che significa che ha raggiunto l'immortalità delle burocrazie sopravvissute alla loro utilità."
e ancora
"Provo a immaginare i vecchi operai della Breda stalinisti: che soddisfazione a sentirsi rappresentati da Vladimiro Guadagno, alias Vladimir Luxuria.
Menerebbero le mani: la politica non è avanspettacolo.E poi ci stupiamo che i voti siano andati a Berlusca, il padrone dello spettacolo?"
Continua dicendo che la CGIL ha(aveva) due funzioni,una quella di "cinghia di trasmissione con il Partito Comunista"(nel caso di oggi coi DS),l'altra quella di difesa organizzata dei lavoratori.Quest'ultima funzione,non l'ha più, "E proprio nel momento in cui tutte le profezie di Marx si stanno avverando grazie al mondialismo capitalista"
Sta venendo a mancare lo Stato Sociale,poichè è venuto a mancare il corpo sociale dello Stato,o almeno la sua dignità.
Una classe operaia forte e sicura della sua dignità potrebbe opporsi a questa sirena privatista: accettando le riforme necessarie dello Stato sociale.
...
"Ma la classe non c'è più.
Anche a noi che non siamo mai stati comunisti, comincia davvero a mancare.
Ora che Marx non è più comunista, sarebbe il caso di adottarlo noi?
Di formare un sindacalismo nazionale, o una nuova realtà popolare organizzata, che si metta alla prova in nuove «lotte» per i problemi di tutti, e si riprenda il potere democratico usurpato dalle lobby gay o rosa-nel-pugno e dalle burocrazie inadempienti?
Proviamo a pensarci."
Dov’è la classe lavoratrice?
Maurizio Blondet
02/03/2006
Una volta c'erano i lavoratori in cammino
Al London Institute of Contemporary Arts comincia un mese di «dibattiti ed eventi» su questo tema: «Whatever happened to the working class?».
Dov'è finita la classe operaia?
E' una domanda esemplare della specifica ipocrisia britannica: fu la Thatcher a demolirla, oltre vent'anni fa, sbaragliando le rappresentanze collettive del lavoro.
A suo tempo, Meg fece bene: i sindacati rossi del Labour avevano bloccato la società inglese in una povertà semi-sovietica, e il rinnovamento della Thatcher fu una vittoria intellettuale di prima grandezza.
Poi, venne la caduta del Muro, e la sconfitta operaia divenne disfatta.
Ricordo ancora lo sgomento umorismo con cui un docente inglese, in un convegno italiano, lesse la sua relazione intitolata «What is left?» - bel gioco di parole che significa insieme «che cos'è la sinistra?» (ossia poneva l'esigenza di ripensarla fuori dagli schemi sovietici) e «che cosa è rimasto?».
Perché la sinistra operaia britannica era forte, con forti radici storiche: come era potuta sparire?
Fatto sta che è scomparsa.
Il «nuovo» laburismo di Tony Blair è servo degli speculatori della City, essendo la finanza l'unica attività rimasta in Gran Bretagna. Il sindaco di Londra, detto «Ken il rosso» per le sue radici socialiste, viene sospeso come uno scolaretto per aver dato del kapò a un ebreo (e frequenta locali gay): se la «classe» esistesse ancora, non l'avrebbe permesso.
Del resto, da gran tempo i posti di lavoro industriali sono emigrati in Cina, dove la formazione di una classe operaia è impedita dai plotoni d'esecuzione.
Ma bisogna riconoscere che un certo ceto intellettuale britannico progressista si pone i problemi con sguardo lungo.
Ieri: «what is left?» era la domanda giusta, anche se non venne la risposta.
Oggi, al London Institute, si discute su una realtà che le nostre sinistre si guardano bene dall'affrontare: con la sparizione della classe lavoratrice, è la democrazia politica che muore.
Continua qui...
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Maurizio Blondet illuminante si chiede dove sia finita la classe lavoratrice nell'era delle globalizzazione,la risposta che sembra darsi è che in Occidente la classe lavoratrice non c'è più,il lavoratore è diventato consumatore,ma da qualche parte dovra pur trovarsi questa classe lavoratrice.Dove sono gli operai insomma?Sono in Cina,per esempio,dove però non hanno dignità di classe,vigilati come sono dalla dittatura di Pechino.
Eppure una volta c'era,anche in Italia,una classe lavoratrice con dignità,ma ora non c'è più,e ce ne sarebbe bisogno,non fosse per altro che il vuoto che ha lasciato è stato colmato sempre più dalle lobby e da gruppuscoli economico-politici che governano la maggioranza(ma che non sono maggioranza),ovvio che la democrazia non funziona poi.
Secondo Blondet tutto ciò è anche frutto di un tradimento,in Italia quello della sinistra,dei sindacati:
"In Italia, è il tradimento della sinistra. La CGIL, svuotata del suo popolo, sopravvive come ente inutile: il che significa che ha raggiunto l'immortalità delle burocrazie sopravvissute alla loro utilità."
e ancora
"Provo a immaginare i vecchi operai della Breda stalinisti: che soddisfazione a sentirsi rappresentati da Vladimiro Guadagno, alias Vladimir Luxuria.
Menerebbero le mani: la politica non è avanspettacolo.E poi ci stupiamo che i voti siano andati a Berlusca, il padrone dello spettacolo?"
Continua dicendo che la CGIL ha(aveva) due funzioni,una quella di "cinghia di trasmissione con il Partito Comunista"(nel caso di oggi coi DS),l'altra quella di difesa organizzata dei lavoratori.Quest'ultima funzione,non l'ha più, "E proprio nel momento in cui tutte le profezie di Marx si stanno avverando grazie al mondialismo capitalista"
Sta venendo a mancare lo Stato Sociale,poichè è venuto a mancare il corpo sociale dello Stato,o almeno la sua dignità.
Una classe operaia forte e sicura della sua dignità potrebbe opporsi a questa sirena privatista: accettando le riforme necessarie dello Stato sociale.
...
"Ma la classe non c'è più.
Anche a noi che non siamo mai stati comunisti, comincia davvero a mancare.
Ora che Marx non è più comunista, sarebbe il caso di adottarlo noi?
Di formare un sindacalismo nazionale, o una nuova realtà popolare organizzata, che si metta alla prova in nuove «lotte» per i problemi di tutti, e si riprenda il potere democratico usurpato dalle lobby gay o rosa-nel-pugno e dalle burocrazie inadempienti?
Proviamo a pensarci."
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