Messaggio del 07-03-2006 alle ore 17:32:59
negli ultimi anni si è verificato(e si sta verificando) un boom di iscrizioni da parte di donne alla facoltà di medicina e chirurgia..
tempo fa leggevo un articolo al riguardo e le statistiche riguardo la disparità di iscrizioni tra i due sessi erano davvero notevoli..
inoltre ho anche avuto la conferma pratica visto che nel mio corso siamo circa 300 iscritti totali cn meno di 80 maschi....
come mai tutta questa affluenza?
p.s. una preghiera rivolta alle donne che risponderanno a questo post...nn ve ne uscite cn frasi del tipo "perchè?le donne nn possono iscriversi a medicina?!" oppure "perchè?voi uomini potete fare i medici e noi no?!?!"....la mia argomentazione nn è questa...vi chiedo come mai ci sia così tanta disparità e come mai soprattutto negli ultimi anni....
Messaggio del 07-03-2006 alle ore 17:44:54
mah sai che non saprei proprio?
da un punto di vista "storico" potrei dire che forse è stato uno dei primi "mestieri" a sdoganare il ruolo femminile ( anche da un punto di vista linguistico dottoressa è stata una delle prime parole specifiche riferite al lavoro femminile a differenza di altri, tipo ministra o altro );
oppure - ma mi sembra forzato - si potrebbe pensare che sono abituate più dell'uomo da sempre al dolore fisico ( es. parto ) o ancora perchè bene o male quando avevano un ruolo casalingo, comunque possedevano principi medici-infermieristici ( es. tutte le nonne sanno fare le punture ).
non saprei ripeto, sarà un insieme di motivazioni che nel loro complesso danno la risposta.
Messaggio del 08-03-2006 alle ore 15:19:19
Penso che ci siano almeno tre ragioni fondamentali per le quali ci sono molte donne che intraprendono la carriera medica:
1)Quella del medico è una delle prime professioni di grande prestigio in cui sono state ammesse le donne; una volta entrate hanno anche saputo gareggiare, è una delle professioni più paritarie in fondo; la bravura si misura in termini di abilità manuale (nel caso dei chirurghi), di umanità (nel trattare i pazienti e i familiari), di intuito (nel fare l'anamnesi e la diagnosi) . Insomma sono campi su cui il confronto prescinde dalle differenze dovute al sesso. Aggiungici che è una professione che consente di guadagnare molto in termini di stima professionale e di prestigio sociale..e bingo!
2)Per ragioni evolutive la donna ha una particolare inclinazione alla cura di esseri "indifesi" (leggi=malati, bambini, vecchi) per cui è una professione che permette loro di assecondare questa spinta evolutivo-ormonale. Tutte le donne hanno la famosa sindrome da crocerossina, non a caso per anni le scienze infermieristiche, e di conseguenza la professione di infermiere, sono state ad esclusivo appannaggio femminile. Quando si è aperta la possibilità di fare il salto qualitativo molte donne lo hanno colto al balzo e sono diventate medico.
3)Le mie amiche laureate in medicina dimostrano un teorema che avevo ideato tempo fa, quella del medico oggi è diventata una professione difficile, dove bisogna sgomitare per non morire di fame, dove ci vuole una specie di spirito di vocazione e dove devi avere una calma ed una pazienza quasi disumane. L'uomo con tutto il testerone che ha non ha: umanità, pazienza e umilta. Per un uomo è molto più difficile e frustrante sopportare anni di "bassa manovalanza sottopagata", l'uomo ha bisogno di incentivi forti al suo ego per rimpinguare la propria "vocazione" e oggi fare i medici non paga! Gli uomini hanno un attegiamento molto più freddo nei confronti della malattia e dei pazienti, cosa che in alcuni casi è molto utile, ma in corsia serve sia la fredezza che l'umanità.
In ultima analisi ti propongo di valutare quanto ho appena detto dopo aver visto invece quanti uomini si dedicano alle ricerche mediche, quel tipo di indirizzo oggi è fornito non più tanto dal CDL in medicina ma dal CDl in biotecnologie, biologia molecolare e chimica poichè servono conoscenze tecniche molto approfondite che il corso di medicina non può più fornire.
E cmq è solo una mia opinione...da biologa per giunta!
Messaggio del 09-03-2006 alle ore 12:33:29
Odio i medici, ancordipiù le donne medico, che credono diventando tali di raggiungere un particolare status sociale...(e poi non sono buone manco a mette un cerotto...
senza generalizzare banalmente, questa è una mia sensazione, ma piuttosto diffusa per la verità...
basta andare nello studio del mio medico di famiglia e confrontarlo con quello alla porta accanto (di una donna).
dal mio medico, file brevissime, gran professionista, problemi trovati e risolti velocemente e scrupolosamente, un grande.
Studio accanto, file anche di 2 ore-2 ore e 30 per una ricetta, gente che rimane dentro per 2 ore di cui 1 ora e tre quarti di CHICCHIERE con la dottoressa.Pazienti scontenti ecc...
ma stai a casa con le amiche và...
Messaggio del 10-03-2006 alle ore 16:29:51
Micolao...quello nn dipende dal sesso...a fare i cattivi medici son buoni tutti: uomini o donne che siano.
io vi dico la mia: negli ultimi anni ci son più donne iscritte a medicina x il semplice fatto che sposarsi a 20 anni e avere figli a 21 nn è più una priorità...xciò chissenefrega se devo studiare 10 anni e sarò in "età da marito" a 30
e cmq veramente...tutte ste donne a medicina...che andassero a fare la cavizetta...lo dico sempre io, ma nessuno mi ascolta