Cultura & Attualità
Disorentiamento giovanile
Messaggio del 26-01-2006 alle ore 01:18:12
Capita spesso di esprimere giudizi affrettati e dispregiativi sui giovani(diciamoci la verità, ogni generazione condanna quella successiva) ma ritengo che debbano essere gli adulti ad assumersi le proprie responsabilità nei loro confronti. Ultimamente, ospite da un mio cugino, ho avuto occasione di dividere un appartamento con delle matricole universitarie, e devo dire che è stata un'esperienza molto significativa. Tutti siamo bravi a enfatizzare la loro presunta superficialità, ma in pochi ci sforziamo a comprendere il loro disagio. Si, guardano la tv, il grande fratello e il calcio, come penso sia normale per la loro età. Ma guardano anche i programmi politici, sforzandosi di ascoltare, comprendere, senza nascondere un senso di disagio e disorientamento. Questi ragazzi non dicono che se ne fregano di votare, ma che non sanno chi votare. Non comprendono nemmeno i suggerimenti dei loro genitori. Ascoltano Rutelli, pensando che abbia ragione. Ascoltano Berlusconi, pensando che non abbia torto.Io non ho certamente detto loro chi votare, ma ho cercato di esprimere il mio punto di vista, la mia visione, spiegando soprattutto che, a una certa età, non si può pretendere di avere una visione completa delle cose, che è normale avere dubbi, pensare a divertirsi. Che non è un male il fatto di non essere pronti nel maturare una propria identificazione. Solo con l'accumulo di conoscenze si può giungere a delle decisioni, ma questo è scontato e banale. Non per loro, perchè non è vero che non vogliono, semplicemente nessuno li stimola.
Tutto questo nn riguarda solo l'aspetto politico, perchè si può essere anche, coscientemente, apolitici. Questi ragazzi, inseriti in un contesto caratterizzato da sempre maggiore incertezza, trovano sempre maggiori difficoltà nel compiere delle scelte in generale. Ma questo non vuol dire che ne siano compiaciuti.
Uno di loro, in particolare, era davvero entusiasta di vivere una nuova esperienza in una nuova città, dove ha potuto conoscere una mentalità molto diversa da quella tipica provinciale, che porta chiunque ad omologarsi ad uno stereotipo, a un futile stile di vita, ad una presa di posizione politica affrettata, incosciente, modaiola ed estremista. Ho poi trovato abbastanza toccanti queste parole, pronunciate con un tono di autentica e sincera insofferenza: "io nn mi trovo più bene giù, dove oramai il fregno è chi si vanta di nn fare un cazzo o chi si ritiene più forte degli altri, tutto questo oramai mi fa schifo".
Personalmente credo che il "degrado culturale" con cui spesso, con troppa facilità, si liquidano i più giovani, anche sul forum, non sia un vincolo, ma una variabile su cui i più adulti nn si sforzano di agire.
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Editato da Skin il 26/01/2006 alle 01:20:13
Capita spesso di esprimere giudizi affrettati e dispregiativi sui giovani(diciamoci la verità, ogni generazione condanna quella successiva) ma ritengo che debbano essere gli adulti ad assumersi le proprie responsabilità nei loro confronti. Ultimamente, ospite da un mio cugino, ho avuto occasione di dividere un appartamento con delle matricole universitarie, e devo dire che è stata un'esperienza molto significativa. Tutti siamo bravi a enfatizzare la loro presunta superficialità, ma in pochi ci sforziamo a comprendere il loro disagio. Si, guardano la tv, il grande fratello e il calcio, come penso sia normale per la loro età. Ma guardano anche i programmi politici, sforzandosi di ascoltare, comprendere, senza nascondere un senso di disagio e disorientamento. Questi ragazzi non dicono che se ne fregano di votare, ma che non sanno chi votare. Non comprendono nemmeno i suggerimenti dei loro genitori. Ascoltano Rutelli, pensando che abbia ragione. Ascoltano Berlusconi, pensando che non abbia torto.Io non ho certamente detto loro chi votare, ma ho cercato di esprimere il mio punto di vista, la mia visione, spiegando soprattutto che, a una certa età, non si può pretendere di avere una visione completa delle cose, che è normale avere dubbi, pensare a divertirsi. Che non è un male il fatto di non essere pronti nel maturare una propria identificazione. Solo con l'accumulo di conoscenze si può giungere a delle decisioni, ma questo è scontato e banale. Non per loro, perchè non è vero che non vogliono, semplicemente nessuno li stimola.
Tutto questo nn riguarda solo l'aspetto politico, perchè si può essere anche, coscientemente, apolitici. Questi ragazzi, inseriti in un contesto caratterizzato da sempre maggiore incertezza, trovano sempre maggiori difficoltà nel compiere delle scelte in generale. Ma questo non vuol dire che ne siano compiaciuti.
Uno di loro, in particolare, era davvero entusiasta di vivere una nuova esperienza in una nuova città, dove ha potuto conoscere una mentalità molto diversa da quella tipica provinciale, che porta chiunque ad omologarsi ad uno stereotipo, a un futile stile di vita, ad una presa di posizione politica affrettata, incosciente, modaiola ed estremista. Ho poi trovato abbastanza toccanti queste parole, pronunciate con un tono di autentica e sincera insofferenza: "io nn mi trovo più bene giù, dove oramai il fregno è chi si vanta di nn fare un cazzo o chi si ritiene più forte degli altri, tutto questo oramai mi fa schifo".
Personalmente credo che il "degrado culturale" con cui spesso, con troppa facilità, si liquidano i più giovani, anche sul forum, non sia un vincolo, ma una variabile su cui i più adulti nn si sforzano di agire.
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Editato da Skin il 26/01/2006 alle 01:20:13
Messaggio del 26-01-2006 alle ore 01:28:05
Se i nostri punti di riferimento devono essere bobrock o pharlap...
Se i nostri punti di riferimento devono essere bobrock o pharlap...
Messaggio del 26-01-2006 alle ore 12:40:35
è una riflessiona amara skin, ma non ti do assolutamente torto, anzi. io l'unica pecca che posso darci ( ho 22 anni, quindi ci son ben dentro ) è quello di accompagnare alla mancanza di stimoli della triade famiglia/scuola/mezzi-di-comunicazione il non andare a cercare da soli le proprie fonti e spunti. il senso di "spiazzamento" è forte, fortissimo, e fatto ancora più grave è che è amplificato e rafforzato sa una subcultura di massa che ti fa appunto passare per "più fregno" il nullafacente, l'arraffone, o peggio ancora il più forte.
è una riflessiona amara skin, ma non ti do assolutamente torto, anzi. io l'unica pecca che posso darci ( ho 22 anni, quindi ci son ben dentro ) è quello di accompagnare alla mancanza di stimoli della triade famiglia/scuola/mezzi-di-comunicazione il non andare a cercare da soli le proprie fonti e spunti. il senso di "spiazzamento" è forte, fortissimo, e fatto ancora più grave è che è amplificato e rafforzato sa una subcultura di massa che ti fa appunto passare per "più fregno" il nullafacente, l'arraffone, o peggio ancora il più forte.
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