Cultura & Attualità

Diario letterario
Messaggio del 02-01-2007 alle ore 00:52:22
Visto che è stato citato il più grande poeta italiano del '900, cioè Pascoli, mi viene in mente una cosa che Catullo e Pascoli hanno in comune: la composizione di un epitalamio. Questo è un componimento poetico dedicato agli sposi.
Quello composto da Pascoli è particolarmente delicato, pur contenendo delle allusioni sessuali, ma meglio ancora, allusioni all'atto del concepimento, oltre a una sorta di omaggio alla maternità; naturalmente tutto velato di grazia.

Giovanni Pascoli, I canti di Castelvecchio, Il gelsomino notturno, vv. 19-24

Passa il lume su per la scala;
Brilla al primo piano: s'è spento...
E' l'alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l'urna molle e segreta,
non so che felicità nuova.

Piccola nota sta nell'uso del termine "gualcire". Sinonimo di "sgualcire", Pascoli lo usa al posto del termine più comune non ignorando, da buon latinista, che "sgualcire" è una forma rafforzativa di "gualcire".
Gualcire i petali indica l'atto della deflorazione, che per quanto delicato, è un atto che in qualche modo opera una violazione di cui i petali gualciti sono la conseguenza. Ciò è però ricuperato dal concepimento della nuova vita, un atto misterioso e felice.
Messaggio del 01-01-2007 alle ore 14:21:44
auguri anche a te e di nuovo scusa a tutti gli intervenuti(roba da matti che so capace di combinare)
Messaggio del 01-01-2007 alle ore 14:21:42
auguri anche a te e di nuovo scusa a tutti gli intervenuti(roba da matti che so capace di combinare)
Messaggio del 01-01-2007 alle ore 14:17:10
ah caro POF POF ora c'è una spiegazione!! mille auguri di buon anno e pronta guarigione..
Messaggio del 01-01-2007 alle ore 13:42:46
Samwise e Co. scusate l'intervento non so come cazz cia finit qua,ho la febbre a 40 da due giorni e nci teng a capi' na mazz...era per un altro post
Chiedo umilmente scusa
saluti
Messaggio del 01-01-2007 alle ore 13:08:51
SI e questa:

"l'albero a cui tendevi la pargoletta mano
il verde melograno....
....nè ti risveglia amor"

dove la mettiamo? da suicidio immediato, troppo toccante
Messaggio del 01-01-2007 alle ore 09:58:21
"tornava un rondine al tetto
l'uccisero, cadde tra spini
portava nel becco un insetto
la cena dei suoi rondinini

ora è là come in croce
che tende quel verme a quel cielo lontano
e il suo nido è nell'ombra che attende
e pigola sempre più piano.."

LA CAVALLINA STORNA di G. Pascoli me la fecero studiare a memoria in seconda elementare, piansi per giorni e giorni e ancora oggi mi strazia
Messaggio del 31-12-2006 alle ore 18:47:16
Riportiamo il discorso nel suo alveo.

Inferno II, 37-42

E qual è quei che disvuol ciò che volle
e per novi pensier cangia proposta
sì che dal cominciar tutto si tolle,
tal mi fec'io 'n quell'oscura costa,
perché pensando consumai la 'mpresa
che fu nel cominciar cotanto tosta.


Proprio l'incostanza è il tema di questi endecasillabi danteschi. Dante, sperso nella oscura selva ha incontrato il suo mentore, Virgilio, il quale gli ha comunicato il futuro viaggio che gli è stato assegnato d'intraprendere. Ma Dante è dubbioso e riproduce mirabilmente lo stato psicologico di chi è insicuro e teme l'agire futuro quando gli eventi si susseguono così vorticosamente da non lasciarci il tempo di ragionarvi sopra.
Naturalmente Virgilio lo riprende dalla sua "viltade" e lo invita a proseguire narrandogli della richiesta pietosa di Beatrice. Sicché Dante, rinvigorito dall'interessamento di Beatrice e dalla sollecitudine di Virgilio nel rispondere positivamente alla richiesta, si rincuora e avvia con vigore e coraggio il suo viaggio.
Messaggio del 31-12-2006 alle ore 15:29:50
Pof Pof, ma ch c'azzecca il tuo intervento qui?
Messaggio del 31-12-2006 alle ore 14:28:40
Mi spiace Bartam,ma se confondi Mussolini con Saddam hai sbagliato partito di appartenenza.Mussolini,con i suoi errori,era uno che ci ha donato vere case popolari,a Principe di Piemonte che Saddam mai avrebbe avuto idea di fare,stava pensando ad arraffare,non mi risultano carteggi su arraffamenti mussoliniani
Messaggio del 31-12-2006 alle ore 14:12:09
Messaggio del 31-12-2006 alle ore 13:55:34
Il giorno del giudizio di Satta:

"in un paese, come nel mondo, non vi era odio, non vi era amore: c'era la contestazione di se stessi. l'odio e l'amore si compensavano e si componevano nella necessità di conservare gli altri per conservare se stessi"
Messaggio del 31-12-2006 alle ore 13:48:29
Catullo, Carme 85

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

Odio e amo. Perché lo faccia, forse vorresti saperlo.
Non lo so, ma ciò accader sento e mi tormento.


Catullo vive, tra le piccole momentanee infatuazioni, una grande passione per Lesbia, pseudonimo dietro il quale si nasconde Clodia, una donna più matura di lui, appartenente a una famiglia nobile, sorella di Clodio, personaggio noto della politica romana ai tempi di Cesare e Cicerone. Clodio è vicino alla plebe, per questo ha volgarizzato il suo nome gentilizio da Claudio a Clodio. Ma è un uomo violento e con le sue squadracce cerca di cambiare l'esito dei processi, minaciando i giudici.
Cicerone, inizialmente a lui vicino, ne diviene acerrimo nemico, tanto da lanciargli un'accusa infamantissima allora, di incesto con la sorella Clodia. L'accusa sembra credibile perché Clodia è una donna dissoluta: ha un marito ma s'intrattiene col giovane Catullo, brillante poeta, ma anche con altri uomini.
Il rapporto tra Catullo e Clodia è travagliato, fatto di alti e bassi, di trasporto e di odio. Proprio questa incostanza partorisce questo bellissimo e famosissimo distico.
Messaggio del 29-12-2006 alle ore 21:35:02
minchia quanto scrivi compà
Messaggio del 29-12-2006 alle ore 21:02:31
Bravo Adonà..
..oltre che x il post..x aver salvato i forumiani da un mio eventuale "***VOLEVO CITARE***"..

Al momento il mio preferito è questo..

"..sui treni per salvarsi, presero l'abitudine di consegnarsi a un gesto meticoloso, una prassi peraltro consigliata dagli stessi medici e da insigni studiosi, una minuscola strategia di difesa, ovvia ma geniale, un piccolo gesto esatto, e splendido.
Sui treni, per salvarsi, leggevano.
Linimento perfetto. La fissa esattezza della scrittura come stesura di un terrore. L'occhio che trova nei minuscoli tornanti dettati dalle righe la nitida scorciatoia per sfuggire all'indistinto flusso di immagini imposto dal finestrino.[...]Bisogna immaginarselo. Un treno in corsa su due lame di ferro, e dentro il treno un angolo di magica immobilità ritagliato minuziosamente dal compasso di una fiammella.L'eternamente cangiante multiformità del mondo intorno e l'impietrito microcosmo di un occhio che legge.Come un nocciolo di silenzio nel cuore di un boato.Non fosse storia vera, vera storia, si potrebbe pensare:non è che la bellezza di un'esatta metafora. Nel senso che forse, sempre, e per tutti, altro non è mai, leggere, che fissare un punto per non esser sedotti, e rovinati, dall'incontrollabile strisciare via del mondo.
Non si leggerebbe, nulla, se non fosse per paura. [...]
Una sporcheria.
Però: DOLCISSIMA."


       

Alessandro Baricco "Castelli di rabbia"
------------
Editato da Missaltrove il 29/12/2006 alle 21:05:23
Messaggio del 29-12-2006 alle ore 09:26:17
A me piacciono questi versi di Dante:

Dante Alighieri, Inferno, Canto 1 vv. 1-12

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.

Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!

Tant' è amara che poco è più morte;
ma per trattar del ben ch'i' vi trovai,
dirò de l'altre cose ch'i' v'ho scorte.

Io non so ben ridir com' i' v'intrai,
tant' era pien di sonno a quel punto
che la verace via abbandonai.
Messaggio del 29-12-2006 alle ore 04:08:02
sai quei post che brulicano di interventi..
Messaggio del 29-12-2006 alle ore 00:11:44
Questi versi mi richiamano un canto di Giacomo Leopardi: Il sabato del villaggio.

Giacomo Leopardi, Il sabato del villaggio, vv. 43 - 51

Garzoncello scherzoso,
Cotesta età fiorita
E' come un giorno d'allegrezza pieno,
Giorno chiaro, sereno,
Che precorre alla festa di tua vita.
Godi, fanciullo mio; stato soave,
Stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo'; ma la tua festa
C'anco tardi a venir non ti sia grave.

Il mio libro cita in nota un passaggio dello Zibaldone di Leopardi che recita: " [...] il tempo loro [delle speranze] è veramente il tempo felice dell'uomo [...]. Ma provata quella felicità che ho detto [l'apparenza della felicità alimentata dalle speranze], e perduta, le speranze non bastano più a contentarci, e la infelicità dell'uomo è stabilità."

Leopardi sembra una Cassandra a contrario; questa vuole distogliere i Teucri dall'inganno presente che prefigura la sofferenza del giorno dopo; quello vuole quasi invitare a godere del presente piacere, con un gusto malinconico suscitato da una foschia che avvolge il patimento futuro. I sentimenti sono acuti nell'Eneide (grande festa che precede una grande sofferenza), e attenuati nel canto leopardiano (un'allegrezza delicata che si trasmuterà in un tedio malinconico).
Messaggio del 28-12-2006 alle ore 23:49:17
Nel diario letterario voglio annotare i versi e le frasi tratte un po' qui e un po' lì dalla letteratura; parole memorabili, detti piacevoli, pensieri graziosi, idee efficaci.

Comincio con Eneide. Libro II, vv. 246 - 249

I teucri hanno ritrovato sulla spiaggia, lasciato dagli achei, il cavallo odissiaco, e stanno deliberando su cosa farne. Entra in scena Cassandra, la miscreduta, che vuole dissuadere i troiani dall'accettare un dono infido.

Tunc etiam fatis aperit Cassandra futuris
Ora, dei iussu, non umquam credita Teucris:
Nos, delubra deum miseri, quibus ultimus esset
Ille dies, festa velamus fronde per urbem.

Allora di nuovo Cassadra dischiuse i destini
Con quelle parole mai credute, per volere divino, dai Teucri:
I templi degli dèi, noi infelici, per i quali potrebbe esser l'ultimo
Questo giorno, orniamo di fronde festose ovunque in città.

Nuova reply all'argomento:

Diario letterario

Login




Registrati
Mi so scurdate la password
 
Hai problemi ad effettuare il login?
segui le istruzioni qui

© 2026 Lanciano.it network (Beta - Privacy & Cookies)