Messaggio del 31-03-2006 alle ore 19:22:02
Se ne avrete voglia… vorrei “ascoltaste” la piccola storiella che mi sono deciso a raccontarvi e che, soprattutto alla vigilia delle elezioni politiche, assume un significato per nulla trascurabile.
È bene che dica subito questo: perché si capiscano sufficientemente i termini del problema, sarà necessario fare qualche richiamo tecnico-giuridico che, lo capisco, potrebbe sollecitare qualche sbadiglio nei non “addetti ai lavori” ma che, spero, risulterà in ultima analisi piuttosto semplice da comprendere.
Come è noto, nel nostro ordinamento, esiste una gerarchia tra le varie fonti del diritto. Ciò significa che ogni singolo atto giuridico (legge, regolamento, direttiva, etc. etc.) non può essere difforme, in linea teorica, dalla norma che gli è gerarchicamente preordinata. Faccio un esempio: il regolamento, che è gerarchicamente posto più in basso della legge, non dovrebbe violare quest’ultima e, a sua volta, la legge non dovrebbe violare la Costituzione che, lo dico per inciso, è al vertice del sistema di cui si sta parlando.
Nella XIV legislatura (quella che si sta avviando a conclusione ) è stata approvata, dalla maggioranza di centro-destra, una modifica costituzionale che, tra le tante cose, ha lo scopo di modificare l’art. 138 della Costituzione. Di questa modifica costituzionale qualcosa si è detto, ma troppa poca attenzione è stata riservata ai contenuti e, soprattutto, pochissimo si parla di questo famigerato articolo 138. Insomma: si sta per cambiare la “legge fondamentale” del nostro ordinamento, quella posta al vertice di tutto il sistema, quella che giudica una qualsiasi altra norma come legittima o illegittima e… non si bada ai contenuti!!!
Attualmente, la formulazione dell’art. 138 consente ad una elevata maggioranza parlamentare (quella dei 2/3) di modificare la Costituzione senza che il popolo si pronunci . Ciò significa che soltanto qualora questa grossa maggioranza non si raggiunga (per arrivare ai 2/3, evidentemente, è necessario che la modifica sia frutto di un compromesso tra le varie forze politiche ) è possibile indire un referendum popolare che lascerà ai cittadini l’ultima parola. Sarà dunque il popolo a decidere!
Ma la modifica costituzionale voluta dal centro-destra vorrebbe eliminare la possibilità riservata ad una sostenuta maggioranza parlamentare (quella dei 2/3) di impedire il referendum. Di impedire, cioè, che il popolo abbia l’ultima parola. IL POPOLO SI PRONUNCERA' SEMPRE!!!
A tutta prima, sembrerebbe che la mossa del centro-destra sia stata animata da uno sfogo iper-democratico … Il Popolo si pronuncerà sempre… ogni volta che qualcuno vorrebbe modificare la nostra “Legge Fondamentale”!
A questo punto farò un richiamo che qualcuno definirà duro… e forse anche improbo. Ma ho deciso di farlo comunque.
Molti di voi sanno che non troppe decine di anni fa… in Germania finì la monarchia e nacque la Repubblica . Una repubblica rigogliosa e democratica che decise di basare il proprio ordinamento giuridico sul consenso popolare. Ogni legge era sottoposta a referendum ed il Popolo sarebbe stato legislatore assoluto . Molti di voi, tuttavia, sanno anche che divenne Cancelliere della Germania (cioè capo del Governo) un signore dai baffetti curiosi che passerà alla storia come uno degli uomini più sanguinari e crudeli che si ricordino .
Ebbene, il sistema del referendum , unito all’essenziale “Ministero della propaganda” (cioè quell’organismo che si occupava, attraverso la comunicazione, di soggiogare le masse) consentì ad Hitler di attuare tutti i suoi più nefasti piani nel pieno rispetto della legalità .
In senso figurato potremmo dire che il governo metteva le armi in mano al popolo e lo convinceva a premere il grilletto... (anche per questo, io direi ingiustamente, si è parlato di una responsabilità diretta del popolo tedesco nelle nefandezze della Germania nazista).
La Germania, reduce di quest’esperienza disastrosa , abolì l’istituto del referendum e ancor oggi non figura nella Grundgesez (la loro Carta fondamentale) .
Il Parlamento è la sede naturale dell’incontro(scontro) tra la maggioranza e le minoranze e se per le leggi ordinarie è oggi possibile una “dittatura della maggioranza” che, ponendo la “questione di fiducia”, aggira la logica del compromesso e impone a tutti il suo solo ed unico punto di vista, non consentiamo che ciò sia possibile, attraverso il referendum, anche per le norme costituzionali… per quelle norme, cioè, che dettano i principi fondamentali del nostro ordinamento.
Le televisioni del nostro Presidente del Consiglio, potenzialmente , saranno un’ottima arma di propaganda per indirizzare il pensiero delle masse e muoverlo a vantaggio delle scelte politiche che, di volta in volta, egli (o chi come lui) imporrà attraverso le consultazioni referendarie . E non si dica che tutta la stampa è schierata contro Berlusconi… perché è davvero esilarante portare come argomentazione contraria a tesi come quella che vado sostenendo, tali offensive sciocchezze intellettuali . È arcinoto che in Italia il quotidiano lo leggono in pochi e, tra i pochi, molti si appassionano alla cronaca nera (e rosa) piuttosto che alle “noiose” vicende politiche .
Nell’intervallo delle varie fiction , grandi fratelli , isole dei famosi , fattorie , brutti anatroccoli , amici di Maria De Filippi e altre “appassionanti” e “formative” trasmissioni televisive, oltre alla pubblicità, avremo un po’ di tempo per goderci un equilibratissimo Tg5 di Rossella , un intelligentissimo Studio Aperto , un per niente fazioso Tg4 (oggi anche un bolscevico Tg1 e un rosso Tg2 ) che ci diranno come e QUANDO (referendum sulla procreazione assistita docet ) andare a votare e… BENVENUTI A TUTTI NELLA DEMOCRAZIA PLEBISCITARIA ITALIANA!!!
------------ Editato da Libero il 31/03/2006 alle 19:32:13
Messaggio del 31-03-2006 alle ore 20:00:57
Ma mi spieghi a che servono tutte ste ridicole faccine? per farci capire meglio?siamo così cretini? tu sei già entrato nella teledemocrazia?
Messaggio del 31-03-2006 alle ore 20:01:52
Ovviamente i "Plebisciti" sono uno strumento per imporre la propria volontà e Napoleone III ne è statoo il primo esempio
Ovviamente i "Plebisciti" sono uno strumento per imporre la propria volontà e Napoleone III ne è statoo il primo esempio
ti sbagli, c'era prima Napoleone Bonaparte
Cmq devo dire una cosa; un post che comincia con quote:
È bene che dica subito questo: perché si capiscano sufficientemente i termini del problema, sarà necessario fare qualche richiamo tecnico-giuridico che, lo capisco, potrebbe sollecitare qualche sbadiglio nei non “addetti ai lavori” ma che, spero, risulterà in ultima analisi piuttosto semplice da comprendere.
dà l'impressione di una intollerabile supponenza e fa venire voglia di non leggerlo; se poi aggiungiamo il "florilegio" di faccine, possiamo considerarci vaccinati da ogni volontà minima di leggerlo
Messaggio del 01-04-2006 alle ore 10:57:03
Plebisciti da parte di Napoleone I? mi mancano, di solito Napoleone entrava alla convenzione armi in pugno e si faceva votare leggi ad personam
Messaggio del 01-04-2006 alle ore 13:33:21
Dean caro, non ti preoccupare, ipse fecit , e più d'uno: la costituzione dell'anno VIII fu sottoposta a plebiscito, quella con cui Napoleone divenne primo console; in seguito quando si fece nominare console a vita, con il plebiscito del 1802. Quindi, come vedi, è un affare di famiglia.
Messaggio del 21-06-2006 alle ore 20:23:52
Pingu, quando ti ucciderò, ti consentirò, prima, di sfilarmi il nero cappuccio dal capo, così che tu possa ben vedermi in faccia!
...ricorda: potrei sempre sostenere davanti al consiglio l'equiparazione assoluta dei diritti tra uomini e donne, nel sodalizio!
------------ Editato da Libero il 21/06/2006 alle 20:27:31
Messaggio del 26-06-2006 alle ore 12:34:53
bello bello!!!
Così potrò avere pure io il nero cappuccio sul capo
E non mi trattare male, siamo pure sempre fratelli, no? Pure dallo stesso anno :asd.