Cultura & Attualità

Delle ragioni delle azioni
Messaggio del 06-11-2004 alle ore 01:50:33
Coloro che vogliano compiere una attione commendevole deono innanzi tutto vagliare codesta attione secondo tre principi fondamentali: beltade della azione, sua utilitade e provvidenza dell'istessa ovvero giustizia.
Postulato che ogni attione che vogliasi compiere dee essere naturalmente possibile per che noi avemo li mezzi reali sanza i quai nullo atto è possibile e concepibile, l'attore vaglierà nel sovraddetto ordine che codesta attione consti delle requisite qualità.
Una attione dee esser bella e quivi si dica cosa è cosa bella: è opinione comune che beltade sia una valutazione suggettiva conciosiacosacché molti reputino essere una beltade oggettiva; e' dicono che bello è cosa che piaccia; li uomini adiungono essere cose belle sotto valutazione oggettiva. Affermano li antichi essere bello ciò che segue delle leggi di eguale e armoniosa linea; epperò molte cose che paiono diseguali appaiono belle, come una selva che non è mai eguale, e altresì cose disarmoniche piacciono alli uomini, come talune caratteristiche del viso le quali nella sua disarmonia appaiono piacevoli. Dico adunque essere beltade un concetto suggettivo affatto, ma essa beltade essere possibile individuare oggettivamente; essere cioè figlia della familiarità, di chi la giudica, e della rimembranza: la familiarità che suscita piacevole rimembranza suscita anche piacevolezza in chi è affetto da questo sentimento. E hoc quod multos iuvat puote esser spiacevole ad alcuno la cui vista rammenta dolore immemore e muto; e hoc quod multis displicet puote suscitare piacevolezza immodesta in quegli che guarda e guardando rammenta cose sibi piacevoli.
E poi che abbiam trovata codesta attione bella secondo quanto detto si vagli se essa attione è altresì utile: utile puote essere duplice: pratica e meccanica; è pratica quando una azione acceda al bene o al male; è meccanica quando acceda alle attioni maccaniche ovvero serva all'uomo o non serva. E s'intenda che una attione debba essere sia utile moralmente e sia utile meccanicamente.
E poi che abbiam trovata codesta attione utile dobbiamo trovarla anche apta ovvero opportuna e provvidenziale ovvero giusta: chi abbia fame e possa mangiare è cosa bella che lo faccia poiché genera piacere, e altresì utile moralmente poiché l'uomo mangia per sua vita e in ciò pare all'ordine naturale voluto dal Creatore ed è ciò duplicemente essendo anche utile meccanicamente poiché l'uomo mangiando può operare e compiere ciò che necessita fare; epperò non è cosa opportuna e provvidenziale e apta affatto che si mangi abbondantemente di fronte a chi per colpa sua o altrui patisca fame ned è cosa apta nutricarsi più di quanto lo stomaco sopporti.
Sia così che ogni azione dee essere compiuta se essa azione è bella, utile e giusta.
Messaggio del 06-11-2004 alle ore 02:05:23
Scommetto che è opera tua, Macchiavelli ti fa un baffo, vai gaio, vai...

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