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Messaggio del 02-05-2008 alle ore 22:35:39
FOLLE CORSA DEL DEBITO PUBBLICO CON I GOVERNI CRAXI - ANDREOTTI
Repubblica — 18 febbraio 1994 pagina 43 sezione: ECONOMIA

ROMA - La corsa è iniziata con il terzo governo Andreotti e ha avuto un vero e proprio sprint con la presidenza Craxi. Con il "Caf" a Palazzo Chigi il debito pubblico si è sviluppato a dismisura accelerando una crescita che lo ha fatto aumentare di ben 60 volte in vent' anni. A non badare troppo alla cassa (le cifre sono pubblicate dal supplemento al Bollettino statistico della Banca d' Italia) ci hanno pensato i governi che hanno guidato l' Italia negli ultimi anni. Dal ' 76 al ' 77 con la presidenza Andreotti il debito sale di 20 mila miliardi in un anno e nel 1979, quando re Giulio lascia il testimone a Cossiga, si è già a 190 mila miliardi. E cresce ancora con i quattro anni di Craxi a Palazzo Chigi passando dai 456 mila miliardi del 1983 ai 910 mila del 1987. La corsa continua con Andreotti sino a superare un milione e mezzo di miliardi. Negli ultimi mesi i ministri in carica hanno cercato di fermare la corsa del debito riducendo i rendimenti sui titoli di Stato e rivedendo la spesa di ministeri e aziende autonome (dalle Poste ai telefoni, dai monopoli ai trasporti). Uno dei costi sotto controllo riguarda i dipendenti pubblici che secondo i dati diffusi ieri dalla Ragioneria si sono quintuplicati in 70 anni. Se nel 1923 questi erano 540.847, nel 1992 erano saliti a 2.325.304.
Messaggio del 03-05-2008 alle ore 20:51:12
Bobrock,
dato che sei un grande esperto di economia politica, potresti spegarci cosa significasse l'avanzo primario al 9 % sotto il governo Craxi e la discesa dell'inflazione dal 12 % al 4,6 % ?
Poi, sempre perchè hai una grande memoria storica, potresti ricordarmi sotto quale governo vi è stata la più grande manovra correttiva dei conti pubblici nella storia repubblicana?

E dato che ti ci trovi, potresti sempre ricordarci il ruolo delle grandi leggi di spesa, approvate dall'80 % del Parlamento italiano negli anni '70 e '80, sulla dinamica della spesa pubblica in quegli anni ed ancora oggi.
Messaggio del 03-05-2008 alle ore 21:41:24
Omammamia!




Messaggio del 03-05-2008 alle ore 21:43:01
Ki,
in questo Paese si leggono sempre e solo i dati economici che fanno comodo.
Messaggio del 04-05-2008 alle ore 01:01:35

Caro ghino...esperto non sono (provo solo a fare copia e incolla come altri )ma la cosa che mi fa ridere e che ci sta gente che non dorme la notte per mettere la colpa a Berlusconi e Prodi per la situazione del paese..che tutti sanno che non è roba da ultimi governi.

scusa se ti sei risentito per il tuo amore Craxi o Andreotti ,ma sono fatti tuoi mi dispiace

Messaggio del 04-05-2008 alle ore 01:22:52
non mi sono risentito nè per l'uno nè per l'altro. Forse mi da un pò fastidio che si dicano sempre delle mezze verità.
Messaggio del 04-05-2008 alle ore 01:41:14
bene Ghino ,allora ne approfitto di uno che ne sa più di me per farmi dire o spiegare l' altra mezza verità...grazie
Messaggio del 04-05-2008 alle ore 03:16:51
che tutti sanno che non è roba da ultimi governi.

la colpa è di una rilassatezza generale che c'è stata dopo la crisi del 73 a distribuire a destra e a manca troppi diritti e pochi doveri a quella generazione , adesso per causa loro ci troviamo ad avere il dovere di pagare tutti quei diritti di altri che invece per noi sono pura utopia
Messaggio del 04-05-2008 alle ore 03:18:03
vabbè la punteggiatura l'ho lasciata a casa
spero si capisca lo stesso il concetto che volevo esprimere
Messaggio del 04-05-2008 alle ore 10:49:01
Bob,
non ne so più di te, ma ogni tanto mi piace fare qualche domanda.
Una a cui sto pensando adesso è la seguente: in quale anno e sotto quale governo il debito pubblico italiano in valore assoluto non è aumentato ma è sceso?
Messaggio del 04-05-2008 alle ore 11:23:04
Ghino, se sei tanto esperto, perchè non dici tutto? Perchè non spieghi come si è creata finta ricchezza basata sul debito?
Messaggio del 04-05-2008 alle ore 12:51:26
Sarebbe molto più interessante studiare la serie statistica dell'inflazione in Italia e vedere quanto incida sul debito pubblico e sul trasferimento di ricchezza tra il lavoro ed il capitale.
Messaggio del 04-05-2008 alle ore 13:38:21
Anvedi,
dato che sei così curioso proverò ad azzardare una ipotesi. Le grandi riforme sociali del nostro Paese degli anni '60 '70 ed '80 non sono state coperte con una fiscalità adeguata. Ossia si istituivano i sistemi pensionistici universali, le invalidità civili, le invalidità sul lavoro, i sistemi sanitari nazionali, si creava una scuola pubblica di massa, si assumevano i dipendenti pubblici per erogare questi servizi, ma le imposte e le riforme fiscali che dovevano sostenere questi servizi dal punto di vista finanziario non erano adeguati o impiegavano troppo tempo per raggiungere i nuovi livelli di spesa. Lo stesso discorso può essere fatto per l'infrastrutturazione del Paese con la realizzazione delle autostrade, degli acquedotti, elettrodotti, impianti fognari, etc. Il resto l'ha fatto l'inflazione e la collocazione dei titoli di Stato. Finchè il Paese cresceva ad un buon ritmo si poteva pensare che il debito che si accumulava sarebbe stato coperto con facilità, poi però è arrivata la fine boom economico, i conti pubblici sono esplosi e la classe politica dell'epoca non è stata in grado di tagliare le spese che non era in grado di coprire, anche a seguito degli alti interessi che si dovevano pagare sul debito. La caduta del muro di Berlino e Tangentopoli hanno accellerato una crisi del sistema politico già in atto. La classe politica che è venuta dopo è riuscita solo a tamponare il problema dei conti pubblici, ma in 15 anni non si può dire di aver avviato ancora tutte quelle riforme strutturali in grado di portarci fuori dall'emergenza.
Messaggio del 06-05-2008 alle ore 11:53:31
ghino, hai ragione....l'analisi che hai fatto è attendibile.
Il debito è stato fatto non per finanziare e per far crescere il paese (il debito pubblico serve a questo), ma per espandere un sistema socio-politico (nell'economia del paese) improduttivo, inefficiente a autoreferenziale.
Esempi della mancanza di lungimiranza strategica in decisioni di carattere economico ce ne sono a bizzeffe.
Siamo un paese che non funziona, perchè non vuole funzionare...è un fatto culturale (ozio sociale).

Al di là dei conti pubblici e di come ci si è arrivati ora lo scenario è cambiato.
Molti aspetti economici nell'ultimo decennio si sono ribaltati, siamo in europa e alcune iniziative non possono essere portate avanti, ci sono vincoli da rispettare
....ormai le politiche economiche le decide UE. (francia e germania hanno una voce in capitolo molto più grande di noi).
Discutere come si è arrivati a questo punto, fare statistiche che attribuiscano la colpa più o meno a ciascuno dei governi passati è inutile.
Se non si sa come uscirne e rompere un sistema malato, sapere la verità non servirà a nulla.

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