Messaggio del 12-09-2006 alle ore 23:30:14
Prendendo spunto dal post di Krotone in Piazza, sull'ipocrisia; facendo seguito all'affermazione di Animamundi secondo il quale "i criminali ed i farabutti sono tali qualunque sia la loro nazionalità"; tenendo presente che molti hanno una percezione negativa degli extracomunitari; considerando che la via principale di accesso per gli extracomunitari è quella illegale, dato che gl'italiani sono proponsi a premiare l'illegalità; viste queste cose, mi sono chiesto se dei dati obiettivi potessero aiutare a gettare nuova luce sulla questione.
Non reputo di poter snocciolare tutte le tipologie di dati che sarebbe necessario considerare, però penso di poter contribuire (sperando nell'altrui interesse), incominciando con una serie di statistiche diacroniche.
Nel 1992 gli stranieri detenuti in Italia erano il 13,97% dell'intera popolazione carceraria. Nel 2001 la percentuale è salita al 29, 61%; tale percentuale è da confrontare con la presenza generale di stranieri in Italia pari al 2,5% dell'intera popolazione, sempre nel 2001.
Il 55% degli stranieri detenuti nel 2001 era implicato in crimini connessi alla produzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti; si rileva fino a quell'anno che grande incidenza avevano, tra i detenuti stranieri, i crimini come furti e rapine.
Nel 2005 gl'islamici in Italia rappresentavano il 36% circa di tutti gl'immigrati; ma la maggior parte dei reati a carico degli stranieri riguarda proprio gl'immigrati islamici, con una spiccata preponderanza dei nordafricani.
A tutt'oggi parrebbe che comunque gli stranieri detenuti nelle carceri italiane, siano oltre il 30% dell'intera popolazione carceraria, sopra le 18.000 unità. Il 41% nordafricani, in particolar modo marocchini.