Cultura & Attualità
rudolph
Jena,
non maltrattare il giovane Idolo. La sua strada per diventare un buon compagno è appena iniziata...
Idolo, ma che stai a di? Sono i democratici che possono scegliere tra Obama e Hillary... e i repubblicani?
loro possono scegliere tra Barack Obama(1961) e Hillary Clinton(1947)
Noi tra Berlusconi (1936) e Prodi (1939), 40 e passa anni di differenza in tutti i sensi.
Che Dio non voglia!
è la democrazia ki..magari un giorno la esporteranno anche in venezuela
Ma perchè corrono?
Idioti?

e intanto c'è chi si diverte

la battezzo illari faccia di plastica
W obama mi piace sempre più....illari la calza ti attende..il ricamo se preferisci
Nelle prime consultazioni è molto importante la percezione prima che il risultato. La vittoria di Hillary nel new hampshire potrebbe far sgonfiare la rimonta di Obama e dare credito "per una vittoria finale democratica" ad Hillary.
Barack dovrà cercare con tutte le sue forze di vincere i prossimi tre appuntamenti altrimenti al big tuesday la vedo dura.
Sbaragliato Edwards, la vice-presidenza sembra però vicina.
Ricordo che Obama è stato l'unico coerentemente ad essersi schierato contro l'impegno in Iraq fin dall'inizio.
ghino ci manch saddam hussein aess
ni li si capit
Idolatrino, non si vede l'immagine tra Barak e Bin Laden...



Frentania13,
uno Stato laico può avere candidati e Presidenti cattolici o diversamente credenti, quello che non può avere è un Presidente integralista. Forse tu non hai ben presente la distinzione tra cattolici laici e cattolici integralisti.
a me piace OBAMA, pero' un presidente deve essere il presidente di tutti...un po' restrittivo dire "il presidente delle minoranze"
cmq ottimo OBAMA...
lunabo come al solito hai detto una baggianata...che significa "stato laico"?....se scegli tra prodi e berlusconi che si proclamano ambedue cattolici...allora è la stessa cosa, o no?
Martedì altro giro...New Hampshire.
e siccome io il bicchiere lo vedo sempre mezzo pieno ti faccio notare il restante 65% tra cui la mia famiglia
anche io sto con obama (anche se non voto
) ...uhm non ho ancora chiesto ai miei fratelli quale è la loro preferenza (loro possono votare) ... ve lo saprò dire Obama, dopo l'ultimo sondaggio, ha dichiarato
"Sarò il Presidente delle minoranze"
L'ultimo sondaggio dava al 35% gli americani favorevoli alla guerra
l'ho detto io (in un altro post) che questo è l'anno del toblerone
IO STO CON OBAMA
E' importante ottenere consensi anche per un futuro da Vice-Presidente.
Cmq Obama dovrà sfondare al Sud e non sarà certo facile...
La prima partita è appena iniziata, ed il campionato durerà un anno. Per i primi verdetti aspettate almeno il giro di boa...
Si ora è davvero presto, Hillary è cmq fortissima e dall'altra parte mancava Giuliani.
Però un po di tifo da stadio non guasta
"Un Presidente delle minoranze". Anche a me piace Obama.
l'intervento di Zucconi è come sempre infarcito di luoghi comuni da fare ribrezzo...
Sarebbe certamente un evento rivoluzionario se un uomo di pelle scura, cresciuto in Indonesia, educato da bambino in scuole dove si insegnava, insieme con altri testi religiosi, anche il Corano, 40 anni dopo l'assassinio di Martin Luther King, arrivasse anche soltanto alla candidatura per il partito democratica.
puah!!!
comunque io spero che stavolta John Edwards ce la faccia, anche se mi sembra presto per fare qualsiasi tipo di previsione
Mula di una crucca che non sei altro in america pure la costituzione nomina Dio, ma se hanno bisogno di soldi preti, frati, suore e pure vescovi si mettono a vendere torta di mele lungo le strade
La sconfitta della politica politicante
dal nostro inviato VITTORIO ZUCCONI
CI SONO due ovvi e sensazionali vincitori, in questa prima giornata della lunga stagione elettorale americana, il democratico Barak Hussein Obama e il repubblicano Mike Huckabee. E se entrambi rappresentano la voglia di nuovo e di meglio in una nazione soffocata dai sette anni della burbanzosa inettitudine bushista, è soprattuto una sconfitta sonora quella che fa la notizia. La sconfitta della politica "politicante", la punizione inflitta dai cittadini dello Iowa a tutti coloro che credono di possedere, per ricchezza, per famiglia, per nome, per superbia, una sorta di diritto permanente a governare.
La batosta subita dalla socia della ditta "Clinton & Clinton", la Hillary che ancora pochi mesi or sono era considerata come la inevitabile erede del titolo appartenuto al marito, e, sull'altro fronte, dall'ex governatore del Massachussets, Mitt Romney, milionario costruito con tutta la spontaneità e la sincerità di quei robot "animatronic" che a Disneyland interpretano i presidenti passati, è la punizione dell'arroganza degli apparati e dei soldi. Il rifiuto popolare e populista di quel senso di "entitlement", di diritto naturale, che questi due apparenti candidati di testa incarnavano.
Naturalmente è del tutto prematuro entusiasmarsi o preoccuparsi per i successi di due personaggi del tutto nuovi, il predicatore evangelico del sud dal nome impossibile, Huckabee, o il figlio di un kenyota che porta addirittura come secondo nome quello appartenuto al "demonio", Barack Hussein Obama.
Sarebbe certamente un evento rivoluzionario se un uomo di pelle scura, cresciuto in Indonesia, educato da bambino in scuole dove si insegnava, insieme con altri testi religiosi, anche il Corano, 40 anni dopo l'assassinio di Martin Luther King, arrivasse anche soltanto alla candidatura per il partito democratica. Ed è già un fatto storico che lui abbia vinto almeno una tappa elettorale, in Iowa, cosa che mai nessuna persona di colore aveva fatto in 230 anni Stati Uniti. Obama è il segno più incoraggiante che, dopo la dolorosa esperienza del dopo 9/11 l'America è pronta a riconciliarsi con il mondo e il mondo a riconciliarsi con essa, attraverso un uomo che è quello che Bush non poteva essere, un figlio del mondo.
Ma se l'entusiasmo, l'elettricità, la gioia che lo circondano sono palpabili, l'esperienza insegna che soltanto una volta chi vinse in Iowa arrivò fino alla Casa Bianca e la strada è lunga.
Palese, invece, è il rifiuto dell'establishment, il disgusto che dai campi gelidi del Midwest si è alzato verso la banda dei "soliti noti", di quei potenti di professione, delle "solte facce: che si presentano alle urne per timbrare il cartellino, come se il potere fosse loro dovuto per parentela, affinità, matrimonio o danaro.
Può darsi che Hillary, respinta seccamente proprio da un elettorato femminile che non si fa incantare dal richiamo sottinteso alla "sorellanza", rigettata in massa dai giovani, maschi e femmine, sotto i trent'anni, faccia valere la potenza della ditta "Clitnon & Clinton", la prossima settimana e che i soldi del mormone Romney pesino più della antipatia che la sua artificiosità, e la sua falsità di prodotto dei sondaggi e dei "focus group" (come la Hillary) hanno suscitato. Ma almeno per un giorno 300 mila semplici cittadini hanno detto quello che i cittadini di molti altri stati, e di altre nazioni, vorebbero gridare insieme con loro. Che in una democrazia autentica, nessuno ha il diritto di posare per sempre il cappello sulla poltrona del potere e di proclamare "occupato".
(4 gennaio 2008)
Il più laico è senz'altro Rudolph
ma trovo ridicolo che si debba scegliere tra un mormone e un battista

...stato laico??
hillary vai a fare la calza
(anche l'uncinetto va bene, lo accettiamo)
a me piace BARACK OBAMA
LA notizia della batosta a Hillary mi ha salvato la giornata!!!!!!
Cmq Vai McCain
l'uomo più cattivo di Chuck NorrisI RISULTATI DEI CAUCUS
Iowa, vincono Obama e Huckabee
Tra i democratici, Hillary dietro anche a Edwards.
Tra i repubblicani, trionfa il predicatore battista
DES MOINES (Stati Uniti) - Il senatore nero dell'Illinois, Barack Obama, e l'ex Governatore dell'Arkansas, Mike Huckabeee, hanno vinto i caucus (assemblee) dell'Iowa, il primo scrutinio primario in vista delle elezioni presidenziali del 4 novembre, rispettivamente in campo democratico e repubblicano.
Obama ha ottenuto quasi il 38% degli scrutini, davanti all'ex senatore della North Carolina John Edwards e l'ex first lady Hillary Clinton, ambedue appena al di sotto del 30%; mentre tutti gli altri candidati sono sotto il 2%. Visti i pessimi risultati i senatori Joe Biden (Delaware) e Chris Dodd (Connecticut) si sono ritirati dalla gara.
REPUBBLICANI - In campo repubblicano, Huckabee vince con un distacco di quasi 10 punti sul secondo, l'ex governatore del Massachusetts Mitt Romney, un mormone, che potrebbe avere perso già oggi la corsa per la Casa Bianca, nonostante i milioni di dollari investiti nell'Iowa. Se la cavano tutto sommato abbastanza bene il senatore dell'Arizona John McCain e l'ex senatore del Tennessee (ed attore di 'Law & Order') Fred Thompson, ambedue al 13%.
REAZIONI - Tra i democratici, i risultati ottenuti da Hillary sono deludenti, anche se l'ex first lady sembra avere il vento in poppa in New Hampshire, dove si svolgeranno le primarie l'8 gennaio, quelle che non di rado in passato si sono rivelate decisive. I primi commenti a caldo giudicano positiva sia per McCain sia per l'ex sindaco di New York Rudy Giuliani la sconfitta di Romney. McCain è tra i favoriti in New Hampshire (dove Romney potrebbe andare ora molto peggio di quando inizialmente previsto), mentre le prospettive per Huckabee non sono buone nel piccolo stato del Nord-Est.
Giuliani - che si trova in queste ore in Florida, lo Stato a cui punta per emergere nelle primarie del 29 gennaio - non si è impegnato a fondo nelle prime tappe, consapevole del fatto che i risultati non sarebbero stati buoni viste le sue posizioni relativamente aperte sui gay e l'aborto.
Parlando ai suoi elettori, Obama ha giocato la carta dell'unità tra Americani (ora divisi), mentre Hillary Clinton è apparsa un po' meno pugnace del solito, probabilmente scossa dai risultati tutto sommato deludenti. La senatrice dello Stato di New York, pronunciando un discorso dai toni meno battaglieri e meno trionfalistici che in passato, ha detto che non abbandonerà la corsa nonostante la sconfitta ai caucus. «Sono pronta alla campagna perché in questa elezione è in gioco il futuro dell'America», ha detto l'ex first lady, mentre dopo essersi proclamato secondo, Edwards ha spiegato che a suo avviso «ha vinto il cambiamento, ha perso lo status quo».
I candidati dei Democratici
WASHINGTON (Usa) - Ecco i principali candidati democratici alle primarie per le elezioni presidenziali di novembre. Tra le fila dei liberal prevalgono gli avvocati e i politici di professione. Hillary Clinton è l'unica donna.
HILLARY RODHAM CLINTON - Nata il 26 ottobre 1947 a Chicago, nell'Illinois, moglie dell'ex presidente Bill Clinton, ha una figlia. E' avvocato e attualmente ricopre la carica senatore dello stato di New York.
BARACK OBAMA - Nato il 4 agosto 1961 a Honolulu, nelle Hawaii, è sposato e ha due figli. Anche lui è avvocato e attualmente ricopre la carica di senatore dell'Illinois.
JOHN EDWARDS - Nato il 10 giugno 1953 a Seneca, nella Carolina del Sud, è sposato e ha 3 figli (un quarto è morto). E' avvocato e attualmente riopre anche la carica di direttore del Centro per la povertà, il lavoro e le opportunità.
JOE BIDEN - Nato il 20 novembre 1942 a Scranton, in Pensylvania, è sposato e ha tre figli. E' avvocato e ricopre la carica di senatore del Delaware.
CHRIS DODD - Nato il 27 maggio 1944 a Willimantic, nel Connecticut, è sposato e ha due figli. E' avvocato e ricopre la carica di senatore del Connecticut.
MIKE GRAVEL - Nato il 30 maggio 1930 a Springfrield, nel Massachussets, è sposato e ha due figli. Politico di professione, non ricopre attualmente incarichi al Congresso.
DENNIS KUCINICH - Nato l'8 ottobre 1946 a Cleveland, nell'Ohio, è sposato e ha un figlio. Politico di professione, è membro della Camera dei rappresentanti eletto nell'Ohio.
BILL RICHARDSON - Nato il 15 novembre 1947 a Pasadena, in California, è sposato e non ha figli. Politico di professione, è governatore dello stato del Nuovo Messico.
I candidati dei Repubblicani
WASHINGTON (Usa) - Ecco i principali candidati repubblicani alle primarie per le elezioni presidenziali di novembre. Tra di loro non ci sono donne. Non sono escluse candidature a sorpresa nelle prossime settimane, come ad esempio quella dell'attuale sindaco di New York, Michael Bloomberg, che potrebbe però presentarsi come indipendente.
RUDOLPH GIULIANI - Nato il 28 maggio 1944 nel quartiere Brooklyn di New York, è sposato e ha tre figli. Ex sindaco della «grande mela», è avvocato e svolge attualmente l'incarico di uomo d'affari e di consulente per varie aziende.
MITT ROMNEY - Nato il 12 marzo 1947 a Detroit, nel Michigan, è sposato e ha 5 figli. Uomo d'affari, non ha cariche politiche in corso
JOHN MCCAIN - Nato il 29 agosto 1936 a Panama, è sposato e ha sette figli. Ex ufficiale dell'esercito, è attualmente il senatore dello stato dell'Arizona.
FRED THOMPSON - Nato il 19 agosto 1942 a Sheffield, in Alabama, è sposato e ha quattro figli. Attore, avvocato e lobbista, è conosciuto al grande pubblico per la partecipazione alla serie tv «Law and order».
MIKE HUCKABEE - Nato il 24 agosto 1955 a Hope, in Arkansas, è sposato e ha tre figli. E' uomo d'affari e sacerdote della chiesa battista.
DUNCAN HUNTER - Nato il 31 maggio 1948 a Riverside, in California, è sposato e ha due figli. Avvocato, è attualmente membro della Camera dei rappresentanti eletto in California.
ALAN KEYES - Nato il 7 agosto 1950 a Long Island, nello stato di New York, è sposato e ha tre figli. Alterna l'attività diplomatica alla carriera nel campo della televisione e dello spettacolo, in particolare come autore e conduttore
RON PAUL - Nato il 20 agosto 1935 a Pittsbourgh, in Pennsylvania, è sposato e ha cinque figli. Medico, è attualmente membro della Camera dei Rappresentanti eletto nel Texas.
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