Cultura & Attualità

controrivoluzione
Messaggio del 29-03-2005 alle ore 14:48:54
La Guerra di Vandea fu una vera e propria guerra di popolo, provocata, in parte, dalla costituzione civile del clero ed in parte dalla grande coscrizione obbligatoria di 300.000 uomini nelle regioni meridionali della Loira.


La Rivolta scoppiò nel Marzo del 1793.


La Vandea fu il tentativo disperato di quelle regioni della Francia contadina, di opporsi alla rivoluzione borghese e cittadina e alla sua espansione ideologica e militare.

Quelle regioni furono teatro di continue battaglie campali tra i contadini ed artigiani male armati, guidati dalla piccola nobiltà di provincia e le colonne infernali degli eserciti repubblicani, che avevano il preciso compito di passare per le armi tutti i ribelli, di bruciare i villaggi, le case, i boschi.




LA VANDEA

Ride la piazza ed urla al sangue che colora
il collo dei soldati fedeli alla corona
che sopra i ceppi hanno baciato il giglio dell'onore
col sorriso hanno gettato di sfida il guanto ancora

Siamo del Re ladri e cavalieri nella notte noi andiamo
il vento freddo del terrore no non ci potrà fermar
Se un bianco fiore nasce in mezzo a noi
L'oro che noi rubiamo con onore
dentro i nostri cuori splende
come il bel simbolo d'amore
che al trono ci legò

Spade della Vandea falci nella boscaglia
Baroni e contadini siam pronti alla battaglia
per vendicare chi tagliò il giglio
là sulla ghigliottina
per riabbracciare il sole di Francia
sulle nostre colline

Siamo del Re ladri e cavalieri nella notte noi andiamo
il vento freddo del terrore no non ci potrà fermar
Se un rosso fiore nasce in mezzo a noi
è il sangue di chi crede ancora
di chi combatte la rivoluzione
di uomini d'onor

In cieli devastati da giudici plebei
dall'odio degli uomini dal pianto degli eroi
nasce un bel fiore che i cavalieri portano sui mantelli
è il bianco giglio che ha profumato il campo dei ribelli

Sanguina il Sacro Cuore sulla nostra bandiera
e nella notte inizia l'ultima mia preghiera
Vergine Santa salva la Francia dalla maledizione
rinasca il fiore della vittoria, controrivoluzione

Siamo del Re ladri e cavalieri nella notte noi andiamo
e il vento freddo del terrore no non ci potrà fermar
L'oro che noi rubiamo con onore
dentro i nostri cuori splende
come il bel simbolo d'amore
che al trono ci legò

ascolta



Messaggio del 29-03-2005 alle ore 14:53:51
La guerra di Vandea fu una delle più atroci e crudeli mai combattute, i contadini istigati dai "buoni preti" commisero crimini da fa accapponare la pelle. Le truppe regolari semplicemente concellarono la popolazione con i cosiddetti bagnatoi nazionali, zattere stracariche di civili e guerriglieri affondate nelle paludi a cannonate
Messaggio del 29-03-2005 alle ore 14:56:19
A suo tempo la rivoluzione francese fu interpretata come lo scatto d'orgoglio della stirpe galloromana che riprendeva coraggio contro la nobiltà feudale d'origine germanica.
Fu, dunque, secondo questa interpretazione, la rivalsa dell'antico mondo romano contro gl'invasori barbari.
Si adottò quindi il fascio littorio come simbolo dell'antica repubblica, dell'uguaglianza civile contro il sistema primitivo delle caste germaniche e della superiorità della civiltà romana su quella settentrionale delle orde barbare.
Messaggio del 29-03-2005 alle ore 14:57:22
alla stregua dei vandeani, sei anni dopo imbracciarono le armi i SANFEDISTI, componenti delle bande armate, formate prevalentemente da contadini e appoggiate dal clero, che nel 1799 diedero vita in diverse regioni italiane, e soprattutto nel Mezzogiorno sotto la guida del cardinale F. Ruffo, a insurrezioni antifrancesi in nome della "santa fede" minacciata dalle idee rivoluzionarie.


CANTO DEI SANFEDISTI

Allu suono de grancascia viva lu popolo vascio

Allu suone de tammurrielli viva viva li puverielli

Allu suono de campana viva viva li pupulane

Allu suono de’ viulini morte alli Giacubini


A sant’elmo c’hanno fatto l’hanno fatto comme a’ ricotta

stu curnuto sbrevugnato l’hanno mise a mitria ‘ncapa

maistà chi t’ha traruto chistu stommaco chi ha avuto

e’ signure e cavaliere te vulevano prigiuniero


Alli 13 de giugno sant’antonio gluriuso

a’ e signure sti birbante ‘e facettero nu mazzo tanto

so venute li frangise autre tasse ‘nc’ hanno miso

libertè egalitè je arrobbo a tte tu arruobbe a mme


Li frangise so’ arrivate nc’ hanno bbuone carusato

et voilà et voilà cavece ‘ncula a’ libertà

allu ponte a’ matalena donna Luisa ascette prena

e tra mierece che fann’ nun la ponno fa sgravà


Allu muolo senza guerra se jettaje l’arbero ‘nterra

afferrajene e’ Giacubine ‘e facettero na’ mappina

è fernuta l’eguaglianza è fernuta a’ libertà

pe vvuje so’ dulure e’ panza signò jateve a cuccà


Passaje lu mese gliuvuso lu ventuso e l’addiruso

allu mese ca se mete l’hanno avuto l’aglio arrete

viva tata maccarone ca rispetta la riliggione

Giacubini jate a mare mo’ v’abbrucia lu panaro!

ascolta

Messaggio del 29-03-2005 alle ore 15:00:47
Il cardinal Rufo ebbe gioco facile a terrorizzare i contadini, che non capivano queste nuove idee e nessuno si preoccupò di informarli.
Messaggio del 29-03-2005 alle ore 15:01:44
un "contadino" nn metterebbe mai a repentaglio la sua vita e il suo orticello solo perchè "istigato". i sentimenti dei vandeani erano puri e viscerali.
Messaggio del 29-03-2005 alle ore 15:06:06
Beh i preti refrattari certo non se ne stettero con le mani inmano.
Cmq la rivolta vandeana fu risolta nel modo più definitivo, cancellando i rivoltosi con feroce determinazione, un po quello che fece l'armata rossa durante la guerra civile del 19/21 in Ukraina
Messaggio del 29-03-2005 alle ore 15:07:01
che il cardinal rufo fosse un sanguinario senza scrupoli è fuor di dubbio. ma nn credo che nessuno mai, giustamente, sarebbe mai riuscito a spiegare ai contadini del salento o della calabria, che era giunto il momento di togliere dai muri le immagini della madonna.
Messaggio del 29-03-2005 alle ore 15:16:15
si bartam è giustissimo quello che dici

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