Messaggio del 08-04-2007 alle ore 01:10:51
FUCILAZIONE
Tempo di sopravvivenza: incerto
La sentenza viene eseguita da un fuciliere o da un plotone il cui numero varia da Paese a Paese (in alcuni è previsto che fra le armi dei fucilieri ve ne sia una caricata a salve). L'ufficiale che comanda il plotone ordina la scarica, quindi si avvicina al condannato per sparare il colpo di grazia, alla tempia o alla nuca.
IMPICCAGIONE
Tempo di sopravvivenza: 8-13 minuti
Il condannato viene fatto penzolare da una corda posta intorno al collo ed è ucciso dalla pressione esercitata dalla corda stessa contro il corpo, spinto verso il basso dalla forza di gravità. Lo stato di incoscienza e la morte sono provocati da lesione alla colonna vertebrale o da asfissia. Talora si rende necessario tirare le gambe del condannato. Sebbene privo di sensi, il corpo può avere degli spasmi ed il cuore può continuare a battere per alcuni minuti. Il condannato diventa cianotico, la lingua sporge in fuori, i bulbi oculari escono dalle orbite, vi è un solco alla cute del collo; ci sono inoltre lesioni vertebrali e fratture interne.
INIEZIONE LETALE
Tempo di sopravvivenza: 6-15 minuti
Fu introdotta in Oklahoma e Texas nel 1977, la prima esecuzione fu in Texas nel dicembre 1982. Viene introdotta per via endovenosa di una quantità chimica letale di un barbiturico ad azione rapida combinato con un agente paralizzante. Il cuore continua a battere per un periodo che può variare dai 6 ai 15 minuti; il condannato prima viene messo in uno stato di incoscienza e poi viene ucciso lentamente per paralisi respiratoria e successivamente per paralisi cardiaca. In Texas viene usata una combinazione di tre sostanze: un barbiturico che rende il prigioniero incosciente, una sostanza che rilassa i muscoli e paralizza il diaframma in modo da bloccare il movimento dei polmoni e un'altra che provoca l'arresto cardiaco. Si ritiene che questo sia il metodo di esecuzione più umano, invece possono esserci anche gravi complicazioni: l'uso prolungato di droghe per via endovenosa da parte del prigioniero può comportare la necessità di andare alla ricerca di una vena più profonda per via chirurgica; se il prigioniero si agita, il veleno può penetrare in un'arteria o in una parte di tessuto muscolare e provocare dolore; se le componenti non sono ben dosate o si combinano tra loro in anticipo sul tempo previsto, la miscela si può inspessire, ostruire le vene e rallentare il processo; se il barbiturico anestetico non agisce rapidamente il prigioniero può essere cosciente mentre soffoca o mentre i suoi polmoni si paralizzano.
LA SEDIA ELETTRICA
Tempo di sopravvivenza: 10 minuti
Fu introdotta negli USA nel 1888. Il condannato viene legato ad una sedia di legno ancorata al suolo e isolata elettricamente. Tutto inizia 3 giorni prima, rinchiudendo il prigioniero in una cella speciale che affaccia sulla stanza dove è posto lo strumento di morte. Un faccia a faccia corrosivo che porta il prigioniero a morire ancor prima di morire fisicamente: si giunge quindi all'annullamento della persona. Vengono fissati elettrodi di rame inumiditi sulla testa, con una specie di elmetto di cuoio, e ad una gamba (che sono state rasate per assicurare una buona aderenza). Vengono quindi trasmesse a brevi intervalli potenti scariche elettriche: un elettricista, agli ordini del boia, immette la corrente per la durata di due minuti e diciotto secondi variando il voltaggio da 500 a 2000 volt, altrimenti il condannato brucerebbe (2000 volt). La morte è causata da arresto cardiaco e da paralisi respiratoria. Il procedimento procura effetti visibili devastanti: il prigioniero a volte balza in avanti trattenuto dai lacci, orina, defeca o vomita sangue, gli organi interni sono ustionati, si sente odore di carne bruciata. Benché lo stato di incoscienza dovrebbe subentrare dopo la prima scarica, in alcuni casi questo non accade: a volte il condannato è solo reso incosciente dalla prima scarica, ma gli organi interni continuano a funzionare, tanto da rendere necessarie ulteriori scariche.
Sono numerosi e documentati i casi di condannati per i quali le scariche elettriche previste non sono state sufficienti a procurarne la morte e che pertanto hanno dovuto subire atroci torture prima di essere definitivamente stroncati da ulteriori e più potenti scariche.
CAMERA A GAS
Tempo di sopravvivenza: 8-10 minuti
Questo metodo di esecuzione fu introdotto negli USA negli anni '20, ispirato dall'uso di gas venefici durante la prima guerra mondiale e dal largo impiego del forno come metodo di suicidio. Il prigioniero viene fissato ad una sedia in una camera stagna. Uno stetoscopio fissato al suo torace viene collegato a cuffie che si trovano nella stanza adiacente, dove stanno i testimoni, in maniera tale che un medico possa controllare il progredire dell'esecuzione; nella camera stagna viene quindi liberato gas cianuro che uccide il condannato. La morte avviene per asfissia: il cianuro inibisce l'azione degli enzimi respiratori che trasferiscono l'ossigeno dal sangue alle cellule del corpo. Lo stato di incoscienza può subentrare rapidamente, ma l'esecuzione durerà più a lungo se il prigioniero tenta di prolungare la propria vita trattenendo il fiato o respirando lentamente. Così come avviene con gli altri metodi di esecuzione, gli organi vitali possono continuare a funzionare per un breve periodo, a prescindere dal fatto che il prigioniero sia cosciente o meno.
LAPIDAZIONE
Tempo di sopravvivenza: sino a 4 ore
Il condannato viene solitamente sepolto nel terreno fino al collo, o bloccato in altri modi. La morte può essere causata da danni al cervello, da asfissia o da una combinazione di ferite. La persona può essere colpita più volte senza perdere conoscenza: di conseguenza la morte può essere molto lenta. Spesso la comunità assiste o partecipa alla lapidazione. E' comminata prevalentemente nei casi di adulterio.
Il codice penale iraniano descrive minuziosamente le modalità dell’esecuzione ("le pietre non devono essere così grandi da far morire il condannato col lancio di una o due di esse; non così piccole da non poter essere definite come pietre) e, a dimostrazione di una millenaria discriminazione, dispone che le donne siano seppellite fino alle spalle, gli uomini invece fino alla vita. Se durante il supplizio, che avviene normalmente il venerdì nello stadio dopo la partita, riescono a liberarsi, ottengono la grazia, poiché quella è stata la volontà di Allah. Eventualità che può riuscire agli uomini, impossibile alle donne.
DECAPITAZIONE
Tempo di sopravvivenza: 1-2 minuti
Metodo usato in base al quale la testa del condannato viene staccata dal corpo per mezzo di una spada. Lo shock provocato alla colonna vertebrale dovrebbe provocare l'immediata perdita dei sensi, ma possono rendersi necessari parecchi colpi per provocare il distacco della testa. In Arabia Saudita, nei casi che le autorità ritengono più seri, può essere prevista la crocifissione dopo l'esecuzione.
CROCIFISSIONE
Tempo di sopravvivenza: incalcolabile
Il condannato viene inchiodato a polsi e caviglie ad una croce e lasciato morire fra atroci sofferenze.
METODI DI MORTE UTILIZZATI NELL'ANTICHITA' O POCO UTILIZZATI OGGI
ALLUNGAMENTO
Il condannato veniva legato ai polsi e alle caviglie con corde che venivano tirate da parti opposte con argani; in questo modo era "tirato" fino alla morte.
ANNEGAMENTO
Il condannato veniva buttato in acqua legato, in modo che non riuscisse a nuotare. Questo sistema era usato soprattutto nei luoghi di mare. Veniva utilizzato per verificare la colpevolezza di una presunta strega: se essa annegava, era considerata innocente; se l'acqua la respingeva ed essa galleggiava, era considerata colpevole e veniva messa al rogo.
BOLLITURA
Il condannato veniva posto in un calderone pieno d'acqua che veniva riscaldato. Questa tecnica era usata soprattutto nel Medioevo.
CALDERONE
Un recipiente di ferro veniva posto sullo stomaco del reo con l'apertura in basso, poi veniva alzato affinché entrassero alcuni topi; quindi veniva riscaldato e i topi, per uscire, non potevano fare altro che rosicchiare lo stomaco del condannato.
CAVALLO DI LEGNO
Il condannato veniva posto a cavalcioni in una struttura a V, come su un cavallo; venivano poi posti dei pesi ai suoi piedi affinché egli venisse tirato sempre più giù, fino a quando non si divideva in due.
ESSERE GETTATI DA GRANDE ALTEZZA
Il condannato era gettato giù da una montagna o da un alto muro.
IMMERSIONE NELLE FOGNE
La condannata (adultera o prostituta) veniva legata ad un'asse e quindi immersa nel punto del canale in cui confluivano gli scarichi delle fogne; questa tecnica è stata in seguito migliorata mettendo la poveretta in gabbia. Pratica usata soprattutto nel Medioevo.
LETTO (o sedia) DI FERRO
Il prigioniero vi veniva fatto sedere, poi si riscaldava il ferro fino all'incandescenza.
MORTE DA INSETTI
Ci sono molte variazioni di questa pratica. In genere il condannato veniva fissato al suolo, poi cosparso con una sostanza dolce (ad esempio miele), e abbandonato per essere mangiato da insetti.
MORTE PER FAME
Il condannato era posto in una cella e non veniva nutrito. Celebre l'episodio del Conte Ugolino descritto da Dante nella Divina Commedia.
PENDOLO
Un pendolo con lama affilatissima veniva lentamente abbassato sul condannato che giaceva sulla schiena; come nel racconto di Edgar Allan Poe "Il Pozzo E Il Pendolo".
PERCOSSIONE
Il condannato veniva percosso fino alla morte, spesso con strumenti quali il gatto a nove code; un esempio è quando gli schiavi americani venivano picchiati dai loro padroni.
PRESSATURA
Il condannato veniva posto fra due lastre di pietra; sulla lastra superiore venivano posti oggetti pesanti, finché egli non moriva schiacciato.
ROGO
Il condannato veniva legato a un palo, poi si incendiava il palo alla base del quale vi era materiale incendiabile come fieno. Questo metodo era usato ai tempi della caccia agli eretici ed alle streghe, quando esse non venivano condannate all'impiccagione.
RUOTA
Vi erano molti modi di usarla. Per esempio, il condannato poteva venir legato al cerchio esterno della ruota, che veniva fatta rotolare lungo un percorso spinato o giù per una collina.
SBRANAMENTO DA ANIMALI
Il condannato veniva gettato in un'arena insieme a leoni. Questo metodo era usato soprattutto nell'antica Roma.
SCORTICAMENTO
La pelle del condannato veniva tolta a strisce con svariati strumenti.
SOTTERRAMENTO
Il condannato veniva sotterrato vivo e lasciato a morire. Questo metodo è stato largamente usato in tutti i secoli. In India, ad esempio, sotterravano le donne fino al collo, poi le lasciavano, con solo la testa all'esterno, a cuocere al sole.
SPARO DI CANNONE
Il condannato veniva posto dinanzi la bocca del cannone, poi veniva sparato un colpo.
TRAFISSIONE CON FRECCE
Il condannato veniva legato ad un palo o ad un muro e degli incaricati gli tiravano delle frecce. Questa pratica era usata fra Indiani e Vichinghi, che miravano alle parti non vitali del corpo per prolungare l'agonia il più possibile.
Una delle vittime più note della trafissione è San Sebastiano, vissuto nel III sec. d.C., che fu martirizzato con frecce; essendo queste simbolo della peste, il santo fu assunto come protettore contro tale epidemia.
VERGINE DI FERRO
Consisteva in una sorta di sarcofago femminile fatto di legno o ferro, scavato dentro e riempito con chiodi appuntiti. La vergine di ferro veniva aperta e il condannato vi veniva inserito. Quest'ultimo, alla chiusura del portello, veniva "abbracciato" dalla vergine e veniva trafitto dai chiodi.
CROCIFISSIONE
... Inizialmente praticata su alberi, questa pratica era riservata agli schiavi dell'antica Roma. (viene tutt'oggi utilizzata)
DECAPITAZIONE
Un boia, generalmente incappucciato, tagliava la testa del condannato con un'accetta. Molto diffusa in Inghilterra nel 1500-1600. L'accetta usata per l'ultima decapitazione, avvenuta nel 1747, può essere vista alla Torre di Londra. (viene tutt'oggi utilizzata)
LAPIDAZIONE
Venivano tirati sassi contro il condannato finché non moriva; spesso la comunità assisteva e partecipava allo "spettacolo". È ancora praticata nei paesi islamici. Anche la Bibbia e il Vangelo vi facevano riferimento per quanto riguarda la pena da comminare alle adultere. (viene tutt'oggi utilizzata)
Messaggio del 08-04-2007 alle ore 12:52:23
trovo sia inutile e ingiustificato questo elenco
anche perchè per esperienza chi è contro la pena di morte lo è per principio, non dopo aver saputo come può morire un uomo
chi è favorevole alla pena di morte non si interessa di come un uomo possa morire, l'importante è ucciderlo
Messaggio del 08-04-2007 alle ore 12:54:23
CERTO...APPARTE KE NN SI PUò NEMMENO PARLARE DI "L'UOMO HA UNA PROPRIA DIGNITà E BISOGNA RISPETTARLA" visto ke poi l'uomo in questione probabilmente nn ha rispettato la dignità di un altro..
Messaggio del 08-04-2007 alle ore 14:58:40
Io stò nghi Panelle...GisùCrist sa mort a la croce...la signurine Marinikka è stata a la prucessione senza sapè nu cass di niente di Gesù!
Mò li dice la lu previte e ti facem fa nu corse di recupero accellerate...gnurantella!
Messaggio del 08-04-2007 alle ore 15:01:30
MA VABBONE VAFFANGUL TUTTI QUIND IO HO ESPRESSO SOLO IL MIO PARERE E RISPETTO I VOSTRI.. NN C'è BISOGNO KE ROMPETE ANCORA CIAO
Messaggio del 08-04-2007 alle ore 15:34:24
vorrei sapere come puo' essere favorevole alla pena di morte chi è contrario all'aborto... in quanto difensore estremo della sacralità della vita
Messaggio del 08-04-2007 alle ore 15:36:06
da quel lungo elenco di tipologie di esecuzioni, mi sembra ne amnchi una. la più comunenmente usata : IL RASCHIAMENTO!!
nessuno tocchi caino? certo, si tocchi solo abele, visto che chi si mobilita per salvare la vita ad assassini e stupratori, sono gli stessi che sono favorevolissimi alla soppressione di vite inncenti!!
Marinik tu non rispetti la dignità del tuo cervello: SPARATI IN BOCCA
gnurantella!
Complimenti per come si tratta un parere opposto al vostro!
Io sono per i lavori forzati, la morte la vedo quasi inutile e con poca sofferenza, inoltre se ci sono innocenti uccideremmo un' innocente non mi sembra affatto giusto, lo si fà lavorare (il colpevole o presunto tale purtroppo) gli si fà produrre un qualsiasi cosa che smuovi l' economia e così si guadagna il pranzo giornaliero e il letto dove dormire in cella.
Messaggio del 08-04-2007 alle ore 16:41:00
Ma i cristiani del forum, cioè, quelli che parlano di una presunta cristianità da salvaguardare sono favorevoli o contrari?
Messaggio del 08-04-2007 alle ore 17:31:01
IDOLOOOO ke cazzo centra onesolution! io sono contro l'aborto... e favorevole(nn in tutti i casi) alla pena di morte...l'aborto togli la vita ad una xsona innocente...la pena di morte la togli invece tigli la vita a ki lo merità... e bast nn parl kiù sennò m'abbusc sembr li cazziat
Messaggio del 08-04-2007 alle ore 17:37:52
A chi lo merita? Purtroppo non sempre!!! Be, hai ancora tanto sale da ficcare dentro la tua testolina... Ne hai di tempo, fortunatamente... Quindi non poso fare altro che quotare il buon Dean... quote:
Marinik tu non rispetti la dignità del tuo cervello: SPARATI IN BOCCA
Messaggio del 08-04-2007 alle ore 17:50:32
one, ti rispondo io. ci mancherebbe. sono cristiano e sono favorevole alla pena capitale e contrario all'aborto, per un lapalissiano motivo: la pena capitale colpisce chi si è macchiato di atroci delitti, la pena capitale per raschiamento, colpisce la vita innocente!! credo ci sia una notevole differenza tra chi ha magari violentato e assassinato un bambino, e chi è l'essenza stessa dell'innocenza. non trovi??
d'altronde è vero che dio predicava di porgere l'altra guancia, ma non ha esitato a sterminare l'esercito egiziano facendo richiudere le acque su di loro....
Messaggio del 08-04-2007 alle ore 19:22:23
chi rispetta la vita la rispetta in ogni caso, cattolico ateo agnostico che sia...ci sono comunque casi e casi, soprattutto per quanto riguarda l'aborto
chi rispetta la vita la rispetta in ogni caso, cattolico ateo agnostico che sia...ci sono comunque casi e casi, soprattutto per quanto riguarda l'aborto
Messaggio del 08-04-2007 alle ore 20:11:50
pavo, pensa che io sarei stato contrario alla condanna a morte per Mussolini e anche pe lu baffett! (e non certo per carità cristiana...)
io penso che il dono del Perdono (quello con la P maiuscola, non quello ecclesiastico) sia qualcosa di stupendo... la capacità dell'Uomo di perdonare, nella sua Umanità, è la speranza stessa dell'Uomo. (contorto, ma meditabondo)
Messaggio del 08-04-2007 alle ore 21:42:39
one, se saresti stato contro la pena di morte per mussolini e hitler, devo dare per scontato che sei contro la pena di morte pere una vita innocente con tutte le tue forze!! se così non fosse, vedrei in te solo tanta, ma tanta confusione....
Messaggio del 08-04-2007 alle ore 23:09:53
Non pensate alla pena di morte x hitler e mussolini xke hanno ucciso milioni di ebrei.. pensate ke era meglio dare la pena di morte a milioni di ebrei ke hanno ucciso Gesù Cristo.... jama...
Messaggio del 14-04-2007 alle ore 19:26:55
Esiste alla fine una piccola ma fondamentale obiezione alla pena di morte: cosa facciamo quando ci si accorge dell'errore processuale dopo l'esecuzione?
Chiediamo scusa alla vittima intitolandogli una strada?
A me basta pensare che chi dice che l'omicidio è il peggiore dei crimini, poi non può sbagliare anche lui, commettendone un altro, anche se si chiama Stato.