Cultura & Attualità

contro il precariato...
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 10:23:41
...i ragazzi francesi si ribellano, dimostrando di conoscere e difendere i propri diritti... mentre noi siamo sempre pronti a chinarci di fronte a qualsiasi legge facciano (destra e sinistra) in proposito...

In Italia come dice il rapporto di bankitalia: "In pratica, il 25% dei giovani con un'età compresa tra i 15 e i 29 anni ha un lavoro con contratto a termine (comprese le collaborazioni e prestazioni di lavoro occasionale) ma la percentuale arriva addirittura al 49,8% in questa fascia d'età tra i neo-assunti, coloro cioè che hanno trovato lavoro negli ultimi 12 mesi." che bella cosa....
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 10:31:20
il problema non è il precariato o il lavoro flessibile secondo me, davvero inevitabili in questo periodo storico, ma le politiche di sostegno: senza interventi come quello danese ad es. che prevede forme di sostentamente economico e formativo nei periodi di pausa lavorativa tra un contratto e un altro si arriva allo sfascio di molti paesi europei, come la piega che ha preso anche l'italia.
il discorso francese penso sia più complesso, figlio anche delle 35 ore ( tra l'altro rifiutato in molte fabbriche che sotto minaccia di delocalizzazione sono tornate gratuitamente a 37-38 ore settimanali, con plebiasciti - tipo 95% a favore - nelle assemblee operaie ).
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 10:35:57
le politiche di sostegno chi le paga? la collettività.... allora dov'è il guadagno? e con le politiche di sostegno di permettono di avere un mutuo? certezza minima del futuro?
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 10:42:41
Atelkin, non riesco a capire come fai a non prendere mai una posizione netta, da quando ti conosco ti barcameni " nel mezzo " in tutte le tematiche che vengono affrontate.
E dillo, per una volta soltanto,: "Il precariato è uno dei problemi più gravi per noi giovani".
Ormai tutti hanno preso coscienza di ciò.
Se non si elimina il precariato non c'è nessun futuro per i giovani.
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 10:46:37
le politiche assicurerebbero un futuro no!?
discorso mutuo: non vorrei pronunciarmi, ma penso proprio di sì, altrimenti nel giro di dieci anni nessuno potrebbe più averlo. bisognerebbe informarsi bene però, anche sulla questione italiana.
per le altre domande non mi sento così in grado di rispondere, anche perchè se lo facessi probabilmente starei in ben altre posizioni.
posso solo dire che il discorso sulla collettività a mio avviso non regge, altrimenti così dovremmo condannare tutto il sistema welfare: essendo finanziato dalla collettività, dov'è il guadagno? a che pro sostenerlo?
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 10:50:51
venenum,
non la prendo perchè raramente mi sento di avere i mezzi e le conoscenze per sostenere in pieno qualcosa.
per quanto riguarda questo discorso invece ovvio che il precariato ( che è comunque diverso come termine da flessibile ) è un male, ma è altrettanto ovvio che non si può dire no a priori: il sistema economico di oggi prevede un tipo di produzione, purtroppo, così elastica che sfrutta i contratti a termine, quindi visto che la cosa è difficile da combattere, lo stato potrebbe intervenire con politiche di sostegno.
non mi sembra di essere stato nel mezzo in questo caso, ho detto la mia.
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 10:53:56
Fino a pochi anni fa il precariato non c'era eppure tutto funzionava.
Voglio sottolineare che con il precariato un lavoratore assunto per tre mesi dove trova casa in affitto per soli tre mesi? senza contare che le aziende ci marciano di brutto: un anno fa (se non ricordo male) l'Iveco aveva preso 300 operai in affitto per tre mesi per far fronte a una grande richiesta di produzione... questi lavoratori dopo tre mesi sono stati licenziati proprio prima delle vacanza natalizie (quindi ferie non pagate) senza avere nessuna notizia su un possibile rinnovo e senza beccare una lira sul premio di produzione (eppure hanno lavorato anche loro, no?)... questo è il precariato.
Come si fa solo a concepire il concetto di lavoratore in affitto? siamo persone, non merce.
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 10:58:23
Noi..italinaNi..doBBiam vergognarci d esser cittadini italiani..spekkiamoci!!!!(all'estero)..USA..GB..FR..ecc...o No?
..Anke se tutto ciò lo si fà derivar ankor ke NOI siam stati tra gl'ultimi ad aver fatto l'unifikazione(x modo d dì)..e diventare italia...ma...diko... sarà ankor qust il problema(del nostro sottosviluppo..in tutti gli aspetti)...Booo???
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 10:58:40
Quote:
Fino a pochi anni fa il precariato non c'era eppure tutto funzionava

è cambiato anche il sistema di produzione e il mercato in generale, le imprese puntano solo su una produzione a richiesta ed ecco perchè si comportano così.
non dico che facciano bene, ci mancherebbe, anch'io prima o poi entrerò nel mercato del lavoro e sarei scemo a difendere politiche aziendali del genere.
l'unica cosa che sto cercando di dire è che non vedendo una soluzione nelle aziende, punto più su politiche statali di sostegno, come fu a suo tempo con il welfare.

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Editato da Atelkin33 il 17/03/2006 alle 11:00:08
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 11:01:13
basta girare questi sostegni, invece che ai lavoratori precari non occupati, alle aziende che assumono a tempo indeterminato.
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 11:01:44
1) non è possibile creare flessibilità senza un minimo di programmazione economica;
2) la crisi dell'industria italiana non è riconducibilie unicamente a un problema di flessibilità(magari lo fosse);
3) la flessibilità(sfruttamento) c'era già prima col lavoro nero(parlo delle piccole imprese);
4) il lavoro precario è mal pagato, si tratta di sfruttamento e nient'altro;
5) chiunque accetterebbe la "flessibilità" se avesse l'opportunità di ricevere paghe settimanali o anche giornaliere adeguatamente remunerative(chi è che si lamenta nei paesi anglosassoni?)
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 11:02:57

basta girare questi sostegni, invece che ai lavoratori precari non occupati, alle aziende che assumono a tempo indeterminato.


ok, ma se non hanno di che produrre a che pro devono assumere a tempo indeterminato? così si fa il loro gioco, tipo quando mamma stato finanziava la fiat in crisi.
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 11:09:12
"mamma stato" col finanziamento alla FIAT ha consentito lo sviluppo dell'Italia, negli anni del boom, e consentito ai tuoi genitori di vivere una vita dignitosa. Cosa per te non garantita.
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 11:12:31
quoto Venenum... perchè se tanto lo stato deve pagare la cassaintegrazione o i sostegni ai precari allora tanto vale che sostenga direttamente le aziende rendendo sfavorevole, dal punto di vista delle tasse da pagare, l'assunzione precaria rispetto a quessla a tempo ind.
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 11:19:28
Come negli anni70: lo Stato pensava a sostenere le politiche sbagliate della Fiat anzichè promuovere l'elettronica di consumo, il settore con i più elevati tassi di sviluppo
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Editato da Skin il 17/03/2006 alle 11:21:33
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 11:21:17
nel sostenere la fiat sosteneva anche centinaia di famiglie italiane.
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 11:24:19
in ogni caso il discorso è esteso a tutte le aziende e non solo Fiat che comunque è stata il traino dell'Italia, questo è innegabile e per molti versi è ancora così.
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 11:24:57
La solita miopia italiana.
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 11:31:16
non sono d'accordo, o meglio non è giusto aver finanziato e sostenuto una sola grossa azienda, bisognava farlo anche per altre evitando che fallissero.
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 11:36:51
Se la Fiat avesse pensato a sviluppare il proprio core-business, anzichè invadere altri settori con dirigenti incompetenti, giocando con le forbici e l'ago, probabilmente oggi starebbero tutti meglio.
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 11:40:20
Su questo siamo in perfetto accordo, gli errori dirigenziali hanno avuto effetti devastanti...
ma il fatto che "se tanto lo stato deve pagare la cassaintegrazione o i sostegni ai precari allora tanto vale che sostenga direttamente le aziende rendendo sfavorevole, dal punto di vista delle tasse da pagare, l'assunzione precaria rispetto a quessla a tempo ind." mi sembra la strada da seguire, non solo nei confronti di fiat ma di tutto il mondo del lavoro.
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 11:50:16
Per me bisognerebbe solo far funzionare meglio il mercato, in fondo la sostanza è quella. Se ci fosse un potere contrattuale dalla parte del singolo lavoratore, e non solo dalla parte del datore di lavoro(questo è stato il risultato della legge biagi) gli stipendi sarebbero più elevati e al lavoratore non costerebbe nulla spostarsi da un'azienda all'altra. Ma il discorso è complesso, perchè coinvolge diversi aspetti, anche finanziari(anche l'imprenditore dovrebbe rischiare di perdere la propria azienda, se non è efficiente).
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 11:54:35
adesso scrivo una cosa per la quale sarò fucilato...lo so

verissimo quanto detto da atelkin circa l'evidente variazione delle politiche di mercato ed ancor più vero il fatto che la precarietà è un problema serio per noi () giovani

la cosa triste però è che in realtà le aziende usano la precarietà anche come arma per combattere l'assenteismo ed aumentare l'efficienza del lavoratore
il problema è che se chiedi ad un qualunque dirigente ti dirà che "quando il lavoratore teme per il suo posto di lavoro lavora di più e non si assenta al minimo mal di testa"
forse è anche un pò colpa nostra se si è arrivati a questo punto

per quanto riguarda i sostentamenti statali, direi che skin ne sa ben più di me e non posso che quotarlo
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 11:58:53
Il concetto che "l'imprenditore dovrebbe rischiare di perdere la propria azienda, se non è efficiente" è corretto. L'assistenzialismo statale può essere deleterio e far adagiare l'azienda stessa su posizioni sconvenienti alla comunità.
Per questo non bisogna sostenere le aziende in sè , ma rendere conveniente l'assunzione a tempo ind. rispetto a quella precaria.
è evidente, come tu sottolinei, la necessità di ridare potere contrattuale al lavoratore, oltre che la giusta dignità.
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 12:03:22
"la precarietà anche come arma per combattere l'assenteismo ed aumentare l'efficienza del lavoratore"

negroni ti garantisco che la precarietà porta anche a disaffezione per il lavoro svolto e per l'azienda in cui si lavora...
mentre tanti lavoratori difendono con orgoglio il loro essere in una data azienda da diversi anni... e anche se questa cosa può portare a volte ad atteggiamenti rilassati, se l'azienda sta andando male, l lavoratore fisso si rimbocca le maniche perchè si sente parte dell'azienda stessa, mentre il precario inizia a mandare in giro il proprio curriculum...
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 12:05:27
guarda che oltre alla disaffezione al lavoro va fatto anche un discorso di ESPERIENZA nel lavoro che non può che far comodo alle aziende
il problema però è che sai meglio di me che i fortunati che hanno ancora un posto fisso, si vantano pure quando riescono a fregare il datore.

ora devo andare...vi seguirò a distanza
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 12:06:34
non si è capito...lo so

cmq volevo dire che il precario comporta ogni volta la "perdita di tempo" dell'affiancamento
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 12:09:40
L'assenteismo è sicuramente una piaga italiana, ecco perchè le riforme vanno fatte ma non quella di avvantaggiare solo il datore di lavoro, che può comprare e gettare via i lavoratori come merce. Il lavoro è una risorsa, la più importante che esiste, e in quanto tale va valorizzata. Anche negli Stati Uniti stanno avviando programmi di formazione per i datori di lavoro, per insegnare loro a relazionarsi coi dipendenti e motivarli. Noi ci arriveremo tra 30 anni, come sempre.
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Editato da Skin il 17/03/2006 alle 12:11:41
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 12:15:34
"i fortunati che hanno ancora un posto fisso, si vantano pure quando riescono a fregare il datore......."

dopo una dose di precariato sono riuscito ad avere un lavoro a tempo indeterminato, ma nè io, nè i miei colleghi si sono mai vantati di riuscire a fregare il datore... perchè se freghi l'azienda ti cacciano il giorno stesso a calci in culo come è giusto che sia... lavoro a tempo indeterminato non vuol dire: "faccio il comodo mio tanto nessuno può toccarmi".... ma significa lavorare e vivere con più serenità e dignità.
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 12:16:18
Il lavoro precario non dà dignità alcuna al lavoratore, lo induce, invece,
ad essere meschino.
A mio parere bisognerebbe limitare un "pochino" il Mercato.
Un freno al "Mercato" è stato introdotto nei paesi scandinavi e non mi sembra che sia stato negativo.
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 12:23:54
Il freno al mercato c'è stato fino ad ora, e infatti stiamo a crescita zero. Questo non vuol dire che lo Stato non debba intervenire, piuttosto deve garantire la concorrenza.
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 12:25:43
Parlo del mercato del lavoro "precario".
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 12:29:56
Grande Al, ben tornato e bel tema.
Ovviamente non so daccordo con te, ma questa non è una novità.
Secondo me quello che bisogna chiedersi è: Precariato e flessibilità sono sinonimi?
Per me assolutamente no.
Ho letto velocem,ente il post e mi sembra che si parli di politiche di sostegno; per carità nulla in contrario, ma di per se una politica di sostegno è il sintomo più evidente del fallimento del sistema.
Il vero problema è che il sistema del lavoro in Italia è rigido come lo era negli anni 70.
Per lo meno lo è dal punto di vista della domanda di lavoro, in pratica oggi il sistema è flessibile solo per chi offre lavoro e non per chi lo richiede, infatti le imprese sanno che possono "ricattare" tranquillamente il lavoratore, in quanto se loro non gli rinnovano il contratto il lavoratore ha probabilità vicine allo 0 di trovare lavoro da un'altra parte e questo rende il mercato non libero.
Nei paesi dove la flessibilità è entrata da più tempo ed è entrata in tutti i suoi aspetti si arriva al paradosso che è l'azienda a non trovare conveniente perdere un lavoratore su cui ha investito e pur continuando a proporre contratti a tempo determinato, si prevedono benefit cospicui che legano il lavoratore per almeno 15 anni all'azienda.
In questi paesi ogni lavoratore è diventato un piccolo imprenditore di se stesso che rivende le proprie competenze su un mercato affamato di esse.
Se questo sistema entrasse anche da noi si potrebbero riservare le politiche di intervento pubblico solo a chi non ha competenze di alto livello, magari permettendo che se le costruisca.
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 12:31:18
Io parlo in generale, l'aspetto che dici tu lo includo. Ma ripeto, se pensi di risolvere tutti i problemi fossilizzandoti col lavoro precario, stai fuori strada. E' tutta l'economia che deve funzionare meglio, quindi le riforme dovrebbero essere piuttosto strutturali
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 12:34:20
Dean, perchè non prendi il posto di quel commercialista di Tremonti?
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 12:35:18
perchè magari a culo potrei fare qualcosa di buono e sicuramente pesterei i piedi a qualche potete corporazione
fammi sta con sti pochi guai
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 12:36:58
ma lo vedi che sotto sotto rimani un cerchiobottista?
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 12:37:29
ADECCO, ADINTERIM, ALISPA, ALBECOM, TEMPORIT, LAVOROTEMPORANEO...ecc.

Ecco chi ci ha guadagnato di più dal momento dell'introduzione del lavoro-atipico-temporaneo.
I lavoratori sono i nuovi schiavi del ventunesimo secolo.
Guadagnano salari che è di poco da fame.
Non hanno nessuna garanzia. Sono solo merce.
Allora il "Mercato" del lavoro deve essere riformato oppure no?
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 12:38:46
Venenum, certo che deve essere riformato, nessuno è così pazzo da negarlo
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 12:39:17
ragazzi ormai di chiacchiere se ne son fatte persino troppe...passiamo all'azione,sovvertiamo il potere......diamo forza alle classi deboli,nn protestando solamente ma rendendoci parte attiva nella lotta di classe...per ciò invito tutti a prendere coscienza della realtà e a sollevarci insieme scatenando una rivolta!!!!!!!mano alle armi....a fuoco lo stato!!!!!!!!!
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 12:40:14
Ovvio venenum.
Parlando con chi non è mai stato molto tenero con i sindacati e che non è certo di sinistra, parlando di questi avvoltoi mi ha detto
"C'è sempre chi specula sui poveri cristi in difficoltà"
Ad esempio il loro ruolo, ampliato lo affiderei ad un ente pubblico, come succede nei paesi scandinavi, che credo tu abbia citato.
Ovviamente quest'ente non deve diventare il solito carrozzone all'italiana
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 12:40:50
Prima che si arrivi a questo io ho già fatto il biglietto di sola andata
(mi riferisco a riso scotti)
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Editato da Skin il 17/03/2006 alle 12:42:02
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 12:41:57
Skin più passa il tempo e più do ragione a jekil, l'italia non è un paese comunista e non è neanche un paese liberista e non lo sarà mai, l'italia è un paese corporativo.
Le lobby hanno un potere spropositato, altro che in america e non permetteranno mai che questo diventi un paese moderno
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 12:42:20
Quote:
Precariato e flessibilità sono sinonimi?
Per me assolutamente no.


è un aspetto che avevo sottolineato, hai fatto bene a ribadirlo comunque. per il resto hai detto tutto quanto te, non ho altro da aggiungere. e sul lato economico lascio parlare skin che certamente ne capisce di più.
solo una cosa:

Se questo sistema entrasse anche da noi si potrebbero riservare le politiche di intervento pubblico solo a chi non ha competenze di alto livello, magari permettendo che se le costruisca



per politiche io intendo infatti corsi di formazione e robe del genere, che assicurino una crescita personale, mantenendo il "ruolo" lavorativo, permettendo cioè al lavoratore di mantenere un suo status ( evitare insomma che faccio 6 mesi il pizzaiolo e 6 mesi l'elettricista insomma ).

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Editato da Atelkin33 il 17/03/2006 alle 12:43:26
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 12:43:03

sul paese corporativo sono d'accordo anch'io


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Editato da Skin il 17/03/2006 alle 12:44:50
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 12:46:33
cmq, gran bel post
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 12:47:02
Per parlare di certe cose, ci son voluti (come al solito) gli studenti francesi.
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 12:48:39
Niente carrozzoni! Sono d'accordissimo.
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 12:50:17
Venenum di queste cose si è parlato a livello di governi ad helsinki qualche mese fa, credo di averci aperto anche un post, ma il nostro governo, che si definisce liberali, anzi liberista, si è schierato con la Germania e la Francia, che poi ha fatto questa bella legge del cazzo, contro le posizioni di Blair e Zapatero, bella alleanza vero? che proponevano soluzioni, non di tipo americano, ma di tipo scandinavo ed hanno fatto calare il silenzio sull'argomento
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 12:53:00
Qualcuno ha tra le mani il libro bianco di Biagi?
perchè da quelloc he so prevedeva cose diverse dalla legge che porta il suo nome e soprattutto cose aggiuntive
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 12:54:26
Si, ne sono al corrente anch'io, non credo che Biagi fosse così sciagurato
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 12:56:29
Grazie Dean,
ti rispondo condividendo l'affermazione: precariato e flessibilità non sono la stessa cosa.. infatti non ho mai volutamente parlato di flessibilità in questo post ma solo di precarietà.
Effettivamente ci sono paesi in cui la flessibilità funziona bene perchè rapportata ad una corretta politica economica... ma in Italia già la flessibilità è un azzardo (con la politica economica che abbiamo)... la precarietà addirittura è qualcosa di bastardo.
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 12:57:23
Al non dirlo a me io questa situazione la vivo sulla mia pelle
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 12:57:45
comunque a titolo informativo, il sunto della protesta è questo: contro il
Quote:
Contratto di primo impiego (Cpe), che autorizza il licenziamento senza giustificazione per i neo assunti con meno di 26 anni entro un periodo di prova di due anni

, effettivamente hanno a dir poco ragione.
sul fatto licenziamenti dei neo assunti, la situazione in italia qual è?

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Editato da Atelkin33 il 17/03/2006 alle 12:59:14
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 12:59:49

ti rispondo condividendo l'affermazione: precariato e flessibilità non sono la stessa cosa



ma io che ho detto all'inizio? andate a fare in culo, lecchini di dean corso
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 13:02:11
Il problema non è il licenziamento, in un sistema che funziona, oggi ti licenziano, tra 3 mesi, 6 mesi, dipende dalle condizioni generali ovviamente, sei sicuro di trovare un altro lavoro, magari migliore, poi tutto sta a farci l'abitudine a questo stile di vita, c'è chi soffre alla sola idea di dover passare tutta la vita dentro lo stesso posto.
Il problema è che se ti licenziano da noi non hai altre possibilità e questoviene sfruttato da pseudoimprenditori, un vero imprenditore sa che il fattore di successo di un'azienda è il "materiale umano", che ti tengono per le palle
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 13:03:12


Messaggio del 17-03-2006 alle ore 13:04:51
skin mi dispiace, ma non sei credibile, in quanto sei universalmente conosciuto come un appicciafuoco
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 13:06:14
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 13:06:30
La situazione dei neoassunti è che, proprio perchè tali, la maggiorparte delle volte ha un contratto precario....

Ci sono annunci di lavoro che recitano "cercasi laureato con laurea specialistica... esperienza di lavoro di almeno 4 anni..." è matematicamente impossibile!
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 13:07:24
hai dimenticato una parte del solito annuncio
"Massimo 26enne"
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 13:08:35
Di solito questo limite di età lo mettevano per i commessi di sportland
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 13:09:34
Io l'ho trovato per un laureato in ingegneria meccanica
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 13:11:25
scusate, di footlocker, quello che fa indossare le divise della juventus
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Editato da Skin il 17/03/2006 alle 13:12:08
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 13:15:28
Il problema non è il contratto co.co.pro. in quanto tale...io voglio anche cambiare e fare esperienza in più settori...mi sta bene.
il problema è che vogliono che i lavoratori siano "flessibili e dinamici" ma il mercato è di fatto fermo e non si offre un minimo di tutela al lavoratore...non dico dopo...ma proprio mentre svolge i suoi X mesi di lavoro.
Questo io trovo indecoroso!...il resto è una conseguenza..a mio avviso!
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 13:16:17
hai ripetuto il mio intervento befanaccia comunista
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 13:17:33
ma la befana comunista cosa porta in regalo? E, soprattutto, su cosa viaggia?
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 13:19:19
vorrei dirlo ma poi mi arrestano
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 13:24:53
Dea..non so come sia il tuo contratto..ma il mio è da insurrezione!

Ripeto..ok essere flessibili..ma le clausule di questi contratti sono aberranti:
niente copertura assicurativa fuori degli orari e dei luogi di lavoro(ma io da co.co.pro...in eoria posso lavorare quando e dove cacchio voglio!)
-niente ferie pagate..ergo..non fai ferie perchè sennò quei giorni che ricadono nel contratto non te li pagano
-niente maternità o copertura da infortunio-malattia
-nessun preavviso circa eventuale rinnovo o no del contratto
-gestione separata dei contributi INPS
...insomma non so...ma Elio disse:"Mi vuoi mettere una scopa nel culo così ti ramazzo la stanza?
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 13:26:03
Dean..a te solo carbone
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 13:28:30
...ah..e cmq. se non fossimo caproni andremmo tutti sotto a Montecitorio a far sentire loro che esistiamo e che devono baciarci i piedi e ben altro.
I francesi ci riescono e noi no...che pecoroni che siamo!
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 13:30:57
grande Lunabo.... siamo proprio dei pecoroni sempre disposti ad ingoiare tutto....
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 13:35:24
Attenzione però noi siamo il paese del Gattopardo, dove tutto deve cambiare affinchè nulla cambi, una campagna di proteste più o meno violente di solito fa il gioco di chi teoricamente è l'oggetto delle proteste
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 13:37:13
ma intanto stando zitti non è che si risolve nulla....
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 13:38:07
sono d'accordo, dico solo che bisogna stare attenti
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 13:57:33
chiaramente.... non è facile evitare di diventare una pedina di chi vuole discreditarti.... però non si può sopportare tutto... io mi chiedo quand'è che gli italiani sbotteranno? quand'è che ci ribelleremo ai contratti precari, alla connivenza stato-mafia, ecc ecc?? cosa manca per fare un salto di qualità che permetta una presa di coscienza seria e che riporti la società civile ad un imprescindibile bisogno di lealtà morale per il bene comune?
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 14:18:36
Al ma quanti italiani vogliono davvero quello che dici tu?
Quanti italiani vorrebbero davvero vivere in un paese dove va avanti solo chi merita, dove tutti abbiano le stesse possibilità di partenza, dove non ci sia la possibilità di trovare scorciatoie, dove chi ha bisogno viene aiutato a crearsi le condizioni per non aver più bisogno e non sovvenzionato a vita per stare davanti al bar o fare un lavoro in nero?
Un paese dove le tasse sono basse, ma pagarle è un dovere morale.
Dove un imprenditore deve pensare a cosa produrre e come venderlo e non come accaparrarsi sovvenzioni che non utilizzerà mai.
Secondo me pochi, molto pochi
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 14:22:21
non posso certo darti torto...
per questo abbiamo dei cativi politici... sono lo specchio del popolo.... che tristezza....
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 14:23:43
Tutto il mondo è paese, peccato sia sempre "Napoli" sto paese!
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 14:24:03
Diciamolo chiaramente Berlusocni non è ne un mostro, ne un alieno, ma il sogno italiano incanrnato
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 14:26:13
per questo che ha vinto!
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 15:23:37
e chi ha parlato di violenza spicciola?
..voglio vedè che fanno se tutti i co.co.pro. di n aziende smettono di lavorare....che cavolo fanno!
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 15:37:33
Non ho nemmeno più la voglia di parlarne...sono 5 anni ormai che sono precario e davvero m'è passata la voglia...non se ne può più ..e secondo me se si continuerà su questo passo si arriverà ad una situazione di collasso economico....la gente non avrà(già ora) la possibilità di acquistare ciò che ha prodotto.

Basta davvero
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 15:40:22
Ma poi, che produttività ha un precario? siamo sicuro che facendo una calcolo che le aziende non fanno, il vantaggio economico per un'azienda non sia solo illusorio?
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 15:49:23
lCaro Dean, in molti casi la produttività ce l'ha e come..prendi le persone(come me..)che sono anni che lavorano a tempo pieno nella stessa azienda,entrando a pieno titmi nel ciclo produttivo,assumendo a volte anhe incarichi responsabili (che dovrebbero essere retribuiti con livelli superiori...)...e invece alla fine del mese o dell'anno:
-zero livello
-zero scatti d'anzianità
-zero ticket pasti
-zero premio produzione

fino a quando il lavoro precario costerà meno di quello indeterminato nulla cambierà...
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 15:56:05
pellaro sono nelle tue stesse condizioni,
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 16:00:56
...quindi non potendo fare altro..speriamo che qualcuno si accorga(la sinistra lo sta dicendo..la destra sembra far finta di nulla..)che qualcosa cambi sennò avremo dei seri problemi sociali..ora siamo al limite..sarà una 10ina d'anni che ci sono questi contratti di m.....e la situazione sta emergendo in Italia alla grande solo ora..speriamo bene...
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 16:40:47
xchè non vi aprite una attività qualsiasi?
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 16:47:27
e li quatrin chi te li dà..? Se non sei "default" alle spalle..un minimo...è impossibile....o meglio è troppo rischioso perchè se ti va male ti sei pregiudicato molto della vita...almeno credo questo..se avessi un posto fisso ci penserei pure però...
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 16:50:05

xchè non vi aprite una attività qualsiasi?




io mi voglio aprire una banca
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 17:00:20
anch'io, con la fiamma ossidrica
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 17:04:07
basta andare da un commercialista serio , visto che spesso si aprono bandi x finanziare a fondo perduto la metà di quello che occorre per avviare nuove attività!
il resto te lo presta la banca che quando sa che hai preso questi fondi non ha problemi a prestarti quanto hai bisogno!
le categorie "privilegiate" x questo tipo di bandi sono le donne ed i disoccupati!
lo sai che c'è stato un bando aperto a tutti i disoccupati da almeno 6 mesi che è stato aperto x tutto il mese di febbraio , e che ha ricevuto pochissime domande?
ci sono avanzati soldi che lo stato (o l'europa non ricordo) ci regalava!!!!
la verità è che la gente ha paura di affrontare situazioni "rischiose" e vuole vivere la propria vita da dipendente delle poste (con tutto il rispetto... beati loro!) x non avere problemi!!!
quà è ora che dimostriamo di avercele le palline , e di smetterla di piangerci addosso!!!

ovviamente non generalizzo , ci sono casi e casi , ma quando cercavo soci disoccupati o donne x avviare un'altra attività , la risposta era:"ma quei soldi non bastano! dobbiamo prendere un mutuo! e se... e se... "
in pratica non pensavano che gli venivano regalati soldoni , ma pensavano che poi se non avevano voglia dovevano andarci lo stesso a lavorare , che poi le ferie non erano mica cosi garantite , come pure lo stipendio , che la sera dopo aver finito di lavorare il lavoro te lo porti a casa...
mmmmmmm...
quindi chi non può non può , ma chi può la smetta di cercare scuse e cominci a darsi da fare veramente!!!
ci vuole coraggio!!! vivere pericolosamente...

Messaggio del 17-03-2006 alle ore 17:04:33
Allora partendo un po' dal caso personale... ecco un estratto del mio curriculum... ho tolto i nomi dei datori di lavoro per la solita storia della privacy • Date Dal 02/11/2005 al 28/11/2005
• Tipo di impiego: Data Entry
• Principali mansioni e responsabilità: Immissione di dati provenienti da supporto cartaceo su supporto informatico


• Date Dal 09/08/2004 al 23/08/2005
• Tipo di impiego Educatore
• Principali mansioni e responsabilità Gestione quotidiana del lavoro educativo, programmazione delle attività educative, relazioni con enti pubblici e istituzioni educative.


• Date 10/05/2004 – 31/07/2004
• Tipo di impiego Addetto call center
• Principali mansioni e responsabilità Gestione pratiche back office, front office, call center

• Date 18/03/2004 – 16/04/2004
• Tipo di impiego Promoter
• Principali mansioni e responsabilità Contatto potenziali clienti, stipulazione contratti...

Attualmente sto lavorando come operaio metalmeccanico alla Honda per mettere un po' di soldini da parte... tutta sta flessibilità a che azz è servita? sono esperienze che non c'entrano niente tra di loro... un domani che farò?




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Editato da Rrobyker il 17/03/2006 alle 17:06:26
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 17:05:57
Just sono presidnete di una cooperativa, socio di uno studio di progettazione, insegno e lavoro in un'azienda
che dici basta?
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 17:07:02
Pellaro ha ragione. I precario è un vero schiavo.

Comunque, su questi temi i camerati non intervengono mai .
A loro interessa solo "l'Onore".
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 17:09:52
dean , ecco xchè non si trova lavoro....
li fai tutti tu!!!!!!! hahahahahahaha.....
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 18:04:58
poi che non è vero!!!
si parla di andare a lavorare... e non si trova più nessuno!!!!!!
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 18:32:00
no, Just...non ti danno proprio i quattrini, a maggior ragione se chiedi un prestito alla banca. Se loro sanno di non essere coperti non ti danno un soldo, voglio garanzie, ed è anche giusto. Se parli poi di finanziamenti da provincia, regione, stato e comunità europea, nn so come ci si muove, ma è ovvio che nn credo che le sovvenzioni le dannoa tutti, e comunque non sono sovvenzioni a fondo perduto, il soldi glieli ridai e con gli interessi

IL LAVORO VA RIFORMATO...e dopo un' assunzione a tempo determinato di 6 mesi o un anno, quello che è, devono licenziarti con giusta causa, altrimenti ti devono assumere a tempo indeterminato e basta. I lavoratori "entra ed esci di continuo"costano molto meno, fanno comodo, vengono trattati come schiavi e non hanno nessuna garanzia di vita per il domani, molti lavoratori che conosco mi raccontano di storie assurdissime e se non gli sta bene gli tocca andare via
Forse non avete capito: o si fanno riforme o si fanno rivolte. Con questo cazzo di precariato il domani è morto.morto. Cribbio, si sono rivoltati in Francia pure i 14enni, e in maniera intelligente. Qui non si fa una cippa e abbozziamo, poi si rivoltano i no global e magari gli si dice anche male...non lo so, ma che pesci vogliamo prendere? Ci illudiamo di stare tranquilli....lo siamo? se si e state bene chi cazzo ve lo fa fare di scendere in piazza a protestare...ma credo che chi sia in una posizione di netto svantaggio dovrebbe darsi una bella svegliata. Il 9 Aprile mi auguro che la destra venga stroncata.
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 18:34:59
Rrobyker, questo tipo di flessibilità serve perchè i lavoratori siano flessibili per meglio prenderselo nel c...
Bisognerà arrivare al punto che tutti i precari s'incazzino davvero per cambiare qualcosa o speriamo lo faccia il (forse) prossimo governo di sx come ora promette....
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 18:38:15
ovvio se sono flessibili si piegano meglio a 90
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 18:49:00
Just, i fondi di cui parli esistono, però:
1) ci sono persone più o meno avverse al rischio, è un fatto naturale;
2) per cominciare a investire devo cmq avere una fonte di reddito sicura, altrimenti il rischio non lo posso sopportare;
3) dobbiamo finirla di fossilizzarci sulle cazzate. Noi abbiamo bisogno di produrre TECNOLOGIA, e per fare questo ci vogliono PROGRAMMI governativi, istitui di ricerca e fondi comuni! L'iniziativa privata non è affatto una risorsa scarsa in Italia, e abbonda anche in Argentina e in Venezuela. Quindi, prima di parlare da bottegai qualunquisti, bisogna analizzarli i problemi, e soprattutto affrontarli.
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 18:50:18
Programmi governativi.
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 20:54:43
Bodhisatwa hai pienamente ragione,dopo quello che si sta vedendo in Francia non credo che si deve stà tranquilli...le rivolte arriveranno anche qua..e se c'è da farsi sentire non mi tirerò assolutamente indietro...anche perchè sennò del mio futuro(e degl'altri...) se ne strafregheranno altamente tutti....


Fecem li macill...
Messaggio del 17-03-2006 alle ore 22:33:51
meglio in nero o peggio ancora, senza lavoro, o magari a termine o progetto?
Messaggio del 18-03-2006 alle ore 01:22:54
Bodhisatwa i fondi ci sono e i bandi si aprono spesso , basta tenersi informati... gli internauti non dovrebbero avere problemi ad informarsi...
e poi non glie li devi ridare , finanziano fino al 50% dell'investimento ed erogano fino ad un massimo di 100.000 euro!
ciò significa che aprendo che ne so... una fabbrichetta di scarpe artigianale... se spendi 180.000 euro in macchinari e tecnologie , questi ti danno a fondo perduto 90.000 euro! altre 90.000 , a richiesta approvata , ti assicuro che le banche non fanno problemi a darteli e li restituisci lavorando...
cosi tu ti crei il lavoro e magari lo dai anche ad altri!!!

skin se non si ha il coraggio di investire su se stessi , non si può neanche protestare di non riuscire a trovare lavoro.
sicuramente questo non basta x risolvere il problema dell'occupazione , ma intanto è qualcosa...
Messaggio del 18-03-2006 alle ore 01:27:53
io abito in svizzera e qui il 60% dei contratti sono a tempo determinato,non per questo ci sono scioperi e controscioperi.l'unico paese europeo dove non esistevano questi tipi di contratti era l'italia,secondo me c'e' stata qualche pressione anche dalla UE!!
Messaggio del 18-03-2006 alle ore 03:09:38
skin sul fatto che c'è bisogno di programmi fatti razionalmente sono daccordo con te , ci dovrebbe essere gente preposta a questo che dovrebbe idearli e metterli in atto!
allora capiamo che quando una parte politica va al governo ci va xchè la maggioranza degli italiani si fida di questa , quindi dovrebbe poter lavorare senza tutte quella gente che gli rema contro ! come si fa a lavorare cosi?
poi volevo dirti che io sono un bottegaio qualuquista (non me ne vergogno) e di problemi reali ne analizzo e ne affronto a decine tutti i giorni!
qui vedo tante pippe mentali da frustrato(non mi riferisco a te ) e mi incazzo!
Messaggio del 18-03-2006 alle ore 10:12:22

ti assicuro che le banche non fanno problemi a darteli e li restituisci lavorando...





Messaggio del 18-03-2006 alle ore 10:48:46
quello del "bottegaio qualunquista" è uno stereotipo descritto in maniera impeccabile da Paolo Virzì, forse l'unico regista italiano capace di analizzare e fare a pezzi i costumi italiani della seconda repubblica. Solitamente si tratta di una persona che ha lavorato molto ma che pretende di assumere un pensiero, che il più delle volte si rivela tipico di persona poco istruita(ma non necessariamente) e caciarona e che, incapace di analizzare determinate problematiche, rinfaccia al suo interlocutore il fatto di essere stato l'unico ad aver lavorato. Quella stessa persona, che solitamente si dichiara appartenente al centrodx, darà una soluzione finale ad ogni discussione politica, cioè che bisogna votare solo chi ti promette favori. Paradossalemente il tizio in questione tornerà ad affrontare questioni politiche, soprattutto quando le cose vanno male, rivendicando il proprio diritto di vivere in un paese in cui i politici non rubano e fanno funzionare la cosa pubblica. Naturalmente c'è anche l'intellettuale di sinistra e frustrato, totalmente incapace di dare ordine alla propria vita. Di "Mazzalupi"(i caciaroni di destra qualunquisti) ce ne sono tanti, anche uno dei miei migliori amici lo è, e dean corso sa a chi mi riferisco


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Editato da Skin il 18/03/2006 alle 11:05:28
Messaggio del 18-03-2006 alle ore 11:36:05

Messaggio del 18-03-2006 alle ore 12:17:42
precariato e flessibilità non sono sinonimi
però in italia lo sono diventati, in quanto i contratti speciali non sono stati accompagnati da provvedimenti quali, assegno di disoccupazione, modalità di reisnserimento nel mercato del lavoro, centri di informazione seri, come prevede il cd modello danese

le agenzie interinali potrebbero anke assumere a tempo indeterminato, ma nn lo fanno, bisognerebbe chiedersi il perkè

in un contesto equilibrato il lavoro flessibile non è affatto un male..così com'è ora è una forma subdola di schiavitù
Messaggio del 18-03-2006 alle ore 16:02:04
difatti capolavori dell'umanità come ovosodo o my name is tanino resteranno x sempre nella memoria delle future generazioni , come il vangelo!
Messaggio del 18-03-2006 alle ore 18:48:35
bruce ci hai prvato?
Messaggio del 18-03-2006 alle ore 18:49:55
Veramente parlavo come banchiere.
Messaggio del 18-03-2006 alle ore 18:56:47
a me problemi dopo che ho presentato l'approvazione della richiesta non ne hanno fatti!
Messaggio del 18-03-2006 alle ore 19:00:41
Ok! Farò finta di crederci!
Messaggio del 18-03-2006 alle ore 19:06:27
di la verità... sei della unipol...
Messaggio del 18-03-2006 alle ore 19:07:20
No perché?
Messaggio del 18-03-2006 alle ore 19:09:27
unipol ... lega coop .... diessini...
niente scherzavo!
scherzo pure ogni tanto sai?
Messaggio del 19-03-2006 alle ore 02:38:00
riquoto me stesso

Nuova reply all'argomento:

contro il precariato...

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