Cultura & Attualità
Considerazioni sulla Shoah
Messaggio del 28-01-2005 alle ore 20:15:01
Quello che viene chiamato Shoah, termine che significa "sterminio", è l'ultimo eclatante episodio frutto dell'odio viscerale che l'umanità nella sua interezza prova e ha provato nei confronti del popolo ebraico.
La Bibbia narra il cammino dei figli di Abramo verso la Terra Promessa, ma questa è anche la storia della persecuzione patita dai giudei nel corso della loro antica esistenza.
Nell'era cristiana un grande nuovo episodio è dato dalla Diaspora, il qual termine indica la dispersione degli ebrei di palestina da parte dei romani che non erano più in grado di gestire il facinoroso popolo giudeo che impediva un sereno dominio di Roma su quella provincia.
L'antisemitismo non nasce col XX secolo, ma date le condizioni ambientali esso pare esplodere in maniera vistosissima, anche se effettivamente esso è assai radicato fin dai tempi appunto della diaspora in quanto mette in diretto contatto gli ebrei e il loro senso di appartenenza con tutti i popoli europei presso i quali vivono corpose comunità.
Nessuna azione umana è motivata da puro calcolo, poiché il primo pensiero nasce laddove il sentimento ci porta. Hitler e la Germania nazista sterminarono un gran numero di ebrei, come furono sterminati quasi tutti gli armeni, come si cerca di fare oggi e nel passato recentissimo coi curdi, come si continua a fare coi Montagnard vietnamiti che, essendo fedelmente cristiani, sono ormai quasi più rari dei panda, pur essendo stati in tempi recenti una comunità umana abbastanza corposa.
Un discorso sopra la Shoah non sarà mai un tema neutro. Chi sceglie la Shoah e ne parla pubblicamente ha fini politici, perché, ritengo personalmente, che chi abbia puri intenti umanistici trovi più pressante parlare di morti recenti e potenziali, di persone che soffrono attualmente.
Poiché l'uomo ricorda più facilmente i torti che i benefici, come ben sostenevano i romani, chi parla della Shoah rinnova l'odio, e lo rinnova xké parla solo della Shoah e si parla della Shoah per pigrizia o cattiva fede.
Un post su un argomento civile è un post politico xké civile e politico sono le medesime parole in lingue diverse, latino e greco, ma sorelle, che richiamano realtà congruenti culturalmente e vicine.
Personalmente ritengo strumentale parlare della Shoah da parte di chi non la subì, da parte di chi la soffrì, e mi pare di notare che chi più l'ha patita meno ne parla volentieri pubblicamente, mentre chi non l'ha conosciuta si fa più baldanzoso con parole di sofferenza altrui.
La Shoah è un evento terribile, non per il nr di morti, non x i metodi che tutto sommato son talvolta meno cruenti di tanti altri visti nel corso della storia.
La Shoah è un evento terribile xké la massima parte di coloro che non la subì, o vi prese parte attivamente o la ignorò, o fece finta di non vedere o la avallò o, forse, in cuor suo, se ne compiacque in quanto quell'evento era la coronazione di un odio nutrito nei secoli, di un odio e di un disprezzo antico.
Non mi piace vedere che si utilizzi la Shoah quasi come una clava con cui alludere ai colpevoli nazisti e fascisti, xké chi non l'ha subita fu fascista e nazista anche lui e il suo silenzio, il suo non agire direttamente fu una colpa anche più grande, fu una omertà terribile.
Se io avessi aperto un post sulla Shoah avrei scritto: a memoria delle nostre colpe.
Un post diverso mi sembra solo una Lourdes della coscienza, e come nell'Inferno di Dante, una preghierina in punto di morte non mi pare sufficiente a ripulire una coscienza sporca.
La Shoah rappresenta l'indifferenza che ogni giorno noi esercitiamo. Mi pare che invece sia solo l'ennesima ricorferma delle colpe altrui.
La Shoah è un momento di vergona per tutti coloro che non la patirono, x tutti coloro che la applicarono, x tutti coloro che fecero finta di nulla, anche x tutti coloro che non c'erano ma ancora oggi fanno finta di nulla di fronte al prossimo.
La Shoah è la vergogna di ogni indifferenza, non delle colpe di qualcun altro che non siamo noi.
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Quello che viene chiamato Shoah, termine che significa "sterminio", è l'ultimo eclatante episodio frutto dell'odio viscerale che l'umanità nella sua interezza prova e ha provato nei confronti del popolo ebraico.
La Bibbia narra il cammino dei figli di Abramo verso la Terra Promessa, ma questa è anche la storia della persecuzione patita dai giudei nel corso della loro antica esistenza.
Nell'era cristiana un grande nuovo episodio è dato dalla Diaspora, il qual termine indica la dispersione degli ebrei di palestina da parte dei romani che non erano più in grado di gestire il facinoroso popolo giudeo che impediva un sereno dominio di Roma su quella provincia.
L'antisemitismo non nasce col XX secolo, ma date le condizioni ambientali esso pare esplodere in maniera vistosissima, anche se effettivamente esso è assai radicato fin dai tempi appunto della diaspora in quanto mette in diretto contatto gli ebrei e il loro senso di appartenenza con tutti i popoli europei presso i quali vivono corpose comunità.
Nessuna azione umana è motivata da puro calcolo, poiché il primo pensiero nasce laddove il sentimento ci porta. Hitler e la Germania nazista sterminarono un gran numero di ebrei, come furono sterminati quasi tutti gli armeni, come si cerca di fare oggi e nel passato recentissimo coi curdi, come si continua a fare coi Montagnard vietnamiti che, essendo fedelmente cristiani, sono ormai quasi più rari dei panda, pur essendo stati in tempi recenti una comunità umana abbastanza corposa.
Un discorso sopra la Shoah non sarà mai un tema neutro. Chi sceglie la Shoah e ne parla pubblicamente ha fini politici, perché, ritengo personalmente, che chi abbia puri intenti umanistici trovi più pressante parlare di morti recenti e potenziali, di persone che soffrono attualmente.
Poiché l'uomo ricorda più facilmente i torti che i benefici, come ben sostenevano i romani, chi parla della Shoah rinnova l'odio, e lo rinnova xké parla solo della Shoah e si parla della Shoah per pigrizia o cattiva fede.
Un post su un argomento civile è un post politico xké civile e politico sono le medesime parole in lingue diverse, latino e greco, ma sorelle, che richiamano realtà congruenti culturalmente e vicine.
Personalmente ritengo strumentale parlare della Shoah da parte di chi non la subì, da parte di chi la soffrì, e mi pare di notare che chi più l'ha patita meno ne parla volentieri pubblicamente, mentre chi non l'ha conosciuta si fa più baldanzoso con parole di sofferenza altrui.
La Shoah è un evento terribile, non per il nr di morti, non x i metodi che tutto sommato son talvolta meno cruenti di tanti altri visti nel corso della storia.
La Shoah è un evento terribile xké la massima parte di coloro che non la subì, o vi prese parte attivamente o la ignorò, o fece finta di non vedere o la avallò o, forse, in cuor suo, se ne compiacque in quanto quell'evento era la coronazione di un odio nutrito nei secoli, di un odio e di un disprezzo antico.
Non mi piace vedere che si utilizzi la Shoah quasi come una clava con cui alludere ai colpevoli nazisti e fascisti, xké chi non l'ha subita fu fascista e nazista anche lui e il suo silenzio, il suo non agire direttamente fu una colpa anche più grande, fu una omertà terribile.
Se io avessi aperto un post sulla Shoah avrei scritto: a memoria delle nostre colpe.
Un post diverso mi sembra solo una Lourdes della coscienza, e come nell'Inferno di Dante, una preghierina in punto di morte non mi pare sufficiente a ripulire una coscienza sporca.
La Shoah rappresenta l'indifferenza che ogni giorno noi esercitiamo. Mi pare che invece sia solo l'ennesima ricorferma delle colpe altrui.
La Shoah è un momento di vergona per tutti coloro che non la patirono, x tutti coloro che la applicarono, x tutti coloro che fecero finta di nulla, anche x tutti coloro che non c'erano ma ancora oggi fanno finta di nulla di fronte al prossimo.
La Shoah è la vergogna di ogni indifferenza, non delle colpe di qualcun altro che non siamo noi.
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Messaggio del 28-01-2005 alle ore 20:55:04
sono d'accordo sul taglio critico.
trovo ripugnante la strumentalizzazione che se ne fa da parte di coloro i quali non han vissuto una cosa del genere. a maggior ragione se costoro si macchiano di altre forme, ugualmente schifose, figlie della medesima indifferenza e intolleranza...
sono d'accordo sul taglio critico.
trovo ripugnante la strumentalizzazione che se ne fa da parte di coloro i quali non han vissuto una cosa del genere. a maggior ragione se costoro si macchiano di altre forme, ugualmente schifose, figlie della medesima indifferenza e intolleranza...
Messaggio del 28-01-2005 alle ore 21:28:45
Vorrei aggiungere un'altra considerazione sul rispetto dei morti. Sulla questione ho dovuto riflettere un po' prima di venirne a capo.
Sono giunto a risolvere che il rispetto per i morti è la più grande forma di ipocrisia che ci sia. Mi sono domandato: se un bambino ignaro di tutto mi chiedesse per quale motivo si devono rispettare i morti. La questione non è tanto immediata come si potrebbe immaginare.
Se i morti vanno rispettati xké sono morti, xké si tengono le mummie nei musei? e i morti di pompei? non sono morti quelli, non meritano rispetto? gli scheletri degli uomini primitivi non meritano il rispetto di una sepoltura? che morti sono quelli?
Non penso che qualcuno si renda conto x quale motivo i morti si devono rispettare.
Ebbene sono giunto alla conclusione:
se siamo non credenti, i morti non si devono rispettare in quanto morti, non sono più nulla e il nulla non si può rispettare né il nulla può gioire del nostro rispetto né ne può essere ferito; se siamo credenti, il rispetto non è necessario poiché le anime dei morti sono in gloria di Dio e il nostro maggiore o minore rispetto non aumenta o diminuisce la loro beatitudine.
Noi rispettiamo il morto non per il morto in sé ma x i suoi vivi.
E allora, se noi diciamo che rispettiamo i morti della Shoah, noi annulliamo il nostro rispetto nel momento che accompagnamo questa manifestazioni dicendo che gli israeliani dovrebbero imparare da quella sofferenza.
Poiché io rispetto i morti della Shoah, che in larga parte sono ebrei, io non li rispetto, se sono logico, x il morto in se stesso, ma x i suoi vivi che x quel morto hanno sofferto. Se io poi critico immediatamente appresso quel vivo, prima gli rendo omaggio e poi lo offendo?
L'azione successiva nega la seguente. Non posso rispettare i morti di uno e subito dopo criticarlo, altrimenti meglio tacere, si ottiene solo di ricordargli il dolore e di infierire su di lui.
Non ho mai visto nessuno andare a fare condoglianze ad una persona che avesse perso un congiunto x poi dirgli: certe ca si nu stronze!!!
Chiusa questa ulteriore riflessione.
Vorrei aggiungere un'altra considerazione sul rispetto dei morti. Sulla questione ho dovuto riflettere un po' prima di venirne a capo.
Sono giunto a risolvere che il rispetto per i morti è la più grande forma di ipocrisia che ci sia. Mi sono domandato: se un bambino ignaro di tutto mi chiedesse per quale motivo si devono rispettare i morti. La questione non è tanto immediata come si potrebbe immaginare.
Se i morti vanno rispettati xké sono morti, xké si tengono le mummie nei musei? e i morti di pompei? non sono morti quelli, non meritano rispetto? gli scheletri degli uomini primitivi non meritano il rispetto di una sepoltura? che morti sono quelli?
Non penso che qualcuno si renda conto x quale motivo i morti si devono rispettare.
Ebbene sono giunto alla conclusione:
se siamo non credenti, i morti non si devono rispettare in quanto morti, non sono più nulla e il nulla non si può rispettare né il nulla può gioire del nostro rispetto né ne può essere ferito; se siamo credenti, il rispetto non è necessario poiché le anime dei morti sono in gloria di Dio e il nostro maggiore o minore rispetto non aumenta o diminuisce la loro beatitudine.
Noi rispettiamo il morto non per il morto in sé ma x i suoi vivi.
E allora, se noi diciamo che rispettiamo i morti della Shoah, noi annulliamo il nostro rispetto nel momento che accompagnamo questa manifestazioni dicendo che gli israeliani dovrebbero imparare da quella sofferenza.
Poiché io rispetto i morti della Shoah, che in larga parte sono ebrei, io non li rispetto, se sono logico, x il morto in se stesso, ma x i suoi vivi che x quel morto hanno sofferto. Se io poi critico immediatamente appresso quel vivo, prima gli rendo omaggio e poi lo offendo?
L'azione successiva nega la seguente. Non posso rispettare i morti di uno e subito dopo criticarlo, altrimenti meglio tacere, si ottiene solo di ricordargli il dolore e di infierire su di lui.
Non ho mai visto nessuno andare a fare condoglianze ad una persona che avesse perso un congiunto x poi dirgli: certe ca si nu stronze!!!
Chiusa questa ulteriore riflessione.
Messaggio del 28-01-2005 alle ore 21:36:57
e quindi?
e quindi?
Messaggio del 28-01-2005 alle ore 21:39:01
E quindi i morti se ne fottono del mio rispetto...
E quindi i morti se ne fottono del mio rispetto...
Messaggio del 28-01-2005 alle ore 21:43:25
vabbe' abbi pietà di me, ho appena avuto un'evacuazione un po' difficile
vabbe' abbi pietà di me, ho appena avuto un'evacuazione un po' difficile
Messaggio del 29-01-2005 alle ore 13:27:38
...la tua è un'opinine adonai, peraltro rispettabilissima! ...non mi trova daccordo per il semplice fatto che sono incredibilmente attuali episodi di antisemitismo! ...nel parlamento del Lander sassone, alcuni neo-nazzisti tedeschi hanno abbandonato l'aula mentre si ricordava il genocidio degli ebrei (questo è soltanto un episodio eclatante, ma ce ne sono molti altri)...ricordare tutti i morti (peraltro di 60 anni fa, non di un millenio fa) è essenziale! ...ti dirò di più: quando si ripetono avvenimenti simili a quelli del passato, fosse anche il più remoto, è bene riaprire il libro di storia.... anche alle pagine più risalenti. ...sarebbe bello che in India, ad esempio, si studiasse la storia romana con la divisione in classi...perché loro ancora ce l'hanno!
Torno a ripetere che ho apprezzato quella che per alcuni è stata solo una maleducata provocazione, mi riferisco all'apertura dei post sugli armeni e sui curdi, "sbattere in faccia" tutte le pagine più nere della nostra storia, e farlo contemporaneamente, ci aiuterà a capire che non esistono morti di serie A e morti di B.... insegnerà a Putin che non si può parlare di ebrei e piangere sulle loro tombe, mentre altrove si sterminano ceceni! ...anche bakinin, secondo me, questo non l'ha inteso correttamente!
...la tua è un'opinine adonai, peraltro rispettabilissima! ...non mi trova daccordo per il semplice fatto che sono incredibilmente attuali episodi di antisemitismo! ...nel parlamento del Lander sassone, alcuni neo-nazzisti tedeschi hanno abbandonato l'aula mentre si ricordava il genocidio degli ebrei (questo è soltanto un episodio eclatante, ma ce ne sono molti altri)...ricordare tutti i morti (peraltro di 60 anni fa, non di un millenio fa) è essenziale! ...ti dirò di più: quando si ripetono avvenimenti simili a quelli del passato, fosse anche il più remoto, è bene riaprire il libro di storia.... anche alle pagine più risalenti. ...sarebbe bello che in India, ad esempio, si studiasse la storia romana con la divisione in classi...perché loro ancora ce l'hanno!
Torno a ripetere che ho apprezzato quella che per alcuni è stata solo una maleducata provocazione, mi riferisco all'apertura dei post sugli armeni e sui curdi, "sbattere in faccia" tutte le pagine più nere della nostra storia, e farlo contemporaneamente, ci aiuterà a capire che non esistono morti di serie A e morti di B.... insegnerà a Putin che non si può parlare di ebrei e piangere sulle loro tombe, mentre altrove si sterminano ceceni! ...anche bakinin, secondo me, questo non l'ha inteso correttamente!
Messaggio del 29-01-2005 alle ore 13:48:35
Caro Libero,
non sono contro il giorno della memoria, da buon sionista quale io sono, ma sono contro gli pseudo-memorandi.
Per non ha alcun cazzissimo significato fare certe commemorazioni se poi tanto si ricade nella stessa indifferenza che tanto successo ha dato all'antisemitismo.
Sai xké chi dovrebbe vergognarsi, come quei politici che hai citato, non si vergognano? Xké nessuno che sia in colpa può essere rimosso dal suo torto con l'ipocrisia.
Se quelle persone vedessero qualcuno che veramente ha sofferto, dubito che non avrebbero qualche sentimento di colpa, ma in realtà si trovano di fronte non chi ha sofferto, ma solo una massa di stronzoni che fa tanti discorsi x farsi bello e non se ne frega niente!
magari a fare le commemorazioni ci sono andati anche quelli che negli anni 70 sputavano nelle università sui ragazzi ebrei, solo xké ebrei, ragazzi che erano come tutti gli altri, che non avevano fatto mai male a nessuno, e che si ritrovavano pieni di sputazzate.
E magari quelli che sputazzavano si sono ritrovati il giorno della memoria ad Auschwitz in prima linea a farsi vedere!!!
Son queste le cose che fanno schifo!!!
Caro Libero,
non sono contro il giorno della memoria, da buon sionista quale io sono, ma sono contro gli pseudo-memorandi.
Per non ha alcun cazzissimo significato fare certe commemorazioni se poi tanto si ricade nella stessa indifferenza che tanto successo ha dato all'antisemitismo.
Sai xké chi dovrebbe vergognarsi, come quei politici che hai citato, non si vergognano? Xké nessuno che sia in colpa può essere rimosso dal suo torto con l'ipocrisia.
Se quelle persone vedessero qualcuno che veramente ha sofferto, dubito che non avrebbero qualche sentimento di colpa, ma in realtà si trovano di fronte non chi ha sofferto, ma solo una massa di stronzoni che fa tanti discorsi x farsi bello e non se ne frega niente!
magari a fare le commemorazioni ci sono andati anche quelli che negli anni 70 sputavano nelle università sui ragazzi ebrei, solo xké ebrei, ragazzi che erano come tutti gli altri, che non avevano fatto mai male a nessuno, e che si ritrovavano pieni di sputazzate.
E magari quelli che sputazzavano si sono ritrovati il giorno della memoria ad Auschwitz in prima linea a farsi vedere!!!
Son queste le cose che fanno schifo!!!
Messaggio del 29-01-2005 alle ore 16:28:00
...su questo, concordo pienamente!
...su questo, concordo pienamente!
Messaggio del 29-01-2005 alle ore 19:48:31
era questo il concetto che volevo far passare...
era questo il concetto che volevo far passare...
Messaggio del 30-01-2005 alle ore 05:00:55
senti adonai mi sei simpatico,dopo che ho visto la tua faccia ancora di più...:asd
,.....però lasciati dire che in questa discussione nn sei sereno,prima la tesi dei morti che se nn sono ricordati dal popolo ebraico nn hanno valore,poi ti appigli alle sputazze delle sinistra contro gli ebrei negli anni 70(sicuramete qualche episodio c'è stato,ma tra destra e sinistra su questioni razziali nn c'è paragone)
..lascia perdere la ragione,quello del 27 era un giorno da dedicare al cuore.....ma forse un giorno capirai...ho magari sono io che nn capisco un cazzo
senti adonai mi sei simpatico,dopo che ho visto la tua faccia ancora di più...:asd
,.....però lasciati dire che in questa discussione nn sei sereno,prima la tesi dei morti che se nn sono ricordati dal popolo ebraico nn hanno valore,poi ti appigli alle sputazze delle sinistra contro gli ebrei negli anni 70(sicuramete qualche episodio c'è stato,ma tra destra e sinistra su questioni razziali nn c'è paragone)
..lascia perdere la ragione,quello del 27 era un giorno da dedicare al cuore.....ma forse un giorno capirai...ho magari sono io che nn capisco un cazzo
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