Messaggio del 29-09-2008 alle ore 08:37:20
E’ la domenica del battesimo. Ma non è un battesimo proprio uguale agli altri. Davide adesso è ancora ai piedi della scalinata, in braccio a papà Paolo, con i suoi pochi giorni di vita e i suoi secoli di storia, mischiati insieme fra la luce e il buio, il peccato e la fede, la colpa e il merito. Quando l’avrà benedetto, dice don Negro ai due bambini che l’ascoltano con la testa obliqua e le mani in tasca, «voi aprirete la porta e ci farete entrare. Basterà una piccola spinta».
«Davide potrà entrare solo perché è nato lontano da qui - raccontano i suoi parenti -, sono le assurdità della Storia». Don Gianmario si gira e a un suo gesto la famiglia comincia a salire, il papà, la mamma, i padrini, i nonni, la sorellina, i cugini, gli zii, i nipoti. Sono 52. Si chiamano tutti Bosso, come nello stemma di famiglia, come il legno più duro che ci sia, scomunicati «ab aeternum» da Papa Gregorio IX (anche se la Chiesa dice che la scomunica non esiste più), il primo gennaio del 1233, «compresi tutti i successori maschi, empi e sacrileghi nativi fra le case di Pecetto».
Davide è l’ultimo discendente, nato da poche settimane e già «empio e sacrilego» come può esserlo un bambino senza peccato che non sia quello originale. Appena sarà benedetto, «in luogo adattato appositamente e non prima del sorgere, né dopo il tramontare del Sole», come recitava l’antico dispositivo della Chiesa torinese del 1571, potranno aprirsi le porte e cominciare il battesimo. Solo allora, anche a un bimbo sarà permesso d’ascoltare la parola di Cristo.
Fra l’anacronismo del rito e l’incredibile suggello della Storia, si consuma anche il più arcaico dei sacramenti. Non c’è niente di più strano da vedere. Da sempre i Bosso, «per aggirare il divieto, fanno nascere i loro figli al di fuori del territorio di Pecetto», spiega nonno Michele, 79 anni, una vita fra le carte di famiglia, la casa a Porto Venere e i ciliegi di queste colline. «Così evitavano l’attuazione e l’esecuzione della scomunica». Anche oggi i Bosso continuano a vivere arroccati in questa convinzione, come appesi a una maledizione che forse non esiste più e pure con Davide hanno aggirato il divieto facendolo nascere a Segrate.
Don Gianmario dice di non aver mai visto le carte antiche, ma di aver saputo della scomunica eterna dai concittadini. «Non è mai stata revocata, per farlo ci vogliono procedure lunghe ed antiche - spiega -. Ma ormai siamo tutti figli del Concilio Vaticano II, la Chiesa certe cose le ha superate».
Messaggio del 29-09-2008 alle ore 08:43:13
vabbò ma che vogliono? se sei scomunicato sei scomunicato anzi, fessi loro che ci continuano pure ad andare, in chiesa
Messaggio del 29-09-2008 alle ore 08:47:46
divo non è quello il problema.
Il problema è che in teoria, la Chiesa essendo diretta rappresentante di Dio sulla terra (buuummm!) HA SEMPRE RAGIONE (secondo loro).
Per loro una cosa detta duemila anni fa è ancora applicabile al giorno d'oggi. Poi, quando non gli fa più comodo, CAMBIANO OPINIONE e si adattano ai tempi moderni.
La solita IPOCRISIA del ca22o insomma. ma la cosa assurda è che qeta banda di ciarlatani continua imperterrita a spacciarsi come depositari della verità universale e pretendono pure di avere ragione!
Messaggio del 29-09-2008 alle ore 09:42:51
Il problema non è tanto se credere in Dio o no...il problema è che nel 2008 la gente potrebbe anche ribellarsi alle puttanate imposte dalla Chiesa e spingere per riformare un'istituzione che è ormai obsoleta.
Personalmente sono ateo, ma rispetto chi crede in Dio o in Budda, Allah o quant'altri... quello che mi devasta è come si possa farsi condurre da chi si vanta di essere depositario di una verità assoluta, che non è altro se non un'elucubrazione mentale dell'uomo in carne e ossa.
Messaggio del 30-09-2008 alle ore 15:25:39
Sei più mammoccio di quanto immaginassi.
ma d'altronde è risaputo: lo stupido che non vuol sentirsi tale, dà dello stupido agli altri.
Poveraccio deve essere dura la vita nelle tue condizioni: frustrazione repressione e demenza...la natura non è stata davvero benevola nei tuoi confronti.
Messaggio del 30-09-2008 alle ore 15:43:42
Mi domandavo se sia piu' demenziale la scomunica "ab aeternum"(addirittura una scomunica che sopravvivvera' anche al Sole, alla Galassia e a tutto l'Universo...) oppure l'escamotage di far nascere il bambino lontano dalla citta' per evitargli questa influenza che sa piu' di rituale sciamanico dell'Amazzonia o del Centrafrica.
Ve l'immaginate dio seduto alla scrivania su una nuvoletta che esamina le carte delle quote:
procedure lunghe ed antiche
per verificare se sussistono le condizioni per annullare la scomunica; cioe' come un impiegato comunale che controlla le pratiche per (ad esempio) la revoca di una sospensione di una licenza ediliza o commerciale.