Cultura & Attualità

Class action
Messaggio del 17-11-2007 alle ore 08:48:08
ancora per il culo vi fate prendere,e' una puttanata all' "itagliana"
Messaggio del 16-11-2007 alle ore 23:43:13
Nathan, e tu che ti preoccupi a fa???
Sei confindustriale???...
Messaggio del 16-11-2007 alle ore 23:41:03
Corso, è lu vero che tu sei tutto un programma!!!...
Messaggio del 16-11-2007 alle ore 17:33:28
dean basti solo pensare che solo alcune associazioni, dopo un attento vaglio da parte di una commissione all'uopo designata (altro spreco), possono esercitare la class action....che di class action ha solo il nome.
Per gli avvocati è prevista una tantum a mo' di parcella che, se non erro, si aggira intorno al 10% (parliamo di cause del valore di milioni).
Quindi penso che gli avvocati ci sguazzeranno eccome, ma chi ci sguazzerà ancor di più sono quei lecchini delle associazioni dei consumatori che, sempre più spesso, assomigliano ai segretari di alcuni movimenti tipo "partito pensionati" e "federcasalinghe".

daiiiiii Legambiente...suuuuuuuuuuuuu come si fa???? sai quante cause ideologiche intenteranno??
Messaggio del 16-11-2007 alle ore 17:26:35
Mo dimmi su cosa non sei daccordo:
Non dirmi che un processo che dura 20 anni è una cosa positiva;
Non dirmi che non pensi che gli avvocati ci sguazzeranno;
Non dirmi che l'idea di continue campagne contro qualsiasi azienda che non cede ai sindacati non ti alletta
Messaggio del 16-11-2007 alle ore 17:23:15
E' arrivato Vishinsky
Messaggio del 16-11-2007 alle ore 17:22:03
maicheo


Messaggio del 16-11-2007 alle ore 17:17:14
Non conosco il testo dell'emendamento, ma in generale l'introduzione della class action è sicuramente positiva perchè fornisce ai consumatori uno strumento di rivalsa sullo strapotere delle aziende.
Però ci sono delle considerazioni da fare: Con i tempi della nostra giustizia ci troveremo di fronte a processi che dureranno decenni danneggiando, ovviamente, gli innocenti, nel caso di un'azienda bloccandola a tempo indeterminato, da parte dei consumatori che si vedranno riconosciuti i propri diritti dopo 20 o più anni.
Inoltre c'è il rischio, in America arrivato ormai al parossismo, di cause continue volute da avvocati senza scrupoli.
Inoltre fin'ora la class action si è avuta in paesi dove non esistevano campagne d'odio dovute ad una sinistra bluinamente anticapitalista, quindi il rischio è l'instaurarsi di un clima da terrore staliniano e aggiungiamoci i giudici pronti a vendere la madre per andare all'isola dei famosi e abbiamo un quadro molto preoccupante
Messaggio del 16-11-2007 alle ore 16:04:15
La stragrande maggioranza delle organizzazioni dei consumatori la considera una vittoria. Come Cittadinanzattiva o Legambiente. E mentre Confindustria considera un atto ostile alle aziende la possibilità di promuovere cause collettive per ottenere rimborsi in caso di imbrogli e danni – la confederazione degli industriali teme che il provvedimento costituisca «un nuovo pesante disincentivo a investire nel nostro paese» - il presidente di Adiconsum, Paolo Landi, definisce «artificiosi» i timori espressi da Confindustria e sottolinea che «l'azione collettiva non esiste soltanto negli Stati Uniti, ma anche in altri Paesi europei, quali Portogallo, Francia, Spagna, Inghilterra e, con procedure sostanzialmente simili, anche in altri Paesi. Ciò - rileva Landi in una nota - non ha impedito né ostacolato investimenti stranieri in questi Paesi o provocato azioni temerarie da parte delle associazioni consumatori». L'azione giuridica individuale, aggiunge Landi, «non tutela il consumatore. Vale un esempio: la vicenda dei bond. Sono state circa mezzo milione le vittime tra Parmalat, Cirio e Argentina, ma solo pochissimi consumatori sono ricorsi dal giudice».

CIVILTA’ GIURIDICA - Anche il leader dell'Adusbef, Elio Lannutti, respinge le critiche di Confindustria sulla class action: «Confindustria sbaglia perché con uno strumento come questo si cacceranno i truffatori e rimarranno le imprese più virtuose», aggiunge Lannutti, sottolineando come la class action sia «uno strumento di civiltà giuridica che rafforzerà le aziende più serie».

Corriere, 16.11.2007



Messaggio del 16-11-2007 alle ore 15:19:14
esempio lampante di come ci si aggraziano le lobbies.....la parte più divertente la vedremo quando in televisione cercheranno di far credere che il provvedimento è stato reso in favore delle fasce più deboli di cittadini, rectius, di consumatori come è in uso di recente, tacendo sul fatto che per poter esercitare la class action sarà necessario aderire ad una associazione di categoria.....in realtà , stando alle prime notizie sul provvedimento non si tratta di una vera class action, ma dell'estensione di legittimazione passiva delle associazioni abilitate a stare in giudizio per i propri associati....qui prodest? certamente non al cittadino......
Messaggio del 16-11-2007 alle ore 10:41:20
Dall'osservatorio sulla legalità e sui diritti:


Delusione da piu' parti per l'approvazione al Senato dell'emendamento alla finanziaria che introduce in Italia una forma di class action. L'emendamento era stato presentato dai senatori Roberto Manzione e Willer Bordon ed e' passato per un errore di voto di un parlamentare della CdL.

In base al provvedimento approvato, potranno ricorrere alla azione risarcitoria collettiva le organizzazioni inserite nell'elenco delle associazioni dei consumatori e degli utenti e gli altri soggetti (ad es. associazioni di risparmiatori) stabiliti dal ministro della Giustizia, d'intesa con il ministro dello Sviluppo con apposito decreto. Viene anche stabilito un tetto alle spese legali al 10% dell'entita' del risarcimento richiesto. Resta fermo, in ogni caso, il diritto del singolo cittadino a tutelare i propri interessi individualmente.

La nuova disciplina - che si applica nei casi di pratiche commerciali illevite, di illeciti commessi "nell'ambito di contratti per adesione" che l'utente non puo' discutere e modificare o di "comportamenti anticoncorrenziali" - entrera' in vigore sei mesi dopo l'approvazione definitiva della Finanziaria.

Il provvedimento e' molto diverso da quello statunitense. In primo luogo negli USA non vi e' limitazione per i soggetti che possono promuovere l'azione collettiva. In secondo luogo non vi sono limitazioni cosi' stringenti per gli ambiti di applicazione della class action, ad esempio diverse class action sono state promosse con successo per tutelare i lavoratori dai comportamenti illegali dei datori di lavoro o per risarcire le vittime dell'avvelenamento ambientale da parte delle industrie.

Pertanto la scelta italiana - osteggiata dall'opposiione, che chiedeva un provvedimento a parte piu' organico - non poteva che generare scontento e critiche, alcune delle quali annunciate. Insoddisfatte diverse associazioni dei consumatori, insoddisfatti gli avvocati. Parla addirittura di "fals action" l'Associazione Italiana Giovani Avvocati. "Abbiamo dato il nostro contributo ad un tema importante, quale quello della class action, e lo stesso hanno fatto tante altre categorie del paese, nel tentativo di fornire una risposta adeguata alla domanda di giustizia. Siamo costretti a prendere atto del disprezzo nei confronti della Commissione Giustizia della Camera", ha dichiarato il Presidente Valter Militi, dopo l'approvazione dell'emendamento.

"La norma varata dal Senato ha in realtà introdotto una 'fals action', utile solo come pubblicità al Politburo delle Associazioni dei Consumatori riunite nel CNCU. I limiti obiettivi – continua Militi – sono stati riconosciuti anche dallo stesso presentatore Sen. Manzione, e nonostante questo la norma è stata posta in votazione: ci domandiamo che senso abbia produrre strumenti inadeguati, destinati a rimaneggiamenti e rivisitazioni. E riflettiamo su come, ancora una volta, il diritto effettivo dei cittadini sia ostaggio di uno scontro politico nel quale non c'è spazio per il dialogo e per la sintesi".

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