Cultura & Attualità

Città e campagna.
Messaggio del 22-06-2006 alle ore 12:09:40
Ieri c'è stata la prima prova dell'esame di maturità. Uno dei temi di riflessione era il rapporto tra città e periferia. Stamani in radio ho ascoltato una trasmissione che parlava del rapporto tra città e campagna ...
Io sono cresciuta in campagna con i miei nonni materni, i miei ci sono tornati dopo 10 in città...sono legata alla casa dove i miei vivono adesso e alla città spesso preferisco la campagna. un pò per claustrofobia un pò per malinconia dell'infanzia.

Oggi si assiste ad uno strano fenomeno, prima si scappava dalla campagna, poi le campagne sono tornate di moda...e ora? Beh ora la campagna è elitaria, spesso ci tornano i nuovi "latifondisti" cioè industriali o liberi professionisti arricchiti che acquistano case e terreni...ci mettono un buon numero di custodi...e vanno in campagna per passare il w-end che permetta di millantare capacità e sudore da coltivatori diretti il lunedì davanti ai sindacalisti per tenerli buoni.

Altro fenomeno è quello per cui la campagna sta diventando un business...le case costano meno...e allora tutti in campagna e su e giù con le auto su strade che hanno visto per lo più muli, carretti e trattori...e poi si arriva tardi a lavoro...e allora non importa perchè così puoi comunque darti arie da “benestante” e questo è buono. E quindi le campagne iniziano a far gola ai vari ricucciani immobiliaristi che appena fiutano soldi corrono ad accaparrarsi i vari mattoni sparsi per il territorio.

In realtà si sta perdendo l’antico concetto di campagna, quello di Villa, cioè di nucleo dislocato ed autosufficiente di una città con orari, produzioni ed abitudini diverse.
Ovviamente io odio tutto questo meccanismo sono per una campagna lasciata in mano ai contadini, ai villici a quelli che la terra la conoscono per due ragioni:
1) la campagna è uno degli ultimi baluardi della cultura dell’antico e della natura e penso che sia un patrimonio da salvaguardare e soprattutto da insegnare affinché la tradizione dello scanno e tante altre non vadano perse…
2) Ovviamente non sopporto l’appiattimento a status simbol di un patrimonio ecologico e culturale così importante. La campagna non permette l’ipocrisia perchè l’ipocrita muore di fame…e allora se volete fare gli imprenditori agricoli vi prego ripensateci prima di combinare disastri dovuti alla non conoscenza delle regole della campagna…solo perchè fa figo dire di avere il piccolo podere in campagna dove coltivi quei pomodori che stai offrendo a tavola…
A voi altre considerazioni!
Messaggio del 22-06-2006 alle ore 12:18:33
in generale condivido tutte le analisi fatte dissento su di un passaggio


ora la campagna è elitaria, spesso ci tornano i nuovi "latifondisti" cioè industriali o liberi professionisti arricchiti che acquistano case e terreni...ci mettono un buon numero di custodi...e vanno in campagna per passare il w-end che permetta di millantare capacità e sudore da coltivatori diretti il lunedì davanti ai sindacalisti per tenerli buoni.


non è sempre così: conosco professionisti che si sono fatti la casa in campagna non perchè fa figo ma perchè sentono la necessità di staccare la spina dal correre quotidiano per ricaricare le batterie in queste oasi di pace....... rispetto la loro scelta e la condivido perchè in effetti il tornare in campagna ti permette dei momenti di riflessione importanti che il correre delle città non ti concede più...ed io ti parlo della nostra piccola realtà Lanciano...immagino cosa possa voler dire vivere in una grande città ed il desiderio di tanti di poter fuggire dalla frenesia di tutti i giorni.
Messaggio del 22-06-2006 alle ore 12:28:35
frechete, lo stress urbano lancianese al cimitero c'è più casino diciamo che la gente comincia a fuggire perchè gli appartamenti in centro ti costano di più che a piazza di spagna
Messaggio del 22-06-2006 alle ore 12:41:20
Basta fare un confronto tra il paesaggio agricolo di oggi e quello di 100 anni fa, vedere com'è cambiata l'architettura rurale per capire in che paese di buzzurri viviamo.
In Abruzzo permettono e incentivano la distruzioni dei fabbricati rurali antichi (relativamente perchè quasi tutti sono post unitari) per costruire quelle "moderne" casette da geometra o quelle "belle" ville stile Dallas "più colonne c'hai più più meglio stai"

Ritorno alla campagna, si forse, per i motivi espressi da skin, e un po' perchè i professionisti di oggi sono i nipoti degli zappatori di ieri.
Messaggio del 22-06-2006 alle ore 12:51:35
Bruce, ultimamente fate a gara tu e dean corso
Messaggio del 22-06-2006 alle ore 13:01:30
bruce,dai tuoi post posso dedurre che non solo l'architettura rurale è cambiata,basta vedere quel capolavoro costruito al posto dell'ex tabacchificio,
le moderne casette da geometra,sono solo il risultato di quella voglia di riscatto da parte dei contadini che hanno subito sempre ingiustizie dai loro "padroni",il boom economico ha permesso loro di cambiare stile di vita,se ci fosse stato qualcuno ad impedire quegli obrobri di cui parli forse il paesaggio sarebbe ancora come quello di qualche secolo fa.
Messaggio del 22-06-2006 alle ore 13:11:14


utile la visione della voglia di riscatto...fenomeno che però avviene solo nel centro sud ...dalla toscana verso nord la campagna è un fenomeno di elite da industriali..
Altro interessante fenomeno da valutare la campagna al meridione e quella al settentrione    
umh..l’edilizia alla Dallas è un fenomeno davvero preoccupante...ma avviene anche questo solo da un certo parallelo in giù...
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Editato da Lunabo il 22/06/2006 alle 13:14:10
Messaggio del 22-06-2006 alle ore 13:21:48

voglia di riscatto da parte dei contadini che hanno subito sempre ingiustizie dai loro "padroni"


Pigro benvenuto alla fiera del luogo comune.

Innanzitutto sta storia di contadini e padroni è relativamente vera nelle nostre zone visto che era poco presente il latifondo e assai diffusa la piccola proprietà e proprio per questo nelle nostre campagne si coltivavano monoculture da reddito, prima la canapa e successivamente il tabacco, poi l'uva. e per lo stesso motivo esisteva il mercato "alla minuta" che permetteva alle famiglie degli agricoltori diretti di vendere i piccoli surplus di produzione (quel mercato coperto che fu una gloria, anche letteraria, della città di Lanciano).

Il problema è che i nonni zappatori erano persone assai meno istruite ma assai più colte dei loro pronipoti imprenditori per cui costruivano delle armoniose costruzioni avendo presente le regole antiche del costruire, il rapporto con la terra, con le acque, con le stagioni, col sole, con le stelle mentre noi siamo stati solo buoni a riempire il nostro, e sottolineo il nostro perchè in umbria, in toscana e in molti altri posti civili non è così, paesaggio di sfregi e sgorbi terrificanti.

E poi mi chiedono perchè un famoso attore si è comprato la villa a sul lago di Como e non qui.... "ca j'è tande bbelle!!!"
Messaggio del 22-06-2006 alle ore 13:23:26
lunabo,non è utile,è la realtà!
quindi confermi la mia teoria,che se qualcuno avesse vigilato su quelle costruzioni come è avvenuto in altre parti d'italia il paesaggio non sarebbe cambiato.

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