Messaggio del 17-06-2007 alle ore 12:00:28
....scusa,chiaro che la colpa non e' di chavez,ma da qui a santificarlo(come fanno in tanti)Ki non e' rivolta a te la cosa
Messaggio del 17-06-2007 alle ore 11:47:17
Micolao non sei l'unico,da 55 anni(ora 73enne ancora lavoratore) questo capo famiglia zio amatisssimo della mia "compagna" vive a Caracas lavorando seriamente ed ha affrontato la dittatura imposta dagli americani e la finta democrazia di chavez....non e' cambiato granche'.....i ricchi sono sempre tali ed i poveri lo sono ancora di piu' e mi manda una mail giornaliera per raccontarmi alti,bassi,situazioni belle e brutte di chi ci vive,che non legge i giornali.Penso che tu abbia ragione a dire di lasciar stare,infatti cerco sempre di non entrare nel merito delle diatribe venezuelane,ma se sento le frignarie mi sento indirettamente tirato dentro......sai la cosa piu' "divertente" che mi dice??prima nei carrelli del supermercato trovavi "quasi" un po' di tutto.....oggi pasta e patate,riempono lo stomaco e non spendi quello che non hai.Detto tutto.Noi forse stavamo cosi' tra guerra e dopoguerra.
Messaggio del 16-06-2007 alle ore 14:59:43
Mi interessa solo che se ne parli...dico solo questo. Non esprimo giudizi,non essendo informato. Ma sto molto attento a non credere a tutte le minghiate che vengono dette su quest'uomo. La storia ,a me , ha insegnato che gli USA hanno,sempre-sempre, detto menzogne sulla situazione politica sud dell'America(Cile, Bolivia, Argentina, Columbia, Nicaragua, Panama,Cuba, Messico, El Salvador, Perù, S.Domingo, Bolivia...gli USA sempre a fianco di dittature sanguinarie)...a loro interessa solo l'intrallazzo...delle misere popolazioni...nisba.
Caro Buja, puoi chiedere a quel ragazzo venezuelano se conosce qualche abitante delle favelas o delle campagne (sono quasi il 90% della popolazione) per chiedere loro se è vero che prima che arrivasse Chavez erano per chi governava meno...ma molto meno delle bestie? E che adesso hanno assunto la dignità di essere umano? Noi abituati a vivere negli agi...non riusciamo...menneno sforzandoci...ad immaginare il livello disumano e violento in cui viveva l'80% della popolazione sudamericana ...grazie agli USA.
Messaggio del 16-06-2007 alle ore 13:03:31
giorni fa parlavo di chavez e della situazione attuale in venezuela, con un mio amico venezuelano che da qualche mese è in italia e tornerà in venezuela tra un mese circa!!!
lui non è di certo un "ricco" in venezuela, tira a campare cercando di sfondare nel baseball, da loro sport nazionale che muove soldi quasi come il calcio da noi!!!
e bene lui mi diceva che inizialmente tutti, lui compreso, hanno accolto con grande giubilo chavez, ma che con il passare del tempo sempre più persone iniziano ad essere seriamente preoccupate per il futuro del paese, hanno paura che quella di chavez possa diventare una vera dittatura!!!
Messaggio del 16-06-2007 alle ore 08:38:03
Ki non sa parla(dicono gli anziani)..........quando vuoi fare una piccola esperienza (come si diceva per i ragazzini a 18 anni)ti faccio fare un paio di mesi nel "democratico" Venezuela del democraticissimo Chavez,veramente non scherzo,ho il contatto giusto per te.
Dubito che tu possa tornare vivo,potresti salvarti entrando nell'apparato del nuovo "Fidel",ti riuscirebbe facile.Informati a 360 gradi prima di parlare del Venezuela.
Buona giornata di interessanti letture(le tue solite)
Messaggio del 16-06-2007 alle ore 08:37:50
Ki non sa parla(dicono gli anziani)..........quando vuoi fare una piccola esperienza (come si diceva per i ragazzini a 18 anni)ti faccio fare un paio di mesi nel "democratico" Venezuela del democraticissimo Chavez,veramente non scherzo,ho il contatto giusto per te.
Dubito che tu possa tornare vivo,potresti salvarti entrando nell'apparato del nuovo "Fidel",ti riuscirebbe facile.Informati a 360 gradi prima di parlare del Venezuela.
Buona giornata di interessanti letture(le tue solite)
Messaggio del 15-06-2007 alle ore 14:40:35
In America latina il discorso neoliberale non compra più nessuno.
I molti Chávez dell’America Latina, quelli già al governo e quelli che ancora mancano all’appello, a partire dal Messico, non sono una meteora. Le popolazioni stanche di soffrire sono con loro.
Messaggio del 15-06-2007 alle ore 10:24:36
Chavez: «Non accetto lezioni da chi apre Guantanamo»
Di lui l´opposizione dice: è un populista, un accentratore che reprime ogni forma di dissenso, un dittatore travestito da democratico. Mentre per gran parte del popolo dei barrios, è colui che incarna il bisogno di riscatto, di identità e di futuro. Il presidente ci accoglie con un sorriso.
Presidente, su di lei piovono molte critiche di una deriva antidemocratica...
«La verità del Venezuela non si vede al Country club o alla Lagunita, si vede nei barrios. I ricchi mi odiano. I poveri mi amano e io li amo e sono pronto a dare la vita per loro. Può sembrare una non risposta, ma così non è. Mi danno del despota, mi chiamano Hitler, non mi importa "nada". Quello che immagino e chiavismo senza Chavez. Una democrazia decentrata e partecipata. Un popolo padrone del proprio destino. È questo processo che vogliono fermare: la rivoluzione socialista bolivariana. Lo fanno con tutti i mezzi, compresa la manipolazione dell´informazione, dentro e fuori e il Paese. Ma il radicale processo di democratizzazione sociale procederà. E, da ora, ancor più velocemente, grazie al "Partito Socialista Unito del Venezuela": 5 milioni di richieste di iscrizione, raccolte nei barrios, nelle fabbriche, nelle piazze. Dove stava Venezuela 10 anni fa? E dove sta oggi? I poveri non votavano, non possedevano carta d´identità. È il cambiamento che fa paura. Hanno cercato di influenzarmi in tutti i modi: Blair, Aznar, Clinton. Aznar, prendendomi sotto braccio, mi disse: unisciti a noi e porterai il Venezuela in cima al mondo. "Sì, bene, ma cosa facciamo dei Paesi poveri, di Haiti ecc…?". "Quelli si sono già fregati!", mi rispose". Stava parlando di persone, di esseri umani...!».
Ma la non rinnovata concessione a Rctv, resta, comunque, il simbolo del suo autoritarismo sanzionato da una risoluzione dell´Unione Europea.
«La condanna, di fatto, è stata emessa dalla destra spagnola e non dall´Ue. Quella assunta è una decisione democratica che serviva al Paese. La collettività aveva diritto ad un servizio televisivo pubblico, come in Italia e in ogni paese civile. In Venezuela c´è uno squilibrio a favore del settore privato, esistevano ed esistono grandi canali privati a carattere nazionale nelle mani di poche famiglie che sono anche proprietarie di giornali di radio di tv via cavo e di telefonia».
Anche il suo amico e compagno Lula però ha preso le distanze...
«Lula ha dichiarato di considerarla una decisione assolutamente democratica, esattamente il contrario di quanto riportato. C´è da chiedersi: perché il mancato rinnovo del contratto di concessione a Rctv, affare interno di uno stato sovrano, abbia raggiunto l´opinione pubblica mondiale? Al punto che Condoleezza Rice, nel corso di una riunione sull´energia, ci ha accusato di aver violato la carta dei diritti umani. Qualcuno ha, forse, riportato la risposta, accolta da un lungo applauso, del ministro degli Esteri venezuelano che le ha chiesto, tra l´altro, se il suo Paese, paladino della libertà, avrebbe autorizzato Tves, la nostra nuova tv pubblica, a realizzare un servizio nel lager di Guantanamo? L´impero americano ha dichiarato guerra al mondo, ma sta dando segni di decadenza. Noi siamo la dignità del mondo, perché rappresentiamo chi non ha voce. Indietro non si torna: l´oligarchia deve rassegnarsi, rinunciare al golpe soave...la strategia della "miccia lenta".
Golpe soave? Strategia della miccia lenta? Ci spieghi presidente.
«Il golpe soave, di cui Bush è l´ideologo, viene portato avanti con il contributo dell´oligarchia interna. Una carica esplosiva collegata ad una lunga miccia, loro l´accendono, noi la spegniamo, loro la riaccendono, noi la spegniamo. Costruiremo una Repubblica antisismica. Stiamo combattendo una guerra di resistenza. Ma se si dovesse arrivare all´esplosione finale sarebbe un´esplosione rivoluzionaria ed io sarei lì a comandarla con il popolo che già oggi ha una più alta coscienza, è meglio organizzato, può contare sull´esercito che ha un rapporto democratico con le istituzioni. E il petrolio è utile per attuare la rivoluzione pacifica socialista bolivariana attraverso una redistribuzione delle ingenti ricchezze del Paese, finora appannaggio delle classi oligarchiche e di interessi stranieri. Ma la forza vera sta nel processo di democratizzazione. Quello che stiamo costruendo qui è un altro mondo possibile».