Cultura & Attualità
Carceri, ergastolo e 41bis
Messaggio del 16-07-2008 alle ore 09:59:08
ti ha risposto Bettino, è arrivato il duo Berlusconi-Maroni ed è cambiato tutto.
cmq a me da fastidio questo:
[...] sotto le grinfie del terribile 41 bis non sono finiti solamente i temuti e pericolosi mafiosi, per cui lo stesso carcere era stato progettato e voluto, ma anche detenuti che definiremmo “comuni”, i quali hanno dovuto fare conti col carcere duro per via di inceppamenti della vecchia macchina giudiziaria e burocratica italiana, o chissà per quali altri oscuri motivi.[...]
poi questo:
[...]è un carcere speciale per detenuti speciali! [...]
poi questo:
[...]Prigionieri che devono scontare la pena sotto 41 bis stanno, infatti, in celle singole ma con delle finestre del tutto particolari perché dispongono di ben tre tipi di sbarramenti: il primo fatto con sbarre vere e proprie, il secondo da una rete abbastanza fitta ed il terzo è in pratica una tapparella dalla quale passano pochissima aria e pochissima luce. Quest’ultima barriera con l’esterno è tra i prigionieri chiamata simpaticamente gelosia.
In queste confortevoli celle i detenuti ovviamente non possono tenere nessun oggetto, o meglio… possono tenere con sè un massimo di un libro, ma oltre quello nulla di nulla, niente fotografie e niente giornali, niente musica. La posta è tutta controllata e possono ricevere al massimo 2 pacchi postali al mese. I colloqui per i detenuti del 41 bis sono quasi impossibili, limitati al numero di uno al mese ed il contatto fisico con i parenti è completamente annullato da un vetro spesso e alto fino al soffitto; per parlare con i familiari bisogna dunque usare un citofono. [...]
poi questo:
[...] colloqui avvengono in stanze piccole quanto due cabine telefoniche grandi un metro per un metro. I detenuti sotto 41 bis hanno diritto ad abbracciare solamente i figli sotto i 12 anni, in incontri non superiori ai 10 minuti, in altre stanze senza vetro divisorio e durante tali incontri sono ovviamente sottoposti a videoregistrazione. L’ora d’aria esiste ma spesso è solo un modo di dire o un’ora come un’altra, dato che gli spazi del passeggio sono nella gran parte di queste prigioni ridottissimi.[...]
poi questo:
[...]Ecco allora che il 41bis, spogliato della sua intenzione primaria, restava solamente un inutile strumento di tortura nei confronti di esseri umani che, seppur non allineati con il volere dello stato, restano pur sempre esseri umani.
Palese motivo per cui il 41 bis continua ad esistere e anzi a rafforzarsi nella nostra democrazia, è proprio quello di rendere la vita del carcerato talmente impossibile, talmente aspra e brutta da annientarlo dentro, per farlo pentire in maniera coatta. [...]
... ma Guantanamo bay...?
ti ha risposto Bettino, è arrivato il duo Berlusconi-Maroni ed è cambiato tutto.
cmq a me da fastidio questo:
[...] sotto le grinfie del terribile 41 bis non sono finiti solamente i temuti e pericolosi mafiosi, per cui lo stesso carcere era stato progettato e voluto, ma anche detenuti che definiremmo “comuni”, i quali hanno dovuto fare conti col carcere duro per via di inceppamenti della vecchia macchina giudiziaria e burocratica italiana, o chissà per quali altri oscuri motivi.[...]
poi questo:
[...]è un carcere speciale per detenuti speciali! [...]
poi questo:
[...]Prigionieri che devono scontare la pena sotto 41 bis stanno, infatti, in celle singole ma con delle finestre del tutto particolari perché dispongono di ben tre tipi di sbarramenti: il primo fatto con sbarre vere e proprie, il secondo da una rete abbastanza fitta ed il terzo è in pratica una tapparella dalla quale passano pochissima aria e pochissima luce. Quest’ultima barriera con l’esterno è tra i prigionieri chiamata simpaticamente gelosia.
In queste confortevoli celle i detenuti ovviamente non possono tenere nessun oggetto, o meglio… possono tenere con sè un massimo di un libro, ma oltre quello nulla di nulla, niente fotografie e niente giornali, niente musica. La posta è tutta controllata e possono ricevere al massimo 2 pacchi postali al mese. I colloqui per i detenuti del 41 bis sono quasi impossibili, limitati al numero di uno al mese ed il contatto fisico con i parenti è completamente annullato da un vetro spesso e alto fino al soffitto; per parlare con i familiari bisogna dunque usare un citofono. [...]
poi questo:
[...] colloqui avvengono in stanze piccole quanto due cabine telefoniche grandi un metro per un metro. I detenuti sotto 41 bis hanno diritto ad abbracciare solamente i figli sotto i 12 anni, in incontri non superiori ai 10 minuti, in altre stanze senza vetro divisorio e durante tali incontri sono ovviamente sottoposti a videoregistrazione. L’ora d’aria esiste ma spesso è solo un modo di dire o un’ora come un’altra, dato che gli spazi del passeggio sono nella gran parte di queste prigioni ridottissimi.[...]
poi questo:
[...]Ecco allora che il 41bis, spogliato della sua intenzione primaria, restava solamente un inutile strumento di tortura nei confronti di esseri umani che, seppur non allineati con il volere dello stato, restano pur sempre esseri umani.
Palese motivo per cui il 41 bis continua ad esistere e anzi a rafforzarsi nella nostra democrazia, è proprio quello di rendere la vita del carcerato talmente impossibile, talmente aspra e brutta da annientarlo dentro, per farlo pentire in maniera coatta. [...]
... ma Guantanamo bay...?
Messaggio del 15-07-2008 alle ore 22:56:33
Martelli, durante l'attacco della Mafia allo Stato, rendendosi conto del fatto che si trattava di una norma al limite della costituzionalità e della civiltà giuridica, non la presentò come una norma permanente, ma temporanea ed emergenziale. Poi arrivò Berlusconi e cambiò la civiltà giuridica rendendola permanente nel nostro ordinamento giuridico.
Martelli, durante l'attacco della Mafia allo Stato, rendendosi conto del fatto che si trattava di una norma al limite della costituzionalità e della civiltà giuridica, non la presentò come una norma permanente, ma temporanea ed emergenziale. Poi arrivò Berlusconi e cambiò la civiltà giuridica rendendola permanente nel nostro ordinamento giuridico.
Messaggio del 15-07-2008 alle ore 21:52:11
Ma il 41 bis non fu esteso dall'allora guardasigilli Martelli?
Ma il 41 bis non fu esteso dall'allora guardasigilli Martelli?
Messaggio del 15-07-2008 alle ore 19:54:57
Non ho letto approfonditamente e non ho letto i commenti, ma mi chiedo di quali diritti vanno cianciando. Prima di fare lo sciopero della fame, ricordiamo per quali delitti sono finiti in regime di 41bis...hanno ammazzato qualcuno? Si? Con quale diritto hanno tolto la vita ad un essere umano? Non solo sono presuntuosi, ma anche arroganti...proprio come certi zingari.
"i severi controlli alla fine vengono elusi regolarmente." Bene, mi pare che sia poco da indagare, no? Eè evidente che chi deve controllare non solo non controlla, ma è complice...la soluzione mi sembra a portata di chiavistello
Non ho letto approfonditamente e non ho letto i commenti, ma mi chiedo di quali diritti vanno cianciando. Prima di fare lo sciopero della fame, ricordiamo per quali delitti sono finiti in regime di 41bis...hanno ammazzato qualcuno? Si? Con quale diritto hanno tolto la vita ad un essere umano? Non solo sono presuntuosi, ma anche arroganti...proprio come certi zingari.
"i severi controlli alla fine vengono elusi regolarmente." Bene, mi pare che sia poco da indagare, no? Eè evidente che chi deve controllare non solo non controlla, ma è complice...la soluzione mi sembra a portata di chiavistello
Messaggio del 15-07-2008 alle ore 19:15:37
io mi lamento delle condizioni in cui sono sottoposti degli esseri umani...
in un paese democratico (ma questo è solo un mio parere) non dovrebbero esserci ergastoli, 41bis e simili...
io mi lamento delle condizioni in cui sono sottoposti degli esseri umani...
in un paese democratico (ma questo è solo un mio parere) non dovrebbero esserci ergastoli, 41bis e simili...
Messaggio del 15-07-2008 alle ore 19:03:39
della criminalita'
della criminalita'
Messaggio del 15-07-2008 alle ore 19:03:27
si lamentano quelli che vi sono sottoposti e non lo condividono coloro che lo ritengono una forma di tortura, inutile perchè i mafiosi, per i quali è stata pensata, riescono a comunicare lo stesso con l'esterno grazie a guardie compiacenti.
si lamentano quelli che vi sono sottoposti e non lo condividono coloro che lo ritengono una forma di tortura, inutile perchè i mafiosi, per i quali è stata pensata, riescono a comunicare lo stesso con l'esterno grazie a guardie compiacenti.
Messaggio del 15-07-2008 alle ore 19:02:43
di che?
di che?
Messaggio del 15-07-2008 alle ore 18:59:53
allora non vi lamentate
allora non vi lamentate
Messaggio del 15-07-2008 alle ore 18:58:05
che di solito non si applica a coloro sottoposti al 41 bis.
che di solito non si applica a coloro sottoposti al 41 bis.
Messaggio del 15-07-2008 alle ore 18:46:22
Poi venne l'indulto
Poi venne l'indulto
Messaggio del 15-07-2008 alle ore 18:43:43
Correva l’anno 1992 quando nel nostro bel paese si consumava la famosa strage di Capaci.
Lo stato democratico, decide di far nascere un carcere del tutto speciale, un carcere più “vero” rispetto a quello che fino ad allora era… nasce così il cosiddetto “carcere duro”, o anche comunemente chiamato “41 bis”.
Si istituiva, quindi, il 41 bis come arma contro l’organizzazione mafiosa e i detenuti del 41 bis, sin dalla sua nascita, erano quasi tutti mafiosi. È doveroso dire che sotto le grinfie del terribile 41 bis non sono finiti solamente i temuti e pericolosi mafiosi, per cui lo stesso carcere era stato progettato e voluto, ma anche detenuti che definiremmo “comuni”, i quali hanno dovuto fare conti col carcere duro per via di inceppamenti della vecchia macchina giudiziaria e burocratica italiana, o chissà per quali altri oscuri motivi.
Generalmente la sessione per i 41 bis è una sorta di palazzina staccata dal resto del carcere e in 6 delle 13 strutture sono presenti ambienti speciali per i detenuti eccellenti come Totò Riina o Bagarella. Al momento di detenuti eccellenti se ne contano 17. In pratica è un carcere speciale per detenuti speciali!
Prigionieri che devono scontare la pena sotto 41 bis stanno, infatti, in celle singole ma con delle finestre del tutto particolari perché dispongono di ben tre tipi di sbarramenti: il primo fatto con sbarre vere e proprie, il secondo da una rete abbastanza fitta ed il terzo è in pratica una tapparella dalla quale passano pochissima aria e pochissima luce. Quest’ultima barriera con l’esterno è tra i prigionieri chiamata simpaticamente gelosia.
In queste confortevoli celle i detenuti ovviamente non possono tenere nessun oggetto, o meglio… possono tenere con sè un massimo di un libro, ma oltre quello nulla di nulla, niente fotografie e niente giornali, niente musica. La posta è tutta controllata e possono ricevere al massimo 2 pacchi postali al mese. I colloqui per i detenuti del 41 bis sono quasi impossibili, limitati al numero di uno al mese ed il contatto fisico con i parenti è completamente annullato da un vetro spesso e alto fino al soffitto; per parlare con i familiari bisogna dunque usare un citofono. Nei casi specifici dei carceri di Viterbo e L’Aquila i colloqui avvengono in stanze piccole quanto due cabine telefoniche grandi un metro per un metro. I detenuti sotto 41 bis hanno diritto ad abbracciare solamente i figli sotto i 12 anni, in incontri non superiori ai 10 minuti, in altre stanze senza vetro divisorio e durante tali incontri sono ovviamente sottoposti a videoregistrazione. L’ora d’aria esiste ma spesso è solo un modo di dire o un’ora come un’altra, dato che gli spazi del passeggio sono nella gran parte di queste prigioni ridottissimi.
Dal 23 Dicembre 2002, questo sistema carcerario è entrato ufficialmente a far parte integrante del nostro sistema carcerario.
Oltre a rendere fisso e regolare il 41 bis, la “giusta” Commissione di Giustizia del Senato ha voluto fare le cose per bene ed in grande e ha pensato allora di estendere il regime di 41 bis anche a terroristi, narcotrafficanti e schiavisti.
Sono in molti a credere che tale regime carcerario è un continuo oltraggio ai diritti dell’uomo. OK, le persone che hanno a che fare col 41 bis non sono proprio delle personcine a modo, ma chi è lo Stato per togliere addirittura anche il diritto alla socialità ad un essere umano? È verissimo, il 41bis è nato per ostacolare i rapporti e quindi le comunicazioni dei detenuti con l’esterno e con gli altri detenuti, ma è anche vero che spesso la durezza di tale carcere è servita a ben poco. Lo dimostrano le parole del pentito Luigi Giuliano che ha spiegato bene a tutti come i severi controlli alla fine vengano elusi regolarmente. Ecco allora che il 41bis, spogliato della sua intenzione primaria, restava solamente un inutile strumento di tortura nei confronti di esseri umani che, seppur non allineati con il volere dello stato, restano pur sempre esseri umani.
Palese motivo per cui il 41 bis continua ad esistere e anzi a rafforzarsi nella nostra democrazia, è proprio quello di rendere la vita del carcerato talmente impossibile, talmente aspra e brutta da annientarlo dentro, per farlo pentire in maniera coatta. Ci chiediamo a cosa possa servire il pentimento coatto di un mafioso o di un terrorista ad uno Stato e ci chiediamo pure se stiamo ancora parlando di un tipo di carcere di un paese democratico o se abbiamo fatto confusione con le carceri iraniane o turche. No, non abbiamo fatto alcuna confusione, stiamo ancora parlando di qualcosa appartenente alla nostra bell’Italia “patria di civiltà” e alla nostra amata e sbandierata democrazia… purtroppo.
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Cari amici,
mi chiamo De Feo Pasquale sono in carcere a Parma.
Stò scontando l’ergastolo da tantissimi anni: sono entrato in carcere che ero un ragazzo e ora viaggio verso i 50 anni.
Sono nato e cresciuto in provincia di Salerno. Ho girato molti carceri e da 15 anni giro nei vari gironi infernali degli speciali.
Attualmente sono da 4 mesi sottoposto al regime di tortura del 14 bis con la motivazione:
- ha turbato l’ordine costituito.
Solo per avere reclamato i miei diritti mi hanno punito sottoponendomi a questo regime infame. Inizio a parlare dell’ergastolo perchè è la ferita che più sanguina: l’ergastolo è una pena di morte diluita nel tempo.
Questo era molto chiaro ai compilatori del codice penale francese del 28 settembre del 1791 che pur prevedendo la pena di morte avevano abolito l’ergastolo perchè ritenuto peggiore della pena capitale.
L’ergastolo è disumano, illeggittimo, inaccettabile.
E’ solo legittimato in nome di una pretesa superiore ed inevitabile ragion di Stato della nostra presunta "moderna democrazia".
Credo che già sapete che il 1° di dicembre tutti gli ergastolani protesteremo con uno sciopero della fame per l’abolizione dell’ergastolo e contiamo che buona parte della società esterna digiuna qualche giorno insieme a noi. (Si può avere un ampia documentazione andando sul sito www.informacarcere.it nella sezione "mai dire mai").
La nostra idea folle è che dietro questo progetto nasca un movimento di centomila persone (ovviamente anche grazie ai nostri familiari) che appoggiano un gruppo di ergastolani così che qualche partito capisca che con l’abolizione dell’ergastolo i voti non li perde ma li guadagna. Dove vogliamo arrivare? Non pretendiamo che facendo lo sciopero della fame aboliscano l’ergastolo ma pretendiamo che siano rispettate le regole dello Stato di diritto e della democrazia. Da un importante partito che sta sostenendo questo governo sono stati presentati due disegni di legge, uno alla camera ed uno al senato, ebbene vogliamo che siano discussi.
Non sono mai stato in regime di art.90, che fu abrogato nel 1986.
Nel 1992 mi fu applicato l’art. 41 bis e trasferito all’isola dell’Asinara.
Quelli furono tempi duri, un vero e proprio lager anche il cibo e l’acqua erano insufficienti e con il caldo soffrivamo persino la sete.
Incredibilmente, dato che al peggio non c’era mai fine, ci consolavamo pensando che nel carcere dell’isola della Pianosa i nostri compagni stavano peggio di noi perchè prendevano botte tutti i giorni.
Infatti, nel 1998/99 la commissione per la prevenzione della tortura non condannò l’Italia per un solo voto: Luigi Manconi, deputato di quella legislatura e attuale sottosegretario alla Giustizia, dichiarò:
- Moralmente l’Italia è stata condannata. A Pianosa sono sicuramente successe cose gravissime.
Non si sbagliava, c’era mio fratello e mi ha raccontato in che abisso di barbarie vivevano. Il regime del 41 bis è un regime indegno di un paese civile, una tortura "democratica", censurato anche dalla Commissione Europea dei diriti dell’uomo.
Il regime del 41 bis è stato fatto diventare un totem, come se fosse la soluzione a tutti i problemi d’Italia, ma lo Stato, con questa repressione barbara, inumana e inaccettabile per la "patria del diritto", dovrebbe spiegare cosa hanno risolto dal 1992 ad oggi?
Ormai è diventato anche un business, pertanto l’interesse sulla carne umana non può essere toccato. Ma questo non è tutto, quando il tribunale di sorveglianza o in rari casi il ministero della giustizia revoca il 41 bis, si viene trasferiti nelle sezioni a regime e.i.v. (Elevato indice di vigilanza).
In questo modo si cade dalla padella alla brace, perchè il regime e.i.v. è uguale al 41 bis, tranne per alcune cose come il colloquio senza vetro e il numero di colloqui che da uno al mese passano a 4 mensili.
Riguardo alla vivibilità dipende dagli umori dei vari direttori di turno.
In certi carceri il regime e.i.v. è peggio del 41 bis.
In tutti e due i regimi l’accesso ai benefici è praticamente impossibile.
Mentre il regime del 41 bis ha tutela giurisdizionale, con l’e.i.v. non puoi rivolgerti da nessuna parte perchè è un atto amministrativo penitenziario, pertanto sogetto all’arbitrio dell’amministrazione penitenziaria, insomma: una sorta di ergastolo in bianco.
Come recita la circolare DAP 9 luglio 1998 n. 3479/5929 il regime e.i.v. è una continuazione storica dell’art. 90, ma nell’insieme tutto è lasciato alla discrezionalità delle direzione e la vivibilità viene ristertta e limitata secondo il loro arbitrio, con situazioni paradossali e di cecità che sfocia in alcuni casi nella cattiveria gratuita.
Il ministero della giustizia conosce la situazione, ma non interviene, lo fa solo in rari casi di proteste e scioperi collettivi.
Normalmente sfrutta questa situazione con il metodo del bastone e la carota: se ti adatti, ti lasciano tranquillo, in caso contrario ti mandano in un carcere che "interpreta" arbitrariamente i diritti dei detenuti.
Il governo dei carceri è come il doppio consolato dell’antica repubblica romana: il direttore e il comandante della polizia penitenziaria comandano insieme.
L’uno senza l’altro non possono prendere decisioni incisive e quindi sono costretti a scendere a compromesso, ciò comporta la restrizione e la limitazione nei confronti dei detenuti: i doveri ci sono tutti ma i diritti diventano concessioni.
I detenuti nel constatare che i responsabili del governo dei carceri non rispettano le loro regole e le infrangono senza remore, sicuri della loro immunità, metabolizzano che il potere può tutto.
Questo comporta non un insegnamento delle regole ma una scuola criminale che diventa odio e rabbia verso la Stato.
In questo modo, non si rende un buon servizio alla società, perchè un giorno questi detenuti finiranno di scontare la pena e molti scaricheranno l’odio e la rabbia, derivati dalle ingiustizie e dalle frustrazioni subite, sulla società.
L’articolo 41 bis mi fu revocato nel 1996 dal Tribunale di Sorveglianza di Sassari, all’epoca si veniva allocati nel regime A.S., due anni dopo nel 1998 fu emanata la circolare e.i.v..
L’A.S. (alta sorveglianza) è una sorta di scatola cinese perchè ogni carcere decide come gli pare. Questo regime viene applicato in base ai reati dell’art. 4 bis.
Quando si finisce di scontare il reato ostativo dell’art 4 bis, ci sono carceri che declassificano automaticamente, altri no.
Purtroppo c’è un’ottusa burocrazia dell’aministrazione penitenziaria che dispoticamente impera.
In questi regimi non esiste nessuna forma di recupero, la riabilitazione consiste ad adattarsi alle regole imposte, in caso contrario si è pericolosi perchè si è destabilizzatori, sobillatori e facinorosi.
Chi non si adatta alle regole delle singole direzioni e chiede i propri diritti per educare gli altri detenuti gli viene applicato il 14 bis.
La direzione propone e il ministero burocraticamente firma l’autorizzazione.
Il regime 14 bis restringe ancora di più la vivibilità: si viene esclusi da qualsiasi attività in comune, tolgono lo specchio per farti sentire un ombra, ti tolgono il fornello e la macchinetta del caffè, come se ti facessi un caffè al giorno può essere pericoloso.
Ti censurano la posta per toglierti la solidarietà esterna e l’intimità dei tuoi sentimenti.
Il regime 14 bis è un arma nelle mani del direttore per minacciarti e farti diventare un suo schiavo per meglio governare il suo carcere.
La commissione dei diritti dell’uomo a gennaio 2006 ha emanato una sentenza che condanna l’Italia per i regimi di e.i.v. e il regime 41 bis: è passato un anno e mezzo e gli organi competenti non hanno fatto niente.
Alcuni mesi fa il senatore Fosco Giannini ha presentato un’interrogazione parlamentare sul regime e.i.v. ma anche la parte buona della politica nulla può contro l’illegalismo del sistema penitenziario.
Purtroppo non esiste nessuna forma di controllo e di intervento reale sul sistema penitenziaro, governato da un potere apparato burocratico che agisce in modo assolutamente dicrezionale e illegale (in violazione delle norme e delle leggi) costituito dalla direzione del DAP e dalle singole direzioni penitenziarie, nonchè dalla piramide di comando della polizia penitenziaria.
Mentre la politica non si interroga della condizione dei detenuti e delle carceri, i detenuti che osano denunciare carenze, abusi e vessaz
La pena secondo la cosstituzione non deve essere nè afflittiva nè vendicativa invece continua a essere la vendetta dei forti.
Settembre 2007
Carcere di Parma
Pasquale De Feo
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Ergastolo e 41 bis....
Dopo aver riportato questi documenti, vorrei fare una riflessione sulla situazione delle carceri italiane.
L’Italia dal 1980, viene condannata dalla giustizia europea per violazione dei diritti umani e fondamentali.
Dal Bollettino Penitenziario 2005 si evince che:
- i detenuti nelle carceri italiane sono 59523;
Di questi 59523 detenuti:
19836 sono stranieri (il 33,32% del totale dei detenuti), di cui il 48,30% provengono dall’Africa, il 39,70% dall’Europa, il 7% dall’America, il 4,90% dall’Asia, e lo 0,10% non determinato.
- 16135 tossicodipendenti (il 27,10% del totale dei detenuti).
21662 sono ancora imputati, ossia in attesa di sentenza definitiva (il 36,39% del totale dei detenuti).
Di tutto questo, non vengono rispettati i Prìncipi Fondamentali che l’Italia ha sottoscritto:
- Ogni individuo ha diritto alla vita, alla liberta’ ed alla sicurezza della propria persona (Art.3 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani);
- Ogni individuo accusato di un reato e’ presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa
( Art.11 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani);
- Ogni individuo ha diritto alla liberta’ e alla sicurezza (Art.6 Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea);
- Ogni imputato e’ considerato innocente fino a quando la sua colpevolezza non sia stata legalmente provata. (Art.48 Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea);
- "…L’imputato non e’ considerato colpevole sino alla condanna definitiva…" (Art.27 Costituzione Italiana)
Nel 2005 ci sono stati 89887 nuovi ingressi, 45% sono gli stranieri.
Per quanto concerne le celle dei detenuti e’ stato rilevato che:
- 89,40% dei detenuti non ha la doccia;
- 69,31% non ha acqua calda;
- 60% delle detenute non ha il bidet;
- 12,80% dei detenuti vive in celle dove il bagno è collocato vicino al letto, e non in un vano separato.
- 29,30% dei detenuti non possono accendere le luci all’interno della propria cella in quanto gli interruttori sono posti all’esterno.
L’Italia non rispetta i Principi Fondamentali che ha sottoscritto:
- Nessun individuo potra’ essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti (Art.3 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani);
- La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata (Art. 1 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea);
- Nessuno può essere sottoposto a tortura, nè a pene o a trattamenti inumani o degradanti (Art.4 Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea);
- "…Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanita’ e devono tendere alla rieducazione del condannato…" (Art.27 Costituzione Italiana)
Ovviamente questi dati non li ho inventati, li ho estrapolati dal Bollettino Penitenziario 2005.
Dai questi dati si evince una situazione terribile e preoccupanti per migliaia di carcerati che si vedono privati, oltre che della libertà, anche della dignità di essere umano.
Ergastolo e 41bis - quindi- sono due pratiche immonde ed incostituzionali, che vanno contro gli elementari diritti dell’uomo.
L’ergastolo, o carcere a vita, non è nient’altro che pena di morte. La sua esecuzione avviene inesorabile. Può essere lenta o veloce. Lenta perché lascia fare alla vita, veloce perché il recluso molte volte prende la decisione del suicidio. E forse per lui è la via più veloce per riottenere la libertà.
Io sono contro ogni limitazione della libertà, sono contro ogni oltraggio alla dignità di un essere umano e contro ogni violazione all’integrità della salute.
L’ergastolo e la legge 41bis, come tante altre, rappresentano due norme anti uomo che dovrebbero essere cancellate il più presto possibile.
Concludo con due ultimi dati:
1294 gli ergastolani reclusi nelle carceri italiane, l’8% dei condannati.
539 detenuti sottoposti a 41bis.
Correva l’anno 1992 quando nel nostro bel paese si consumava la famosa strage di Capaci.
Lo stato democratico, decide di far nascere un carcere del tutto speciale, un carcere più “vero” rispetto a quello che fino ad allora era… nasce così il cosiddetto “carcere duro”, o anche comunemente chiamato “41 bis”.
Si istituiva, quindi, il 41 bis come arma contro l’organizzazione mafiosa e i detenuti del 41 bis, sin dalla sua nascita, erano quasi tutti mafiosi. È doveroso dire che sotto le grinfie del terribile 41 bis non sono finiti solamente i temuti e pericolosi mafiosi, per cui lo stesso carcere era stato progettato e voluto, ma anche detenuti che definiremmo “comuni”, i quali hanno dovuto fare conti col carcere duro per via di inceppamenti della vecchia macchina giudiziaria e burocratica italiana, o chissà per quali altri oscuri motivi.
Generalmente la sessione per i 41 bis è una sorta di palazzina staccata dal resto del carcere e in 6 delle 13 strutture sono presenti ambienti speciali per i detenuti eccellenti come Totò Riina o Bagarella. Al momento di detenuti eccellenti se ne contano 17. In pratica è un carcere speciale per detenuti speciali!
Prigionieri che devono scontare la pena sotto 41 bis stanno, infatti, in celle singole ma con delle finestre del tutto particolari perché dispongono di ben tre tipi di sbarramenti: il primo fatto con sbarre vere e proprie, il secondo da una rete abbastanza fitta ed il terzo è in pratica una tapparella dalla quale passano pochissima aria e pochissima luce. Quest’ultima barriera con l’esterno è tra i prigionieri chiamata simpaticamente gelosia.
In queste confortevoli celle i detenuti ovviamente non possono tenere nessun oggetto, o meglio… possono tenere con sè un massimo di un libro, ma oltre quello nulla di nulla, niente fotografie e niente giornali, niente musica. La posta è tutta controllata e possono ricevere al massimo 2 pacchi postali al mese. I colloqui per i detenuti del 41 bis sono quasi impossibili, limitati al numero di uno al mese ed il contatto fisico con i parenti è completamente annullato da un vetro spesso e alto fino al soffitto; per parlare con i familiari bisogna dunque usare un citofono. Nei casi specifici dei carceri di Viterbo e L’Aquila i colloqui avvengono in stanze piccole quanto due cabine telefoniche grandi un metro per un metro. I detenuti sotto 41 bis hanno diritto ad abbracciare solamente i figli sotto i 12 anni, in incontri non superiori ai 10 minuti, in altre stanze senza vetro divisorio e durante tali incontri sono ovviamente sottoposti a videoregistrazione. L’ora d’aria esiste ma spesso è solo un modo di dire o un’ora come un’altra, dato che gli spazi del passeggio sono nella gran parte di queste prigioni ridottissimi.
Dal 23 Dicembre 2002, questo sistema carcerario è entrato ufficialmente a far parte integrante del nostro sistema carcerario.
Oltre a rendere fisso e regolare il 41 bis, la “giusta” Commissione di Giustizia del Senato ha voluto fare le cose per bene ed in grande e ha pensato allora di estendere il regime di 41 bis anche a terroristi, narcotrafficanti e schiavisti.
Sono in molti a credere che tale regime carcerario è un continuo oltraggio ai diritti dell’uomo. OK, le persone che hanno a che fare col 41 bis non sono proprio delle personcine a modo, ma chi è lo Stato per togliere addirittura anche il diritto alla socialità ad un essere umano? È verissimo, il 41bis è nato per ostacolare i rapporti e quindi le comunicazioni dei detenuti con l’esterno e con gli altri detenuti, ma è anche vero che spesso la durezza di tale carcere è servita a ben poco. Lo dimostrano le parole del pentito Luigi Giuliano che ha spiegato bene a tutti come i severi controlli alla fine vengano elusi regolarmente. Ecco allora che il 41bis, spogliato della sua intenzione primaria, restava solamente un inutile strumento di tortura nei confronti di esseri umani che, seppur non allineati con il volere dello stato, restano pur sempre esseri umani.
Palese motivo per cui il 41 bis continua ad esistere e anzi a rafforzarsi nella nostra democrazia, è proprio quello di rendere la vita del carcerato talmente impossibile, talmente aspra e brutta da annientarlo dentro, per farlo pentire in maniera coatta. Ci chiediamo a cosa possa servire il pentimento coatto di un mafioso o di un terrorista ad uno Stato e ci chiediamo pure se stiamo ancora parlando di un tipo di carcere di un paese democratico o se abbiamo fatto confusione con le carceri iraniane o turche. No, non abbiamo fatto alcuna confusione, stiamo ancora parlando di qualcosa appartenente alla nostra bell’Italia “patria di civiltà” e alla nostra amata e sbandierata democrazia… purtroppo.
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Cari amici,
mi chiamo De Feo Pasquale sono in carcere a Parma.
Stò scontando l’ergastolo da tantissimi anni: sono entrato in carcere che ero un ragazzo e ora viaggio verso i 50 anni.
Sono nato e cresciuto in provincia di Salerno. Ho girato molti carceri e da 15 anni giro nei vari gironi infernali degli speciali.
Attualmente sono da 4 mesi sottoposto al regime di tortura del 14 bis con la motivazione:
- ha turbato l’ordine costituito.
Solo per avere reclamato i miei diritti mi hanno punito sottoponendomi a questo regime infame. Inizio a parlare dell’ergastolo perchè è la ferita che più sanguina: l’ergastolo è una pena di morte diluita nel tempo.
Questo era molto chiaro ai compilatori del codice penale francese del 28 settembre del 1791 che pur prevedendo la pena di morte avevano abolito l’ergastolo perchè ritenuto peggiore della pena capitale.
L’ergastolo è disumano, illeggittimo, inaccettabile.
E’ solo legittimato in nome di una pretesa superiore ed inevitabile ragion di Stato della nostra presunta "moderna democrazia".
Credo che già sapete che il 1° di dicembre tutti gli ergastolani protesteremo con uno sciopero della fame per l’abolizione dell’ergastolo e contiamo che buona parte della società esterna digiuna qualche giorno insieme a noi. (Si può avere un ampia documentazione andando sul sito www.informacarcere.it nella sezione "mai dire mai").
La nostra idea folle è che dietro questo progetto nasca un movimento di centomila persone (ovviamente anche grazie ai nostri familiari) che appoggiano un gruppo di ergastolani così che qualche partito capisca che con l’abolizione dell’ergastolo i voti non li perde ma li guadagna. Dove vogliamo arrivare? Non pretendiamo che facendo lo sciopero della fame aboliscano l’ergastolo ma pretendiamo che siano rispettate le regole dello Stato di diritto e della democrazia. Da un importante partito che sta sostenendo questo governo sono stati presentati due disegni di legge, uno alla camera ed uno al senato, ebbene vogliamo che siano discussi.
Non sono mai stato in regime di art.90, che fu abrogato nel 1986.
Nel 1992 mi fu applicato l’art. 41 bis e trasferito all’isola dell’Asinara.
Quelli furono tempi duri, un vero e proprio lager anche il cibo e l’acqua erano insufficienti e con il caldo soffrivamo persino la sete.
Incredibilmente, dato che al peggio non c’era mai fine, ci consolavamo pensando che nel carcere dell’isola della Pianosa i nostri compagni stavano peggio di noi perchè prendevano botte tutti i giorni.
Infatti, nel 1998/99 la commissione per la prevenzione della tortura non condannò l’Italia per un solo voto: Luigi Manconi, deputato di quella legislatura e attuale sottosegretario alla Giustizia, dichiarò:
- Moralmente l’Italia è stata condannata. A Pianosa sono sicuramente successe cose gravissime.
Non si sbagliava, c’era mio fratello e mi ha raccontato in che abisso di barbarie vivevano. Il regime del 41 bis è un regime indegno di un paese civile, una tortura "democratica", censurato anche dalla Commissione Europea dei diriti dell’uomo.
Il regime del 41 bis è stato fatto diventare un totem, come se fosse la soluzione a tutti i problemi d’Italia, ma lo Stato, con questa repressione barbara, inumana e inaccettabile per la "patria del diritto", dovrebbe spiegare cosa hanno risolto dal 1992 ad oggi?
Ormai è diventato anche un business, pertanto l’interesse sulla carne umana non può essere toccato. Ma questo non è tutto, quando il tribunale di sorveglianza o in rari casi il ministero della giustizia revoca il 41 bis, si viene trasferiti nelle sezioni a regime e.i.v. (Elevato indice di vigilanza).
In questo modo si cade dalla padella alla brace, perchè il regime e.i.v. è uguale al 41 bis, tranne per alcune cose come il colloquio senza vetro e il numero di colloqui che da uno al mese passano a 4 mensili.
Riguardo alla vivibilità dipende dagli umori dei vari direttori di turno.
In certi carceri il regime e.i.v. è peggio del 41 bis.
In tutti e due i regimi l’accesso ai benefici è praticamente impossibile.
Mentre il regime del 41 bis ha tutela giurisdizionale, con l’e.i.v. non puoi rivolgerti da nessuna parte perchè è un atto amministrativo penitenziario, pertanto sogetto all’arbitrio dell’amministrazione penitenziaria, insomma: una sorta di ergastolo in bianco.
Come recita la circolare DAP 9 luglio 1998 n. 3479/5929 il regime e.i.v. è una continuazione storica dell’art. 90, ma nell’insieme tutto è lasciato alla discrezionalità delle direzione e la vivibilità viene ristertta e limitata secondo il loro arbitrio, con situazioni paradossali e di cecità che sfocia in alcuni casi nella cattiveria gratuita.
Il ministero della giustizia conosce la situazione, ma non interviene, lo fa solo in rari casi di proteste e scioperi collettivi.
Normalmente sfrutta questa situazione con il metodo del bastone e la carota: se ti adatti, ti lasciano tranquillo, in caso contrario ti mandano in un carcere che "interpreta" arbitrariamente i diritti dei detenuti.
Il governo dei carceri è come il doppio consolato dell’antica repubblica romana: il direttore e il comandante della polizia penitenziaria comandano insieme.
L’uno senza l’altro non possono prendere decisioni incisive e quindi sono costretti a scendere a compromesso, ciò comporta la restrizione e la limitazione nei confronti dei detenuti: i doveri ci sono tutti ma i diritti diventano concessioni.
I detenuti nel constatare che i responsabili del governo dei carceri non rispettano le loro regole e le infrangono senza remore, sicuri della loro immunità, metabolizzano che il potere può tutto.
Questo comporta non un insegnamento delle regole ma una scuola criminale che diventa odio e rabbia verso la Stato.
In questo modo, non si rende un buon servizio alla società, perchè un giorno questi detenuti finiranno di scontare la pena e molti scaricheranno l’odio e la rabbia, derivati dalle ingiustizie e dalle frustrazioni subite, sulla società.
L’articolo 41 bis mi fu revocato nel 1996 dal Tribunale di Sorveglianza di Sassari, all’epoca si veniva allocati nel regime A.S., due anni dopo nel 1998 fu emanata la circolare e.i.v..
L’A.S. (alta sorveglianza) è una sorta di scatola cinese perchè ogni carcere decide come gli pare. Questo regime viene applicato in base ai reati dell’art. 4 bis.
Quando si finisce di scontare il reato ostativo dell’art 4 bis, ci sono carceri che declassificano automaticamente, altri no.
Purtroppo c’è un’ottusa burocrazia dell’aministrazione penitenziaria che dispoticamente impera.
In questi regimi non esiste nessuna forma di recupero, la riabilitazione consiste ad adattarsi alle regole imposte, in caso contrario si è pericolosi perchè si è destabilizzatori, sobillatori e facinorosi.
Chi non si adatta alle regole delle singole direzioni e chiede i propri diritti per educare gli altri detenuti gli viene applicato il 14 bis.
La direzione propone e il ministero burocraticamente firma l’autorizzazione.
Il regime 14 bis restringe ancora di più la vivibilità: si viene esclusi da qualsiasi attività in comune, tolgono lo specchio per farti sentire un ombra, ti tolgono il fornello e la macchinetta del caffè, come se ti facessi un caffè al giorno può essere pericoloso.
Ti censurano la posta per toglierti la solidarietà esterna e l’intimità dei tuoi sentimenti.
Il regime 14 bis è un arma nelle mani del direttore per minacciarti e farti diventare un suo schiavo per meglio governare il suo carcere.
La commissione dei diritti dell’uomo a gennaio 2006 ha emanato una sentenza che condanna l’Italia per i regimi di e.i.v. e il regime 41 bis: è passato un anno e mezzo e gli organi competenti non hanno fatto niente.
Alcuni mesi fa il senatore Fosco Giannini ha presentato un’interrogazione parlamentare sul regime e.i.v. ma anche la parte buona della politica nulla può contro l’illegalismo del sistema penitenziario.
Purtroppo non esiste nessuna forma di controllo e di intervento reale sul sistema penitenziaro, governato da un potere apparato burocratico che agisce in modo assolutamente dicrezionale e illegale (in violazione delle norme e delle leggi) costituito dalla direzione del DAP e dalle singole direzioni penitenziarie, nonchè dalla piramide di comando della polizia penitenziaria.
Mentre la politica non si interroga della condizione dei detenuti e delle carceri, i detenuti che osano denunciare carenze, abusi e vessaz
La pena secondo la cosstituzione non deve essere nè afflittiva nè vendicativa invece continua a essere la vendetta dei forti.
Settembre 2007
Carcere di Parma
Pasquale De Feo
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Ergastolo e 41 bis....
Dopo aver riportato questi documenti, vorrei fare una riflessione sulla situazione delle carceri italiane.
L’Italia dal 1980, viene condannata dalla giustizia europea per violazione dei diritti umani e fondamentali.
Dal Bollettino Penitenziario 2005 si evince che:
- i detenuti nelle carceri italiane sono 59523;
Di questi 59523 detenuti:
19836 sono stranieri (il 33,32% del totale dei detenuti), di cui il 48,30% provengono dall’Africa, il 39,70% dall’Europa, il 7% dall’America, il 4,90% dall’Asia, e lo 0,10% non determinato.
- 16135 tossicodipendenti (il 27,10% del totale dei detenuti).
21662 sono ancora imputati, ossia in attesa di sentenza definitiva (il 36,39% del totale dei detenuti).
Di tutto questo, non vengono rispettati i Prìncipi Fondamentali che l’Italia ha sottoscritto:
- Ogni individuo ha diritto alla vita, alla liberta’ ed alla sicurezza della propria persona (Art.3 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani);
- Ogni individuo accusato di un reato e’ presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa
( Art.11 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani);
- Ogni individuo ha diritto alla liberta’ e alla sicurezza (Art.6 Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea);
- Ogni imputato e’ considerato innocente fino a quando la sua colpevolezza non sia stata legalmente provata. (Art.48 Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea);
- "…L’imputato non e’ considerato colpevole sino alla condanna definitiva…" (Art.27 Costituzione Italiana)
Nel 2005 ci sono stati 89887 nuovi ingressi, 45% sono gli stranieri.
Per quanto concerne le celle dei detenuti e’ stato rilevato che:
- 89,40% dei detenuti non ha la doccia;
- 69,31% non ha acqua calda;
- 60% delle detenute non ha il bidet;
- 12,80% dei detenuti vive in celle dove il bagno è collocato vicino al letto, e non in un vano separato.
- 29,30% dei detenuti non possono accendere le luci all’interno della propria cella in quanto gli interruttori sono posti all’esterno.
L’Italia non rispetta i Principi Fondamentali che ha sottoscritto:
- Nessun individuo potra’ essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti (Art.3 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani);
- La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata (Art. 1 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea);
- Nessuno può essere sottoposto a tortura, nè a pene o a trattamenti inumani o degradanti (Art.4 Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea);
- "…Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanita’ e devono tendere alla rieducazione del condannato…" (Art.27 Costituzione Italiana)
Ovviamente questi dati non li ho inventati, li ho estrapolati dal Bollettino Penitenziario 2005.
Dai questi dati si evince una situazione terribile e preoccupanti per migliaia di carcerati che si vedono privati, oltre che della libertà, anche della dignità di essere umano.
Ergastolo e 41bis - quindi- sono due pratiche immonde ed incostituzionali, che vanno contro gli elementari diritti dell’uomo.
L’ergastolo, o carcere a vita, non è nient’altro che pena di morte. La sua esecuzione avviene inesorabile. Può essere lenta o veloce. Lenta perché lascia fare alla vita, veloce perché il recluso molte volte prende la decisione del suicidio. E forse per lui è la via più veloce per riottenere la libertà.
Io sono contro ogni limitazione della libertà, sono contro ogni oltraggio alla dignità di un essere umano e contro ogni violazione all’integrità della salute.
L’ergastolo e la legge 41bis, come tante altre, rappresentano due norme anti uomo che dovrebbero essere cancellate il più presto possibile.
Concludo con due ultimi dati:
1294 gli ergastolani reclusi nelle carceri italiane, l’8% dei condannati.
539 detenuti sottoposti a 41bis.
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Carceri, ergastolo e 41bis
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