Cultura & Attualità

CANEA
Messaggio del 12-04-2007 alle ore 10:20:30
togliete pure il termine "quotidiani" : dà l'idea errata che si tratti di organi di informazione
Messaggio del 12-04-2007 alle ore 10:14:12
Libero e Il Giornale sono quotidiani-spazzatura
Messaggio del 12-04-2007 alle ore 00:53:48
mi sa che il pezzo di paragone su libero non l'ha letto nessuno
Messaggio del 12-04-2007 alle ore 00:12:12
"Sono peggio i moderati degli estremisti"-Antonio Martino.
Messaggio del 11-04-2007 alle ore 23:28:07
Gianni Letta ha speso l’intera giornata di Pasquetta per convincere Silvio Berlusconi che non conveniva sollevare il coperchio sulla vicenda delle liberazioni degli ostaggi italiani nelle zone di guerra. Che durante il governo di centrodestra furono propiziate da fitte e complicate trattative. Da pagamenti di cospicui riscatti (si calcola per difetto un totale di dieci milioni di dollari). Da drammatiche esposizioni e sacrifici di nostri agenti come Calipari.

E persino - così si dice - da qualche sequestro lampo, rientrato e occultato, di alcuni nostri emissari.

Missioni per la maggior parte fortunate, altre volte sfortunate, o fortunate a metà, o sfortunate a metà. Salvataggi pagati a prezzi più meno cari, in termini di denari e anche di vite umane: durante la stagione berlusconiana maggioranza e opposizione avevano volta per volta convenuto che l'interesse principale era il salvataggio degli ostaggi. Avevano sempre osteggiato l'ipotesi di blitz militari e sparatorie, care invece all'alleato americano. E s'erano dette convinte, maggioranza e opposizione di allora, opposizione e maggioranza di adesso, che le attività dei nostri servizi e degli eventuali mediatori fosse da considerare un bene da tutelare: una tipica «missione di pace» compiuta dentro a spedizioni che di pacifico spesso avevano ben poco, come in Iraq.

Così, in extremis, nel lunedì dell'Angelo l'ex premier s'era convinto a tirare il freno e a bacchettare i suoi fedelissimi: con una dichiarazione sorprendentemente sensata in nome dell'interesse nazionale e contro le «sterili polemiche».

Ma la canea attizzata dai vari Bondi e Schifani era come un treno in corsa. E, come si sa, il freno d'emergenza non sempre va a buon fine. Così i giornali di destra - in primis "il Giornale" di famiglia e "Libero" - hanno fatto finta di non aver avuto tempo né modo di recepire l'ordine di servizio. E hanno relegato in pagina interna l'appello ad abbassare i toni (da leggere, del resto, tutto in chiave interna al centrodestra) a firma del capo. Che si è trovato così ad essere praticamente censurato dai suoi stessi giornali.

I quali dedicavano, al contrario, una formidabile batteria preconfezionata di commenti servizi e interviste, a Romano Prodi che «non vuol svelare i segreti su Kabul». Alle «connivenze e alle ambiguità del governo ricattabile». All' «Afghanistan senza fondo». Alla «figuraccia».

Per la penna dell'ex-giornalista agente Betulla, "Libero" piangeva sull'«ennesimo morto dell'inganno pacifista», accanto a qualche cammeo eroizzante di Gino Strada, improvvisamente portato sugli scudi - con tanto di affettuosa agiografia del Giornale - per avere «smentito il governo sulla liberazione di Torsello», aver dato del "Ponzio Pilato" a Prodi e per altre - stavolta meritorie - campagne iperpacifiste e antigovernative.

Se si tratti di una prova di indipendenza professionale rispetto al committente, di un episodio di fronda politica, di confusione di idee o di qualcosa d'altro, è uno di quei misteri così poco affascinanti da non meritare troppe riflessioni. Quel che conta è il clima becero che si vuol imporre per l'avvenire: gli inviati di guerra che si facessero sequestrare andando a cercare in zone pericolose ciò che contrasta con le verità «ufficiali», sappiano che da ora in poi se lo possono sognare di essere liberati dai «nostri». Figurarsi, poi, quale fine dovranno fare quelli delle «organizzazioni non governative», noti comunisti. Anzi - giace da qualche parte un disegno di legge annunciato dalla ex sottosegretaria forzista Jole Santelli - se torneranno vivi, gli eventuali prossimi ostaggi italiani dovranno pagare i danni e le spese sostenute.

Questi sono i toni e gli argomenti da usare, se si vuol parlare alla pancia di un elettorato che si vuole rozzo e fazioso. Il resto è schermaglia diplomatica, doppiezza ipocrita: anche se per un giorno il buonsenso è impersonato dal capo, che è stato evidentemente malconsigliato. Come ha scritto quello scapigliato di Antonio Martino, proprio ieri sul giornale di Vittorio Feltri, d'altro canto, è vero o no che «sono peggio i moderati degli estremisti»?

Pubblicato il: 11.04.07
Il Messaggero

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