Cultura & Attualità
il quarto scusate...
Ora che apriranno il terzo, addio negozi e addio centro di lanciano. Se pure uno deve andà a pisciare, va al centro commerciale.
...per non parlare dei centri commerciali... una rovina...
Sembrerebbe che ci sia poca concorrenza a monte, dunque eccessiva collusione sui prezzi. Ma l'Italia è un'economia LIBERISTA, come qualcuno si ostina a far credere x allontanare fantasmi rossi e neri
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Editato da Skin il 24/06/2005 alle 09:55:36
"mi dicono che appena è entrato in vigore l'euro hanno speculato alla pulita e si sono comportati come ladri professionisti e ora si lamentano per il crollo dei consumi. Chi di arrotondamento ferisce..."
...ma lo sai che il commerciane è l'ultimo anello della catena speculativa ed è il primo aprenderselo in quel posto? Se il fornitore mi aumenta il prezzo e diminuisce lo sconto, che si fa? Metto la vasellina?
". "Ne prendiamo atto, ma ammetta, signor presidente del Consiglio - dice Billè - che per noi è difficile rimettere la mano sul fuoco, dopo che, come Muzio Scevola, ce ne siamo già bruciata una".
...che cavolo di "smacco"
io vorrei sapere con tutti questi aumenti....chi ci ha guadagnato...i cittadini no..lo stato nemmeno visto che il debito aumenta sempre di piu'...quindi l'unico e' BERLUSCONI...la sua azienda macina utili su utili.....
Siamo poi sicuri che i commercianti nn paghino a caro prezzo i prodotti che rivendono?
Nn sono pazzo da negare che i prezzi al dettaglio sono stati praticamente raddoppiati. Ma dipende solo dai commercianti? Nn dipende anche dai consumatori che hanno praticamente vissuto 1 illusione monetaria? Siamo poi sicuri che i commercianti nn paghino a caro prezzo i prodotti che rivendono?
C'è poi 1 altro dato molto importante. Secondo le rilevazioni statistiche, gli aumenti, più che i beni di consumo, hanno interessato i servizi, sopratutto quelli di pubblica utilità: acqua, gas, elettricità. Per nn parlare dei servizi bancari e assicurativi. Per i secondi, l'aumento è stato del 40%. Noi siamo primi in Europa in termini di onerosità dei servizi, che devono pagare tutti, anche i commercianti.
In conclusione nn si può ricondurre il tutto all'opportunismo dei commercianti, ma a diverse variabili macroeconomiche che sono rimaste incontrollate.
mi dicono che appena è entrato in vigore l'euro hanno speculato alla pulita e si sono comportati come ladri professionisti e ora si lamentano per il crollo dei consumi. Chi di arrotondamento ferisce...
Butto l'esca e abbocca adonai... naturalmente i dati non ti dicono mai nulla
in effetti... ho il dubbio che skin goda a veder affossare la povera Azienda Italia...
i commercianti sono gli ultimi che si possono lamentare
Le previsioni. Anche le previsioni di Confcommercio per quest'anno sono più che mai scoraggianti, quanto quelle delle altre istituzioni economiche: "Primo, il Pil quest'anno anziché crescere diminuirà dello 0,2%, rendendo così palpabile lo stato di recessione. Secondo, gli investimenti pubblici e privati - rispetto al 2004 - diminuiranno dell'1,4%, mentre l'export calerà del 2,3%. Si delinea un saldo della bilancia commerciale che rischia di essere il peggiore dal 1991. Terzo, i consumi delle famiglie aumenteranno solo dello 0,1%, cioè di quasi nulla. E siccome, in queste condizioni, il rapporto deficit/Pil finirà con l'attestarsi sopra la soglia del 4%, si prospettano giorni duri, anzi durissimi per tutti".
Al presidente del Consiglio Berlusconi che poco tempo fa di fronte ai dati economici sempre più scoraggianti aveva opposto la floridezza di un Paese dove tutti hanno il telefonino e molti la casa di proprietà, Billè replica che "dietro questa facciata di floridezza, in parte vera, vive un Paese schiacciato da vecchi e nuovi problemi". Anche perché il nostro "è un Paese in cui vige la regola che la colpa di tutto sia sempre di qualcun altro".
Quote:
Il presidente Billè all'assemblea annuale di Confcommercio
"Siamo in recessione serve un patto sociale per uscire dalla crisi"
De Sica, il circo Togni e Muzio Scevola. Con una serie di immagini colorite, Billè mette a segno una serie di affondi contro il governo. "Per scuoterci - dice all'inizio della sua relazione - ci serve una robusta dose di neorealismo alla De Sica. Solo così potremo trovare la forza necessaria per far cambiare rotta ad un Paese che ha innescato una pericolosa marcia indietro". Quello che invece non bisogna più fare, secondo il presidente di Confcommercio, è continuare a vivere "in una sorta di grande circo Togni dove ciascuno, dopo aver eseguito il suo numero, si ritira nella sua roulotte non preoccupandosi del resto". A cominciare dal presidente del Consiglio, al quale Billè si rivolge direttamente ricordando che, certo, "c'è l'impegno del governo a cambiare questo stato di cose". "Ne prendiamo atto, ma ammetta, signor presidente del Consiglio - dice Billè - che per noi è difficile rimettere la mano sul fuoco, dopo che, come Muzio Scevola, ce ne siamo già bruciata una".
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Editato da Skin il 23/06/2005 alle 12:54:42
Nuova reply all'argomento:
Billè e la crisi
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