Cultura & Attualità

Beppe Grillo
Messaggio del 16-01-2008 alle ore 18:09:05
Dall'espresso.repubblica.it


Una storia un po’ lunga, ma se avete voglia di leggerla fino in fondo vi dirà parecchio su Beppe Grillo.

Il giorno 2 gennaio, come molti, ho letto e visto in Internet il “discorso di Capodanno” di Grillo. Nel quale, come si ricorderà, è stato lanciato il V-day contro i giornali per il 25 aprile prossimo venturo.

Tra le altre cose, nel suo discorso Grillo prevedeva con certezza che tutti media “mainstream” avrebbero volutamente ignorato il suo V-day sui giornali, visto che la cosa riguardava direttamente gli interessi delle testate e dei loro proprietari.

Il fenomeno Grillo mi interessa, da tempo vado scrivendo diverse cose sulle storture del sistema editoriale in Italia (a partire dall’Ordine e dalla legge sulle provvidenze) e credo anche che i giornali debbano interessarsi delle fasce della società che Grillo più o meno rappresenta.

Quindi il giorno stesso telefono a Grillo sul suo cellulare per proporgli un’intervista sul tema del V-day contro la stampa, la “vera casta” come dice lui.

Grillo mi risponde quasi subito, con gentilezza, ma nicchia un po’ sull’intervista: «Io sono un monologhista», mi dice testualmente. «Invece dell’intervista le scrivo un pezzo io e voi lo pubblicate su L’espresso».

Io gli rispondo che un pezzo no, non ci interessa, che per quelli c’è già il suo seguitissimo blog e noi invece vorremmo un confronto, anche aspro magari, sul tema che ha lanciato, il V-Day contro i giornali.

Gli prometto che però, ovviamente, tutte le sue risposte saranno riportate senza variazioni e senza alcuna censura, che ha la più assoluta libertà di dire quello che gli pare, che sono dispostissimo a mandargli i suoi virgolettati per approvazione a intervista scritta.

«Mah», dice lui, «non so, io non do il mio meglio in queste cose».

Insisto, gli faccio presente che un confronto civile è il modo migliore per far crescere e circolare le idee, gli propongo di andarlo a trovare dove si trova e alla fine sembro parzialmente convincerlo: «D’accordo, facciamolo», dice, «ma non di persona. Mi mandi le sue domande via mail e io le rispondo subito dopo le feste».

Il giorno dopo mi metto al mio pc e una dopo l’altra snocciolo le domande.

Sono tutte molto semplici, anche se non a zerbino.

Gli chiedo ad esempio se non ritiene che i giornali e la Rete possano convivere, visto che la tivù non ha ucciso la radio.

Se non crede che grazie alla loro buona salute economica molti giornali possano fare anche ottime inchieste, e gliene elenco alcune di questo e di altri giornali. Gli faccio l’esempio di Mastella, su cui diversi giornali hanno fatto inchieste ampiamente riprese dallo stesso Grillo nel suo blog.

Gli chiedo dunque se non pensa che sia sbagliato mettere sullo stesso piano i quotidiani di partito inesistenti che prendono soldi direttamente dallo Stato e i giornali veri - magari perfino utili al dibattito sociale e al controllo sulla politica - che hanno solo detrazioni postali e contributi per la carta.

Gli chiedo se è consapevole che con l’abolizione totale e indistinta delle provvidenze probabilmente morirebbero voci come il Manifesto o come l’Internazionale, su cui lui stesso scrive una pagina ogni settimana, e gli chiedo se questo secondo lui sarebbe un passo in avanti per la nostra società.

Gli chiedo perché nel discorso di Capodanno ha esaltato come “ultimi giornalisti liberi” Biagi e Montanelli contrapponendoli a tutti gli altri, visto che anche Biagi e Montanelli scrivevano sui grandi giornali secondo lui servi e di “casta”.

Gli chiedo se in questo suo condannare senza eccezioni i giornali e i giornalisti ce n’è qualcuno che salverebbe, che secondo lui non fa parte della casta.

Gli chiedo se considera parte della casta anche quelle migliaia di giornalisti sottopagati e precari che ormai lavorano in gran parte delle redazioni.

Gli chiedo come può dire che tutti i giornalisti sono casta, visto che la grandissima parte di loro ha come unico privilegio il biglietto gratis ai musei, e per il resto si paga come tutti gli altri comuni mortali la casa, il cinema, il treno, l’autobus, il biglietto allo stadio e così via.

Già che ci sono, gli chiedo perché non risponde mai agli altri blog, visto che predica i blog come mezzo di comunicazione dell’avvenire.

Gli mando il tutto con una bella mail.

Passa la Befana, passano altri due giorni ma da Grillo nessuna risposta.

Gli mando un sms per ricordargli il nostro accordo, lui non risponde.

Gli mando un’altra mail copiaincollando la precedente, nel caso la prima si fosse persa.

Niente.

Questa mattina, 9 gennaio, gli telefono:

«Pronto buongiorno sono Gilioli de L’espresso, la disturbo?»
«Certo, lei mi disturba sempre».

«Mi dispiace. Volevo sapere se ha visto le domande che le ho mandato…».
«Certo che le ho viste e non intendo minimamente risponderle».

«Come mai?»
«Perchè sono domande offensive e indegne».

«Mi scusi, ma non mi pare, sono solo domande. Servono a un confronto. Se lei mi dà le sue risposte per iscritto, io le trascrivo tali quali, le dò la mia parola».
«No, non se ne parla neanche, lei non ha capito niente. Buongiorno».

«Buongiorno».

Da questa ridicola esperienza, deduco due o tre cose:

Primo: Grillo ha una paura fottuta del confronto. Sa che il suo linguaggio apocalittico e assertivo non ha niente a che vedere con lo scambio di idee e con il dibattere. E’ chiuso nel suo monologhismo. Sa di non avere argomentazioni razionali forti per difendere le sue affermazioni a tutto tondo, sa che il confronto lo obbligherebbe a qualche sfumatura e sa che probabilmente le sfumature lo annienterebbero, visto che il suo successo è figlio della sua assertività.

Secondo: Grillo ha una strategia di comunicazione basata sul vittimismo da censura. Io gli avevo promesso tre o quattro pagine di intervista su “L’espresso”, lui ha preferito non apparire per poter dire che la grande stampa lo ignora e lo censura. Bene, visto che da qui al 25 aprile andrà strillando al mondo che i giornali non parlano del suo V-Day perché ne hanno paura, si sappia che questo giornale voleva concedergli ampio spazio ma che lui lo avrebbe accettato solo per monologare, per ospitare la sua invettiva, e non per un’intervista. Nemmeno il più tracotante politico della Casta, a fronte di una richiesta di intervista, risponde “O scrivo io da solo e senza domande o niente”.

Terzo: Grillo con ogni probabilità usa così tanto Internet - e detesta così tanto i giornali - proprio perché il blog gli consente questo non-confrontarsi, questo non-dibattere. Perfino Berlusconi - dopo i primi tempi in cui mandava le videocassette registrate ad Arcore - ha imparato a rispondere alle domande dei giornalisti. Grillo no. Grillo si trincera dietro Internet per non ricevere domande, per non confrontarsi. Per esaltare, come direbbe lui, le sue caratteristiche di “monologhista”.

Attenzione, ragazzi, perché se questo è il futuro della politica in Rete fa veramente schifo.

Ps. Il direttore di Internazionale mi corregge precisando che il suo giornale non prende provvigioni. Chiedo scusa per l’inesattezza.

Messaggio del 16-01-2008 alle ore 18:15:13
Non per criticare grillo ma lui mi sembra tanto uno di quei predicatori americani che aizzano le folle dicendo che solo lui è l eletto a sapere le cose (vedi RESET 2007) ... che dica cose vere o false, giuste o sbagliate questo suo atteggiamento di evitare il confronto a cui non è nuovo mi disturba un po...
Messaggio del 16-01-2008 alle ore 18:54:42
.

A volte si commenta da solo. A volte geniale.
Messaggio del 16-01-2008 alle ore 19:41:33
D'accordo con Idolo.
Messaggio del 16-01-2008 alle ore 19:48:31
Off topic.

La parola più cercata in rete (in Italia) da google è proprio

Beppe Grillo.



Aspetto la sua risposta a questo articolo... tanto risponderà, spero... per confrontare le due versioni e farmi un'idea decente sulla cosa.

Adesso ho sentito una campana... e non mi meraviglio se le cose sono veramente andate così.

Avrà avuto i suoi buoni motivi o meno... chi lo sa, certo perfetto non è, anzi a volte di cazzate ne spara e grosse pure, sono il primo a dirlo.

Ma cmq ha tutta la mia stima come uomo.

Messaggio del 16-01-2008 alle ore 20:01:39
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Messaggio del 16-01-2008 alle ore 20:10:18
tutto può essere Ramblert.

Io ho smesso di meravigliarmi.

Ma sarà la verità???
E poi: a me che me ne viene in tasca??

Io non ci credo, adesso come adesso.

Mi sbaglio? Pazienza.
Non perderei niente da un tale errore di giudizio, dovrei semplicemente pronunciare le parole più difficili da pronunciare per l'uomo:

HO SBAGLIATO.

Ma nemmeno questo mi traumatizza più di tanto...

Cmq... Second Life ....
Messaggio del 16-01-2008 alle ore 20:30:48
Non mi aspettavo nulla di più e nulla di meno dall'Innominato. Non ho mai ascoltato da lui una frase di senso compiuto, cioè composta da soggetto, predicato e complementi.
Comincio a dubitare pure che sia lui l'autore dei testi che vengono pubblicati sul suo blog.
Messaggio del 16-01-2008 alle ore 20:33:36
casper, fatti vivo dove sai tu, mi serve un portiere
Messaggio del 16-01-2008 alle ore 20:33:38
Io so solo che prima mi faceve impazzire...ora lo trovo prevedibile e soprattutto furbo!
Messaggio del 16-01-2008 alle ore 20:52:47
One

Co sto pc cioccolo non posso...
Messaggio del 17-01-2008 alle ore 11:36:01


Questo blog ha da sempre sostenuto le iniziative e le battaglie di Beppe Grillo, a volte con pieno entusiasmo, a volte con qualche dubbio, ma lo ha sempre fatto. In questi giorni però non possiamo che esprimere una certa delusione su una vicenda che ha avuto, o forse è meglio dire non ha avuto, come protagonista il comico genovese. Ci riferiamo alla intervista che Beppe avrebbe promesso di rilasciare ad Alessandro Gilioli dell'Espresso e che poi invece non è mai stata concessa perché, e qui il condizionale è d'obbligo, le domande proposte non sarebbero state gradite da Grillo. Purtroppo la versione dei fatti che abbiamo è solo quella di Gilioli visto che Beppe, come spesso, troppo spesso ama fare, si è guardato bene dal commentare l'accaduto. Ed è un peccato perché alcune di queste domande erano molto interessanti e ci avrebbe fatto molto piacere leggerne le risposte. No Beppe, non è questa la strada giusta. Il confronto non lo puoi evitare in eterno. Il prossimo V-Day contro la casta dei giornalisti e contro le storture di questo sistema italiota dell'informazione è sacrosanto, ma non puoi per questo condannare un'intera categoria di professionisti solo per il mestiere che svolge. Questo modo di ragionare è eccessivamente tranchant, ci ricorda un tizio che dichiarò che i giudici sono "matti, antropologicamente diversi dal resto della razza umana". Inoltre sinceramente non capiamo questo tuo continuo rifiuto di utilizzare anche i media tradizionali per esprimere le tue opinioni. Beppe, ci siamo stufati di vederti solo su arcoiris tv! Ma quanti pensi che siano i tuoi coetanei che sanno cosa sia Youtube o un blog? Ma perché non accetti di andare ospite nelle trasmissioni dei viscidissimi Vespa, Mentana, Riotta, Costanzo e Floris? Ma ci pensi a quale sputtanamento li metteresti di fronte? Sicuramente ne usciresti vincitore, su questo non c'è dubbio. Sarebbe come operare un bombardamento massiccio sul quartier generale del sistema, un successo sicuro. Beppe, non è vero che i media tradizionali sono morti, che la integrazione della rete ha già eliminato le mediazioni, no! Forse sarà così tra dieci, venti o trent'anni ma ancora non è così! Non è vero che lo psiconano è finito e che Topo Gigio è un morto che cammina. Purtroppo sono vivi e vegeti e stanno decidendo ancora una volta il nostro futuro, alle nostre spalle. E poi Beppe, e questo non sai quanto ci dispiace dirlo, è ora di ammettere che il primo V-Day è stato un evento eccezionale e storico, ma purtroppo fino adesso di risultati pratici ne ha raggiunti zero. Le leggi popolari non sono neanche lontanamente in fase di discussione e anche se dovessero un giorno esserlo sai benissimo che verrebbero annacquate ed annullate attraverso migliaia di emendamenti parlamentari. Beppe, non c'è niente da fare, se vuoi ripulire una casa che è diventata una porcilaio non basta dire: "guarda quanto è lurida quella casa". In realtà è necessario prima cacciare i maiali e successivamente rimboccarsi le maniche, pulire lo sterco e sporcarsi le mani. Ti prego Beppe, non sprecare questa grande energia che con gli anni sei riuscito ad accumulare. Noi ci sentiamo tutti come una fortissima squadra di calcio allenata dal migliore allenatore del mondo. Non dirci che non vuoi disputare la partita. Quando sarà il momento noi vogliamo giocarcela fino in fondo. Tu ci sarai?



[url=http://mastellatiodio.blogspot.com/]FONTE

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