Cultura & Attualità

Benedetto XVI...un asino!
Messaggio del 28-01-2008 alle ore 21:58:30
emh!


Messaggio del 28-01-2008 alle ore 21:57:08
Ki non cado nelle tue sciocche provocazioni
Messaggio del 28-01-2008 alle ore 20:49:21
Messaggio del 28-01-2008 alle ore 20:46:56
Comunque...T A B U '



Messaggio del 28-01-2008 alle ore 20:45:06
asino


Messaggio del 28-01-2008 alle ore 16:12:47
Cosa c'entra la questione israelo-palestinese con Benedetto XVI?
Ki sei un pò confuso, guarda che i palestinesi sono stati ghettizzati dagli ebrei...diciamo le cose come stanno, senza aver paura di essere giudicati antisemiti...Purtroppo tu sei ossessionato da Benedetto XVI e Berlusconi, e non riesci a uscirne fuori...rischi d'impazzire però!
Messaggio del 28-01-2008 alle ore 01:50:22
Don Kisciocco e Phar La Panza
Messaggio del 28-01-2008 alle ore 01:39:58
E tu Sancho Panza



Messaggio del 28-01-2008 alle ore 01:03:53
ki=don chisciotte
Messaggio del 28-01-2008 alle ore 01:01:25
il muro sta nella testa di chi lo costruisce.
è sempre così.
peccato che è sempre lui a comandare...

-_-
Messaggio del 28-01-2008 alle ore 00:01:49
non ho tempo, sono in guerra su Travian...
Messaggio del 27-01-2008 alle ore 23:56:38
Ottusangolo, leggi ciò che è scritto sul post!


Messaggio del 27-01-2008 alle ore 23:54:32
Ki,
l'Asino ha altre iniziali: W.V.
Messaggio del 27-01-2008 alle ore 23:51:26
Strano che ancora non ci siano un centinaio di risposte
Messaggio del 27-01-2008 alle ore 23:43:52
Posso immaginare quelle decine di migliaia di palestinesi sciamare nei mercatini di Rafah, contenti di esserci, quasi di sgranchirsi le gambe in quell’ora d’aria loro concessa dalla colpa collettiva di esistere.
Posso immaginarne odori e sapori e immagino anche la polizia egiziana rimandarli indietro di controvoglia, quasi chiedendo per favore.

Immagino questo muro che si abbatte pacificamente e che si fa perfino ricostruire pacificamente e penso a quanto impudica è la disparità che l’Occidente mette nel celebrare l’abbattimento di un muro.

Anzi, del momentaneo abbattimento del muro di Gaza si è allarmato: entreranno armi, va ristabilito l’ordine.


Come se la gente di Gaza stesse scontando una condanna amministrata da un giudice, come se avesse colpe personali e non solo quella collettiva di essere palestinese.
Come se fosse naturale che quella povera gente che va semplicemente a far la spesa, sia complice di un pericolo mortale, e debba pagare un prezzo per la nostra sicurezza e alla nostra idea di Occidente escludente.

Quanta poca pietà c’è per quel milione e mezzo di palestinesi costretti dalla realpolitik a vivere recintati in uno zoo a cielo aperto.
Quanta poca pietà e quanto poco rispetto per quel milione e mezzo di persone dalle quali esigiamo rispetto e accettazione del loro destino. Quanto disprezzo…

Quanti saranno i guerriglieri a Gaza? Alcune migliaia. Quanti saranno i terroristi vogliosi di farsi saltare in aria? Alcune decine. Quanto odio versa il terrorismo di stato di Tsahal? Quanto prezzo pagano quelle persone al più classico, atavico, premoderno conflitto per la terra?

Quanta retorica è stata dedicata alle frontiere cadute con l’Unione europea.
Quanta retorica è stata dedicata alla caduta del muro di Berlino.

Sono passati meno di vent’anni e i muri li erige l’Occidente, come quello di Tijuana, alla frontiera tra Messico e Stati Uniti, o quello di Gaza che pretende di rinchiudere tutto un popolo in un ghetto.
Ci sono sempre buone e liberaldemocratiche scuse per i muri che l’Occidente impone e difende con il sangue: sono poveri, sono clandestini, hanno un dio diverso, sono pericolosi.
Ma il muro sta nella testa di chi lo costruisce.
(considerazioni su un'articolo di Mauro Re indypress real Palestine)

Ascoltando un prezioso suggerimento dello sciocco


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