Cultura & Attualità
Banco del Sur,fine del neoliberismo
Messaggio del 11-12-2007 alle ore 21:55:20
Banco del Sur, un passo decisivo per l’integrazione latinoamericana
Domenica è stato fondato a Buenos Aires il Banco del Sur, Banco del Sud. Dopo un anno di negoziati, ne sono paesi fondatori il Brasile, l’Argentina, il Venezuela, l’Ecuador, la Bolivia, il Paraguay e l’Uruguay, che insieme raccolgono i tre quarti della popolazione del Sud America, 284 dei 375 milioni di abitanti. Restano fuori solo Cile, Perù e Colombia, i paesi della costa pacifica che ancora guardano a Washington. Lula da Silva, Hugo Chávez e Nestor Kirchner (che ha voluto far coincidere il raggiungimento di questo risultato con la conclusione del suo mandato presidenziale), sono i padri in quello che si profila come un passaggio decisivo verso l’integrazione latinoamericana.
Il Banco del Sur, che avrà come sede principale Caracas, fu proposto dal presidente venezuelano Hugo Chávez alla fine del 2004 (ne parlò a chi scrive in questa intervista) e fu accolto dall’ortodossia neoliberista e dai media mainstream con la solita irrisione: irrealizzabile, velleitario e con l’accusa peggiore: antiamericano.
E’ improprio che il termine “antiamericano” sia usato come sinonimo di “ciò che va contro gli interessi degli Stati Uniti”.
Il fondamentalismo neoliberale cominciò a preoccuparsene poco dopo, quando furono i governi argentino e soprattutto quello brasiliano (una delle prime dieci economie industriali e capitaliste) a farne un punto qualificante nei loro programmi di governo. I Chicago boys furono colti da panico quando all’inizio del 2006 tanto il Brasile come l’Argentina, anche per merito del credito venezuelano, restituirono tutti i loro debiti all’FMI: “da oggi –disse Lula da Silva- non abbiamo più bisogno dei vostri consigli interessati”.
Oggi il Banco del Sud è una realtà e dopo mezzo secolo i latinoamericani possono sbagliare da soli. E’ di gran lunga la sfida più importante tra quelle che i governi integrazionisti latinoamericani hanno intrapreso nel corso dell’ultimo decennio e soprattutto da quanto, nel dicembre 2001, con la carestia e il crollo dell’Argentina neoliberale, fu evidente il fallimento etico e materiale del sistema imposto all’America latina e al Sud del mondo dal Fondo Monetario Internazionale. Da allora l’FMI sopravvive a se stesso. Ha perduto l’80% del proprio portafoglio di debitori e non ha più strumenti per imporre la propria dottrina, quel fondamentalismo neoliberale che, a partire dalle dittature militari delle quali l’FMI fu complice, ha svenduto un continente e la vita di centinaia di milioni di persone con l’imposizione, né democratica né trasparente, della privatizzazione di servizi pubblici fondamentali, la svendita delle principali ricchezze a multinazionali straniere e la distruzione sistematica dello stato sociale e dei servizi essenziali.
Gennaro Carotenuto

Banco del Sur, un passo decisivo per l’integrazione latinoamericana
Domenica è stato fondato a Buenos Aires il Banco del Sur, Banco del Sud. Dopo un anno di negoziati, ne sono paesi fondatori il Brasile, l’Argentina, il Venezuela, l’Ecuador, la Bolivia, il Paraguay e l’Uruguay, che insieme raccolgono i tre quarti della popolazione del Sud America, 284 dei 375 milioni di abitanti. Restano fuori solo Cile, Perù e Colombia, i paesi della costa pacifica che ancora guardano a Washington. Lula da Silva, Hugo Chávez e Nestor Kirchner (che ha voluto far coincidere il raggiungimento di questo risultato con la conclusione del suo mandato presidenziale), sono i padri in quello che si profila come un passaggio decisivo verso l’integrazione latinoamericana.
Il Banco del Sur, che avrà come sede principale Caracas, fu proposto dal presidente venezuelano Hugo Chávez alla fine del 2004 (ne parlò a chi scrive in questa intervista) e fu accolto dall’ortodossia neoliberista e dai media mainstream con la solita irrisione: irrealizzabile, velleitario e con l’accusa peggiore: antiamericano.
E’ improprio che il termine “antiamericano” sia usato come sinonimo di “ciò che va contro gli interessi degli Stati Uniti”.
Il fondamentalismo neoliberale cominciò a preoccuparsene poco dopo, quando furono i governi argentino e soprattutto quello brasiliano (una delle prime dieci economie industriali e capitaliste) a farne un punto qualificante nei loro programmi di governo. I Chicago boys furono colti da panico quando all’inizio del 2006 tanto il Brasile come l’Argentina, anche per merito del credito venezuelano, restituirono tutti i loro debiti all’FMI: “da oggi –disse Lula da Silva- non abbiamo più bisogno dei vostri consigli interessati”.
Oggi il Banco del Sud è una realtà e dopo mezzo secolo i latinoamericani possono sbagliare da soli. E’ di gran lunga la sfida più importante tra quelle che i governi integrazionisti latinoamericani hanno intrapreso nel corso dell’ultimo decennio e soprattutto da quanto, nel dicembre 2001, con la carestia e il crollo dell’Argentina neoliberale, fu evidente il fallimento etico e materiale del sistema imposto all’America latina e al Sud del mondo dal Fondo Monetario Internazionale. Da allora l’FMI sopravvive a se stesso. Ha perduto l’80% del proprio portafoglio di debitori e non ha più strumenti per imporre la propria dottrina, quel fondamentalismo neoliberale che, a partire dalle dittature militari delle quali l’FMI fu complice, ha svenduto un continente e la vita di centinaia di milioni di persone con l’imposizione, né democratica né trasparente, della privatizzazione di servizi pubblici fondamentali, la svendita delle principali ricchezze a multinazionali straniere e la distruzione sistematica dello stato sociale e dei servizi essenziali.
Gennaro Carotenuto

Messaggio del 11-12-2007 alle ore 22:02:51
Senza inzummi,spero di cuore che la cosa funzioni,non solo in sud america,ma anche nella martoriata Africa,cuore dei diamanti,dell'oro e via dicendo e cuore della peggiore fame del mondo.sere fa ho visto un reportage,roba da non dormire......comunque non andiamo fuori tema,auguri di nuovo ai popoli sudamericani e fanxulo yankee.
Senza inzummi,spero di cuore che la cosa funzioni,non solo in sud america,ma anche nella martoriata Africa,cuore dei diamanti,dell'oro e via dicendo e cuore della peggiore fame del mondo.sere fa ho visto un reportage,roba da non dormire......comunque non andiamo fuori tema,auguri di nuovo ai popoli sudamericani e fanxulo yankee.
Messaggio del 11-12-2007 alle ore 22:03:28
Senza inzummi,spero di cuore che la cosa funzioni,non solo in sud america,ma anche nella martoriata Africa,cuore dei diamanti,dell'oro e via dicendo e cuore della peggiore fame del mondo.sere fa ho visto un reportage,roba da non dormire......comunque non andiamo fuori tema,auguri di nuovo ai popoli sudamericani e fanxulo yankee.
Senza inzummi,spero di cuore che la cosa funzioni,non solo in sud america,ma anche nella martoriata Africa,cuore dei diamanti,dell'oro e via dicendo e cuore della peggiore fame del mondo.sere fa ho visto un reportage,roba da non dormire......comunque non andiamo fuori tema,auguri di nuovo ai popoli sudamericani e fanxulo yankee.
Messaggio del 11-12-2007 alle ore 22:27:00
Ki, il buon esito della impressa sarebbe la prima vittoria "Del Patio de Atras"!!!..
Ki, il buon esito della impressa sarebbe la prima vittoria "Del Patio de Atras"!!!..
Messaggio del 12-12-2007 alle ore 02:39:34
mah
mah
Messaggio del 12-12-2007 alle ore 12:43:26
A partire dal 2001 fu evidente (almeno a chiunque avesse occhi per vedere e fosse intellettualmente onesto), che il sistema nato a Bretton Woods alla fine della seconda guerra mondiale aveva semplicemente sostituito il colonialismo classico, quello delle cannoniere, con un colonialismo di nuovo conio, nel quale i paesi più ricchi, attraverso il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, continuavano ad ingerirsi nelle economie del Sud del mondo, a condizionarle e ad appropriarsi delle ricchezze di queste per sostenere lo sviluppo del Nord. Lo hanno fatto con l’usura immorale del debito estero che, se ha piagato di povertà il Sud del mondo, ha coperto di un discredito forse irreparabile l’immagine del Nord che quel sistema usuraio ha per decenni imposto beneficiandone largamente.
A partire dal 2001 fu evidente (almeno a chiunque avesse occhi per vedere e fosse intellettualmente onesto), che il sistema nato a Bretton Woods alla fine della seconda guerra mondiale aveva semplicemente sostituito il colonialismo classico, quello delle cannoniere, con un colonialismo di nuovo conio, nel quale i paesi più ricchi, attraverso il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, continuavano ad ingerirsi nelle economie del Sud del mondo, a condizionarle e ad appropriarsi delle ricchezze di queste per sostenere lo sviluppo del Nord. Lo hanno fatto con l’usura immorale del debito estero che, se ha piagato di povertà il Sud del mondo, ha coperto di un discredito forse irreparabile l’immagine del Nord che quel sistema usuraio ha per decenni imposto beneficiandone largamente.
Messaggio del 12-12-2007 alle ore 13:48:31
meno male
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