Cultura & Attualità
Arun Gandhi
Messaggio del 01-09-2004 alle ore 08:34:28
MICHELE GIORGIO
GERUSALEMME
«La liberazione è possibile, l'occupazione militare israeliana può avere
fine grazie ad una lotta non violenta in grado di ridare ai palestinesi
il sostegno internazionale che oggi non hanno più. Le volontà, la
determinazione,
le manifestazioni popolari possono più di tante armi». Così ha detto ieri
al manifesto Arun Gandhi, nipote dell'alfiere della lotta non violenta che
portò alla liberazione dell'India dal dominio coloniale inglese, il Mahatma
Gandhi, giunto nei giorni scorsi nei Territori occupati.
Parole che ha ripetuto anche alla folla di circa tremila palestinesi e pacifisti
israeliani che ieri hanno manifestato ad Abu Dis, davanti agli alti lastroni
di cemento armato che formano il muro dell'apartheid che Israele sta costruendo
in Cisgiordania e intorno a Gerusalemme.
Gandhi giovedì scorso, dopo un incontro con il presidente dell'Autorità
nazionale palestinese Yasser Arafat, aveva definito la situazione in
Cisgiordania
e Gaza più grave di quella del Sudafrica dell'apartheid.
Ieri è stato il culmine delle ultime iniziative contro la costruzione
dell'enorme
barriera che il governo Sharon intende portare a compimento nonostante le
condanne ricevute lo scorso luglio dalla Corte di giustizia dell'Aja e
dall'Assemblea
generale dell'Onu. Proteste pacifiche che hanno rilanciato una dimensione
popolare dell'Intifada e riportato in strada migliaia di palestinesi. «L'arrivo
di Gandhi è molto importante ¡ ha sottolineato l'europarlamentare Luisa
Morgantini presente ieri nei Territori occupati ¡ perché aiuta a ridare
spazio a quella componente pacifista, sostenitrice della lotta popolare
e non violenta, che esiste da sempre nella società palestinese, sin dai
tempi della prima Intifada».
La manifestazione di Abu Dis è stata inoltre l'occasione per una nuova
espressione
di solidarietà, anche da parte di tanti pacifisti israeliani, con la protesta
dei detenuti politici palestinesi che da 13 giorni attuano uno sciopero
della fame per chiedere migliori condizioni di vita nelle carceri israeliane.
Oggi Arun Gandhi osserverà assieme a migliaia di palestinesi e di attivisti
israeliani e internazionali una giornata di digiuno in sostegno con i detenuti
ai quali ha già espresso più volte solidarietà e comprensione. Nuove iniziative
di lotta sono attese nei prossimi giorni ed il 4 settembre è prevista una
giornata di «sostegno nazionale» ai prigionieri politici non solo nei Territori
occupati ma anche all'estero.
La situazione intanto rimane critica, soprattutto nella Striscia di Gaza
dove giovedì notte un palestinese è stato ucciso dall'esercito israeliano
ed un altro è stato dilaniato dall'esplosione di un ordigno che, secondo
fonti locali, stava trasportando. A Nablus continuano i raid notturni delle
unità speciali israeliane, soprattutto nella zona della casbah. Volontari
italiani presenti della città, dove operano con il Medical Relief, riferiscono
che dalla metà di agosto non passa giorno senza che le truppe dello Stato
ebraico entrino nel centro di Nablus scontrandosi spesso con giovani
palestinesi.
Il pesante giudizio di Arun Gandhi sulle condizioni dei palestinesi sotto
occupazione israeliana coincide perfettamente con quello di John Dugard,
sudafricano e professore di diritto ma soprattuto inviato speciale delle
Nazioni unite. Il professor Dugard, che di apartheid se ne intende per averla
vissuta in carne propria, il 24 agosto scorso ha scritto un rapporto per
l'assemblea generale sulla situazione dei diritti umani nei territori occupati.
Dugard afferma che nei territori esiste «un regime di apartheid peggiore
di quello che esisteva in Sudafrica». E fa l'esempio delle strade aperte
solo per i coloni israeliani, proibite per i palestinesi.
MICHELE GIORGIO
GERUSALEMME
«La liberazione è possibile, l'occupazione militare israeliana può avere
fine grazie ad una lotta non violenta in grado di ridare ai palestinesi
il sostegno internazionale che oggi non hanno più. Le volontà, la
determinazione,
le manifestazioni popolari possono più di tante armi». Così ha detto ieri
al manifesto Arun Gandhi, nipote dell'alfiere della lotta non violenta che
portò alla liberazione dell'India dal dominio coloniale inglese, il Mahatma
Gandhi, giunto nei giorni scorsi nei Territori occupati.
Parole che ha ripetuto anche alla folla di circa tremila palestinesi e pacifisti
israeliani che ieri hanno manifestato ad Abu Dis, davanti agli alti lastroni
di cemento armato che formano il muro dell'apartheid che Israele sta costruendo
in Cisgiordania e intorno a Gerusalemme.
Gandhi giovedì scorso, dopo un incontro con il presidente dell'Autorità
nazionale palestinese Yasser Arafat, aveva definito la situazione in
Cisgiordania
e Gaza più grave di quella del Sudafrica dell'apartheid.
Ieri è stato il culmine delle ultime iniziative contro la costruzione
dell'enorme
barriera che il governo Sharon intende portare a compimento nonostante le
condanne ricevute lo scorso luglio dalla Corte di giustizia dell'Aja e
dall'Assemblea
generale dell'Onu. Proteste pacifiche che hanno rilanciato una dimensione
popolare dell'Intifada e riportato in strada migliaia di palestinesi. «L'arrivo
di Gandhi è molto importante ¡ ha sottolineato l'europarlamentare Luisa
Morgantini presente ieri nei Territori occupati ¡ perché aiuta a ridare
spazio a quella componente pacifista, sostenitrice della lotta popolare
e non violenta, che esiste da sempre nella società palestinese, sin dai
tempi della prima Intifada».
La manifestazione di Abu Dis è stata inoltre l'occasione per una nuova
espressione
di solidarietà, anche da parte di tanti pacifisti israeliani, con la protesta
dei detenuti politici palestinesi che da 13 giorni attuano uno sciopero
della fame per chiedere migliori condizioni di vita nelle carceri israeliane.
Oggi Arun Gandhi osserverà assieme a migliaia di palestinesi e di attivisti
israeliani e internazionali una giornata di digiuno in sostegno con i detenuti
ai quali ha già espresso più volte solidarietà e comprensione. Nuove iniziative
di lotta sono attese nei prossimi giorni ed il 4 settembre è prevista una
giornata di «sostegno nazionale» ai prigionieri politici non solo nei Territori
occupati ma anche all'estero.
La situazione intanto rimane critica, soprattutto nella Striscia di Gaza
dove giovedì notte un palestinese è stato ucciso dall'esercito israeliano
ed un altro è stato dilaniato dall'esplosione di un ordigno che, secondo
fonti locali, stava trasportando. A Nablus continuano i raid notturni delle
unità speciali israeliane, soprattutto nella zona della casbah. Volontari
italiani presenti della città, dove operano con il Medical Relief, riferiscono
che dalla metà di agosto non passa giorno senza che le truppe dello Stato
ebraico entrino nel centro di Nablus scontrandosi spesso con giovani
palestinesi.
Il pesante giudizio di Arun Gandhi sulle condizioni dei palestinesi sotto
occupazione israeliana coincide perfettamente con quello di John Dugard,
sudafricano e professore di diritto ma soprattuto inviato speciale delle
Nazioni unite. Il professor Dugard, che di apartheid se ne intende per averla
vissuta in carne propria, il 24 agosto scorso ha scritto un rapporto per
l'assemblea generale sulla situazione dei diritti umani nei territori occupati.
Dugard afferma che nei territori esiste «un regime di apartheid peggiore
di quello che esisteva in Sudafrica». E fa l'esempio delle strade aperte
solo per i coloni israeliani, proibite per i palestinesi.
Messaggio del 01-09-2004 alle ore 08:40:08
Non voglio fare polemica, ma non mi sembra che in questo momento la lotta non violenta, che tra l'altro non c'entra una mazza con il pacifismo, sia all'ordine del giorno da quelle parti.
Adesso invece divento polemico, mi sembra che l'articolo tralasci il particolare insignificante degli 16 morti ed 80 feriti di ieri
Non voglio fare polemica, ma non mi sembra che in questo momento la lotta non violenta, che tra l'altro non c'entra una mazza con il pacifismo, sia all'ordine del giorno da quelle parti.
Adesso invece divento polemico, mi sembra che l'articolo tralasci il particolare insignificante degli 16 morti ed 80 feriti di ieri
Messaggio del 01-09-2004 alle ore 08:45:23
L'articolo è uscito ieri, prima dell'attentato.... sul resto non commento perchè con te è tempo perso
L'articolo è uscito ieri, prima dell'attentato.... sul resto non commento perchè con te è tempo perso
Messaggio del 01-09-2004 alle ore 08:52:33
su cosa non commenti?
perchè? ti sembra che da quelle parti ora come ora sia possibile una lotta non violenta? Purtroppo aggiungo
Gandhi non era un pacifista, i pacifisti del suo tempo protestavano contro l'aggressione imperialista alla povera Germania Hitleriana
lui sospese la lotta per l'indipendenza per permettere la guerra ad Hitler
su cosa non commenti?
perchè? ti sembra che da quelle parti ora come ora sia possibile una lotta non violenta? Purtroppo aggiungo
Gandhi non era un pacifista, i pacifisti del suo tempo protestavano contro l'aggressione imperialista alla povera Germania Hitleriana
lui sospese la lotta per l'indipendenza per permettere la guerra ad Hitler
Messaggio del 01-09-2004 alle ore 09:42:49
.... senza speranza!
.... senza speranza!
Messaggio del 01-09-2004 alle ore 09:54:16
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Arun Gandhi
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