Cultura & Attualità

ANDREA
Messaggio del 21-02-2007 alle ore 15:09:04
il suo è il classico parere di colui che vede il mondo soltanto attraverso il tg delle 13:30.
Messaggio del 21-02-2007 alle ore 15:06:18
Adonai, il tuo atteggiamento non è sincero! Che cavolo c'entra ciò che scrivi con le "morti bianche"? Sii serio per una volta almeno.
Messaggio del 21-02-2007 alle ore 15:04:55
non sono io colui che ha il dono dell'ubiquità tra biblioteca e caffetteria.
Messaggio del 21-02-2007 alle ore 13:31:22
Bartam, su questo argomento mi inchino di fronte alla sapienza di un maestro quale tu sei
Messaggio del 21-02-2007 alle ore 13:28:23
e l'incuria di coloro che non fanno direttamente un cazzo di niente dalla mattina alla sera, da cosa dipende?
Messaggio del 21-02-2007 alle ore 13:20:38

Accusare gli operai è un modo vecchio usato spesso per rimuovere il problema.

Accusare gli operai è un modo per trovare delle concause
Messaggio del 21-02-2007 alle ore 13:18:33

distrazioni e incuria da parte del lavoratore dovute ai pesanti ritmi di lavoro

e se l'incuria degli operai è dovuta ai ritmi stancanti del lavoro, l'incuria di quelli che si vanno a imboscare nei giardinetti a leggere il giornale, da cosa dipende? dai ritmi stressanti del ciclo stagionale?
Messaggio del 21-02-2007 alle ore 12:30:18
....Chi,io sono operaio da diversi anni e devo dire che quello che hai scritto è la triste realtà....
Messaggio del 21-02-2007 alle ore 12:28:12
Le "morti bianche" ovvero morti per infortuni sul lavoro è un problema di cui non si può ignorare la gravità e non si può discuterne facendo battute ironiche.
E' un problema che riguarda tutto il mondo e non solo l'Italia.
In questi ultimi anni nel mondo occidentale il numero delle vittime è salito notevolmente.
Accusare gli operai è un modo vecchio usato spesso per rimuovere il problema. Come se volessero suicidarsi!

La causa principale è la mancanza di controllo da parte degli organi competenti per i pochi fondi e personale(INAIL, INPS e Ispettorati Provinciali del Lavoro non assumono tecnici e ingegneri da diversi anni), ma vi sono altre cause: distrazioni e incuria da parte del lavoratore dovute ai pesanti ritmi di lavoro e unita alla precarizzazione del lavoro(specie giovanile) anche la precarietà delle condizioni lavorative.
Messaggio del 21-02-2007 alle ore 11:30:23
Aggiungo due parole ad un triste episodio:
ho detto pietà per il povero Andrea(pur chiedendomi perchè sia successo)
mi spiace la polemica grezza che ne è seguita(parliamo sempre di una morte),però la penso come Adonai,non strumentalizziamo la morte,chiediamoci,nel rispetto del morto come sia potuto succedere.
Trovo bella esauriente e documentata la disamina di Mr Home,aggiungo che ho anche io fatto il giovane operaio in un azienda da 500 addetti.Gli scarponcini,i piumini spesso venivano usati per andare a caccia,a cogliere ulivo e uva,la più elementare delle regole aggirata(il cane che si morde la coda).Spesso gente in ferie non rientrava perchè in malattia da caduta dall'albero,frustate agli occhi da olivo(come ben diceva Divo).
Ora dico,odio questi "operai"(stanno sempre iperinfangottati e spesso neppure si preoccupano dello stipendio) che fanno un torto a chi del lavoro ha veramente bisogno,stentano ad arrivare a fine mese(con 1000 euro casa in affitto e un figlio devi fare le acrobazie).Fare il contadino al 100% arricchisce l'agricoltura,rende economicamente,mi chiedo allora perchè presidiare tutte le fabbriche della Val di Sangro,farla da padroni,non aderire spesso agli scioperi(se lo fanno è perchè tenn da fa la legna).
Se si creano delle pessime condizioni,dei pessimi presupposti è anche per colpa loro.Un imprenditore non folle tiene alla prevenzione e la tutela,non si mette a rischio,a meno che non sia un ciarlatano.
Pietà per il povero Andrea..........una pietà che non provo per quelli sopra descritti.
Messaggio del 21-02-2007 alle ore 10:15:09
Ci vorrebbe più cultura del lavoro... e non della produzione!!!
Messaggio del 21-02-2007 alle ore 10:12:45
Il settore tecnico, in Italia, FUNZIONAAAAAAAAAAAAAA! E lo sapete perchè?

1) Perchè allo IEC (International Electrotechnical Commission) aderiscono più di 60 paesi (i più industrializzati).

2) Lo IEC produce Direttive COMPETENTI, EFFICACI, AL PASSO COI TEMPI

3) Le Direttive vengono recepite dai singoli stati attraverso i loro comitato di armonizzazione e normazione. (In Italia c'è il CEI, il Comitato Elettrotecnico Italiano)

4) I nostri sudici rappresentanti parlamentari, in questo settore, hanno espresso il meglio: hanno detto, con una legge, che:
a) L'organismo Normatore italiano è il CEI; b) Tutto quello che viene prodotto e progettato secondo le Norme CEI (e quindi IEC) è da ritenersi a REGOLA D'ARTE. Questo significa che le LEGGI, in campo tecnico, sono fatte da gente COMPETENTE ED EFFICIENTE (in totale controtendenza rispetto agli altri settori)
Messaggio del 21-02-2007 alle ore 10:04:32
Allora, spero di essere chiaro...
Io lavoro come progettista di macchine industriali e quindi conosco molto bene l'argomento. Affinché un macchinario possa essere commercializzato deve essere dotato del cosiddetto "fascicolo tecnico" che, oltre a documentare la macchina, ne accerta e certifica la rispondenze alle Norme di settore ed in particolare a 3 Direttive IEC (International Electrotechnical Commission): "Direttiva Macchine", la "Direttiva Bassa Tensione" e poi la "Direttiva EMC".
Vi assicuro che la Direttiva Macchine, per quanto riguarda la sicurezza (Safety) è un martello pneumatico: non molla! E' tosta! I sistemi di sicurezza devono essere dimensionati e scelti in base alle prescrizioni di tale direttiva e, in particolar modo per le presse (che rispondono all'allegato 4 - macchine pericolose) le norme sono ancora più restrittive.
E vi ricordo che sono Direttive internazionali elaborate dallo IEC (a cui aderiscono più di 60 paesi in tutto il mondo) e non sono Norme fatte dai pagliaccetti italiani.

Per esperienza personale vi dico che le macchine arrivano in fabbrica coi sistemi di sicurezza efficienti ma poi:

1) I sistemi di sicurezza (per Direttiva!) controllano eventuali guasti e non permettono alla macchina di ripartire finché il guasto non viene ripartato (sostituzione del componente)... oppure che il manutentore, intelligentemente, non bypassi il guasto facendo qualche ponticello quì e lì e mandando a puttane il sistema di autocontrollo dei sistemi di sicurezza.

2) Su ordine di chissà chi le macchine subiscono modifiche elettriche (sui sitemi di sicurezza!!!) e meccaniche orientate a velocizzare la produzione: rimozione dei ripari, bypass dei ripari fisici, bypass delle barriere fotoelettriche, bypass dei moduli di sicurezza, bypass dei sistemi di comando bimanuale.

3) Il manutentore ha sempre un azionatore speciale per bypassare i ripari di sicurezza che impediscono l'accesso alle parti pericolose durante il funzionamento.

4) Per esigenze di produzione... manutenzione 0!!!

5) I primi a rimuovere i ripari, per poter fare prima (o per premio produzione o per andarsi a fumare una sigaretta!) sono gli operai.

6) Oltre alle astronavi incendiate dietro i Bastioni di Orione, ho visto operai, manutentori e operatori sostare in piedi su assi elettrici attivi e pronti a schizzare!!!

7)Qualcuno l'ho visto lavorare con le ciavatte!!!

8) Se vai a reclamare che la macchina ha le barriere di sicurezza bypassate... ti licenziano!

9) Gli elettricisti costano meno degli esperti di macchine ed automazione. Quindi vengono impiegati per cercare di risolvere il problema... e boooooooooooooooommmmmm

10) I fabbri vengono impiegati al posto dei meccanici (che non sono quelli che aggiustano le automobili)

11) Tutta una serie di schifezze che ometto.

Vi assicuro che i costruttori di macchine non transigono sulla sicurezza. Oltre l'obbligo c'è anche un' ottima cultura tecnica inerente la sicurezza, una cultura che si è radicata nel migliore dei modi. Questo ve lo posso assicurare.
Messaggio del 21-02-2007 alle ore 00:56:18
Wagliò avast...
Messaggio del 21-02-2007 alle ore 00:47:21
tu a pecora sei una serva perfetta.
Messaggio del 20-02-2007 alle ore 23:50:48
Che popolo di pecore serve
Messaggio del 20-02-2007 alle ore 23:46:19
beh, se ci sei andato non credo tu abbia reso molto.. dato che gli occhiali protettivi si appannano e poi non vedi una mazza.
Messaggio del 20-02-2007 alle ore 23:32:18


Se si alzava alle 4 e doveva percorrere 80 km, come faceva ad essere in fabbrica alle 5?



chi ti ha dato le funzionalità cerebrali ha fatto un gravissimo errore.

una persona è morta (irrilevante quanto tempo fa), bisogna analizzare pure què? lasciarlo in pace mi sembra il minimo e anche doveroso.
Messaggio del 20-02-2007 alle ore 23:31:14

bartam, certo che sono andato a cogliere l'ulivo.

ma che c'entra?
Messaggio del 20-02-2007 alle ore 23:06:32
Mio caro, sei un ingenuo
Messaggio del 20-02-2007 alle ore 23:05:09
nessuno qui ha parlato di politica.

Messaggio del 20-02-2007 alle ore 23:01:13
e non ti fa schifo che si usino le disgrazie altrui per farsi i comodacci politici propri?
Messaggio del 20-02-2007 alle ore 22:58:22
divo, tu ci sei mai andato a cogliere l'ulivo?
Messaggio del 20-02-2007 alle ore 22:58:12
okay adonai, sono d'accordo con te, hai ragione.
Ma mi fà schifo sparlare e polemizzare nonchè fare battute idiote alla faccia di un ragazzo morto non solo per demeriti altrui.




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Messaggio del 20-02-2007 alle ore 22:56:52
cos'è? hai la dismenorrea?
Messaggio del 20-02-2007 alle ore 22:48:32
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Messaggio del 20-02-2007 alle ore 22:45:00

adonai, seppure col suo modo di esprimersi provocatorio e sfrontato, dice una sacrosanta verità... quanti contadini, durante la raccolta delle olive, si infortunano agli occhi, colpiti dalle foglie cadute dai rami, perchè non indossano gli occhiali protettivi...
Messaggio del 20-02-2007 alle ore 22:29:32
Finiscila
Messaggio del 20-02-2007 alle ore 22:29:00
tu, che se prendi in mano un cacciavite, lo usi come dildo per masturbarti, cosa ne vuoi sapere del lavoro..
Messaggio del 20-02-2007 alle ore 22:21:36
E tu, brutto panzone idiota?
Messaggio del 20-02-2007 alle ore 22:19:34
come puoi tu, nullafacente da una vita, pretendere di criticare e giudicare in quest'ambito?
Messaggio del 20-02-2007 alle ore 19:49:06
Io sono infinitamente pertinente. Il fatto è vecchio, mi pare di un anno; ma sulla vicenda fu aperta un'inchiesta per verificare le responsabilità. E sarebbe importante sapere perché è avvenuto.
Invece qui, in Italia, si piangono le morti bianche, ma nessuno dice che le leggi non vengono rispettare perché gli aventi diritto a volte sono i responsabili di questa incuria. C'è molta superficialità.
Non si discute di fronte ai padroni senza scrupoli, ma mi viene da ridere di fronte a quegli operai che invece di mettersi il caschetto in testa, come dovrebbero, se ne sbattono; e parlo del caschetto per dire tutte quelle negligenze la cui unica ragione è la pigrizia del lavoratore.
Quante volte mi meraviglio perché chi lavora con un martello pneumatico o altro attrezzo, il cui utilizzo richiederebbe delle speciali cuffie protettive dell'udito, se ne sta nel mezzo del casino senza niente? Non è solo un suo diritto, è anche un suo dovere, perché lo prescrive la legge. Ma vagliele a fare mettere.

E poi, sta storia della pressa? La macchina si ferma e lui di istinto ci infila la testa dentro? Cos'è, non l'ha visto Terminator?
Messaggio del 20-02-2007 alle ore 19:15:58
adonai, sempre fuori luogo come una cagata di cane sul pavimento di casa.
Messaggio del 20-02-2007 alle ore 18:59:38
Ti sei informato come si è conclusa l'inchiesta aperta dalla procura della repubblica?
Messaggio del 20-02-2007 alle ore 18:52:07
salame!
Messaggio del 20-02-2007 alle ore 18:33:01

tutti i giorni si faceva 80 chilometri per recarsi al lavoro. Il 20 giugno Andrea si alza alle 4 del mattino per essere in fabbrica alle 5

Se si alzava alle 4 e doveva percorrere 80 km, come faceva ad essere in fabbrica alle 5?
Messaggio del 20-02-2007 alle ore 18:06:40
Messaggio del 20-02-2007 alle ore 17:02:48
Questo non è un incidente ma un omicidio perchè se avessero funzionato i sistemi di sicurezza , Andrea sarebbe ancora vivo .
Situazioni che si ripetono ogni giorno per moltissime persone più fortunate di lui!!!!
Messaggio del 20-02-2007 alle ore 12:53:17
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Messaggio del 20-02-2007 alle ore 11:41:07
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Messaggio del 20-02-2007 alle ore 11:38:08
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Messaggio del 20-02-2007 alle ore 11:37:03
pietà per il povero Andrea
Messaggio del 20-02-2007 alle ore 09:44:36
«Andrea aveva 23 anni, tutti i giorni si faceva 80 chilometri per recarsi al lavoro. Il 20 giugno Andrea si alza alle 4 del mattino per essere in fabbrica alle 5. Alle 6,10 la pressa si ferma, Andrea d’istinto si sporge dentro ma all’improvviso la macchina si rimette in moto... Ora Andrea non c’è più e in casa resta un grande dolore e un silenzio enorme... manca la sua musica, la sua chitarra, la sua tromba...»
Graziella Gagliardoni Morota, mamma di Andrea, morto sul lavoro

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