Cultura & Attualità

Anche questo E' RAZZISMO
Messaggio del 26-05-2008 alle ore 12:46:23
Autostrade e "premi produzione"
per l'ad è una questione di dignità
Anche in nome della dignità della persona il consiglio di amministrazione della società autostradale Venezia-Padova verserà al suo amministratore delegato un premio di 130mila euro. Proprio così.

I fatti. Gli amministratori delle società pubbliche da due anni a questa parte si trovano davanti un problema non da poco: il governo Prodi per rispondere alla montante polemica sui compensi d'oro degli amministratori, e risolvere con un sol tratto di penna le decine di voci che arricchivano gli emolumenti pubblici, decise di cancellare ogni cosa, e stabilire un tetto. Tetto dei compensi: oltre una soglia non si può andare. Più di tanto niente.

Per merito o colpa della riforma che porta il nome di Linda Lanzillotta, già ministro per gli Affari regionali, una quantità indescrivibile di funzionari furono messi a dieta. Tagliate le poltrone, tagliati i costi. "Abbiamo ridato moralità alla funzione pubblica", garantì Romano Prodi, non a caso un ex.

D'un tratto l'amministratore delegato dell'Autostrada Venezia-Padova, Lino Brentan, si è ritrovato uno stipendiuccio di 77mila euro che raggiunge i 90mila solo grazie ad altri incarichi in società controllate. E allora i soci hanno previsto un modo per garantire a Brentan un sollievo, una boccata d'aria: premio di produzione. L'anno scorso circa 150mila euro, quest'anno intorno ai 130mila euro. Un cachet dovuto alla qualità del manager e ai risultati della società. Un premio che, naturalmente, va ad aggiungersi al minimo tabellare stabilito da quella ingenua della Lanzillotta.

E così, più che rompere il tetto si fa un buco sulla parete: si giunge sempre in alto, ma da una via diversa.

In effetti i conti delle società autostradali sono sempre in ordine. Le auto transitano, al casello si fermano. Tutte. Non ci sono portoghesi e chi vuole viaggiare paga. Con l'asfalto ci si fa ricchi. E con i soldi cosa si fa? Tutto quel che si vuole. Prima che intervenisse la riforma, il nord-est era sotterrato di poltrone. Autobrennero, Autovie Venete, la Serenissima, la Venezia-Padova. Ognuna garantita da un consiglio di amministrazione di tutto rispetto. In Veneto ogni 4,4 chilometri di strada esisteva un consigliere di amministrazione. Sulla tratta Padova-Venezia la punta era ancora più alta: ogni 2,7 chilometri gestiti, una poltrona da sorvegliante.

Poi il taglio: meno poltrone, meno stipendi.

Con il taglio i primi dubbi. Ai dubbi i rilievi, poi la contromossa. Meno cash in busta paga? Non si può.
E infatti i governanti della Venezia-Padova hanno deciso di dare a Brentan, l'amministratore delegato, ciò che è di Brentan. L'uomo, il manager, non deve scendere sotto i 200mila euro. E quest'anno, se tutto andrà secondo il piano industriale, quella cifra sarà abbondantemente raggiunta e forse anche superata. La decisione, benché approvata, ha dovuto fare i conti con l'opposizione del comune di Venezia, socio delle autostrade, e l'astensione della Provincia di Venezia, altro socio. "Moralisti!", ha tuonato il presidente della concessionaria Vittorio Casarin. "Può un amministratore delegato che fa anche il direttore generale di un'azienda con 250 dipendenti percepire 70mila euro? Non è nemmeno dignitoso".

Nel nome della dignità, dunque, l'ultima battaglia sui gettoni d'oro. L'avreste mai detto?

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Messaggio del 26-05-2008 alle ore 12:38:54
quesse non è razzismo,è truffa
Messaggio del 26-05-2008 alle ore 07:11:35

Per i parlamentari italiani aumenti boom: 10% l'anno. E sono anche meno i preparati

FABIO POZZO

La Casta peggiora, ma ha le tasche sempre più piene. In sessant’anni, i nostri parlamentari sono diventati sempre meno preparati, istruiti e impegnati, ma non per questo più poveri. Il loro calo di qualità è stato inversamente proporzionale al loro reddito, che è invece cresciuto di oltre il 10% l’anno. Contro l’1,5%, ad esempio, dei loro colleghi Usa, rispetto ai quali guadagnano abbondantemente di più.

Gli italiani sono gli onorevoli più pagati dell’Occidente: una busta di oltre 144 mila euro (più spese), contro gli 84.108 di un loro collega tedesco, gli 81.600 di un inglese, i 62.779 di un francese, i 35.051 di uno spagnolo e i 7.369 di un polacco, fanalino di coda delle indennità parlamentari in Europa.

Onorevoli portafogli
Entrare in Parlamento è un affare, secondo uno studio presentato a Gaeta al 10° convegno europeo della Fondazione Rodolfo DeBenedetti, titolato «Il mercato del lavoro dei politici», che ha analizzato le carriere degli uomini politici italiani a partire dal secondo Dopoguerra.

Il neoeletto vede il suo reddito lievitare del 77% già nel primo anno di attività (rispetto all’anno precedente). E da questo momento in poi, può dormire tranquillo. Il suo reddito lordo dal 1948 al 2006 ha avuto un tasso di crescita medio annuo del 10% (l’indennità è agganciata alla retribuzione dei magistrati, che è saltata verso l’alto); dal 1985 al 2004 il suo reddito reale annuale è aumentato di 5-8 volte rispetto a quello di un operaio, di 3,8-6 rispetto a un impiegato, di 3-4 volte più d’un dirigente. Dalla fine degli Anni Novanta, inoltre, il 25% dei deputati guadagna un reddito extraparlamentare superiore a quello della maggioranza dei dirigenti.



Adesso capisco perche' gli Spagnoli ce l'hanno tanto con Berlusconi & Soci...

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