Cultura & Attualità

Alberoni e l'università
Messaggio del 23-03-2006 alle ore 10:40:02


è anche vero che dopo 7 anni sei finita a squartar vermi a Cruccolandia


doppio

comunque resta il fatto: sono laureifici, non università oramai.
Messaggio del 23-03-2006 alle ore 09:43:39
e lo so che tu lovi fare quella cosa in quel posto del piffero ed è per questo che io dispero di un tuio possibile recupero


...PICCHIATELLA
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Editato da Dean Corso il 23/03/2006 alle 09:44:24
Messaggio del 23-03-2006 alle ore 09:39:47
e ti pareva che tu non ci dovevi mettere lo zampino!

..cmq quella delle radici era da martellamento per la stupidità..però sta di fatto che ben tre studenti del 3+2 sono stati segati su questa immane cazzata...vorrà pur dire qualcosa?


..e il fulminato sarai tu!!!!!
...e in ultimo...I squartare LARVE in Cruccolandi!!!!
...B R O N T O L O!!!!
Messaggio del 23-03-2006 alle ore 09:36:07

mentalmente perchè ti spemevano come un limone


ed infatti a te al post del cervello è rimasta della polpa di limone spremuta per non parlare delle bucce di limone, o era arancia?


Dopo almeno 80 ore di lezione ti veniva la curiosità di conoscere la materia


a me dopo 8 ore di lezione di veniva voglia di conoscere quella della prima fila


Perchè in una foresta tropicale le radici di piante di specie diverse hanno lunghezza diversa.


Ad una domanda del genere io l'avrei preso a martellate


ti s'appicciava la lampadina.


evidentemente, nel tuo caso, si è appicciata troppo e si è fulminata


Dopo 7 anni dal primo esame (per la cronaca chimica inorganica) ricordo ancora le leggi chimiche, le formule stechiometriche, le titolazioni...e le domande che mi sono state fatte nei tre compiti scritti di accesso all'esame orale!



è anche vero che dopo 7 anni sei finita a squartar vermi a Cruccolandia


Ovviamente il tutto con affetto e amore
Messaggio del 23-03-2006 alle ore 09:18:48
Quando ero studente (cosa che, al contrario diquanti di voi possano pensare, non accadeva nell'anno 1000 ma negli anni dal 1998/1999 al 2003/2004) non esisteva la parolina "Corso opzionale" tranne per tre rarissime ecceioni poste tutte tatticamente all'ultimo anno dei 5 totali di corso! I primi tre anni erano fatti da corsi di minimo 80 ora e se evitavi "qualche argomento" all'esame ti aprivano letteralmente in due come un'ostrica!

Dopo un esame eri maciullato, fisicamente perchè duravano una media di 40-60 min, e mentalmente perchè ti spemevano come un limone.

Cosa ci guadagnavamo?
1)La "coercizione-paura" dell'esame ti costringeva a studiare tutto e anche di più se era necessario!
2)Dopo almeno 80 ore di lezione ti veniva la curiosità di conoscere la materia, questo non sarà universale ma per me era così /Tranne per l'esame di chimica fisica che mi aveva davvero stracciato i marones )
3)In ogni corso, data la disponibilità di tempo e di materiale umano...eh si perchè a leione ci si andava tutti, c'erano sempre dei moemnti in cui si facevano considerazioni sugli argomenti alla luce delle pregresse conoscenze...per cui se qualcuno all'esame di Botanica 2 ti chiedeva "Perchè in una foresta tropicale le radici di piante di specie diverse hanno lunghezza diversa." tu non cadevi come un allocco dalle nuvole...ma ti facevi una botta di conti e ti s'appicciava la lampadina!
4)Dopo 7 anni dal primo esame (per la cronaca chimica inorganica) ricordo ancora le leggi chimiche, le formule stechiometriche, le titolazioni...e le domande che mi sono state fatte nei tre compiti scritti di accesso all'esame orale!

La generazione delle veline e dei calciatori lasciata libera di seguire le leggi naturali procede ineviabilmente verso il caos assoluto (Legge della termodinamica sull'entropia!).
Ma si...facciamoli andare tutti all'università...e va bene...ma lasciamoli anche laureare tutti...così creiamo una generazione di ignoranti cronici con senso di responsabilità pari allo 0!

Il problema verrà fuori in modo imperante quando l'europa chiederà gente coi contropelotas e noi forniremo degli scimmioni privi di midollo!
Messaggio del 22-03-2006 alle ore 13:02:24
wow, ma solo io ho dovuto studiare una media di 934 pagine ad esame?!


cmq è vero...sarà stato il 3+2 (ora si parla addirittura di 1+4) però la mole di studio dal vecchio al nuovo ordinamento è praticamente dimezzata, anche se gli esami sono raddoppiati.

l'università è diventata una scuola, non si fa più selezione, si tende a portare al traguardo il maggior numero possibile di studenti al prezzo di una preparazione inferiore.

poi me le ricordo pure io le domande che mi facevano al secondo anno. arrivavano sempre durante le ore di Sistemi Giuridici Comparati.

la mia risposta era sempre la stessa: una facoltà che mette al secondo anno una materia come Sistemi Giuridici Comparati (che compara il tuo ordinamento a quelli stranieri!) senza avere la benchè minima infarinatura di una procedura o un diritto penale o commerciale è una facoltà che non ha le idee molto chiare.

l'anno dopo Sistemi Giuridici Comparati è stato inserito nel programma del primo anno!!

semplice: era un esame dove si studiava poco, mnemonicamente, e si prendeva voti alti...ma dubito che alcuno degli studenti del primo anno abbia mai colto il significato di quello che stavano leggendo in merito di esecutività del lodo arbitrale italiano negli ordinamenti stranieri quando non hai mai letto in vita tua cos'è un titolo esecutivo nel tuo paese...
Messaggio del 22-03-2006 alle ore 12:49:50
posto un interessante articolo di Alberoni apparso sul corriere lo scorso 20 marzo,...


La buona università? Non segue i desideri degli studenti

di Francesco Alberoni

I migliori strumenti, se usati male o per scopi impropri, producono disastri. Così sta succedendo con la costumer satisfaction (la soddisfazione dei consumatori), il metodo con cui le imprese chiedono ai loro clienti quali sono i difetti dei prodotti in modo da poterli migliorare. Se i consumatori ti riferiscono che la tua automobile non frena bene o ha le porte che sbattono, cercherai di porvi rimedio. Ma tutto questo funziona perché è il consumatore che sa che cosa è meglio per lui, non c'è nessun altro giudice migliore.
Cosa succede quando passiamo all'istruzione dei giovani? Chi è il consumatore? Tutti pensano agli studenti. Ma è vero? Anche i bravi insegnanti hanno idee di cui tener conto e così pure i genitori, tanto che alcuni mandano i propri figli all'estero per assicurare loro una educazione migliore. Infine ci sono gli imprenditori, perché quei giovani devono poi assumerli loro. In Italia però di solito, nelle università, la costumer satisfaction è fatta interrogando solo lo studente. Gli si domanda quali sono le materie più utili, quelle che gli piacciono, quelle troppo faticose, quali docenti sono graditi, quali invece sono troppo esigenti. Ma che cosa ne sa uno studente del primo o del secondo anno di cos'è importante per la sua formazione, che cosa gli servirà veramente domani per affrontare il lavoro e la concorrenza internazionale? Inoltre molti studenti sono abituati a studiare poco e fanno fatica a concentrarsi.
Costoro, se glielo domandi, cercano di ridurre le materie più impegnative, evitano i professori più esigenti, quelli che fanno esami seri, mentre chiedono materie facili, lezioni divertenti, esami in cui non ti bocciano e prendi un voto alto. Alcune università che sono alla disperata ricerca di studenti, oltre a fare pubblicità, utilizzano i risultati della costumer satisfaction per catturarli andando incontro ai loro desideri. Se gli studenti rispondono che una materia è difficile la eliminano, che un professore è troppo esigente lo isolano, insomma fanno di tutto perché il corso di studi diventi sempre più facile, in discesa. È il principio di Pinocchio. Sappiamo tutti che Pinocchio, simbolo universale dei ragazzi, non aveva voglia di studiare e, fra andare a scuola e a uno spettacolo di burattini, preferiva il secondo. Così, seguendo la sua personale costumer satisfaction, non finisce nel paese della cultura, ma in quello dei balocchi e diventa un somaro. Oggi c'è chi l'aiuta a seguire la stessa strada.


...sottolineando questo passaggio:
Costoro, se glielo domandi, cercano di ridurre le materie più impegnative, evitano i professori più esigenti, quelli che fanno esami seri, mentre chiedono materie facili, lezioni divertenti, esami in cui non ti bocciano e prendi un voto alto. Alcune università che sono alla disperata ricerca di studenti, oltre a fare pubblicità, utilizzano i risultati della costumer satisfaction per catturarli andando incontro ai loro desideri. Se gli studenti rispondono che una materia è difficile la eliminano, che un professore è troppo esigente lo isolano, insomma fanno di tutto perché il corso di studi diventi sempre più facile, in discesa. È il principio di Pinocchio.
vivendo la quotidianità universitaria me ne rendo sempre più conto: si fa a gara per i libri più corti, per il prof più facile, per chi fa lezione solo al pomeriggio ecc. chiedendomi: ma chi obbliga il ragazzo/a a frequentare l'università? tollero discorsi del genere alle superiori - scuola dell'obbligo è - ma non capisco questi discorsi all'università, soprattutto nei livelli più alti ( tipo specialistiche ) dove mi aspettavo di trovare sinceramente persone più attaccate allo studio.
scusate, magari il mio è solo uno sfogo personale, ma volevo sottolineare la cosa.

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